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La creatività nell’era dell’intelligenza artificiale

Come l’IA sta ridefinendo il costrutto di creatività

Image by Omar:. Lopez-Rincon on Unsplash.com


Il panorama tecnologico contemporaneo sta vivendo un periodo di grande fermento a causa

dello sviluppo e distribuzione di strumenti che implementano l’intelligenza artificiale (IA), grazie all’utilizzo di un linguaggio che simula quello umano ed interfacce semplici ed intuitive, questi strumenti sono facilmente accessibili anche a chi non è un esperto del settore. Le attuali piattaforme consentono di generare non solo testo ma anche immagini, video, musica, applicazioni e siti web a partire da un semplice prompt (il comando, l’istruzione data dall’utente), permettendo a chiunque di creare contenuti digitali. La rapidità, la facilità di accesso e la grande versatilità di questi strumenti ne hanno permesso l’impiego in diversi settori, influenzando profondamente la vita degli esseri umani.

Un ambito particolarmente interessante è quello della creatività: con tecnologie in grado di generare una vasta gamma di contenuti artistici, è ancora corretto considerare la creatività come facoltà puramente umana? Che influenza possono avere gli strumenti che implementano l’IA nel processo creativo?

In questo articolo cercheremo di dare una risposta a questi interrogativi, approfondendo il costrutto di creatività, descrivendo le possibili manifestazioni creative dell’IA ed esplorando l’interazione tra le nuove tecnologie e la creatività umana.


Il costrutto di creatività 

L’essere umano ha da sempre nutrito la necessità di esprimere la propria creatività, creando prodotti originali, elaborando nuovi stili e facilitando il progresso della società. Che si tratti di un disegno, una composizione musicale, un poema o una soluzione originale ad un problema, l’artefatto creativo trova la propria espressione in svariati ambiti. La creatività è una capacità estremamente versatile, applicabile ad ogni disciplina ed apprezzata in ogni contesto.

Negli anni sono state proposte numerose teorie della creatività: definita in base alle caratteristiche del prodotto creativo, alle componenti implicate nel processo o in riferimento ai risultati prodotti.

Secondo la definizione “standard” della creatività (Amabile, 1996), un artefatto deve possedere due caratteristiche per essere creativo: novità e utilità, la prima si riferisce al grado di originalità e unicità mentre la seconda fa riferimento all’appropriatezza, all’efficacia.

Secondo questa definizione, quindi, non è sufficiente che un prodotto sia innovativo o unico, deve anche essere utile o prezioso per qualcuno.

Secondo il modello delle “Quattro P” della creatività di Rhodes (1961), l’essere creativi implica quattro componenti in iterazione tra loro:

  • Persona, riferito alla personalità, atteggiamenti, abitudini e altri fattori che influenzano la creatività di una persona;
  • Processo, l’atto di creazione di idee e artefatti (pensiero, apprendimento, motivazione);
  • Pressione, in riferimento all’ambiente che può influenzare persona e processo;
  • Prodotto, l’artefatto direttamente osservabile (poesia, dipinto, scultura, ecc.).

La Professoressa di Ricerca di Scienze Cognitive dell’Università del Sussex, Margaret Boden

(2004) ha identificato tre diversi tipi di creatività, basandosi sui risultati prodotti:

  • Esplorativa, prendere qualcosa che c’è già, esplorandone i confini ed estendendone i limiti, senza violare i vincoli e le regole vigenti in un particolare settore;
  • Combinatoria, utilizzare le regole che governano un particolare ambito ed applicarle in un altro ambito;
  • Trasformativa, momenti che sconvolgono il settore di riferimento, prodotti da un cambiamento delle regole o dal lasciar cadere un’assunzione precedente.

Migliorare le capacità creative

Indipendentemente dalla cornice teorica di riferimento, è stato osservato che la creatività non è una componente statica che si possiede o meno ma è una capacità che può essere allenata e migliorata. Attraverso specifici training è possibile migliorare le proprie capacità creative, per esempio attraverso lo sviluppo del pensiero divergente (capacità di trovare numerose soluzioni ad un problema o situazione) o del pensiero convergente (capacità di collegare elementi diversi tra loro).

