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“Anno Zero”: la scelta di vivere

Come superare la perdita dell’”amato bene” e altri grandi cambiamenti


La nascita: una cosa è certa, prima di scegliere di vivere è necessario nascere.

Alcune filosofie e religioni come il Buddismo, l’Induismo e la Kabbalah con la rivelazione dello Zohar, teorizzano sull’idea che l’anima scelga dove nascere secondo un preciso disegno evolutivo. Sembra che poi l’anima, dimentica dei motivi per cui aveva scelto quelle specifiche condizioni, adatte alla propria realizzazione, si ritrovi direttamente all’interno di questo percorso, a doverne affrontare o rifiutare le sfide. Quindi l’anima sceglie i genitori che con i loro pensieri, le loro possibilità, i loro sogni e le loro intenzioni, le permettono di imparare la lezione di cui ha bisogno per il suo percorso evolutivo o, secondo il buddismo per liberarsi dal karma.

Lo psicanalista Junghiano James Hillman, fondatore della psicologia archetipica, con la sua “teoria della ghianda” presenta l’idea secondo la quale ognuno di noi arriva in questo mondo con un’immagine preesistente. Nel suo best seller “Il codice dell’anima” scrive:

Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima.

Un’idea che, per quanto mi riguarda, condivido pienamente.

Dopo il suo risveglio spirituale, lo scrittore Robert Schwarz, era convinto che aiutare le persone a conoscere i piani che le avevano portate a scegliere in che contesto nascere, le avrebbe aiutate a comprendere meglio la natura delle difficoltà emergenti nel corso della loro vita. Nel suo libro “Anime Coraggiose” scrive:

La programmazione che facciamo prima di nascere è estesa e dettagliata. Essa include la selezione delle prove della vita ma va ben al di là di essa. Noi scegliamo i nostri genitori, ed essi scelgono noi, dove e quando incarnarci, le scuole che frequenteremo, le case in cui vivremo, la gente che incontreremo e le relazioni che stringeremo”. E inoltre: “La Terra è un palco sul quale la personalità realizza o devia dal copione scritto prima della nascita. Noi scegliamo come reagire se con rabbia e amarezza o con amore e compassione. Quando riconosciamo che abbiamo programmato le prove della nostra vita la scelta diventa chiara e molto più facile.

Conoscere queste interpretazioni della vita e delle sue sfide, del karma o del destino è estremamente, arricchente e interessante per la mia attività di Coaching. Lo sono anche le interpretazioni di Bert Hellinger e l’approccio transgenerazionale delle costellazioni familiari come anche la psicogenealogia. Nel Coaching lavoro spesso con un approccio transgenerazionale. Nel metodo di Coaching che utilizzo è parte integrante per il trattamento di alcune dinamiche che emergono dalla qualità delle risposte del cliente a un sistema di raccolta informazioni chiamato “matrice neurolinguistica”.

Con un ampio giro di analogie infatti posso confrontare queste interpretazioni sulla nascita con i grandi cambiamenti che avvengono nella vita delle persone, quelli che alla fine portano a processi di trasformazione delle strutture mentali e della consapevolezza profonda. L’anima che sceglie la sfida è simile al processo di preparazione precedente al grande evento di trasformazione. Di solito si arriva al grande evento, infatti, dopo una serie di altri accadimenti, cambiamenti ed esperienze che costituiranno i presupposti delle qualità percettive, reattive e resilienti sollecitate nella persona coinvolta.

Inoltre un percorso di “integrazione” di questi grandi eventi di cambiamento è necessario per poter passare a un livello superiore si consapevolezza. Lottando contro, opponendosi alla sorte e mettendo a rischio le proprie risorse mentali ed emozionali in attività oppositive, il rischio di “annegare il soccorritore” è alto. Molto meglio rafforzare la capacità di nuotare in alto mare e sopportare la mancanza di orizzonte per il tempo necessario a immaginare nuovi e più ampi scenari in cui approdare.

