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L’importanza dell’immaginario erotico nel funzionamento emotivo-affettivo

Lasciarsi andare alla creatività


L’immaginario erotico è un aspetto che conta moltissimo in terapia e che va indagato in qualsiasi tipo di consulenza sessuologica perché, se si riesce ad immaginare, vuol dire che si possiede la capacità di lasciarsi andare.

Questa dimensione fornisce informazioni sulla realtà psichica di un individuo e sul suo funzionamento emotivo-affettivo.

Immaginare vuol dire creare, sperimentare, lasciare una porta aperta al possibile.

Attraverso le immagini, le fantasie ed il sogno, si esprimono i propri bisogni, desideri e contenuti inconsci.

Un fatto sorprendente riguarda il modo in cui il nostro organismo reagisce quando immaginiamo: sembra che l’attività cerebrale sia molto simile a quella relativa al vivere realmente delle esperienze; le immagini, inoltre, influenzano anche il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione, il consumo di ossigeno, le sensazioni gastriche, l’eccitazione, ormoni e neurotrasmettitori e il sistema immunitario.

L’immaginario erotico nello specifico rappresenta la capacità di auto-erotizzarsi attraverso la creazione di fantasie, ovvero rappresentazioni mentali.

Le fantasie erotiche possono essere:

  • Spontanee: sogni.
  • Provocate volontariamente.
  • Primarie: derivano dalle prime eccitazioni erotiche.
  • Secondarie: quelle più utilizzate durante l’attività sessuale.

In questo contesto storico, il periodo post-moderno, in cui regna la fretta e la necessità di non fermarsi mai, sviluppare l’immaginario è particolarmente importante.

Le fantasie funzionano oggi perché vanno a stimolare proprio lì dove una persona ha perso il tempo di stare in contatto con sé.

A tal proposito, capita di frequente che una coppia faccia un figlio durante una vacanza, perché? Perché si dà il permesso.


I contenuti dell’immaginario erotico: tra fantasia e realtà

Le fantasie sono in genere caratterizzate da elementi espliciti, per alcune persone basta immaginare solo un oggetto o una situazione.

I personaggi possono essere attinti dalla realtà, ma anche fittizi, così reale e irreale s’intrecciano.

In una fantasia il soggetto può immaginarsi come è nella realtà oppure modificare e/o migliorare alcune sue caratteristiche: questo è del tutto normale e funzionale.

Le fantasie possono essere caratterizzate:

  • Da una sola immagine;
  • Da un flash;
  • Da una serie di immagini che si susseguono senza una coerenza logica.

In consulenza o in terapia non bisogna fare l’analisi del contenuto delle fantasie perché è del tutto intimo e personale, ci basta solo sapere se esiste o meno in quel preciso individuo un immaginario erotico.

Le fantasie durante l’attività sessuale possono essere:

  • Convergenti > orientate all’attività sessuale che si sta svolgendo (immagini anticipatorie e preparatorie);
  • Divergenti > sono lontane dall’attività che si sta svolgendo

Un aspetto su cui bisogna necessariamente soffermarsi riguarda la distinzione tra fantasia e realtà quando parliamo di immaginario erotico.

La fantasia viene creata con la consapevolezza di essere tale, può essere considerata come un teatro privato.

Spesso, infatti, le fantasie vengono custodite gelosamente nella paura che una volta svelate possa svanire il loro valore erotico e non riescano più a portare lo stesso piacere.

Molte persone non desiderano attuare la fantasia proprio per paura di una delusione, questo accade più spesso con fantasie legate a una proibizione.

Ciò vuol dire che entrano in gioco i meccanismi inibitori che mantengono un equilibrio psico-affettivo.

L’immaginario non è una messa in atto, una fantasia non è strana.

Le fantasie vanno normalizzate in ogni contesto ma soprattutto in consulenza.

Spesso infatti quando ci troviamo davanti ad una coppia, può essere efficace far condividere ai partners le loro fantasie, anche solo per far prendere atto ad entrambi che questa è una realtà che esiste anche per l’altro/a.

Per chi svolge questo lavoro è opportuno ricordare che non si dovrà moralizzare in nessun caso, nemmeno davanti a fantasie che sembrano troppo trasgressive, perché se “funzionano” va bene così!

Uno studio fatto su un campione di giovani sani, con un buon equilibrio mentale, ha mostrato cosa accade nel cervello quando si attiva un’immagine di aggressività che porta all’uccisione di qualcuno: la corteccia prefrontale (la sede della morale) si inibisce, ciò vuol dire che non faremmo mai nulla che va oltre il nostro giudizio morale (Pellegrini, Pietrini, 2010).

Una fantasia può essere messa in atto nella misura in cui non travalichi i propri codici e venga considerata come gratificante e non colpevolizzante.

Noi siamo la società del concreto, in cui va bene solo quello che tocchiamo e vediamo.

Attraverso la fantasia però possiamo risvegliare e coltivare l’eccitazione; la funzione dell’immaginario è dunque compensatoria rispetto alle carenze della realtà, può aiutare a consolidare l’immagine di sé e a rafforzare il proprio senso d’identità personale.

Fondamentale è star bene nel proprio corpo e nella propria pelle.

Giocare con le sue parti e con le sue funzioni, sia nell’immaginario che nell’esperienza reale è un’ottima integrazione allo sviluppo di una buona identità sessuale.

La fantasia può aiutare nello strutturarsi di questa dimensione del sé.


Il potere delle immagini

Le immagini mentali sono componenti centrali dell’esperienza psichica e sono dotate di caratteristiche sensoriali, oltre che cognitive ed emotive.

Sono utili per indurre cambiamenti: sull’umore, condizione psicofisica, prestazione professionale, sicurezza, memoria, immagine di sé, convinzioni negative, sul pensarsi in contesti diversi.

L’immagine porta anche dei contenuti inconsci e possono essere utilizzati come strumento per conoscere la persona che abbiamo davanti.

Spesso le persone più intellettualizzate hanno un immaginario e un aspetto sensoriale più povero.

La dimensione creativa è importantissima soprattutto nella sessualità, perché parlare di carenza immaginativa vuol dire parlare di carenza creativa.

Creare vuol dire dare vita, venire fuori, lasciar fluire.

Le donne spesso rifiutano la loro femminilità perché la collegano al subire e al passivo.

Ma tanto più siamo capaci di esprimere questa energia creativa senza essere in conflitto con essa, tanto più saremo in equilibrio energetico.

Il conflitto con questa energia è legato la maggior parte delle volte alla dimensione della vergogna.

Il lavoro sulla coltivazione della creatività è importante, come è fondamentale “combattere” proprio la vergogna che blocca l’energia creativa e l’espressione delle emozioni.

L’immaginario erotico è uno spazio libero per definizione (Cortese, 2020).


Bibliografia

CORTESE M. (2020). L’immaginario erotico: dove niente è proibito.
PELLEGRINI S., PIETRINI P. (2010). Siamo davvero liberi? Il comportamento tra geni e cervello. In Sistemi Intelligenti, vol. II, 281-293.


Dott.ssa Beatrice Visco Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Beatrice Visco
Dott.ssa in Psicologia Clinica e di Comunità
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