Alcuni tra gli interventi più popolari sono (Birdi, 2016):

  • Brainstorming, produzione di idee in un contesto di gruppo, può essere non strutturato oppure guidato da alcune linee guida che ne regolano il flusso, è importante che l’enfasi sia posta sulla generazione di quante più idee possibili in un clima sereno e non giudicante;
  • Synectics, generazione di idee originali unendo elementi distanti tra loro attraverso l’utilizzo di analogie. Con questa strategia si cerca di favorire le associazioni remote tra un problema e altri stimoli, cercando di sviluppare nuove linee di pensiero;
  • Analisi morfologica, scomposizione di un problema nelle sue sotto-componenti e riconfigurazione in combinazioni originali, favorendo il pensiero divergente;
  • Pensiero laterale, promozione di capacità di pensiero innovative attraverso cambiamenti nella percezione di una situazione (modificandone le assunzioni di base, osservandola da diverse angolazioni, focalizzandosi sulle caratteristiche circostanti o adottando modalità specifiche di pensiero) (De Bono, 2009);
  • Teoria della Soluzione Inventiva dei Problemi (TRIZ), applicazione di diversi “principi inventivi fondamentali” per stimolare la generazione di idee creative (Alʹtshuller,1996). In continua evoluzione, questo approccio mira a promuovere lo sviluppo di idee innovative attraverso l’impiego di varie strategie, tra le quali: segmentazione (suddivisione di un processo in parti più piccole maggiormente accessibili), rimozione (eliminare alcune fasi di una situazione e vederne i risvolti) ed inversione (invertire un’azione per risolvere un problema).

La creatività degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale

Con lo sviluppo di modelli di IA multimodali, in grado di creare immagini, montare video, comporre musica, si è progressivamente diffuso il timore che persino le capacità creative, ritenute abilità prettamente umane, potessero essere emulate e riprodotte dalle macchine. Gli artefatti prodotti dall’intelligenza artificiale hanno effettivamente delle caratteristiche sorprendenti: le immagini presentano un’ottima qualità, riuscendo ad interpretare registri stilistici diversi; i video sono talmente dettagliati da renderne difficile la distinzione da quelli reali; poesie e persino libri possono ormai essere interamente scritti da modelli linguistici di grandi dimensioni.

Tuttavia, per quanto elevata possa essere la qualità dei prodotti creativi, ci sono ancora due componenti della creatività umana che l’intelligenza artificiale non riesce ad emulare: l’intenzionalità ed il contatto con la realtà.

Per produrre un contenuto gli attuali modelli di IA si basano unicamente sull’istruzione che viene fornita, per cui manca l’intenzione di esprimere la propria creatività come avviene per gli esseri umani, con una forte dipendenza dall’input esterno.

Per quanto riguarda il contatto con la realtà, è stato visto che le tecnologie basate sull’IA commettono spesso alcuni errori nella rappresentazione di scene e azioni della vita quotidiana, perché manca la conoscenza diretta di come si svolgono i fenomeni nel mondo reale. I modelli costruiscono alcuni schemi in base ai dati utilizzati nell’addestramento e li ripropongono fedelmente, senza però comprendere appieno il funzionamento di ciò che elaborano.


IA e processi di co-creazione

Allontanato per il momento il timore di avere a che fare con una tecnologia intenta a rimpiazzare le capacità creative umane, emergono scenari interessanti di impiego dell’IA per migliorare le capacità creative degli individui.

Scenari che aprono le porte a processi di co-creazione in cui l’IA amplifica le capacità creative dell’essere umano dando vita a prodotti, soluzioni ed idee altamente innovativi. Secondo il modello di “Co-Creazione Uomo-IA” di Wu (2021), l’intelligenza artificiale può supportare il processo creativo in diverse fasi:

  • Percezione, l’IA può ampliare la percezione umana attraverso la sintesi di enormi quantità di dati e mettendo a disposizione sensori di ultima generazione;
  • Pensiero, l’attività di pensiero umana può essere potenziata attraverso l’interazione con l’IA che può offrire spunti di riflessione più ampi e portare a ragionamenti più profondi;
  • Espressione, l’IA può permettere a chiunque di esprimere la propria creatività in diverse forme (dipinto, composizione, testo, ecc.) superando eventuali limiti legati a talento o formazione;
  • Collaborazione, individuando i punti di forza e debolezza reciproci, l’individuo e l’IA possono collaborare fruttuosamente svolgendo compiti diversificati;
  • Costruzione e collaudo, attraverso le simulazioni digitali è possibile progettare e produrre prodotti di alta qualità riducendo i costi.

L’influenza delle nuove tecnologie sulla creatività umana 

Numerose ricerche sono state effettuate per valutare l’impatto delle tecnologie sulla creatività, in generale si sono riscontrati: un miglioramento nelle capacità di pensiero divergente, risoluzione di problemi e un aumento delle performance creative (Bereczki & Kárpáti, 2021).

In una ricerca (Jia et al. 2024) condotta presso un’azienda di telemarketing, è stato visto che l’IA era in grado di aumentare la creatività di dipendenti in possesso di grandi competenze lavorative. In particolare, i dipendenti più qualificati traevano grandi benefici dall’implementazione dell’IA, che si occupava di gestire i compiti di codifica maggiormente ripetitivi e lasciava loro più tempo ed energie da dedicare all’interazione con i clienti, producendo risposte più creative ed aumentando il numero delle vendite.  

Una ricerca sperimentale condotta su 600 studenti universitari ha riscontrato invece che l’utilizzo di ChatGPT nel processo di scrittura creativa di un testo indeboliva la creatività, misurata secondo l’originalità, la presentazione del contenuto, l’accuratezza e l’elaborazione (Niloy et al. 2024).

