
Sufismo e guarigione naturale
Pratiche di guarigione armonica tra movimenti corporei e osservazione della Natura
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Mi accingo a scrivere questo nuovo articolo o manifestazione di un percorso di crescita, con un libro accanto molto prezioso “Antiche Pratiche di Guarigione Sufi” di Haji Muzaffar Usmanov, che ha come sottotitolo questo profondo pensiero “Il corpo è come una lettura… guarda dentro e vedi se ne è degno”. Questo libro è un capolavoro per il benessere psicofisico. Trasmette in chiave moderna il sapere dei Maestri Sufi per vivere in armonia con il proprio corpo, con il tutto, da un punto di vista spirituale e fisico, inserendo diverse parabole che aiutano a riflettere sul significato della vita.
Ci tengo a sottolineare che il termine spirituale, da me spesso usato, non è riferito a credo religiosi, ma bensì ad un risveglio, un risveglio che ti fa sentire in armonia con ciò che ci circonda, dove ogni respiro è consapevolezza di vita che vibra con altre vite.
Ed è proprio questa consapevolezza e umiltà, che attraversa il pensiero dei Maestri Sufi e che in Naturopatia vengono spesso ripresi come fonte di ispirazione per consigliare, sviluppare una strada evolutiva verso il ben-essere.
Ma chi sono nello specifico i Maestri Sufi? I Sufi, in arabo tasawwuf , vengono spesso definiti come pellegrini alla ricerca di Dio, il termine è riconducibile alla radice che richiama la parola lana o saggezza, il loro compito è di praticare e divulgare la dimensione mistica dell’Islam.
La lora consapevolezza nasceva da una profonda conoscenza dell’interiorità come mezzo per intraprendere una strada volta alla salvezza, alle connessioni con il Divino e qui mi permetto di citare Jung, il quale dice “chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si risveglia” e ancora una volta un principio fondamentale della strada che la Natura ci indica è il volgere l’attenzione al nostro interno. La cura è nel nostro interno, nel nostro respiro e i Maestri Sufi lo sapevano quando dicevano che è fondamentale essere presente ad ogni nostro respiro, mantenere la presenza, l’attenzione, durante ogni respiro.
Il Sufismo indica la strada nell’abbandonare, nel lasciar andare ciò che abbiamo nella nostra testa, donare, in quanto è sinonimo di ricevere e accogliere, ciò che avviene senza introdurre limiti, blocchi che impediscano lo scorrere degli eventi.
Al centro del Sufismo, il Cuore quale mezzo per raggiungere la consapevolezza, il benessere e la via della gioia grazie all’appartenenza del tutto nella luce del Divino, ciò è rappresentato dell’attenzione, che qui significa sguardo, ossia osservare il proprio Cuore e proteggerlo dai cattivi pensieri. Tutto ciò che è negativo impedisce al Cuore di congiungersi con il Divino, bloccando così energia, lo scorrere del flusso vitale nel nostro corpo. Elemento fondamentale per intraprendere la strada della Naturopatia Quantica, di cui ho già parlato in precedenza.
Un vero Sufi, si definisce tale, quando per quindici minuti il suo Cuore non è attaccato da cattivi pensieri o inclinazioni, dando spazio alle emozioni positive, quali la gratitudine, l’amore come forza creatrice, la generosità, la comprensione e via dicendo.
Tale condotta conduce a un aspetto essenziale per vivere in uno stato di salute, un aspetto di cui Socrate si fece già portatore, che il filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff riprese: “Conosci te stesso”.
Le antiche pratiche di guarigione dei Sufi utilizzate in Naturopatia
“Il mondo è paragonabile ad un albero, o nobili uomini, e noi siamo simili ai frutti mezzo maturi che gli sono attaccati. Il nocciolo d’ogni frutto vale più della sua scorza; considera il corpo una scorza, e l’anima come nocciolo. I frutti che non sono maturi si attaccano fortemente al ramo, poiché la loro immaturità non rende degni d’essere portati al palazzo. Quando sono diventati maturi e dolci, si attaccano solo debolmente ai rami. Fissarsi strettamente e attaccarsi fortemente è segno di immaturità. Quando la bocca e resa dolce da quella letizia, il regno del mondo diventa sgradevole per l’uomo”. Rumi- Maestro Sufi.
La visione del corpo come scorza e dell’anima come il nocciolo, mi indica una strada non così battuta, che collega il sufismo alla naturopatia, poiché diversi rimedi, soprattutto le danze sacre sufi, vengono oggi utilizzate o prese di inspirazione per trovare o incrementare uno stato di benessere.
Io stessa applico movenze delle danze sacre sia dei Maestri Sufi che di Gurdjieff, alle mie Pratiche Biocorporee EmozionaliÒ, amplificate dalle loro musiche che creano un ritmo liberatorio molto efficace ed emozionante.
Le antiche pratiche di guarigione tramandate sono volte ad uno stato di benessere che coinvolge mente, corpo, anima riportando un equilibrio che allontana la malattia, o che ne interpreta il messaggio qual ora l’individuo ne fosse in preda. Chiaramente l’aspetto mistico, spirituale è molto più evidente, ma tutti noi possiamo applicarlo nella nostra quotidianità per vivere in armonia.
