
Il bisogno di controllo
Perché facciamo fatica a tollerare l’incertezza
– Image by Claudio Schwarz on Unsplash.com –
Avere la sensazione di poter prevedere ciò che accadrà può aiutarci a sentirci più sicuri. Organizzare una giornata, pianificare un impegno o prepararsi ad affrontare una situazione complessa sono comportamenti funzionali che permettono di ridurre l’incertezza e affrontare meglio le difficoltà.
Il problema può emergere quando il bisogno di controllo diventa così forte da rendere difficile accettare tutto ciò che non possiamo prevedere o gestire direttamente. In questi casi, il controllo può trasformarsi da strumento utile a modalità attraverso cui cerchiamo continuamente di proteggerci dal dubbio, dall’errore o dalla possibilità che qualcosa non vada come previsto.
Che cosa significa avere bisogno di controllo?
Il bisogno di controllo non è necessariamente qualcosa di negativo. In una certa misura, cercare di organizzare ciò che dipende da noi è una componente normale dell’adattamento.
Diventa più problematico quando la necessità di prevedere e controllare gli eventi si estende anche agli aspetti della realtà che, per loro natura, non possono essere completamente governati.
Può manifestarsi, per esempio, attraverso la necessità di programmare ogni dettaglio, controllare ripetutamente di aver fatto tutto correttamente, cercare continue conferme oppure anticipare mentalmente numerosi scenari possibili.
Alla base può esserci una difficoltà a tollerare una condizione molto comune dell’esperienza umana: non sapere con certezza come andranno le cose.
Perché l’incertezza può essere così difficile da tollerare?
L’incertezza ci mette di fronte a una condizione che non possiamo eliminare completamente. Possiamo raccogliere informazioni, fare previsioni e prepararci, ma non possiamo conoscere in anticipo tutte le conseguenze delle nostre azioni.
Per alcune persone, questa condizione può generare una sensazione di vulnerabilità.
La mente può allora cercare di ridurre l’incertezza attraverso il pensiero: analizzare una situazione, immaginare cosa potrebbe succedere, valutare diverse possibilità e cercare la soluzione più sicura.
Questo processo può essere utile quando conduce a una decisione concreta. Può diventare invece poco funzionale quando continua anche dopo che non ci sono più informazioni utili da raccogliere.
Pensare ancora e ancora alla stessa situazione non significa necessariamente essere più preparati ad affrontarla.
Quando il controllo diventa una strategia per sentirsi al sicuro
Il controllo può svolgere una funzione psicologica importante: offrire temporaneamente una sensazione di sicurezza.
Controllare più volte un’informazione, chiedere conferma a qualcuno o cercare di prevedere ogni possibile conseguenza può ridurre momentaneamente la tensione.
Il problema è che questo sollievo può rinforzare il comportamento.
Se, ogni volta che compare un dubbio, cerchiamo immediatamente di eliminarlo attraverso un controllo, possiamo imparare implicitamente che il dubbio è qualcosa che non possiamo tollerare.
Si può così creare un circolo:
incertezza → preoccupazione → controllo → sollievo temporaneo → nuova incertezza → nuovo controllo.
In questo modo, il controllo non risolve necessariamente l’incertezza. Può invece diventare una risposta automatica alla sua presenza.
Il rapporto tra bisogno di controllo e ansia
Il bisogno di controllo può essere particolarmente evidente nelle situazioni in cui il futuro appare imprevedibile.
Quando una persona è preoccupata, può cercare di anticipare mentalmente ciò che potrebbe accadere: “E se succedesse qualcosa?”, “E se facessi la scelta sbagliata?”, “E se non fossi preparato abbastanza?”.
L’anticipazione può dare l’impressione di stare facendo qualcosa per affrontare il problema. Tuttavia, non tutte le preoccupazioni producono una soluzione.
Esiste una differenza tra prepararsi e cercare una certezza assoluta.
Prepararsi significa individuare ciò che possiamo concretamente fare. Cercare la certezza assoluta significa invece continuare a elaborare la situazione nella speranza di raggiungere un livello di sicurezza che, in molti casi, non è realisticamente raggiungibile.
Il bisogno di controllo nelle relazioni
Il controllo può comparire anche nelle relazioni interpersonali.
