Il ritorno dello tsunami
Tra figli che spingono e genitori anziani che non mollano una guida illustrata per la generazione che sta nel mezzo
Image by Roberto Nickson on Unsplash.com
Grazie a delle originalissime vignette, di Daniel Cuello, è semplice per tutti trovare la chiave di lettura de Il ritorno dello tsunami, di Barbara Tamborini e Alberto Pellai, un testo originale e nuovo, un “unicum”, da entrambi definito, anche per l’arricchimento dei contenuti rispetto a L’età dello tsunami (2017):
- è dedicato a tutti gli adulti, alla generazione “nel mezzo” che ha figli (preadolescenti, adolescenti) e genitori anziani.
- Non tratta solo il rapporto genitori-figli, ma introduce e spiega quello tra genitori e nonni, e i due autori argomentano sempre con la competenza e la finezza che li contraddistinguono.
Se nella fine spesso ritroviamo il principio… è proprio nella parte conclusiva del testo che la “protagonista”, la Generazione X di cui anche io faccio parte, è così ben definita e descritta:”Noi adulti della cosiddetta Generazione X (nata dalle famiglie che si sono costituite in pieno boom economico, tra il 1965 e il 1980) siamo cresciuti in un mondo in profondo cambiamento. Improvvisamente, nel corso della seconda metà del secolo scorso e nell’arco di pochi decenni, si sono verificate mutazioni che hanno portato un cambiamento radicale degli stili di vita, dei modi di fare famiglia, delle nostre abitudini e relazioni”. Adulti fra i quaranta e i sessanta anni coinvolti in una posizione che gli autori definiscono “schiacciata”, mutuando il temine dal saggio di Laura Turuani, Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani (Solferino, Milano 2024). Nonostante il titolo sia al femminile, non lascia affatto in disparte le figure maschili come attori protagonisti, alla stregua delle donne, in cerca di equilibrio tra figli e genitori anziani. La difficoltà è proprio quella di riuscire a rimanere bilanciati tra due forze che i nostri due autori definiscono “tsunamiche”: il preadolescente o adolescente da una parte, e i genitori anziani dall’altra, entrambi decisamente parti attive, nel bene e nel male, chi più e chi meno, di una delicata dinamica che richiede fermezza, stabilità, ma anche tolleranza e comprensione.
Barbara Tamborini e Alberto Pellai, analizzando il rapporto tra adulti e genitori anziani (genitori-nonni), intitolano un capitolo Il cervello degli anziani, e scrivono quanto sia fondamentale mantenere viva e allenata la mente, tutte le funzioni del cervello per contrastare, quantomeno non accelerare, l’invecchiamento e la degenerazione neuronale:”Innanzitutto, dobbiamo avere cura del nostro stile di vita. È stato dimostrato ormai da numerosi studi che un’alimentazione scorretta, il consumo dia alcol e tabacco e l’inattività fisica sono importanti fattori di rischio per molte malattie legate all’età, come Alzheimer, Parkinson, patologie cardiovascolari, diabete. […] Diversi studi evidenziano che frequentare ambienti ricchi di stimoli, con attività cognitive, ascolto di musica, attività fisica ha un impatto notevole sulla qualità della vita dei grandi anziani e sopratutto rallenta i processi degenerativi”. Verso la fine del capitolo, si rivolgono a tutti gli “adulti nel mezzo” indicando qualcosa di utile per una più attenta comprensione della terza età :”[…] L’istinto di noi adulti nel mezzo è di ridurre le attività autonome di un genitore anziano con l’obiettivo di proteggerne la salute fisica, ma dovremmo ricordare una cosa importante: spesso, nel proprio bisogno di autonomia, l’anziano sta seguendo una sorta di programmazione interna che lo spinge a rimanere attivo, perché questa condizione gli garantisce un invecchiamento cerebrale rallentato e funzioni più efficaci”. Incoraggiare, dunque, a rimanere attivi, camminare e praticare attività fisica, naturalmente secondo limiti ed esigenze personali, leggere e restare informati, ascoltare musica e giocare a carte, organizzare tornei con amici, coltivare passioni e interessi, favorire relazioni sociali fra cui gli incontri con i nipoti, che incentivano il buon umore e la voglia di fare; proprio come quello tra Jacopo e suo nonno Giampiero, ormai sconsolato e un po’ incupito dai suoi acciacchi, riportato in un esempio dai nostri autori:”Dai nonno, andiamo in montagna a cercare i funghi”. Dai più piccini ai meno, i nipoti rappresentano una risorsa davvero importante, un valore aggiunto, che incrementa la riserva cognitiva dei loro nonni, uno stimolo mentale importante, insieme alle altre attività precedentemente elencate.
Vorrei concludere con una riflessione, ispirata dall’interessante articolo di Rossana Campisi, Nonni Boomer in trappola…, nel supplemento del Corriere della Sera, IO DONNA, in data 11 maggio 2024; un pensiero rivolto al mondo dei “grandi”, Gen. X, per sottolineare come i figli, i nostri, (piccoli o non), per poter essere costruttori di un tempo di qualità, fatto di leggerezza e momenti spensierati, non debbano consegnare ai nonni ruoli diversi, il peso di responsabilità ascrivibili più alle figure genitoriali. Ciò sta a significare che le persone anziane hanno il diritto di sentirsi libere, di godere del loro meritato riposo, della tanto attesa pensione, di piccole vacanze o giornate di svago, svincolate da una gestione forzata o “obbligatoria” dei loro nipoti; il loro tempo è prezioso, la loro disponibilità ad aiutare anche, occorre concedergli, quindi, di dire anche dei “no” ai propri figli, nel rispetto della loro nuova vita e routine quotidiana.
Buona lettura!
Roberta Favorito
Il ritorno dello tsunami
Autore: Alberto Pellai-Barbara Tamborini
Editore: De Agostini
Genere: saggistica
Anno: 27 gennaio 2026
Lingua: Italiano
Pagine: 192
ISBN: 979-1221221398
Recensione a cura di
Roberta Favorito
Laureata in Lettere, Specializzazione in Scienze Pedagogiche
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