Haji Muzaffar Usmanov sottolinea nel suo libro/manuale, l’importanza di creare una vera e propria immagine di salute e di successo, visualizzandola e creandola da noi stessi, così che assuma un valore imprescindibile, ma ovviamente senza ossessionarsi, come ricordo spesso è l’equilibrio che fa la differenza.
L’immaginazione è un aspetto imprescindibile, poiché creare immagini positive sia del nostro passato, quindi realmente vissute, sia appartenenti al regno della fantasia, che ha la capacità di generare in noi stati di quiete, bellezza e tranquillità, ma anche di gioia attivando le emozioni positive che appartengono al Cuore.
Respirare in modo consapevole, profondo aiuta a raggiungere uno stato armonico che avvolge la presa di coscienza di avere un corpo, è la macchina della nostra anima e abbiamo il compito di curarlo, amarlo nutrirlo.
La malattia, infatti, si presenta quando mente, corpo, anima sono in disarmonia, che viene creata da un’alimentazione scorretta, dai pensieri negativi, dalla mancanza di attività fisica, e proprio il corpo quale strumento capace di suonare le più belle armonie è per i Sufi colui che dobbiamo ascoltare, seguirne il proprio ritmo e la sua voce, poiché sa ciò che è bene per noi. Da Socrate sino a Gurdjieff, passando per i Maestri Sufi, il detto Conosci te stesso attraversa ogni secolo riconducendo il sapere dell’evoluzione nello sguardo interno, che esula da un consumo energetico di uno sguardo che volge all’esterno.
Una danza armoniosa con la Natura, dar vita ad una nutrizione sana che si avvale di alimenti stagionali, provenienti dalle immediate vicinanze rispetto al luogo in cui si abita, non ingerire cibo troppo caldo, poiché aumenterebbe la tensione e non riempire lo stomaco provocando un senso di sazietà, poiché mangiare troppo fa si che lo stomaco riceva poca aria, così da creare affanno, stanchezza.
È bene, terminare il pasto con un senso di fame, anziché di sazietà opprimente, è bene mangiare lentamente, respirare e assaporare il cibo, ma anche donare energia positiva e di gratitudine ad ogni piatto che prepariamo e degustiamo. Nello stesso modo è bene bere lentamente e meglio all’inizio del pasto, così da non recare gonfiori causati da una digestione lenta.
Creare abitudini d’amore verso sé stessi, trattare il proprio corpo come un giardino prezioso, che va curato, nutrito, respirato, è un sentiero che conduce al benessere, alla saggezza, quella che per i Sufi viene rappresentata da una frase essenziale, ovvero
L’uomo saggio non vuole conoscere i trattamenti curativi, vuol imparare a vivere senza ammalarsi.
Movimenti corporei nelle pratiche di Guarigione Sufi
Come ho accennato più volte, il copro per i Maestri Sufi è fondamentale per vivere una vita in uno stato di salute psicofisico, e come nella Bioenergetica il corpo è diviso in cinque zone dette Zikr: sultano, akhfa, sirr, makad, markab.
La malattia si presenta in una di queste zone, quando si crea disarmonia e si concentrano emozioni negative a seconda di ciò che si vive; quindi, per liberarle e per gidere di uno stato di salute armonica per ogni Zikr corrispondono movimenti corporei profondi, che coinvolgono in primi la respirazione.
E’ sorprendente, come nel corso degli anni, dei secoli, tutto ritorni, magari con termini nuovi, ma avvalendosi degli stessi semplici e meravigliosi principi.
Gli esercizi fisici proposti dai Maestri Sufi vanno pratica 4/5 giorni a settimana in un orario prestabilito, dato dall’ora di nascita a cui vanno aggiunte 8 ore. Vanno svolti in uno stato armonico, con buoni propositi liberandosi dai pensieri negativi che si depositerebbero sul corpo. L’energia buona che si crea va indirizzata con la nostra attenzione ad ogni parte de copro che andiamo ad attivare.
Il respiro è fondamentale, ovvero inspirare nel momento dello sforzo ed espirare nel momento del rilascio, importante vedere di volta in volta i miglioramenti post esercizio concentrandosi sulle zone dove risiedono i problemi che richiedono la massima energia positiva.
L’antica saggezza Sufi, infatti considera l’uomo una sostanza Divina energetica, in cui sono presenti Traiettorie Energetiche che attraversano l’uomo, quando una di esse appare ostruita si manifestano i disagi, soprattutto quando sono presenti emozioni negative come la paura, pregiudizi, falsità, azioni peccaminose e negative che bloccano il flusso energetico lungo le traiettorie.
Mantenere lo scorrere armonico dell’energia nel nostro corpo è compito di ognuno di noi, accordare le nostre traiettorie, farle vibrare, risuonare, è il massimo dell’attivazione dell’amore che è dentro di noi.
Imparare ad obbedire a noi stessi è il messaggio tramandato dalla saggezza sufi, che riecheggia in una tradizione millenaria contemporanea, efficace, rigogliosa e manifesta si un sapore così semplice alla portata di tutti.

Beatrice Pazi
Laurea In Filosofia | Diploma di Naturopatia presso Riza
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