L’impatto delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa sulle capacità di scrittura creativa è stato studiato in maniera sistematica anche da Doshi e Hauser (2023), i quali hanno reclutato 293 partecipanti con il compito di scrivere una storia creativa.

Lo studio prevedeva tre condizioni:

1) Solo umani, nessun accesso a tecnologie basate sull’IA;

2) Umani con 1 idea AI, possibilità di ottenere un’idea iniziale dall’IA che potesse ispirare il processo di scrittura;

3) Umani con 5 idee AI, possibilità di ottenere fino a cinque diverse idee iniziali dall’IA che potessero ispirare il processo di scrittura.

Le 293 storie sono state valutate da un gruppo di 600 valutatori che non sono stati informati da

quale delle tre condizioni sperimentali provenissero.

Dai risultati delle valutazioni è emerso che le storie scritte con l’ausilio degli strumenti di IA sono risultate più piacevoli, avevano maggiori colpi di scena ed erano considerate meglio scritte, ciò era valido tanto per i partecipanti che possedevano già buone capacità creative che per i partecipanti meno creativi, evidenziando un effetto “livellante” di queste tecnologie. Un’interessante dato è emerso dal grado di somiglianza delle storie, quelle scritte dai partecipanti con accesso agli strumenti di IA, risultavano significativamente più simili tra loro rispetto alle storie scritte senza l’utilizzo di tali strumenti.


Conclusioni

La possibilità di utilizzare strumenti di IA nel processo creativo apre la strada all’instaurarsi di nuove tipologie di interazione tra l’essere umano e l’IA, con la tecnologia che assume sempre

più il ruolo di collega, sviluppando insieme all’individuo prodotti altamente creativi. Attraverso processi di co-creazione abbiamo visto che i modelli basati sull’IA possono favorire la creatività umana in diversi modi: rendendo maggiormente accessibili le informazioni, esplicitandone connessioni e differenze; permettendo di ridurre la latenza tra ideazione e produzione. La qualità del prodotto creativo dipenderà poi dalle capacità degli individui di assegnare nel modo giusto i compiti da eseguire e saper discernere efficacemente le idee valutandone la fattibilità nel mondo reale.

Un aspetto da tenere in considerazione nell’utilizzo dell’IA nel processo creativo è quello dell’omologazione dei contenuti, facendo ricorso unicamente alle idee proposte da questi modelli infatti, rischiano di venire meno qualità tipiche del ragionamento umano come imprevedibilità ed originalità. Come spesso accade nell’interazione con queste tecnologie dunque, è bene informarsi su potenzialità e limiti, cercando di utilizzare gli strumenti basati sull’IA unicamente per estendere le proprie capacità.


Bibliografia

– Alʹtshuller, G. S. (1996). And suddenly the inventor appeared: TRIZ, the theory of inventive problem solving. Technical Innovation Center, Inc
– Amabile, T. M. (1996). Creativity and innovation in organizations (Vol. 5). Boston: Harvard Business School
– Bereczki, E. O., & Kárpáti, A. (2021). Technology-enhanced creativity: A multiple case study of digital technology-integration expert teachers’ beliefs and practices. Thinking Skills and Creativity, 39, 100791
– Birdi, K. (2016). Creativity training. In Human resource management, innovation and performance (pp. 298-312). London: Palgrave Macmillan UK
– Boden, Margaret. The Creative Mind: Myths and Mechanisms. 2nd ed. London: Routledge, 2004
– De Bono, E. (2009). Lateral thinking: A textbook of creativity. Penguin UK
– Doshi, A. R., & Hauser, O. (2023). Generative artificial intelligence enhances creativity. Available at SSRN
– Jia, N., Luo, X., Fang, Z., & Liao, C. (2024). When and how artificial intelligence augments employee creativity. Academy of Management Journal, 67(1), 5-32
– Niloy, A. C., Akter, S., Sultana, N., Sultana, J., & Rahman, S. I. U. (2024). Is Chatgpt a menace for creative writing ability? An experiment. Journal of computer assisted learning, 40(2), 919-930
– Rhodes Mel. An Analysis of Creativity. The Phi Delta Kappan 42, 7 (1961), 305–310
– Wu, Z., Ji, D., Yu, K., Zeng, X., Wu, D., & Shidujaman, M. (2021). AI creativity and the human-AI co-creation model. In Human-Computer Interaction. Theory, Methods and Tools: Thematic Area, HCI 2021, Held as Part of the 23rd HCI International Conference, HCII 2021, Virtual Event, July 24–29, 2021, Proceedings, Part I 23 (pp. 171-190). Springer International Publishing


Dott. Pietro Ciacco Autore presso La Mente Pensante Magazine
Dott. Pietro Ciacco
Psicologo
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