
Manomaya Kosa, la mente subconscia e il potere del nostro mondo interiore
Siamo qui. Ma anche altrove
Image by Gabriel Hohenstein on Unsplash.com –
Ti è mai capitato di essere così immerso nei tuoi pensieri da non sentire qualcuno che ti chiamava?
Oppure di immaginare una situazione futura e ritrovarti a sorridere, come se fosse già accaduta?
A volte basta un ricordo per cambiare il nostro stato d’animo. Altre volte una scena costruita dalla mente riesce a coinvolgerci così profondamente da farci dimenticare, per qualche istante, ciò che abbiamo davanti.
Siamo seduti in una stanza, eppure possiamo trovarci a migliaia di chilometri di distanza.
Il corpo non si è mosso.
Ma dentro di noi è accaduto qualcosa.
Come è possibile che un’immagine, un pensiero o un ricordo abbiano una forza tale da influenzare persino il nostro modo di vivere il presente?
Per avvicinarci a questa domanda dobbiamo entrare in una dimensione affascinante della mente, una dimensione che non si limita a ricevere il mondo esterno, ma possiede la capacità di crearne uno proprio.
Manomaya Kosa: il secondo livello della mente
Nella visione dei cinque livelli della mente, Manomaya Kosa corrisponde al secondo livello, quello della mente subconscia.
Il primo, Kamamaya Kosa, rappresenta la mente conscia, attraverso la quale percepiamo gli stimoli del mondo esterno e reagiamo a ciò che desideriamo o respingiamo.
Con Manomaya Kosa entriamo invece in uno spazio più profondo.
Qui la mente può lavorare anche senza uno stimolo immediato proveniente dai sensi.
Può riflettere, analizzare, confrontare, immaginare e ricordare.
Può tornare al passato o proiettarsi nel futuro, costruire situazioni, cercare soluzioni, elaborare idee.
Secondo questa visione, le sue due grandi funzioni sono la riflessione e la memoria.
Ma c’è qualcosa che rende questo livello particolarmente interessante: ciò che avviene nella mente subconscia non rimane necessariamente confinato al mondo dei pensieri.
Può arrivare a influenzare anche il nostro comportamento.
Quando il mondo interiore prende il sopravvento
Immaginiamo di dover affrontare un incontro importante.
Mancano ancora diversi giorni, ma nella nostra mente abbiamo già cominciato a viverlo.
Pensiamo alle parole che diremo, alle possibili risposte, a ciò che potrebbe andare bene oppure male.
Costruiamo una scena, poi un’altra, poi un’altra ancora.
A volte ci sentiamo fiduciosi. Altre volte nasce una preoccupazione che cresce, anche se nulla di ciò che stiamo immaginando è realmente accaduto.
Eppure quella preoccupazione può accompagnarci durante la giornata, influenzare il nostro umore, il modo in cui parliamo o le decisioni che prendiamo.
È uno degli aspetti più sorprendenti della mente subconscia.
Un’esperienza che esiste soltanto dentro di noi può produrre conseguenze nella vita che stiamo vivendo fuori.
La mente conscia continua a ricevere informazioni attraverso i sensi, ma la nostra attenzione può essere così assorbita dalle immagini interiori da lasciare in secondo piano ciò che accade intorno.
Pensiamo a quando qualcuno ci parla mentre siamo immersi in una riflessione. Le parole arrivano alle nostre orecchie, ma non le seguiamo davvero.
Oppure a quando un pensiero ci fa sorridere improvvisamente, senza che nel mondo esterno sia successo nulla di particolare.
Il corpo può rispondere a qualcosa che la mente sta soltanto immaginando.
In questo senso, Manomaya Kosa può esercitare un’influenza molto forte sulla mente conscia, fino a prevalere momentaneamente sugli stimoli che provengono dall’esterno.
E non accade soltanto con i pensieri che scegliamo consapevolmente di coltivare.
Anche ciò che abbiamo vissuto e conservato nella memoria può tornare a orientare il nostro presente.
La memoria: un universo di impronte
Che fine fanno tutte le esperienze che attraversano la nostra vita?
I volti incontrati, le parole ascoltate, i luoghi visitati, le sensazioni provate?
Molte sembrano svanire.
Eppure, a distanza di anni, può bastare un dettaglio perché qualcosa riaffiori.
Nella visione yogica, le esperienze lasciano impressioni nella mente, come impronte su un terreno che non possiamo vedere.
Alcune sono leggere e sembrano cancellarsi rapidamente. Altre rimangono più profonde.
E ciò che è stato impresso può tornare a manifestarsi attraverso un ricordo, un’immagine o una sensazione.
La memoria, quindi, non è soltanto un luogo nel quale conserviamo informazioni.
È una parte viva del nostro mondo interiore.
Un ricordo può farci ritrovare la serenità di un momento lontano. Un altro può risvegliare una paura che pensavamo superata.
