
Il Cervello Bilingue
Cosa dice la scienza sui benefici di crescere con più lingue
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Chi si ricorda la leggenda che correva negli anni Novanta, quando si sosteneva che imparare più lingue durante l’infanzia potesse nuocere all’apprendimento della lingua madre infantile? Questa nozione era retaggio di un periodo storico in cui la ricerca sul bilinguismo, ancora agli albori, era metodologicamente svantaggiata rispetto ai tempi odierni. Uno degli studi più influenti dell’epoca (Saer, 1923) esaminò 1.400 bambini bilingui (gallese-inglese) confrontandoli con coetanei monolingui. La conclusione fu che i bilingui avessero una sorta di “confusione mentale” che influenzava negativamente il loro rendimento nei test d’intelligenza. Conclusioni simili furono riportate da Jones & Stewart (1951) e da Darcy (1953). Quello che i ricercatori del tempo non considerarono, furono i numerosi difetti metodologici dei loro studi. I gruppi esaminati, infatti, non erano adeguatamente comparabili per età, genere e contesto socioeconomico; i test somministrati nella seconda lingua dei bambini li misero in una posizione di svantaggio strutturale; in alcuni casi, il bilinguismo veniva addirittura solo presunto, sulla base del cognome o dell’origine geografica della famiglia (Peal & Lambert, 1962). Non stupisce, quindi, che i risultati fossero più che inesatti. Oltretutto, bisogna ricordare che le radici di questa corrente di ricerca affondano in un clima culturale che può essere definito sinistro: l’uso dei test di intelligenza nel XIX e XX secolo era spesso intrecciato con l’agenda eugenista, e con politiche di controllo dell’immigrazione (Hakuta, 1986). Un contesto del genere influenzava le domande che i ricercatori si ponevano, e le interpretazioni che davano ai dati ottenuti.
Fortunatamente, oggi sappiamo che nei bambini piccoli l’apprendimento precoce di una seconda lingua ne influenza positivamente lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo. L’introduzione graduale della seconda lingua può avere benefici significativi e duraturi.
Benefici Cognitivi dell’Esposizione Precoce a una Seconda Lingua
Nei primi anni di vita del bambino, l’apprendimento di una seconda lingua stimola in modo particolare lo sviluppo della corteccia prefrontale, la parte del cervello atta a mediare le cosiddette funzioni esecutive, tra cui inibire gli istinti, prendere decisioni razionali e comportarsi in maniera adeguata a seconda dei diversi contesti sociali. Questo dato è di particolare rilevanza se si considera che la corteccia prefrontale è una zona cerebrale che arriva a maturazione abbastanza tardi: fino ai 19-25 anni è ancora “in costruzione” (educatori e genitori devono ricordare ciò quando bambini ed adolescenti non sono propriamente in grado di “controllarsi”). L’esposizione precoce a una seconda lingua ha un effetto modellante sulle reti neurali del cervello, favorendo connessioni più forti tra le aree responsabili del linguaggio e quelle coinvolte nel controllo esecutivo (Abutalebi & Green, 2007). Le conseguenze?
Una maggiore capacità di autoregolazione e apprendimento a lungo termine, con effetti benefici che si protraggono per anni dopo che la seconda lingua è stata acquisita. Uno studio di Petitto et al. (2001) evidenzia come i bambini bilingue mostrano un’attivazione cerebrale più ampia rispetto ai monolingue durante compiti di elaborazione linguistica. Lo studio sottolinea l’importanza fondamentale dei cosiddetti periodi sensibili nello sviluppo del linguaggio e della lettura, dimostrando che l’età della prima esposizione al bilinguismo sia un fattore critico nello sviluppo della padronanza linguistica. In generale, si è notato che i bilingue abbiano un volume di materia grigia maggiore in aree chiave del cervello; gli individui bilingui presentano una maggiore densità di materia grigia sia nella Corteccia Prefrontale che nella Corteccia Parietale (Li, Legault & Litcofsky, 2014; Del Maschio et al., 2018).