Nel noto colossal cinematografico pluripremiato  “Titanic” il quadro è molto chiaro. Solo la scena di Rose che supera la notte gelida con l’amato senza vita fra le braccia, prima che arrivino i soccorsi è un concentrato di significati ed emozioni.

E infine la trasformazione che eventi così impattanti mettono in essere, se affrontati con l’attrezzatura e la preparazione giusta, è senza uguali e senza via di ritorno. Rose sceglie, proprio durante la perdita dell’amato Jack in mezzo all’oceano, di affrontare la vita. Invece di lasciarsi andare con lui, si aggrappa alla salvezza. Creerà il suo nuovo mondo, ricco di emozioni, di amore e di esperienze, nel nuovo continente. La memoria del lutto è stata sublimata in forza vitale e motivazione.

Moltissime persone vogliono sapere quali siano le risorse più forti e stabili per affrontare le difficoltà e le sfide della vita. Poche sono disposte a cercare valore nelle perdite e poche a salvare la forza dell’intenzione dalle frustrazioni. Vogliono sapere come si fa a sviluppare una forza e una determinazione sovrumana e perseverare nelle grandi mete della propria vita anche e nonostante difficoltà enormi. A tutti piacerebbe raggiungere il successo in vari ambiti e in modo diretto, veloce e indolore. Ma della vita non si possono evitare solo gli aspetti più crudi. O scegli di viverla pienamente o ti lasci vivere da ciò che ti capita. Bisogna scegliere di vivere sempre, anche quando ci si sente perduti, falliti, colpiti. E questo non significa affatto far finta di niente e rinnegare le proprie emozioni, anzi significa affrontarle con coraggio e spesso con il cuore dolorante mettersi in cammino, e se una strada non c’è, costruirla mentre si va. 


“Anno Zero”

Molte persone raccontano della grande svolta, cambiamento, illuminazione, rinascita ecc. La mia esperienza personale e la mia professione mi insegnano che, soprattutto le persone che vivono pienamente e intensamente, hanno più di un solo cambiamento epocale trasformativo.

Rappresentata egregiamente nel film Titanic con la morte di Jack fra le braccia di Rose, il grande cambiamento che porta ad abbracciare una nuova vita ha queste tre caratteristiche:

  1. È preceduto da scelte che hanno rotto vecchi schemi, abitudini e convinzioni passate e percepite come limitanti
  2. Avviene in una dimensione di profonda identificazione e riappropriazione con le proprie verità interiori, anche con quelle precedentemente negate, e di riallineamento con i propri valori
  3. È un momento unico, esclusivo, senza ritorno che produce nuove consapevolezze e nuovi comportamenti. Racchiude in sé contemporaneamente tutte le emozioni della grande fine e del grande inizio.

Il lo chiamo “Anno Zero” nel mio Coaching trasformazionale. Spesso è frutto di una preparazione che avviene a più riprese nel corso degli anni e che crea un terreno mentale e una capacità di gestire le emozioni che si manifestano all’impatto forte con il cambiamento. Altre volte è un evento inaspettato e improvviso che ha il carattere dell’imprevisto. L’opportunità è quella di un allenamento d’urto ad affrontare la vita nella sua piena espressione senza compromessi.

La differenza sostanziale fra un grande cambiamento e un “Anno Zero” è che il secondo tocca tutti i “livelli logici”, con forte impatto sui tre livelli “alti” cioè spirituale, identitario e valoriale. I livelli logici di Robert Dilts, uno dei più grandi teorici e autori di Programmazione Neurolinguistica sulla scena  internazionale, sono un ampliamento del lavoro svolto da Bateson. Essi descrivono una gerarchia di livelli di processo all’interno di un individuo, gruppo o organizzazione.

Il mio concetto di “Anno Zero” è il processo di chiusura, il punto di arrivo, il tirar delle somme di eventi importanti: un lutto, una malattia improvvisa e invalidante, la perdita del lavoro della propria vita, un abbandono sentimentale, cambiare forzatamente il contesto in cui si vive.