A volte non ricordiamo neppure con precisione l’episodio, ma qualcosa di quell’esperienza sembra continuare ad accompagnarci.
Ed è qui che possiamo intuire quanto il passato, pur non esistendo più davanti ai nostri occhi, possa continuare a esercitare un’influenza sul presente.
Una memoria che va oltre il corpo
La scienza intuizionale dello Yoga propone una distinzione affascinante tra memoria cerebrale e memoria extracerebrale.
La memoria cerebrale riguarda le esperienze conservate e richiamate attraverso il nostro cervello, nel corso della vita.
La memoria extracerebrale apre invece una prospettiva più ampia.
Secondo questa visione, non tutte le impressioni della mente sarebbero necessariamente legate all’esistenza del corpo fisico. Alcune potrebbero appartenere a una continuità più profonda dell’essere e riaffiorare anche oltre i confini di una singola vita.
È in questo orizzonte che si colloca l’idea dei ricordi di esistenze precedenti.
Una prospettiva che ci invita a guardare la memoria non soltanto come ciò che conserviamo dalla nascita in poi, ma come una dimensione che, nella concezione yogica, potrebbe estendersi ben oltre ciò che abitualmente consideriamo possibile.
E se la nostra memoria fosse più vasta di ciò che riusciamo a ricordare?
I sogni: il teatro invisibile della mente
C’è un momento della nostra vita nel quale questa capacità creativa della mente diventa particolarmente evidente.
È quando sogniamo.
Il corpo riposa, gli occhi sono chiusi, il mondo esterno si allontana dalla nostra attenzione.
Eppure possiamo ritrovarci in un luogo sconosciuto, parlare con qualcuno che non vediamo da anni, attraversare paesaggi impossibili.
Possiamo provare gioia, paura, sorpresa.
A volte ci svegliamo con il cuore che batte più velocemente, altre volte con la sensazione di aver vissuto qualcosa di meraviglioso.
E tutto questo è accaduto senza che il corpo abbia realmente attraversato quei luoghi.
Nelle Upanishad, antichi testi della tradizione indiana, troviamo un’immagine bellissima: durante il sogno, la mente crea da sé strade, ponti, carri, paesaggi e perfino le esperienze che li accompagnano.
Non ha bisogno di trovarli davanti a sé.
Li fa apparire nel proprio mondo interiore.
È un’immagine che ci permette di comprendere la straordinaria capacità creativa di Manomaya Kosa.
Secondo la visione yogica, durante il sonno possono inoltre riaffiorare impressioni accumulate attraverso le esperienze quotidiane, combinandosi in immagini e situazioni nuove.
Il sogno diventa così una delle espressioni più sorprendenti dell’attività della mente subconscia.
Un mondo che sembra reale mentre lo attraversiamo, ma che nasce dentro di noi.
Il potere delle immagini interiori
Se ci soffermiamo a osservare la nostra vita, possiamo riconoscere quanto spesso le immagini interiori influenzino le nostre azioni.
Un progetto immaginato con entusiasmo può spingerci a impegnarci per realizzarlo.
Il ricordo di un’esperienza difficile può trattenerci dall’affrontare una situazione nuova.
Un pensiero coltivato a lungo può diventare così familiare da accompagnare il nostro modo di guardare le cose.
E talvolta ciò che immaginiamo assume una forza maggiore di ciò che stiamo effettivamente vivendo.
Questo ci mostra che la mente subconscia non è semplicemente un deposito nascosto.
È una dimensione attiva, capace di elaborare ciò che abbiamo vissuto e di influenzare il modo in cui ci muoviamo nel mondo.
Ed è proprio per questo che conoscerla diventa importante.
Non per diffidare dei nostri pensieri o dei nostri ricordi.
Ma per riconoscere la forza che possono esercitare.
Oltre ciò che la mente costruisce
La capacità di riflettere ci permette di comprendere e progettare.
La memoria conserva le tracce delle nostre esperienze.
L’immaginazione apre possibilità che ancora non esistono.
I sogni ci mostrano quanto vasto possa essere il mondo che la mente crea.
Manomaya Kosa racchiude tutto questo.
Ma nella visione dei cinque livelli della mente, il viaggio non termina qui.
Per quanto straordinaria, la mente subconscia rappresenta soltanto una parte del nostro universo interiore.
Possiamo trascorrere molto tempo immersi nei pensieri, nei ricordi e nelle immagini che essa produce, fino a dimenticare che esiste anche la possibilità di osservarli.
E forse è proprio qui che nasce una delle domande più affascinanti di questo percorso.
Se la mente può creare mondi così coinvolgenti da influenzare le nostre emozioni, le nostre azioni e persino la direzione della nostra vita…
quanto conosciamo davvero il potere di ciò che custodiamo dentro di noi?

Liila Meloni
Insegnante di Yoga, Coach di Crescita Personale e Autrice
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