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La plusdotazione cognitiva tra potenzialità e fragilità

Aspetti emotivi, relazionali ed educativi degli individui gifted

Image by Collab Media on Unsplash.com


Negli ultimi anni, l’interesse verso la plusdotazione è cresciuto progressivamente, portando l’attenzione non solo sulle elevate capacità intellettive di questi individui, ma anche sulle loro caratteristiche emotive e relazionali. Gli individui plusdotati presentano un quoziente intellettivo (QI) significativamente superiore alla media, generalmente pari o superiore a 130, possono mostrare abilità cognitive eccezionali in una o più aree di apprendimento. Tuttavia, queste caratteristiche non si traducono automaticamente in una performance superiore in tutti gli ambiti della vita. Al contrario, diversi studi suggeriscono che il funzionamento qualitativamente diverso degli individui gifted, rispetto alla popolazione generale, abbia possibili implicazioni sul piano socio-emotivo (Yaman & Sökmez, 2020; Zanetti & Gualdi, 2019).


Chi sono i “Gifted”?

Come anticipato, gli individui plusdotati o “gifted” sono soggetti che presentano capacità o competenze eccezionali in una o più aree di apprendimento (National Association for Gifted Children, 2010). In particolare, la plusdotazione interessa circa il 2% della popolazione (Orsini, Pezzuti, & Picone, 2013) ma occorre sottolineare che tale condizione non rappresenta un disturbo clinico. Per questo motivo, non esistono manuali diagnostici o criteri universalmente condivisi per la sua identificazione (Robinson, Zigler, & Gallagher, 2000).

Secondo Zanetti (2016), una persona ad alto potenziale è un individuo che mostra o può potenzialmente mostrare livelli eccezionali di performance nell’abilità intellettiva generale, per quanto riguarda un’’attitudine scolastica specifica, nel pensiero creativo, nella leadership o, ancora, rispetto ad abilità artistiche o performative. Tali aspetti, dunque, evidenziano come la plusdotazione non possa essere ridotta esclusivamente a un elevato quoziente intellettivo ma rappresenti un costrutto complesso e multidimensionale.


Caratteristiche emotive e comportamentali degli individui gifted

Nonostante l’elevato funzionamento cognitivo, la plusdotazione non implica necessariamente un benessere emotivo o un successo scolastico superiore alla media (Freudenthaler, Spinath, & Neubauer, 2008). Al contrario, numerosi studi evidenziano come gli individui gifted possano presentare uno sviluppo asincrono tra competenze cognitive, abilità socio-emotive e maturazione psicomotoria che può avere delle implicazioni sul loro benessere. In particolare, dato che lo sviluppo del QI non coincide necessariamente con lo sviluppo del Quoziente Emotivo, può emergere una vulnerabilità psicologica, che però è influenzata sia da fattori di rischio che da fattori protettivi di natura ambientale (Zeidner, 2017; Kitano & Lewis, 2005; Winner, 2000).

In particolare, la letteratura ha identificato alcuni aspetti di vulnerabilità negli individui gifted come la difficoltà nel riconoscere, gestire e regolare le emozioni (Carrie, 2011; Shahzad & Begume, 2010) e la presenza di sentimenti quali inadeguatezza e incomprensione (Preuss & Dubow, 2004) spesso correlati alla difficoltà nel condividere interessi e modalità comunicative con il gruppo dei pari che, nei casi più gravi, può sfociare in forme di isolamento sociale (Neihart et al., 1999; Webb et al., 2007).

Queste caratteristiche non devono essere interpretate come indicatori patologici, ma come possibili conseguenze di un funzionamento cognitivo ed emotivo particolarmente complesso. Infatti, molti soggetti gifted sviluppano strategie adattive efficaci e mostrano elevate competenze relazionali, soprattutto in contesti in cui ricevono supporto adeguato e riconoscimento delle proprie caratteristiche. Difatti, al contrario, alcuni studi dimostrano che in contesti favorevoli i gifted possono dimostrare elevate capacità di comprensione e gestione delle emozioni (Zeidner et al., 2005), un buon funzionamento intrapersonale e un’adeguata consapevolezza di sé (Schwean et al., 2006).

Questi risultati suggeriscono come la relazione tra plusdotazione e funzionamento emotivo sia estremamente eterogenea e possa dipendere dall’interazione tra caratteristiche individuali, contesto familiare, ambiente scolastico e opportunità relazionali.


Quali implicazioni per il contesto educativo e per il benessere emotivo?

Le evidenze presenti in letteratura mostrano che il benessere psicologico e lo sviluppo emotivo degli individui gifted dipendono fortemente dalla qualità dell’ambiente relazionale ed educativo in cui crescono.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio la gestione delle emozioni nei contesti scolastici. Gli studenti plusdotati possono infatti sperimentare vissuti di noia se i programmi non risultano per loro stimolanti o di frustrazione spesso correlata alla sensazione di essere “diversi” rispetto ai coetanei. In assenza di un contesto capace di riconoscere e accogliere tali caratteristiche, i rischi di isolamento sociale o disinvestimento scolastico sono alle porte.

Per questo motivo, negli ultimi anni è emersa la necessità di promuovere interventi educativi maggiormente personalizzati, in grado di considerare non solo il livello cognitivo dello studente, ma anche i suoi bisogni emotivi e relazionali. In questa prospettiva, assumono un ruolo fondamentale sia il supporto della famiglia sia la presenza di insegnanti formati sulla plusdotazione e sulle sue possibili implicazioni psicologiche.

Parallelamente, stanno aumentando anche i centri specializzati e i servizi dedicati agli individui ad alto potenziale, con l’obiettivo di uno spazio di confronto con pari che possono presentare attitudini simili.

La sfida futura consiste, quindi, nel superare una visione esclusivamente prestazionale della plusdotazione, in quanto è proprio l’attenzione alla loro sfera emotiva e relazionale che può permettere al talento di manifestarsi in tutta la sua potenzialità.


Bibliografia

Davies, K. A., Lane, A. M., Devonport, T. J., & Scott, J. A. (2010). Validity and reliability of a brief emotional intelligence scale (BEIS-10). Journal of Individual Differences.
Durosini, I., Triberti, S., Ongaro, G., & Pravettoni, G. (2021). Validation of the Italian version of the brief emotional intelligence scale (BEIS-10). Psychological Reports, 124(5), 2356-2376.
Gilliam, J. E., & Jerman, O. (2015). Gifted and Talented Evaluation Scales: A Norm-Referenced Procedure for Identifying Gifted and Talented Students – Second Edition. PRO-ED.
Yaman, D. Y., & Sökmez, A. B. (2020). A case study on social-emotional problems in gifted children. Ilkogretim Online, 19(3).
Zanetti, M. A., Gualdi, G., & Cascianelli, M. (2019). Understanding giftedness. Routledge.


Dott.ssa Chiara Scuotto Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Chiara Scuotto
Psicologa, Psicoterapeuta in formazione sistemico relazionale e dottoranda in Psicologia
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