
In memoria di Emanuela Grazzini
La Redazione de La Mente Pensante Magazine si associa al ricordo della Dott.ssa Emanuela Grazzini
Image by Inna Safa on Unspalsh.com
Mi hanno detto che Emanuela è venuta a mancare e non potevo crederci.
Collega di enormi qualità professionali e umane, Emanuela aveva dato tanto alla psicologia italiana, e non lo sapeva neanche. Era caratterialmente molto modesta e non si rendeva conto di essere così brava ed affermata nel panorama italiano del suo settore. Ad esempio, quando incontravi i suoi pazienti per strada, la salutavano, la abbracciavano e raccontavano apertamente che li aveva fatti uscire dalla fibromialgia. Eh sì, sull’argomento era tra le migliori, senza se, ma o forse. La fibromialgia era però solo uno dei tanti luoghi in cui il suo sguardo clinico faceva la differenza. La sua competenza infatti non si fermava lì: malattie neurologiche complesse, malattie degenerative, dolore cronico in tutte le sue forme, e tanti altri tipi di pazienti.
Per quanto mi riguarda, venivo da un ambiente universitario medico, dove per diversi anni avevo svolto ricerca e docenza universitaria, e la vita mi aveva portato a interrompere la cosiddetta carriera per motivi familiari. Continuavo comunque a portare avanti progetti di psicologia del dolore e del malato cronico con la mia impostazione in neuroscienze, fino a giungere qui in Romagna, in un centro di eccellenza per diverse patologie.
Dopo averla conosciuta, siamo stati probabilmente i primi a organizzare un Convegno nazionale ufficiale portando diversi pazienti guariti dalla fibromialgia a testimoniare i risultati dei loro percorsi psicologici.
Ho seguito quindi Emanuela nell’approccio appunto a pazienti con malattie neurologiche, malattie rare e, soprattutto, a quei pazienti veramente difficili che altri non sapevano comprendere o trattare. In tanti anni, e ormai quasi vicino alla pensione, raramente ho visto clinici con la sua sensibilità, empatia e competenza. Se guardavi lei, capivi subito che i titoli, i titoloni e i titolati contano poco rispetto alle reali capacità. Guarire pazienti fibromialgici è infatti sicuramente indice di capacità rare, e lei lo faceva anche contro il senso comune, che spesso fatica a riconoscere i dati di fatto.
La Psiconeurosomatica Integrativa (PNSI) l’abbiamo praticamente fondata insieme. Nella nostra collaborazione ci univa la convinzione che il percorso psicologico o la psicoterapia siano parte imprescindibile di ogni percorso terapeutico per il malato cronico, e che lo psicologo e lo psicoterapeuta non siano solo un sostegno o un appoggio. No, sono parte integrante e necessaria di un percorso terapeutico fisico, in salda collaborazione con medici specialisti.
Ecco quindi che Emanuela si occupava di fibromialgia, Parkinson, SLA, malattie rare e, soprattutto, di quei pazienti difficili o incomprensibili per i più, e lo faceva con umanità e sempre con il sorriso davanti a loro, riuscendo spesso a comprendere e prendersi cura di chi per altri era un caso “impossibile”. Ripeto ancora: se non fosse stata una persona in gamba non avrebbe saputo trattare così bene la fibromialgia. Ed era uno dei capisaldi in Italia sull’argomento, una che ha fatto scuola. Ma la sua modestia non glielo faceva riconoscere.
Che cosa facciamo adesso? Semplicemente… non ci fermiamo. Proseguiamo il lavoro che lei ha amato. Ho ancora alcuni articoli di Emanuela da pubblicare, abbiamo intenzione di fare convegni e seminari nel suo nome e, soprattutto, costituire un’Associazione in sua memoria e onore. Il sottoscritto si occuperà del Comitato Scientifico. Ci occuperemo del dolore cronico, dei malati cronici e di tutto ciò che ancora non comprendiamo pienamente. Già diversi specialisti in tutta Italia stanno aderendo a questa iniziativa, a totale favore del malato, e altri ne verranno. E da adesso, in accordo con diversi pazienti, la Giornata dei Guariti dalla fibromialgia che da un paio di anni per molti è l’11 Aprile, da ora in poi sarà associata anche al suo ricordo, come figura determinante nella psicologia italiana della psicologia del dolore e non solo.
Emanuela ha lasciato solo il corpo, ma in realtà è sempre qui con tutti noi, a lavorare per chi soffre. E sorride.

Dott. Alessandro Mahony
Psicologo
Bio | Articoli
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