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Il filo invisibile: scienza e mistero della connessione umana

Trame sottili che uniscono destini e percorsi umani

Image by Priscilla Du Preez 🇨🇦 on Unsplash.com


È domenica e sono impegnata nelle pulizie di casa. Comincio a pensare che da qualche giorno non sento mia madre. Devo decisamente scriverle un messaggio. Il telefono vibra… indovinate chi mi ha appena scritto? Mia madre!

Altre volte accade che pensiamo ad una persona che non vediamo da tanto tempo e, nella stessa giornata, la incrociamo per strada. È solo una coincidenza, una casualità, oppure esiste davvero una rete sottile che unisce tutti noi?

Jung (1952) le chiamava sincronicità; dietro a questa trama sottile di incontri e pensieri sincronici, potrebbe nascondersi qualcosa di più profondo: una connessione invisibile che unisce ogni essere vivente.

Per trovare una spiegazione bisogna far riferimento alla fisica quantistica, che ha introdotto l’idea della “non-località quantistica” (Aspect, Clauser, e Zeilinger, 2022) fenomeno per cui due particelle possono influenzarsi istantaneamente anche a grandi distanze, in quanto le informazioni sembrano “viaggiare” al di fuori dei limiti spazio-temporali classici. In particolare, il concetto di entanglement quantistico (Schrödinger, 1935) permette di spiegare perché due particelle restano collegate oltre il tempo e lo spazio. Accade infatti che, quando entrano in relazione, diventano parte di un unico sistema, per cui, anche se vengono separate da anni luce, un cambiamento in una di esse si riflette istantaneamente nell’altra. Einstein lo chiamava con sospetto “azione spettrale a distanza”, ma oggi sappiamo che è reale e verificabile.

E se qualcosa di simile accadesse anche tra le persone? Forse anche noi, dopo aver condiviso esperienze o emozioni, rimaniamo connessi come particelle “gemelle”.


La frequenza della vita: un universo in vibrazione

Materia ed energia sono la stessa cosa e l’universo rappresenta un campo informativo unificato, un sistema costituito da un’immensa quantità di energia in continuo movimento e trasformazione. Stelle, pianeti e galassie sono tutte manifestazioni di questa energia.

Se tutta la realtà è composta da un’unica rete di vibrazioni ed energia, anche gli organismi viventi sono formati da un complesso scambio di energia, campi elettromagnetici e onde. Le particelle che compongono i nostri corpi, infatti, non sono entità solide, ma oscillazioni in un campo invisibile.

Se tutto vibra, allora ogni pensiero, ogni emozione, ogni gesto è una piccola onda che si propaga nell’universo e interagisce con il mondo circostante, modificando la realtà. Quando si entra in una stanza dove le persone sono tese o arrabbiate, si sente immediatamente una sorta di “pesantezza” nell’aria. Al contrario, se qualcuno ride in modo spontaneo, è probabile che ci contagi e ci faccia sorridere. Le emozioni sono vibrazioni che si propagano e risuonano tra le persone.

Ecco quindi che i nostri pensieri e i nostri stati emotivi possono sintonizzarsi su frequenze simili, per cui quando due persone condividono delle esperienze, soprattutto se intense (relazioni d’amore, esperienze dolorose, o eventi come nascita, oppure perdite), si crea tra loro una sorta di “risonanza” che continua a esistere anche quando la distanza fisica le separa. Come due strumenti accordati sulla stessa nota, basta un tocco lieve perché l’altro risuoni.


La rete cosmica

Il fisico David Bohm (1980) ha parlato di “ordine implicato” per far presente che tutto è interconnesso in profondità e indivisibile, anche se ai nostri occhi appare separato.

Secondo questa concezione, l’universo è come un grande campo olografico dove ogni parte contiene l’intero. Ciò significa che le persone, gli alberi, le stelle, i pensieri e le emozioni sono nodi di una stessa rete luminosa e che l’universo non è composto da entità separate, ma da un insieme continuo in cui ogni parte contiene l’informazione del tutto. Ecco perché si parla di un campo informativo unificato, di un “campo olistico”.

Inoltre, Bohm riteneva che la coscienza non sia separata dal mondo fisico, bensì sia una forma di “processo” nello stesso flusso di ordine implicato. Mente e mondo fisico emergono dallo stesso livello profondo di informazione e sono fatte della “stessa sostanza”.

“L’intero universo… deve essere compreso come una singola totalità indivisa”, una “wholeness”, in cui “La coscienza è intessuta implicitamente in tutta la materia e la materia è intessuta dalla coscienza”.


Coerenza biologica: quando la vita risuona

Negli ultimi anni, il concetto di coerenza biologica ha guadagnato attenzione. Questo concetto si riferisce alla capacità delle cellule, dei tessuti e persino dei cervelli di oscillare in modo sincrono, generando campi elettromagnetici coerenti. Preparata e Del Giudice (Del Giudice e altri, 2005) hanno parlato di coerenza elettro-quantistica.

Il cuore umano, in particolare, emette un potente campo elettromagnetico misurabile a qualche metro di distanza dal corpo. Secondo degli studi del HeartMath Institute (2023), questo campo non solo riflette il nostro stato emotivo, ma può sincronizzarsi con quello di altre persone in prossimità.

Questi risultati suggeriscono che le interazioni tra esseri umani non siano solo di tipo chimico o verbale, ma comprendano anche una componente bioelettromagnetica. In pratica, i nostri sistemi nervoso e cardiaco potrebbero funzionare come una sorta di antenna biologica, capace di percepire e rispondere ai campi prodotti da altri organismi.