Quando il comportamento dell’altra persona è imprevedibile o ambiguo, possiamo sentire il bisogno di ottenere spiegazioni, conferme o rassicurazioni. Un messaggio a cui non arriva risposta, un cambiamento nel tono di voce o una maggiore distanza possono diventare occasioni per cercare di capire immediatamente che cosa stia accadendo.
Anche in questo caso, conoscere e comunicare sono comportamenti diversi dal tentativo di eliminare completamente l’incertezza.
Una relazione non può essere controllata in ogni suo aspetto. L’altra persona possiede pensieri, emozioni, bisogni e decisioni che non sono completamente disponibili al nostro controllo.
Accettare questo limite non significa essere indifferenti alla relazione. Significa riconoscere che una relazione implica inevitabilmente una quota di imprevedibilità.
Quando controllare non significa sentirsi davvero più sicuri
Uno degli aspetti più importanti da considerare è che il controllo può aumentare nel tempo senza produrre un corrispondente aumento della sicurezza.
Possiamo controllare una volta, poi due, poi tre. Possiamo chiedere una conferma e, poco dopo, sentire nuovamente il bisogno di riceverne un’altra.
Questo accade perché la sicurezza ottenuta attraverso il controllo può essere temporanea.
La domanda utile, quindi, non è soltanto: “Quanto controllo esercito?”, ma anche: “Che cosa succede dentro di me quando non posso controllare?”
Se l’impossibilità di controllare genera immediatamente una forte tensione, il problema potrebbe non essere l’evento in sé, ma la difficoltà di entrare in contatto con l’incertezza senza cercare subito di eliminarla.
Imparare a tollerare ciò che non possiamo prevedere
Ridurre il bisogno di controllo non significa diventare passivi o smettere di organizzarsi.
Significa imparare a distinguere tra ciò che possiamo influenzare e ciò che non dipende completamente da noi.
Una domanda semplice può essere utile:
“C’è qualcosa che posso fare concretamente in questo momento?”
Se la risposta è sì, possiamo concentrarci su quell’azione.
Se la risposta è no, continuare a cercare una soluzione mentale potrebbe non aumentare realmente il nostro controllo sulla situazione.
In questo senso, imparare a tollerare l’incertezza significa anche sviluppare una maggiore disponibilità a convivere con il fatto che alcune risposte arriveranno soltanto con il tempo.
Non possiamo sapere sempre come andrà una relazione, quale sarà l’esito di una decisione o come reagiranno gli altri. Possiamo però scegliere come comportarci di fronte a ciò che non sappiamo.
Il controllo che possiamo davvero esercitare
Una parte importante del lavoro psicologico consiste proprio nel riconoscere il confine tra controllo e influenza.
Non possiamo controllare completamente gli eventi, le emozioni degli altri o il futuro. Possiamo però intervenire sulle nostre decisioni, sui comportamenti che scegliamo, sul modo in cui comunichiamo e sulla capacità di affrontare le conseguenze delle nostre scelte.
Paradossalmente, accettare alcuni limiti del controllo può permettere di sentirsi più liberi.
L’obiettivo non è eliminare l’incertezza, perché una vita completamente priva di incertezza non è realisticamente possibile. È sviluppare una maggiore fiducia nella propria capacità di affrontare anche ciò che non era stato previsto.
Conclusioni
Il bisogno di controllo nasce spesso dal desiderio comprensibile di sentirsi al sicuro. Organizzare, prevedere e prepararsi possono essere risorse preziose. Diventano però meno funzionali quando vengono utilizzati per cercare di eliminare ogni dubbio, ogni errore possibile o ogni elemento imprevedibile.
Imparare a tollerare l’incertezza non significa rinunciare alla possibilità di agire. Significa riconoscere che possiamo fare la nostra parte senza avere la garanzia di conoscere in anticipo il risultato.
A volte, sentirsi più sicuri non richiede di controllare di più ciò che accade, ma di sviluppare maggiore fiducia nella propria capacità di affrontare ciò che accadrà.
Comprendere questo meccanismo può essere un primo passo per osservare con maggiore consapevolezza il proprio rapporto con il controllo e con l’incertezza.

Salvo Dell’Aira
Psicologo e Dottore in Psicologia
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