Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Sindrome di Peter Pan

Come riconoscerla e superarla


Sindrome di Peter Pan: una denominazione decisamente comune che definisce il mancato desiderio di crescere da parte di un individuo. Sebbene la percentuale più alta di chi soffre di tale sindrome coinvolga prevalentemente il genere maschile, ciò non significa che le donne ne siano del tutto esenti.

A coniare il termine fu Dan Kiley, psicologo americano, nel 1983. Durante il medesimo anno, infatti, pubblicò un libro intitolandolo: “La Sindrome di Peter Pan: uomini che non volevano crescere”.

Lavorando costantemente con adolescenti problematici, lo psicologo ebbe l’opportunità di osservare che la maggioranza di essi, con l’andare del tempo, non fu in grado di prendersi carico delle proprie responsabilità e non solo.

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono le caratteristiche principali che consentono di riconoscere la sindrome di Peter Pan.


Come riconoscere la sindrome di Peter Pan?

È possibile riconoscere la sindrome di Peter Pan considerando cinque punti fondamentali:

  1. Egoismo
  2. Eccessivo idealismo
  3. Mancanza di relazioni stabili
  4. Rifiuto delle responsabilità
  5. Comportamenti tipici infantili

Egoismo

Anziché un adulto, ipotizziamo di avere un bambino di fronte a noi: i bambini sono dell’idea che tutto gli sia dovuto e che abbiano la possibilità di ottenere tutto ciò che desiderano. Un soggetto x, soffrendo della sindrome di Peter Pan, ragionerà in egual modo.

Ecco allora che quest’ultimo porrà le proprie esigenze al di sopra di quelle di chi lo circonda, che si tratti di famigliari, amici o di un possibile partner. Cercherà sempre di far valere le sue ragioni, sfruttando l’opportunità di far sentire gli altri a disagio e fuori posto.

Eccessivo idealismo

Il secondo tratto per riconoscere la sindrome di Peter Pan è proprio questo: un eccessivo idealismo.
Nella vita, è essenziale che vi sia un equilibrio tra realtà e immaginazione e, nel momento in cui tale equilibrio cessa di esistere, lasciando che l’immaginazione prevalga sull’altra, ecco che il Peter Pan vivrà costantemente sulla cosiddetta “isola che non c’è”.

Nessuno sarà mai all’altezza delle sue aspettative, il soggetto avrà sempre una buona ragione per lamentarsi e “rimproverare” chi lo circonda a causa di atteggiamenti che lui stesso non reputa corretti o semplicemente in linea con le sue opinioni/convinzioni.

Mancanza di relazioni stabili

Tra le caratteristiche che consentono di individuare la sindrome di Peter Pan non poteva mancare una chiara assenza di relazioni stabili nella vita del soggetto che ne soffre. In relazione al fatto che i Peter Pan tendono a seguire uno stile di vita piuttosto libertino, rifiutando categoricamente ogni responsabilità, il mantenimento di una relazione stabile non farà parte delle loro priorità principali.

Ciò significa che non si dimostreranno interessati a mantenere una certa reciprocità all’interno del rapporto amoroso, portando inevitabilmente il partner a farsi carico di ogni responsabilità in un primo momento. Successivamente, è possibile che quest’ultimo si senta costretto a rivalutare la relazione, optando per una drastica rottura.

Rifiuto delle responsabilità

Il categorico rifiuto di farsi carico delle proprie responsabilità è un tratto della sindrome di Peter Pan che si pone non solo nella sfera sentimentale, ma anche in quella famigliare e professionale.

Dunque, i Peter Pan non sentiranno la necessità di lasciare il nido; preferiranno, piuttosto, rimanere a casa con i genitori, assicurandosi di poter essere accuditi al 100%. Anche la ricerca del lavoro non sarà tra le loro priorità in quanto sono consapevoli che i genitori provvederanno sempre a mantenerli.

Comportamenti tipici infantili

Sebbene si cresca, si rimarrà sempre un po’ bambini, anche e soprattutto nel profondo del nostro cuore. Il problema sorge nel momento in cui gli atteggiamenti infantili saranno gli unici a caratterizzarci. Da qui possiamo individuare la sindrome di Peter Pan.

“Atteggiamenti infantili” sono anche da intendere come una sorta di incapacità nell’espressione delle proprie emozioni.

