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Bisognerebbe imparare a sporcarsi di cioccolato!

Come evitare l’iperprotettività


“Non correre che poi sudi.”

“Attento a non sporcarti.”

“No, le scarpe nuove, no … si rovinano.”

Divieti, raccomandazioni e ancora divieti. Immagino che tutti noi abbiamo avuto, almeno una volta, il piacere di assistere ad una di queste frasi o di esserne vittima. Dico vittima perché credo che siano raccomandazioni e divieti inutili; in alcuni casi preoccupazioni bizzarre e, addirittura, dannose.

Con ciò non intendo affermare che i genitori non debbano imporre alcun tipo di divieto ai propri bambini ed essere totalmente permissivi e accondiscendenti su qualsiasi cosa.

Credo però che alcune preoccupazioni come “attento a non sporcarti”, siano infondate!

Perché bisogna stare attenti a non sporcarsi?


L’iperprotettività è dannosa

Salvaguardare i propri figli dai pericoli esterni è il dovere di ogni genitore. Tuttavia, lungo il cammino della crescita, bisogna assicurarsi di stare sempre al fianco dei propri bambini e mai davanti a loro, poiché si rischierebbe di difenderli da pericoli inesistenti e di ostacolarli nel percorso di crescita.

L’iperprotettività provoca danni psicologici rilevanti ed è dannosa perché alimenta l’ansia, un nemico contagioso. La vostra ansia mette al centro voi stessi e oscura i reali bisogni del piccolo.

Genitori, se ad ogni azione del vostro bambino corrisponde una buona dose di ansia, questa sarà trasmessa alla sua persona e non lo aiuterà di certo nello sviluppo. L’iperprotettività in alcuni casi può essere, davvero, devastante tanto da avere conseguenze permanenti.

I bambini che hanno dovuto fare i conti con genitori iperprotettivi diventeranno adulti insicuri. Si sentiranno incapaci di agire da soli e prendere decisioni in autonomia dal momento che avranno una bassa autostima. Quindi avranno la necessità dipendere sempre da qualcun altro. Avranno difficoltà ad accettare le sconfitte poiché non hanno mai avuto modo di sperimentare, di sbagliare e di rialzarsi da soli, durante la loro infanzia.


Due cucchiaini di fiducia in più

Ogni tanto dovreste fidarvi e farvi guidare dai bambini. Forse, si tratta solo di accettare e rendersi conto che, a volte, sono più avanti dei grandi.

La fiducia è uno degli ingredienti fondamentali che sta alla base di qualsiasi tipo di relazione. Ogni giorno, anche quando non ce ne accorgiamo, riponiamo la nostra fiducia nelle mani di qualcun altro. Ci fidiamo dell’autista che sta alla guida del pullman, ci fidiamo della maestra all’asilo, ci fidiamo del nostro collega di lavoro per quel progetto da fare insieme, ci fidiamo dei nostri genitori, amici, ci fidiamo del nostro fidanzato/a.

Se non c’è fiducia crolla tutto. E voi siete capaci di fidarvi dei vostri piccoli?

A causa di paure inutili, non si è in grado di cogliere progressi reali che il bambino raggiunge da solo, o meglio, potrebbe raggiungere in totale autonomia, se solo non venisse ostacolato. Se inciampa e cade, ad esempio, si è subito pronti a soccorrerlo, senza sapere che ha imparato a rialzarsi da solo.

Aiutiamoli a fare da soli
-Maria Montessori

È fondamentale lasciare loro il giusto spazio per sperimentare, è necessario che sbaglino, è necessario alimentino la propria creatività, lasciate loro il giusto spazio per scoprire se stessi ed il mondo.

Un bambino libero di azione oggi sarà un adulto capace di autoregolarsi in qualsiasi ambito della propria vita!

Aiutateli a sviluppare la propria creatività, ma fatelo dietro le quinte senza rubare loro la scena. Incoraggiateli ad esplorare il mondo, educateli alla curiosità creando un ambiente stimolante dove la fantasia possa spiccare il volo.

Se stanno giocando tra loro, la cosa più sbagliata è quella di intromettersi con raccomandazioni inopportune come: “non correte troppo!”

Che cosa significa? Correte invece, correte più che potete bambini, saltate e soprattutto sporcatevi.

Credo che sporcarsi sia ARTE.

Guardare le azioni del bambino da un altro punto di vista

Dovremmo guardare la parola sporco sotto un’altra luce; alla fine è quasi sempre un gioco di luci ed ombre. Quindi proviamo a cambiare per un attimo punto di vista e mettiamoci tutti a testa in giù. Ed ora che siamo a testa in giù, chiudiamo gli occhi senza perdere l’equilibrio ed immaginiamoci un bambino che corre, un bambino che suda e che si sporca i vestiti e poi le scarpe, ma soprattutto le mani.

Un bambino che si sporca di fango, di cioccolato, o di terra è un bambino che si sporca di vita!

Quando un bambino si sporca un vestito mentre gioca in giardino, non bisognerebbe porre l’attenzione sul fatto che si sia sporcato il vestito o che abbia le mani sporche di terra. Bisognerebbe invece cogliere il fatto che quelle mani siano entrate in contatto con la natura. Sporcarsi è il loro modo di dire: “questo l’ho fatto io, non c’era la sabbia e allora ho fatto un castello di terra!”

Se vi trovate ad un pranzo e, per l’occasione, il bambino ha indossato i pantaloni bianchi elegantissimi e la bimba le sue scarpette nuove probabilmente vi verrà la pelle d’oca al pensiero che nel pomeriggio quel bianco cederà il posto al marrone e le scarpe siano meno nuove. Ma respirate e contate fino a domani prima di intervenire con qualsiasi tipo di allarmismo o farne un dramma. Non è ancora arrivato il momento per i piccoli di essere eleganti e rimanere ingessati come bomboniere o manichini. Inoltre è probabile che tra qualche mese i pantaloni siano troppo corti e le scarpe ormai strette.

Peggio ancora è privare di far indossare il capo di abbigliamento nuovo per paura che si rovini, meglio custodirlo nell’armadio e aspettare che sia troppo piccolo e che ammuffisca.

Ricordatevi che è impossibile entrare in contatto e in armonia con la natura stando dietro ad una finestra e non si può imparare a nuotare guardando il mare, sempre e solo, da lontano.

E allora impariamo dai bambini a sporcarci di cioccolato!


Giulia Spano Autrice de La Mente Pensante   Giulia Spano – Autrice | Attrice | Copywriter | Email | LinkedIn Firma Autori

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