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La scienza del male

Seconda parte della trilogia “La Questione del Male”

Photo by Marek Piwnicki on Unsplash.com

Premessa

La “Scienza del Male” è il secondo scritto della trilogia “La Questione del Male”.

Il primo, già pubblicato, tratta la “Questione del Male in quanto tale” e il terzo, a seguire,  la “Clinica della psicopatologia, quando il Male entra nella stanza d’analisi”.


Introduzione

Nel precedente articolo, il Male è  definito come fatto pertinente all’Umanità, ovvero il Male è dell’Uomo.

Qui si continuerà tale traccia allo scopo di saperne di più sulla ineluttabilità della sua essenza, senza riprendere concetti già trattati, quali Teodicea, Libero Arbitrio Bene e sua mancanza…… (per i pensatori del libero arbitrio si veda bibliografia in calce)


Il male….perché?

“Il male mette radici quando un uomo comincia a pensare di essere migliore di un altro” (Espressione di Madre Teresa di Calcutta)

” […..]perché il Male, vorrei ricordarvelo, è umano, solo umano” (Joseph Brodsky) Discorso ai Laureati -Williams College, 1984)

Il Male nasce nella notte dei tempi ed è vivo più che mai, attraversando tutta la periodizzazione storica e filosofica: dai Greci dell’età classica a quelli della filosofia latina, dal Medioevo all’Umanesimo, dall’Illuminismo all’Età Moderna e a quella Contemporanea.

In quella del ‘900, il Male è inquadrato nelle ermeneutiche della “Scienza del Male”; esse offrono spiegazione di quali  siano i presupposti psicologici, sociali, economici e politici che concorrono alla concretizzazione del Male.


Tutto comincia così: da Tempi Felici a Tempo Infelice   (e ritorno)

Questa frase è di Andrzej Lobaczewski (v. oltre) ma potrebbe essere di chiunque, perché racchiude la considerazione che nulla è immutabile perché vi è sempre una contrapposizione tra ciò che si ha e ciò che si perde, per poi ricominciare ad investire su ciò che si ritiene debba essere.

(in termini psicologici ciò può essere ricondotto al funzionamento depressivo).

Lobaczewski precisa la sua interpretazione del motivo per cui i “tempi felici” cessano la loro presenza per lasciar posto al “tempo infelice”, dandone una connotazione a tutto tondo, prescindendo, tra l’altro, dalla visione di G. B. Vico sulla ricorsività della storia.

Il suo pensiero è: i Tempi Felici sono conosciuti da ogni società e rappresentano i tempi della ricchezza, dell’abbondanza, della floridezza, del benessere nei vari aspetti, tempi che garantiscono equilibri psico-socio-politici.

In modo consequenziale, tali equilibri si “consumano” lasciando il posto al disequilibrio  causato da soggetti la cui intenzione è nell’ordine della distruzione dell’ordine precostituito.

Questo è il “tempo infelice”.

Fino al successivo ribaltamento verso “tempi felici” da parte di coloro che non si arrendono alla logica del Male.

Dunque, il male… perché?

Perché l’attrattiva si fa largamente strada nella caduta della solidità ad opera della sollecitazione patologica di chi si arroga il potere di sovversione.


Le ermeneutiche della scienza del male: ponerologia, patocrazia, polemologia

ponerologia Ponerologia Politica, Una scienza sulla natura del male adattata per scopi politici, A. Lobaczewski, 2006) unico link con testo integrale in italiano:

È così chiamata la Scienza del Male.

Lo psicologo polacco Andrzej Lobaczewski (1921-2008) si occupa in modo approfondito di tale definizione, dandone maggiore significato concreto. Intrattiene rapporti segreti con i compagni che, come lui, vivono le tragedie  dell’invasione della Polonia (1939-1945), raccoglie gli scritti circolanti tra loro e li pubblica durante l’esilio negli Stati Uniti e poi in Polonia (stesure dal 1939 al 2006).

