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La principessa Sissi e i suoi problemi di alimentazione e di umore

La psicopatologia nella storia

Image by Kelly Sikkema on Unsplash.com


Nella storia sono stati tantissimi i personaggi, i re e le regine dalle cui biografie è emerso un qualche tipo di psicopatologia. Naturalmente non è semplice diagnosticare un disturbo tramite dei libri o delle testimonianze postume, ma è affascinante, comunque, ipotizzare qualche teoria.

Uno dei personaggi su cui ancora oggi vengono realizzati film e serie tv è l’imperatrice Elisabetta di Baviera, conosciuta come Sissi (anche se in realtà pare che la chiamassero Sisi con una sola “s”).

Dalle prime versioni cinematografiche, in cui veniva narrata la sua vita con i toni da favola delle grandi storie d’amore, l’inquadramento di questa figura sta cambiando anche nel cinema e nella tv dove, finalmente, inizia a emergere la vera personalità di questa donna affascinante, che era più complessa e intricata di quello che si può immaginare.

Da quello che sappiamo, e che è arrivato ai nostri giorni, si può dire che sicuramente non fosse una persona serena e che il matrimonio con Franz Joseph I, partito probabilmente con tanti buoni propositi, nel tempo si è rivelato essere una vera e propria gabbia per lo spirito ribelle che la caratterizzava.

Si è discusso di un possibile bipolarismo di Sissi, anche in base ad alcune testimonianze di chi le è stato vicino, che raccontano di momenti pieni di energia (l’imperatrice era appassionata di equitazione, escursioni nei boschi e ginnastica) a cui si alternavano altri di profonda depressione in cui si chiudeva in camera senza voler vedere nessuno e tentando, a volte, anche il suicidio. Questo aspetto è stato messo in luce soprattutto da un recente film intitolato Io e Sissi, diretto da Frauke Finsterwalder, dove si descrivono gli ultimi anni dell’imperatrice visti dagli occhi della sua dama di compagnia di quel periodo, Irma Sztáray, e tratto proprio dal libro di quest’ultima: Elisabeth gli ultimi anni.

Riflessione portante del film, infatti, è proprio quella su come, negli ultimi anni di questa figura iconica, si alternassero momenti di buio e momenti di luce (“Accesa, spenta, accesa, spenta” ripete la voce narrante).


Tra disturbi alimentari e depressione

L’idea del bipolarismo, però, non sembra essere stata mai confermata, ma su un altro disturbo, invece, sembra non esserci dubbio: Sissi soffriva di un disturbo alimentare. Dai numerosi documenti che ci sono su di lei, infatti, emerge una grande ossessione per la forma fisica; si parla, infatti, come accennavamo prima, di tanta ginnastica, d’equitazione, di corsetti strettissimi e di una fissazione per diete estremamente dure, al limite del nulla. L’imperatrice aveva anche ideato un piano alimentare fatto di moltissimo latte (per avere il quale anche in viaggio portava con sé delle capre), carne cruda e vari elisir per dimagrire. Non apprezzava il peso eccessivo neanche negli altri e, così, proponeva la sua stessa dieta e il movimento anche alle dame che la accompagnavano e a chi le stava intorno.

Nonostante le gravidanze, è sempre riuscita a tornare al suo peso ideale di 47/50 Kg per 1,75 m di altezza e ad avere un vitino da vespa che non superasse i 47 centimetri e che misurava anche tre volte al giorno. Una vera e propria anoressia, dunque, con episodi bulimici perché si racconta anche di sporadiche grandi abbuffate che poi venivano subito rigettate.

Sulla presenza di questi disturbi alimentari sembra, dunque, che non ci siano dubbi e, probabilmente, essi sono stati accompagnati anche da momenti di profonda depressione dovuti alle sventure della sua vita, come la perdita di due figli (dei quali tra l’altro le era stato impedito di prendersi cura) e l’essere incastrata in una vita di corte e in un matrimonio troppo diversi da lei. Per questo, appena poteva, viaggiava anche con nomi falsi, per cercare disperatamente di crearsi un’esistenza che le assomigliasse e la lasciasse libera di respirare.