In merito ad impegni sociali e quant’altro, i Peter Pan tenderanno a scegliere in base al proprio stato d’animo, del tipo: “Lo farò solo se mi va o se mi piace”. Dimostreranno di essere alquanto chiusi rispetto ai cambiamenti e dunque legati alla loro quotidianità e a quella routine che avranno scelto per se stessi.


In che modo la sindrome di Peter Pan influenza la vita di chi ne soffre?

È possibile che chi soffre della sindrome di Peter Pan non ne sia del tutto consapevole oppure che rifiuti in ogni modo di essere identificato come un “eterno bambino”.

Dal momento che i Peter Pan, come spiegato precedentemente, non amano responsabilizzarsi, non ci sarebbe da stupirsi nel caso in cui tale affermazione, da parte di famigliari o del partner, fosse motivo di rabbia e nervosismo. Tenderanno a pensare che in realtà non stanno facendo niente di male, troveranno scuse e faranno di tutto affinché il loro stile di vita non venga ostacolato.

Ciò non significa, però, che un dialogo aperto e sincero sia del tutto inutile; anzi, potrebbe essere l’inizio di un vero e proprio cambiamento da parte loro.


Sindrome di Peter Pan: come influenza la vita delle persone che circondano chi ne è affetto

Chiaramente, in maniera negativa. Non si sentiranno apprezzate e riconosciute come esseri umani con proprie esigenze nonché preoccupazioni. Saranno consapevoli di non avere affianco una persona responsabile in grado di condividere il peso dei doveri che la vita impone di gestire e portare a termine.

Inoltre, non si sentiranno stimolate nella loro quotidianità e si percepiranno, a un certo punto, poco motivate nel mantenere in piedi la relazione nel caso si tratti di avere un Peter Pan come partner.


Quali sono le cause che portano un individuo a soffrire della sindrome di Peter Pan?

Le cause principali da attribuire alla comparsa della sindrome di Peter Pan sono molteplici. In primo luogo, è possibile che durante il periodo infantile, l’individuo sia stato accontentato, supportato e difeso in maniera alquanto eccessiva.

Dunque, la sensazione che tutto gli sia dovuto non è altro che la conseguenza di una mancata percezione dell’errore e delle proprie responsabilità.
In altri casi, è possibile che si tratti di traumi infantili di varia natura, di un’educazione basata sulla competizione o addirittura di abusi.


Come superare la sindrome di Peter Pan?

Superare la sindrome di Peter Pan può rivelarsi un’impresa complessa ma non impossibile. È necessario che l’individuo affetto da tale disturbo intraprenda un vero e proprio viaggio introspettivo, ancora meglio sfruttando l’aiuto di uno specialista. Solo così avrà l’opportunità di riconoscere le sue vere emozioni, di affrontarle e di accettarle.

Questo non sarà che il primo passo verso l’assunzione delle proprie responsabilità arrivando, successivamente, a riconoscere i veri obblighi e doveri che la vita ci impone davanti.

Con un impegno costante e graduale, l’individuo in questione potrà lasciare le vesti dell’eterno bambino e costruire una relazione seria e duratura con il proprio partner.


Libri su come migliorare se stessi

Lavorare su se stessi, progredendo e migliorando, richiede energie e costante impegno. È essenziale focalizzare le priorità e agire affinché maturare divenga possibile, e perché non farlo anche mediante la lettura di libri inerenti al tema precedentemente trattato?

Ecco qualche titolo:

  • La crisi dell’adulto. La sindrome di Peter Pan (Giovanni Cucci)
  • Alla ricerca delle coccole perdute (Giulio Cesare Giacobbe)
  • Paura di crescere. Sindrome di Peter Pan e ribellione nel racconto di formazione contemporanea (Manuela Lascala)
  • Esco a fare due passi (Fabio Volo)
  • Sindrome di Peter Pan (Dan Kiley)

La crisi dell’adulto. La sindrome di Peter Pan (Giovanni Cucci)

Mediante la lettura del libro di Giovanni Cucci, è possibile avere un panorama generale sui tratti tipici della sindrome di Peter Pan. Inoltre, all’interno del testo, le riflessioni dello scrittore tendono a spaziare molto, giungendo e soffermandosi anche su di una prospettiva prettamente sociale.

