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Le violenze sessuali perpetrate tramite l’uso di sostanze psicoattive

Drug Facilited Sexual Assault (DFSA)


Una violenza sessuale è un qualsiasi atto o tentativo di atto sessuale nel quale una persona utilizza la coercizione per costringere l’altra ad un rapporto di natura sessuale contro la sua volontà, indipendentemente dal livello di conoscenza tra assalitore e vittima.

In particolare, le Drug Facilited Sexual Assault, abbreviato DFSA, sono violenze sessuali caratterizzate dall’assunzione di sostanze psicoattive da parte della vittima, che facilitano la violenza dell’assalitore.

La natura di queste sostanze è varia e spazia dalle sostanze lecite a scopo ludico, come l’alcol, a sostanze illecite come droghe pesanti, fino ad arrivare anche a sostanze lecite di valore terapeutico, ovvero farmaci.

L’assunzione delle sostanze può avvenire attraverso tre modalità:

  • Volontaria, come nel caso di assunzione di alcol in contesti di divertimento, dove la vittima beve consapevolmente e solo poi l’assalitore si approfitta del suo stato mentale alterato. In questo caso, si parla di violenza opportunistica;
  • Obbligata, quando l’assalitore costringe l’assunzione con la forza. In questo caso, molto comune tra le mura domestiche, l’assalitore somministra di proposito la sostanza alla vittima con l’obiettivo di approfittarsene sessualmente, e si parla di violenza proattiva;
  • Inconsapevole, come nel caso della famigerata droga da stupro che viene inserita di nascosto nel bicchiere della vittima. Anche in questo caso, la violenza è di tipo proattivo.

La grande maggioranza di vittime di DFSA è di sesso femminile, e delle vittime il 40% appartiene alla fascia d’età che va dai trenta ai quarant’anni.

Molte delle vittime faticano a ricordare i dettagli della violenza, poiché parecchie sostanze causano amnesia, fattore spesso volontariamente considerato dagli assalitori.


Violenze sessuuali: le “rape drugs” e le analisi di laboratorio

Qualunque sostanza che ponga l’aggressore in una posizione di vantaggio rispetto alla vittima può essere definita una droga da stupro, o rape drug. Tuttavia, la sostanza ideale per compiere una DFSA gode di particolari caratteristiche:

  • Deve essere facilmente somministrabile;
  • Deve agire anche a piccole dosi e avere un’azione rapida;
  • Deve essere inodore, insapore, solubile nelle bevande;
  • Deve fare effetti come amnesia, perdita di percezione, sonnolenza.

Oltre alle caratteristiche più comuni, queste sostanze possono dare altri effetti ricercati quali rilassamento, euforia, calo dell’inibizione (sessuale e non), amnesia, incoscienza; ci sono poi effetti collaterali non funzionali alla DFSA, come vomito, incontinenza, e, nel peggiore dei casi, morte.

Le rape drug maggiormente utilizzate sono:

  • Benzodiazepine: farmaci leciti venduti come tranquillanti o ansiolitici, che in grandi quantità causano stati di coscienza fortemente alterati. Tra questi si annoverano i farmaci clorazepan, bromazepan, flunitrazepan;
  • Z-drugs: farmaci leciti venduti come sedativi o potenti sonniferi, sono analoghi delle benzodiazepine e comprendono il fenobarbital;
  • GHB: farmaco usato come anestetico o sedativo;
  • Anestetici, come le ketamine;
  • Droghe d’abuso (cannabis, ecstasy, LSD, eroina);

Poiché gli effetti dell’assunzione delle droghe da stupro sono simili, il riconoscimento della sostanza attraverso l’analisi dei sintomi risulta difficile e spesso impossibile, e devono necessariamente essere eseguite delle analisi più approfondite in laboratorio.

Anche le analisi più specifiche, però, presentano delle difficoltà, sia per il gran numero di droghe da stupro esistenti, sia per la bassa quantità di sostanza presente nel corpo della vittima.

Tuttavia, le analisi spesso si basano sull’esperienza, e ricercano le droghe da stupro che più frequentemente vengono utilizzate, prime su tutte le benzodiazepine, seguite da etanolo, metanfetamine, cannabinoidi, analgesici, antidepressivi, cocaina e a ruota tutte le altre.

Spesso, nelle analisi vengono esclusi, o ritenuti improbabili, quei farmaci che non sono autorizzati nel paese in cui è stata perpetrata la violenza; in Italia, a titolo di esempio, nelle analisi non si cerca la benzodiazepina clorazepan, che è autorizzata soltanto in Asia.

La percentuale di droghe da stupro assunte inconsapevolmente, o non dichiarate, è molto maggiore rispetto alla percentuale di sostanze assunte consapevolmente, o dichiarate. Questo dipende essenzialmente da tre motivi:

  1. La persona che assume inconsapevolmente una droga, che reca totale amnesia rispetto alle conseguenze della stessa, è completamente ignara dell’assunzione. Spesso, queste persone dichiarano di non aver assunto droghe e se ne convincono solo alla vista delle analisi positive.
  2. La persona che assume inconsapevolmente droga se ne accorge, ma si vergogna della violenza subita oppure ha paura di essere accusata; quindi, dichiara il falso (fenomeno di steam).
  3. Se una persona assume consapevolmente droga, è possibile che dichiari il falso e affermi di esserne inconsapevole, innalzando la percentuale.

Spesso, le vittime di violenze sessuali non trovano il coraggio di denunciare la violenza e ci mettono molto tempo a farla, ragion per cui solo il 20% delle vittime denuncia entro le prime 12-24 ore; il 13% delle vittime trova coraggio entro 24-24 ore, e più del 23% solo oltre le 48 ore.

La tempestività è importante nelle analisi in laboratorio: più tempo passa, più le sostanze assunte vengono metabolizzate e smaltite dall’organismo, con la conseguenza che non sono più rilevabili in sangue e urine.

Una mancata riuscita dell’analisi aumenta la frustrazione della vittima, che non riesce a trovare giustizia o pace, con conseguenze pensanti sulla sua già precaria salute psicologica.

Proprio per questo motivo, nei casi di violenze sessuali l’analisi più utilizzata è quella sulla matrice cheratinica, ovvero sui capelli.

Questo tipo di analisi possiede un’ampia finestra diagnostica, ovvero è possibile risalire all’assunzione della droga in un arco di tempo molto superiore.

Il segmento di capello utilizzato dipende dal momento nel quale è stata presumibilmente assunta la droga, cui si unisce la stima di crescita del capello stesso (analisi segmentale).

Se l’analisi riporta la presenta di una certa sostanza in un periodo coerente con la denuncia della vittima, questo può essere un indizio importante che può aiutare le indagini, e che può essere portato in tribunale. Tuttavia, una positività all’analisi segmentale non rappresenta una prova.

In conclusione, le violenze sessuali sono un fenomeno di difficile individuazione: al di là dell’analisi segmentale, la velocità di metabolizzazione delle sostanze e il ritardo delle denunce, oltre all’omertà e ai fenomeni di amnesia, rendono sottostimato il numero di casi di violenze, che restano tuttavia estremamente diffusi.

Sebbene la stragrande maggioranza delle violenze siano subite dalle donne, negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo gli studi sulle violenze subite dagli uomini, che generalmente non vengono denunciate perché non riconosciute dalle vittime stesse.


Dott.ssa Consuelo Bridda Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Consuelo Bridda
Laurea in Chimica | Magistrale in Chimica Forense (in corso)
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