Memoria di Lavoro e Competenze Matematiche
Uno studio del 2013 ha notato come la maggiore flessibilità cognitiva derivata dal bilinguismo sia vantaggiosa nel gestire meglio compiti complessi e a passare da un’attività all’altra (Morales, Calvo & Bialystok, 2013). Questo perché la costante gestione di due lingue in maniera simultanea comporta una certa organizzazione a livello neuronale, che consente uno sviluppo maggiore di capacità di problem-solving e working memory (memoria di lavoro). Anche gli studi longitudinali di Bialystok et al. (2007) mostrano che i bambini bilingue hanno una maggiore capacità di concentrazione e attenzione selettiva. Non solo! Siccome la memoria di lavoro è quella implicata nello svolgimento del calcolo mentale, è possibile che lo sviluppo delle capacità linguistiche bilingue abbia un ruolo critico nello sviluppo delle capacità aritmetiche (Cerda et al., 2013; Van Rinsveld et al., 2015).
Effetti sullo Sviluppo Linguistico
Attenzione: l’introduzione di una seconda lingua non interferirà con lo sviluppo della lingua madre, anche se i propri figli hanno iniziato il loro percorso di apprendimento solo in italiano. Piuttosto, il loro repertorio linguistico si arricchirà nel tempo. I bambini esposti a più lingue imparano a distinguere rapidamente i contesti in cui usare ciascuna lingua. Questo favorisce un precoce sviluppo metalinguistico, cioè la capacità di riflettere sul linguaggio stesso. Secondo Kuhl (2011), i primi anni di vita sono una finestra critica per l’apprendimento delle lingue grazie alla plasticità neurale del cervello infantile. Un’indagine condotta da Werker e Byers-Heinlein (2012) dimostra che i bambini bilingue sviluppano competenze linguistiche comparabili o addirittura superiori, a quelle dei monolingue, quando si tiene conto dell’esposizione complessiva al linguaggio.
Benefici Sociali ed Emotivi
Sviluppare la capacità di comunicazione in una seconda lingua può apportare un vantaggio nello sviluppo di alcune competenze sociali. Imparando a comunicare efficacemente in contesti differenti, i bambini bilingue tendono a sviluppare consapevolezza della relatività culturale di alcune nozioni, il che li aiuta a diventare più tolleranti per le diversità umane. Questo concetto va mano nella mano con la comprensione che vi sono caratteristiche comuni tra tutti gli esseri umani, nonostante le barriere linguistiche. Infatti, i bambini bilingue sviluppano una migliore capacità di empatia, in quanto abituati ad osservare più attentamente segnali non verbali per comprendere meglio i loro interlocutori (Yow & Markman, 2011a; 2011b). Molto interessante è la nozione che anche dopo essere invecchiati, il bilinguismo offre un beneficio particolarmente grande in termini di tolleranza (soprattutto quando la seconda lingua è stata acquisita durante l’infanzia): è stato riscontrato che questi soggetti anche da anziani dimostrano di avere una teoria della mente più intatta che le controparti monolingue (Li et al., 2024). La teoria della mente è la capacità che ogni essere umano ha di comprendere che gli altri sono distinti dal proprio io, e che hanno stati mentali (credenze, desideri, opinioni ecc) diversi dai propri. A sostegno di ciò, una meta-analisi di 20 studi ha confermato un effetto statisticamente positivo del bilinguismo sulla capacità di ragionare sugli stati mentali altrui, con implicazioni concrete per la competenza sociale dei bambini bilingue (Schroeder, 2018).
Per concludere: se state pensando di offrire ai vostri figli l’opportunità d’imparare una seconda lingua, fatelo con il cuore, coscienti del fatto che tutte le difficoltà del caso verranno ripagate enormemente nel loro futuro.
Raccomandazioni per l’Introduzione graduale della seconda lingua per studenti dell’asilo e delle elementari
- Transizione Dolce: Iniziare a usare la seconda lingua in attività specifiche che piacciono al bambino, come il gioco o la lettura, per creare associazioni positive.
- Routine nella Seconda Lingua: Introdurre la seconda lingua in momenti quotidiani specifici, come la preparazione dei pasti o il bagno, potrebbe facilitare l’apprendimento.
- Canzoni, Filastrocche e Storie: Usare musica e rime per rendere l’apprendimento della seconda lingua più coinvolgente; le storie aiutano il bambino a sviluppare una maggiore motivazione all’apprendimento.
- Sostegno dei Genitori: Continuare a utilizzare l’italiano a casa per garantire una base solida nella lingua madre, bilanciando l’esposizione con la seconda lingua.
References
1. Saer, D.J. (1923). The effect of bilingualism on intelligence. British Journal of Psychology. General Section, 14, 25–38. DOI: 10.1111/j.2044-8295.1923.tb00110.x
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Dr. Sylvia Helen Goodrick
Teacher and Author
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