Alla ricerca delle coccole perdute (Giulio Cesare Giacobbe)

Si tratta di un testo dal carattere ironico in cui Giulio Cesare Giacobbe è stato in grado di esporre un chiaro sviluppo della personalità. Nello specifico, si sofferma particolarmente su disturbi come l’ansia, la quale – a suo avviso, derivi per l’appunto da una personalità infantile cui non ha mai affrontato un vero e proprio processo di evoluzione.
Infine, lo scrittore fornisce consigli da utilizzare con lo scopo di porre rimedio alla problematica, limitante per chi ne è affetto e per gli altri.

Paura di crescere. Sindrome di Peter Pan e ribellione nel racconto di formazione contemporanea (Manuela Lascala)

Manuela Lascala, all’interno del testo, fornisce un’analisi dettagliata sulla paura di crescere facendo riferimento ad ulteriori fonti, anche multimediali, di carattere contemporaneo cui si mostrano come racconti di formazione e crescita personale.
Come nel caso di Giovanni Cucci, è possibile trovare un chiaro richiamo ad una società in crisi.

Esco a fare due passi (Fabio Volo)

In Esco a fare due passi, Fabio Volo ci mostra un Peter Pan moderno, Nico, decisamente allergico alle responsabilità con una vita fatta soltanto di sesso, musica e canne. Attraverso la lettura del libro, è possibile riflettere seriamente su quanto faccia paura crescere per ogni essere umano.

Sindrome di Peter Pan (Dan Kiley)

Dan Kiley, all’interno del testo, pone prevalentemente l’attenzione sugli aspetti emotivi della sindrome di Peter Pan piuttosto che su quelli sociali come Manuela Lascala e Giovanni Cucci.

Secondo lo psicologo, tale sindrome si riferisce a una malattia propria dei tempi moderni, in cui tutto è concesso e l’educazione tende a non far parte delle priorità dei doveri genitoriali.

Il libro offre una panoramica degli aspetti della sindrome di Peter Pan e concede, inoltre, una speranza per chi ha la volontà di affrontarla e superarla.


Conclusione

Per avere un’idea chiara del perché tale sindrome faccia riferimento al personaggio di Peter Pan, è possibile rifarsi al racconto originale o al film, per gli appassionati di cinema.
Come dice il detto: “Volere è potere”. Se avete la volontà di progredire e maturare non esitate – bensì, agite.


Martina Tacchini Autrice de La Mente Pensante   Martina Tacchini – Graphic Designer | Content Writer | Email | LinkedIn Firma Autori

Print Friendly, PDF & Email

© Tutti i contenuti (testo, immagini, audio e video) pubblicati sul sito LaMentePensante.com, sono di proprietà esclusiva degli autori e/o delle aziende in possesso dei diritti legali, intellettuali, di immagine e di copyright.

LaMentePensante.com utilizza solo ed esclusivamente royalty free images per uso non commerciale scaricabili dalle seguenti piattaforme: Unsplash.com, Pexels.com, Pixabay.com, Shutterstock.com. Gli Autori delle immagini utilizzate, seppur non richiesto, ove possibile, vengono generalmente citati.

LaMentePensante.com, progetto editoriale sponsorizzato dalla TheThinkinMind Coaching Ltd, in accordo i proprietari del suddetto materiale, è stata autorizzata, all’utilizzo, alla pubblicazione e alla condivisione dello stesso, per scopi prettamente culturali, didattici e divulgativi. La copia, la riproduzione e la ridistribuzione del suddetto materiale, in qualsiasi forma, anche parziale, è severamente vietata. amazon affiliazione logo

LaMentePensante.com, è un membro del Programma di affiliazione Amazon UE, un programma pubblicitario di affiliazione pensato per fornire ai siti un metodo per ottenere commissioni pubblicitarie mediante la creazione di link a prodotti venduti su Amazon.it. I prodotti editoriali (generalmente libri) acquistati tramite i link pubblicati sulle pagine relative agli articoli, alle recensioni e alle video interviste, daranno la possibilità a LaMentePensante.com di ricevere una piccola commissione percentuale sugli acquisti idonei effettuati su Amazon.it. Per qualunque informazione e/o chiarimento in merito al programma affiliazione Amazon si prega di consultare il sito ufficiale Programma di affiliazione Amazon UE, mentre per l’utilizzo del programma da parte de LaMentePensante.com, si prega di contattare solo ed esclusivamente la Redazione, scrivendo a: redazione@lamentepensante.com.

© 2020 – 2024 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.

Termini e Condizioni Privacy Policy

"Il prezzo di qualunque cosa equivale alla quantità di tempo che hai impiegato per ottenerla."

© 2020 – 2024 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.