Sono Silvia, psicologa clinica e specializzanda in psicoterapia comparata.
Nel corso della mia formazione ho incontrato l’essere umano in contesti diversi: comunità terapeutico-riabilitative per adulti e minori, centri di prima accoglienza, servizi di salute mentale. Luoghi differenti, storie differenti, ma una domanda che è rimasta costante: cosa accade dentro di noi quando ci troviamo di fronte alla sofferenza, alla fragilità, al cambiamento?
È da questa domanda che nasce la mia curiosità per la mente umana e per quel mistero che, nonostante i molti strumenti che abbiamo per conoscerla, continua ad abitarla. Mi interessa ciò che accade dentro di noi, ciò che prende forma nel silenzio dell’esperienza e che spesso comprendiamo soltanto dopo, quando qualcosa ci ha già trasformati.
Credo nell’esperienza interiore come possibilità di conoscenza e trasformazione. Credo che ogni incontro possa lasciare una traccia e che, a volte, proprio ciò che incontriamo fuori di noi possa aiutarci a vedere qualcosa che ancora non avevamo riconosciuto dentro di noi.
Per questo scrivere per La Mente Pensante Magazine rappresenta per me uno spazio di ricerca e di riflessione: un modo per dare forma alle domande che accompagnano il mio percorso e condividerle con chi legge, lasciando che possano incontrare altre domande, altre esperienze, altri modi di guardare l’essere umano.
Mi interessa ciò che è umano nella sua dimensione più semplice e quotidiana. Quelle piccole cose che, proprio perché familiari, rischiamo di non vedere più. Un momento di silenzio, una pausa, una passeggiata, la presenza di qualcuno. Credo che a volte fermarsi sia già un modo per prendersi cura di sé.
E poi ci sono gli animali, che amo profondamente. Forse perché nella loro autenticità sembrano conoscere una forma di presenza che a noi esseri umani spesso sfugge. Sanno stare, senza spiegare, senza giudicare, senza chiedere. Nel tempo ho imparato a guardarli con sempre maggiore rispetto, riconoscendo in loro una capacità silenziosa di raggiungerci e di calmare ciò che dentro di noi è inquieto.
Forse è anche questo ciò che continuo a cercare nel mio lavoro e nella mia formazione: uno spazio in cui poter stare davanti a ciò che siamo, senza avere sempre bisogno di comprenderlo o di cambiarlo subito. Uno spazio in cui poter ascoltare, e da quell’ascolto lasciare emergere qualcosa di nuovo.
Dott.ssa Silvia Pucciarelli
Psicologa specializzanda in Psicoterapia Comparata