La Ponerologia ha come impianto l’osservazione delle caratteristiche del “fatto” Male e può essere considerata disciplina afferente ai principali presupposti della psicologia, della psichiatria e della filosofia nei loro aspetti di indagine degli elementi necessari per la realizzazione di qualsiasi “fatto”.

Qui la caratteristica è la conoscenza delle radici del Male, senza la quale sconfiggerlo è difficile.


Patocrazia

Significa  “malattia al potere”

Il concetto è un derivato di quello di Ponerologia, qui applicato alla politica (“Ponerologia Politica” – prima pubblicazione 1984 (* in bibliografia) e in riferimento a quello di Tempo Infelice.

Tempo Infelice come fase ponerologica di alternanza, durante la quale il Male assurge a dominanza assoluta favorita da psicopatologia psicopatica, narcisistica-maligna e da sociopatia.

Questo determina la genesi dei regimi totalitari, di cui la storia ricorda nomi in ogni Continente.

Menti aperte e motivate da sentimenti di riconoscimento degli Altri e della loro dignità riconducono al ripristino delle fasi.


Polemologia

Significa “Studio della Guerra”

Se nelle precedenti ermeneutiche l’aspetto principale è “perché il Male?” e “il Male al Potere”, anche qui si è in una  vastità concettuale: la Guerra e perché la Guerra.

Infatti, se il Male conosce ampie applicazioni ideologiche, non da meno è la Guerra.

Da quelle volute dagli Dei a quelle religiose sante e giuste, da quelle espansionistiche di conquiste a quelle di potere fino…. ai concetti psicologici e filosofici.

Il termine Polemologia è coniato nel 1946 dal sociologo francese Gaston Bouthoul (1896-1980) e i presupposti che lo spingono ad occuparsi dell’argomento sono riconducibili alla falsa credenza che la guerra sia dettata da meccanismi consci di violenza e cattiveria, e dunque prevedibili e sanzionabili, e che parlare di essa sia cosa superflua, per i motivi di cui sopra.

In Italia, lo psicoanalista Franco Fornari (1921-1985) si occupa degli aspetti psicoanalitici della guerra già a partire dagli anni ‘60; nel 1964 scrive “Psicoanalisi della Guerra” e nel 1968 fonda a Milano l’Istituto Italiano di Polemologia.

Un altro psicoanalista italiano che si occupa di tale studio è Claudio Risé (Milano, 1939 vivente).


Conclusioni

In quanto “rivoluzione” degli ordini prefissati delle cose, pare proprio che la guerra sia inevitabile, per i motivi storici, religiosi, filosofici, politici e psicologici visti, probabilmente dovuti al desiderio di potere e alla confusione rispetto alle sue modalità di esaudimento.

Senza contare la caduta della mente nella psicopatologia (oggetto del terzo articolo).


Bibliografia e Note

* Ponerologia Politica, Una scienza sulla natura del male adattata per scopi politici, A. Lobaczewski, 2006) unico link con testo integrale in italiano
Bibliografia relativa ai pensatori in cui è presente la teorizzazione del di Libero Arbitrio:
1. S. Agostino, Le Confessioni, Libro VII, 397-400
2. Leibniz, Saggi di Teodicea,1710)
3. Platone, La Repubblica 380-370 a.C.
4. Hegel, Fenomenologia dello Spirito,1807
5. Freud, Il disagio della civiltà, 1929
6. Aristotele, Etica Nicomachea, 335-322 a.C.
7. Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1265/74
8. Cartesio, Meditazioni Metafisiche, 1641
9. Spinoza, Etica, 1677
10. Kant, Critica della ragion pura, 1781
11. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1818
12. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85
13. Sartre, L’essere e il nulla, 1943

Nota

Film consigliato: Il male non esiste, Mohammad Rasoulof, 2020/2022


Dott.ssa Grazia Aloi autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Grazia Aloi
Psicoanalista | Psicoterapeuta | Sessuologa
Bio | Articoli | Video Intervista
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