Per quanto riguarda gli episodi depressivi, come dicevo, non c’è un grande dubbio sul fatto che ce ne siano stati e anche la continua voglia di fuggire in posti pieni di sole, in cui si sentiva miracolosamente meglio, come ad esempio la sua amata isola greca Corfù, fa pensare proprio a una ricerca anche fisiologica di serotonina (carente spesso nelle depressioni e che aumenta con le esposizioni ai raggi solari).


Grandi dolori e una femminilità mai espressa pienamente

Le cause di questi suoi disturbi hanno sicuramente una natura duale, in parte la vita in cui si è ritrovata le ha causato profondi dolori e inquietudini, come abbiamo già accennato, d’altro canto probabilmente c’era una predisposizione genetica. Anche suo cugino di primo grado, al quale lei era molto legata, infatti, Ludwig II di Wittelsbach, re di Baviera, ha mostrato nella sua vita diversi disturbi mentali che poi hanno portato, in qualche modo, alla sua fine.

Da uno studio svolto da Gabriele Praschl-Bichler, esperta di storia asburgica, Gerti Senger, fondatrice dell’Istituto viennese di psicologia del profondo, e Walter Hoffmann, psicoterapeuta, da cui è nato il libro L’imperatrice Elisabetta. La vita di Sissi tra mito e realtà, sono emersi numerosi aneddoti sull’imperatrice che fanno comprendere anche l’origine di questo suo essere sfuggente dal punto di vista delle responsabilità formali e delle relazioni. In questo, infatti, sembra aver avuto un ruolo fondamentale il padre Max che, per tutta la sua esistenza, non ha fatto altro che rifuggire sia dalla sua famiglia che dai suoi doveri come nobile. Quando Sissi, adolescente, ha incominciato la sua nuova vita al fianco di Franz Joseph I, del quale inizialmente si era veramente infatuata, ha scoperto di trovarsi in una grande gabbia dorata e non è riuscita a consolidare quell’amore appena nato. È riuscita, però, a far innamorare profondamente lui che sempre la cercherà e le scriverà lettere appassionate.

Ma a rileggere la sua storia oggi, sembra quasi che la femminilità di questa donna bellissima fosse incastrata in una volontà di rimanere sempre giovane e quasi bambina. Anche l’ossessione sul corpo e sul mantenere un fisico minuto, o quella che aveva nel contare quanti capelli le cadessero ogni giorno, dimostrano questo suo terrore di crescere, di invecchiare. E così anche in amore: sfuggente col marito e tentatrice (per poi sfuggire di nuovo) con altre figure maschili che restavano incantate dal suo carisma e dalla sua eccentricità.

Le motivazioni dietro questo tipo di disturbi non sono, ad oggi, molto diverse dal passato; sempre a causa di traumi, sentimenti particolarmente dolorosi o problemi di autostima da affrontare si può finire ad avere un disturbo alimentare come l’anoressia che, a volte, è legata al desiderio di non crescere e di rimanere bambini, a difficoltà ad accettare il proprio corpo che cambia durante l’adolescenza e al bisogno di controllo. Controllare il proprio corpo, infatti, significa anche avere padronanza di sé cosa che Sissi ha provato a riprendere in mano continuamente, con le sue fughe e il non voler sottostare alle regole di una corte che non era fatta per lei, o a quelle di un matrimonio convenzionale o al ruolo di madre.

Tanti sono i casi nella storia che possono aiutarci a capire come funzionano alcuni disturbi e come possono influenzare l’esistenza di chi li ha ed Elisabetta di Baviera ne è un esempio; se fosse nata al giorno d’oggi, forse, con la psicoterapia avrebbe potuto avere una vita più serena.


Dott.ssa Maristella Occhionero Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Maristella Occhionero
Psicologa dell’età evolutiva e degli adulti
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