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Ansia da prestazione

Quando il timore di fallire compromette il nostro potenziale

Image by Vitaly Gariev on Unsplash.com


L’ansia da prestazione è una forma di attivazione fisiologica, cognitiva e comportamentale che compare quando una persona percepisce di dover dimostrare il proprio valore in una situazione in cui si sente osservata, valutata o giudicata.

Una quota moderata di attivazione può sostenere la performance, aumentando vigilanza e concentrazione; tuttavia, quando supera una certa soglia, l’attenzione si sposta dalla prestazione al timore di fallire, di sentirsi umiliati o rifiutati. (Humanitas, 2023).


Come incide sulla performance

L’ansia intensa può interferire con la memoria di lavoro, l’attenzione e la fluidità esecutiva. La persona può sperimentare una sensazione di smarrimento, tremore, tachicardia, rigidità muscolare, respiro corto e difficoltà a ricordare ciò che sa. (Rowland et al., 2021). 


Chi è più predisposto

Le evidenze scientifiche mostrano una maggiore vulnerabilità nelle persone con perfezionismo elevato, paura del giudizio, ansia sociale, storia di critica o aspettative molto alte. (Gaudreau & Schellenberg, 2024).

Ne soffrono spesso studenti, professionisti, atleti e persone che investono molto nelle proprie competenze e nella propria immagine, fatto strettamente correlato alla paura di non essere all’altezza delle aspettative. (APC, 2023).


Il ruolo del perfezionismo disadattivo

La letteratura recente mostra che il perfezionismo disadattivo, ovvero la tendenza ad imporre a se stessi standard personali eccessivi e irrealistici, risulta fortemente associato all’ansia.

Le persone che legano il proprio valore personale al risultato, tendono a interpretare ogni errore come prova di inadeguatezza. (Xiong et al., 2024).

In particolare, il timore di non essere all’altezza e la severa autocritica alimentano il circolo vizioso dell’ansia da prestazione, che può essere letta anche come una perdita di contatto con l’esperienza presente: la persona non è più nel “qui e ora” della situazione, ma nella terra delle aspettative, delle paure e delle convinzioni.

Lavorare sul contatto con la realtà del momento, sull’attenzione al corpo e sulla consapevolezza permette di ridurre l’ipercontrollo e recuperare la spontaneità.


Il ruolo prezioso dellautocompassione

Inoltre, gli studi confermano il ruolo di mediazione dell’autocompassione tra perfezionismo disadattivo e ansia, sia per quanto riguarda il miglioramento dei sintomi e sia per il coadiuvamento dell’auto-regolazione emotiva. Attraverso l’autocompassione, le persone che soffrono di questo tipo di ansia, possono affrontare la situazione imparando a essere comprensivi con i propri sentimenti ed emozioni (riducendo le emozioni di auto-biasimo e auto-negazione) e provando a costruire un’immagine positiva di sé.(Xiong et al., 2024).

La gentilezza verso se stessi implica, infatti, attenzionare la nostra sofferenza, essere emotivamente disponibili con noi stessi ed entrare in contatto con il nostro dolore (cosa che spesso ci insegnano a fare di più con gli altri). Ma è proprio il senso di umanità insito nell’autocompassione che ci aiuta a connetterci e relazionarci con gli altri. Sono infatti le difficoltà che condividiamo come esseri umani a farci sentire partecipi del tutto che ci connette e ci lega gli uni agli altri. (Neff, 2023).


Strategie pratiche per fronteggiarla

Tra le strategie pratiche per affrontare l’ansia da prestazione possiamo includere:

  1. Riconoscere i segnali corporei precoci dell’ansia. (Rowland & van Lankveld, 2019; Barrell et al., 1985).
  2. Riportare l’attenzione al presente attraverso il respiro, il grounding e l’osservazione dell’ambiente. (Rowland et al., 2021).
  3. Trasformare il dialogo interno da punitivo a realistico. (Rowland et al., 2021).
  4. Esporsi gradualmente alle situazioni temute. (Rubin et al., 2009).
  5. Coltivare auto-compassione: trattarsi con comprensione anziché con critica. (Neff, 2003).

Conclusione

In conclusione, l’ansia da prestazione rappresenta una condizione complessa, in cui le componenti cognitive, emotive e corporee si intrecciano, influenzando significativamente la qualità della performance, ma soprattutto il benessere psicologico della persona.

Gli interventi più efficaci non mirano esclusivamente al miglioramento della prestazione, ma anche alla trasformazione del rapporto che la persona ha con se stessa.

Strategie come il riconoscimento dei segnali corporei dell’ansia, riportare l’attenzione al respiro, attraverso tecniche di grounding e l’osservazione consapevole dell’ambiente, nonché un’esposizione graduale alle situazioni temute, possono aiutare a modificare il dialogo interno, da punitivo a realistico. Tali interventi permettono di ridurre l’ipercontrollo e favoriscono una maggiore presenza nel “qui e ora”.

In tale prospettiva, coltivare l’autocompassione assume un ruolo particolarmente importante, poiché consente di affrontare il fallimento e la vulnerabilità con atteggiamento comprensivo anziché giudicante.

Imparare a riconoscere i propri limiti come parte dell’esperienza umana, può favorire una regolazione emotiva più equilibrata ed un rapporto più autentico e spontaneo con la propria performance, promuovendo benessere psicologico e crescita personale.


Bibliografia

APC. (2023). Ansia da prestazione: cosa è e come superarla. Scuola di Psicoterapia Cognitiva.
Barrell, J. J., Medeiros, D., Barrell, J. E., & Price, D. (1985). The causes and treatment of performance anxiety: An experiential approach. Journal of Humanistic Psychology.
Gaudreau, P., & Schellenberg, B. J. I. (2024). The impact of internet-based cognitive behavior therapy for perfectionism: A reinterpretation through the lens of the model of excellencism and perfectionism. Behavioural and Cognitive Psychotherapy.
Humanitas. (2023). Ansia da prestazione, come combatterla?
Neff, K. D. (2003). Self-compassion: An alternative conceptualization of a healthy attitude toward oneself. Self and Identity.
Neff, K. D. (2023). Self-compassion: Theory, method, research, and intervention. Annual Review of Psychology.
Rowland, D. L., Moyle, G., & Cooper, S. E. (2021). Remediation strategies for performance anxiety across sex, sport and stage: Identifying common approaches and a unified cognitive model. International Journal of Environmental Research and Public Health.
Rowland, D. L., & van Lankveld, J. J. D. M. (2019). Anxiety and performance in sex, sport, and stage: Identifying common ground. Frontiers in Psychology.
Rubin, S., Spates, C. R., Johnson, D. A., & Jouppi, L. (2009). Dosed versus prolonged exposure in the treatment of fear: An experimental evaluation and review of behavioral mechanisms. Journal of Anxiety Disorders.
Xiong, Z., Liu, C., Song, M., & Ma, X. (2024). The relationship between maladaptive perfectionism and anxiety in first-year undergraduate students: A moderated mediation model. Behavioral Sciences.


Dott.ssa Federica Brugaletta Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Federica Brugaletta
Psicologa e psicoterapeuta in formazione
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