E un altro aspetto riferito al punto uno dei tre nell’elenco qui sopra, è che questi cambiamenti riguardano mete per il raggiungimento delle quali, si era già trasformata la propria vita, aperte nuove possibilità e affrontati cambiamenti sostanziali. Proprio come per Rose lo è stata la scelta di Jack a confronto con Caledon, il giovane magnate dell’acciaio sostenuto dalla madre di Rose. Rose lotta per Jack contro le convenzioni sociali, la cultura di genere, l’educazione, vince persino le proprie paure e timidezze, e poi inaspettatamente lo perde. Dunque parliamo qui della “perdita dell’amato bene”.

Pensa ora ad una donna che ha lasciato il suo Paese e la sua cultura per seguire l’amore della sua vita e poi lui la lascia, pensa ad una persona che imposta la sua vita, le sue frequentazioni e le sue attività sulla scelta di un lavoro poco compreso o non accettato dai genitori e poi questo lavoro scompare, non esiste più da un giorno all’altro. Pensa a una persona che ha avuto sempre un’ottima salute e all’improvviso riceve una diagnosi che la costringe a rivedere tutto di sé, dalla propria immagine al proprio stile di vita. Oggi questi sono casi sono più reali e molto più frequenti di quanto si pensi e non solo per motivi relativi ai percorsi individuali.

La società è profondamente cambiata e la maggior parte delle persone non è né pronta, né equipaggiata a trasformare questi cambiamenti in aperture verso il nuovo. La liquidità moderna descritta da Zygmunt Bauman uno dei più noti e influenti intellettuali del secondo novecento, travolge l’essere umano come un fiume in piena. Secondo Bauman “una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.”


Scegli di rinascere, scegli la vita

Qual è la differenza fra una persona che si lascia vivere dalla propria esistenza e una persona che crea il proprio destino e coraggiosamente affronta le difficoltà emergenti integrandole, arricchendo la propria “Weltanschauung”  cioè la propria concezione del mondo, della vita, del proprio ruolo e scopo all’interno di essi?

Ecco qui alcune delle convinzioni potenzianti che nella mia esperienza professionale e di vita fanno davvero la differenza che conta.

  1. Le difficoltà che ti fortificano sono quelle che fanno evolvere la tua consapevolezza.
  2. Le privazioni che ti fortificano sono quelle sostenute in una dinamica di resilienza e autonomia.
  3. Le conquiste che ottieni con le tue forze sono quelle a cui dai più valore, che curi di più e per cui sei più grato, perché sono integrate a tuoi processi evolutivi.
  4. La fede, come capacità di credere nella vita, è la luce che resta sempre accesa in ogni difficoltà. A volte in estreme condizioni la perdi. La fede tuttavia non ti perde mai, crede in te in ogni istante.
  5. La gratitudine è la base di ogni relazione, di ogni prosperità e di ogni ricchezza. Ogni giorno anche il più nero ha cose importanti per cui puoi essere grato, come l’acqua pulita che bevi, il fatto che respiri e che hai persone accanto pronte ad aiutarti.
  6. I problemi che trascini per anni diventano molto complicati da risolvere perché creano comportamenti compensatori, devianti, e schemi di pensiero negativi e passivi inefficaci. Pertanto è necessario agire tempestivamente quando si manifesta un disagio.
  7. È necessario che tu conosca bene le priorità valoriali della tua vita e tu faccia pace con te stesso, siamo tutti esseri parziali con grandi potenzialità. Possiamo essere molto forti ma mai onnipotenti.
  8. Allena la tua capacità di vivere in modo essenziale e di poterti aiutare sempre con le risorse effettivamente disponibili. Cerca i tuoi valori essenziali alle radici.

Ricorda che Rose si salva perché resta sdraiata sulla porta di una cabina che la separa dalle acque gelide dell’oceano fino all’apparire di quella fioca luce che le permetterà di iniziare una nuova vita e un nuovo amore nel nuovo mondo. La vita continua e potrebbe sorprenderti con nuova e inaspettata bellezza.


Teresa Burzigotti Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Teresa Burzigotti
NLC Master Coach e Teaching Trainer
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