Una dimostrazione di questo è il fenomeno dell’accoppiamento cardiaco-respiratorio: quando due persone si trovano in stretta vicinanza e condividono un’emozione, i loro battiti cardiaci e i loro ritmi respiratori tendono a sincronizzarsi. Si tratta di una forma di “entanglement fisiologico”.

La neuroscienza fornisce ulteriori indizi sulla possibilità di una connessione profonda tra le persone.

Gli studi sui neuroni specchio, scoperti negli anni ’90 dal gruppo di Giacomo Rizzolatti (2004) all’Università di Parma, hanno mostrato che il cervello umano possiede un sistema in grado di “rispecchiare” le azioni e le emozioni altrui. Quando osserviamo qualcuno che prova dolore, felicità o paura, alcune delle nostre aree cerebrali si attivano come se stessimo vivendo quella stessa esperienza.

Più recentemente, esperimenti di hyperscanning (cioè la registrazione simultanea dell’attività cerebrale di due o più individui) hanno dimostrato che, durante un’interazione empatica oppure durante attività meditative (Montecucco, 2019), i cervelli delle persone coinvolte mostrano sincronizzazioni delle onde neuronali. Questa “coerenza interpersonale” sembra correlarsi al grado di empatia e/o connessione emotiva profonda tra i soggetti. Emblematiche, a questo proposito, sono le esperienze di gemelli che vivono in città diverse e raccontano di aver provato improvvisamente un senso di ansia e paura nello stesso momento, scoprendo più tardi che uno dei due aveva avuto un problema serio. Si tratta di una forma di profonda connessione emotiva che supera la distanza spaziale.

La sincronizzazione cerebrale rappresenta un chiaro esempio di connessione non verbale e non casuale, che può spiegare perché, in certi momenti, “sentiamo” l’altro anche senza parole, e perché due persone possono trovarsi in perfetta sintonia senza parlarsi.

La coerenza quantistica pertanto genera connessione, genera entanglement, unità, scambio di informazioni.


Conclusione: un ponte tra scienza e consapevolezza

L’idea di una connessione invisibile tra le persone non appartiene solo alla filosofia orientale o alla poesia romantica: trova echi sorprendenti nella ricerca scientifica contemporanea.

Sebbene non esistano ancora prove definitive di un “entanglement umano” in senso fisico, la convergenza di studi su coerenza cerebrale, campi bioelettromagnetici e sincronizzazione fisiologica suggerisce che l’interconnessione è un principio biologico fondamentale e che l’universo è intrinsecamente relazionale.

Anche le nostre emozioni sembrano partecipare a questa rete sottile: la qualità di ciò che proviamo influenza il modo in cui entriamo in risonanza con gli altri. Uno stato di serenità, apertura o gioia facilita la connessione; al contrario, paura e chiusura tendono a interromperla o a modificarne il flusso. È un processo che non riguarda solo chi ci sta vicino fisicamente: la ricerca sulla coerenza e sull’attività neurofisiologica sembra indicare che le interazioni umane avvengono su diversi livelli e che implicano connessioni anche a distanze enormi tra le persone. Siamo strettamente interconnessi da un filo invisibile che ci tiene legati anche se ci troviamo dalla parte opposta del mondo.

Esiste, pertanto, una comunicazione invisibile, fatta di segnali sottili, di campi e di onde che vibrano, che ci attraversano e ci influenzano. E se anche i nostri desideri, le nostre intenzioni più profonde, fossero forme di energia organizzata in grado di orientare il nostro comportamento, il nostro modo di percepire e quindi, indirettamente, la nostra realtà?

Forse molto di ciò che chiamiamo “destino” è semplicemente il risultato di una risonanza tra noi, gli altri e il campo più vasto di cui tutti facciamo parte.


Bibliografia

Aspect, A., Clauser, J. F., & Zeilinger, A. (2022). Experiments on Bell’s inequalities and quantum entanglement. Premio Nobel per la Fisica 2022 da NobelPrize.org (consultato il 15/11/2025).
Bohm, D. (1980). Wholeness and the Implicate Order. London: Routledge.
Del Giudice E., Fleischmann M., Talpo G., De Ninno A., Mengoli G., Milani M., Vitiello G. (2005). Coherent Quantum Electrodynamics in Living Matter, Electromagnetic Biology and Medicine (formerly Electro- and Magnetobiology), 24, n. 3 (2005), 199-210.
HeartMath Institute (2023). The Energetic Heart: Bioelectromagnetic Communication Within and Between People da heartmath.org (consultato il 15/11/2025).
Jung, C.G. (1952). Sincronicità come principio di connessioni acausali. Brescia: Scholé.
Montecucco, N.F. (2019). Neuropsicosomatica 2 – Il Protocollo Mindfulness Psicosomatica PMP e il nuovo approccio integrato alla terapia mente-corpo. Il Paradigma Clinico della PNEI. Istituto di Neuropsicosomatica – Villaggio Globale di Bagni di Lucca.
Rizzolatti, G., & Craighero, L. (2004). The mirror-neuron system, Annual Review of Neuroscience, 27, 169–192.
Schrödinger, E. (1935). Discussion of probability relations between separated systems, Naturwissenschaften, 23, 807–812, 823–828, 844–849.


Dott.ssa Claudia Cioffi Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Claudia Cioffi
Psicologa e Psicoterapeuta Analitico Transazionale
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