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Il Potere della Mente

Mente come alleata o come nemica?

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Il nostro cervello è come risaputo una macchina complessa, presuppone per il suo corretto funzionamento di giuste sostanze che introduciamo con una corretta alimentazione e nello stesso tempo risulta essere molto efficiente. Si tenga presente infatti che a livello energetico, se rapportiamo il consumo di glucosio al suo enorme potenziale, emerge che a fronte di una incredibile capacità di elaborazione dei segnali provenienti dall’esterno consuma davvero poco.

Ora senza dilungarmi troppo su un campo prettamente neurochimico, il nostro cervello è di fatto un calcolatore e in quanto tale elabora input sensoriali e restituisce un output; lo fa sotto forma di pensieri ed idee molte volte geniali ma altre volte del tutto inadeguate al nostro contesto. È difatti su quest’ultimo punto che vorrei portare l’attenzione per procedere al punto successivo: il bias cognitivo numero uno.

Secondo quest’ultimo è la mente a governare la nostra vita; nello specifico da essa discendono le emozioni da cui derivano in ultimo le nostre azioni che vanno a determinare il corso delle nostre giornate.

Ebbene secondo tale schema è come se fossimo legati a doppio filo a quello che dovrebbe essere il nostro alleato, il quale ci dice cosa fare e in che modo. Peccato però che non sempre funziona tutto come vorremmo e spesse volte ci facciamo coinvolgere da un turbinio di pensieri pieni di frustrazione e disistima nei nostri stessi confronti, tanto che rischiamo di vivere una vita apatica o non allineata a quelli che sono i nostri sogni.

Se volessimo invece adottare un paradigma diverso e potenziante, avremmo al vertice della piramide o comunque del processo decisionale uno stato di coscienza che sovrintende alla mente; tale consapevolezza viene comunemente chiamata metacognizione , abilità consistente per l’appunto nel prendere consapevolezza dei propri pensieri imparando lentamente a prenderne le distanze.

Volendo possiamo prendere in prestito un detto comune nei paesi orientali, ovvero il concetto di “monkey mind“, ossia letteralmente mente scimmia; uno stato per l’appunto in cui versa gran parte della popolazione senza saperlo e nel quale essa stessa rischia di trasformarsi da servo a padrone, imponendoci tutta una serie di pensieri controproducenti.

Rischiamo davvero di trasformarci da capitano della nostra nave a semplice marinaio incaricato di eseguire e di andare dove la nostra testa ci dice.


Andare al di la della mente

A questo punto è presto detto: dobbiamo superarci, dobbiamo capire che la mente va guidata e gestita.

Andare al di la della mente vuol dire a mio avviso superare i nostri limiti, imporsi quasi di stare bene quando le cose non vanno proprio. Entra in gioco infatti il concetto di “resilienza“, ovvero la capacità umana di superare gli ostacoli della vita e di sapersi rialzare quando il nostro stesso alleato ci butta giù.

Mi spiego. Tutto ciò che ci accade, ma soprattutto tutto ciò che proviamo non è altro che una interpretazione della realtà, una mappa che ognuno di noi impara a seguire per orientarsi nella vita di tutti i giorni. Una mappa che funziona per schemi e paradigmi, grazie a cui possiamo pensare di eseguire più compiti nello stesso tempo senza prestarci troppa attenzione, grazie al concetto di automatismo appreso.

Ora è chiaro che questo rappresenta un punto a nostro favore, ma molto spesso incappiamo in delle situazioni in cui diventiamo noi stessi i principali sabotatori di una vita che potrebbe essere “geniale”, semplicemente perché dimentichiamo che la nostra mente non è tutto.

Ricordiamo inoltre che il cervello stesso conserva radici del passato in cui era richiesto uno stato continuo di allerta, ovvero di attacco e fuga. Tale imprinting neurale porta ad attivarci inutilmente in occasioni di pericolo non reale e a dimenticare in fretta gli stati d’essere più belli del nostro percorso di vita.

Ne approfitto allora per introdurti al concetto di qui e ora.


Il qui e ora

La nostra vita dovrebbe rientrare per assurdo in uno stato di perenne meditazione, stato d’essere che si allontana e di molto da quello che la maggior parte di noi crede. Meditare vuol dire essere sempre presenti, non lasciarsi coinvolgere da pensieri limitanti, osservare un paesaggio e godere del momento presente.

Il qui e ora è una condizione di estrema sintonia con se stessi e il mondo intero, una condizione di pace e serenità.

Il qui e ora in sostanza rappresenta uno stile di vita se vogliamo spingerci al limite della definizione; ovvero, come molti monaci e studiosi orientali insegnano, è davvero importante per una corrette salute mentale essere consapevoli del presente e dello stato emozionale che si vive di modo da poterlo gestire e ottimizzare. Importante conseguenza di tale logica è cercare nel tempo di abbandonare sempre di più pensieri relativi al passato o al futuro, soprattutto se non di utilità pratica. Al contrario prendiamo spunto e insegnamento dagli stessi e andiamo avanti.


Conclusione

Per concludere il determinante che divide persone di successo da persone che purtroppo trascorrono una vita non allineata ai loro sogni è la capacità di usare il potere immenso della mente, superando i tipici bias cognitivi che limitano come paraocchi la comprensione della realtà e soprattutto imparando cosa vuol dire essere resilienti la dove le difficoltà ci colpiscono, e ad essere presenti in ogni situazione.


Davide Addante Autore presso La Mente Pensante Magazine
Davide Addante
Ingegnere Aerospaziale
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