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Padroni del mondo?

Impariamo a trattare il pianeta come ospiti


Facciamo insieme un tuffo nel passato

Contrariamente a ciò che pensa, l’uomo non può che considerarsi un ospite su questo pianeta, una sorta di esperimento creato per testare le sue capacità. Fin dall’antichità l’uomo temeva la natura: animali, agenti atmosferici, fuoco, buio, ma allo stesso tempo, ne era affascinato, non poteva fare a meno di indagare.

La Terra era quel luogo dove tutto poteva accadere e in età preistorica era addirittura venerata. Cos’è accaduto negli anni? Come ha potuto la Madre di tutte le cose perdere la sua “autorità”?


Un rapporto discrepante o forse una trappola inestricabile?

Gli esseri umani nel corso della storia hanno cercato di ottimizzare il loro tenore di vita modificando così l’ambiente circostante, ma il Progresso, come ben sappiamo, ha i suoi lati positivi e negativi. Ignorando lo sfruttamento della natura si è andato infatti ad innescare un disequilibrio, il quale ha portato due temi delicati come l’inquinamento e il degrado ambientale all’apice di questa dissennatezza.

Con il passare del tempo l’inquinamento ha assunto “un valore normalizzato”, spesso ne sentiamo parlare al telegiornale, ma il tema viene affrontato come notizia di seconda categoria. Per inquinamento si intende l’emissione di sostanze nocive non solo presenti nell’aria che respiriamo, ma anche nell’acqua che beviamo e nei terreni che coltiviamo.

Questi gas o polveri, oltre a danneggiare gli esseri viventi e ad essere considerati la prima causa effettiva del degrado ambientale, hanno incrementato la loro aggressività a causa delle deforestazioni, provocando erosioni, frane, squilibri climatici e sottrazioni di risorse a popoli indigeni. Come possiamo pensare di voler abitare in un mondo che stiamo distruggendo?

Credo che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.
-Andy Warhol


L’inevitabilità della sorte

La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge sé stessa.
-Franklin Delano Roosevelt

“Lo stato dell’ambiente è in continuo peggioramento e le prospettive sono ambigue”: questo è ciò che denuncia il rapporto SOER 2020. Tecnologia e avidità materiale hanno trasformato l’uomo in uno scienziato megalomane. Lo sviluppo tanto desiderato e ricercato per anni da questo tipo di scienza, si sarebbe rivelato uno spregevole nemico della natura.
Perché dunque insistere sollecitando le nuove generazioni con telefoni e computer di ultimo modello, quando si dovrebbero sensibilizzare e non normalizzare gli aspetti critici in cui viviamo? La Terra è ormai diventata una discarica e noi che ne siamo gli abitanti ancora non lo abbiamo capito.


Una pandemia che non ha aiutato l’uomo

Da più di un anno il mondo sta affrontando un terribile virus che da poche settimane, in alcuni paesi, avrebbe anche trovato il modo di rendersi più aggressivo. Tale situazione ha generato un processo di “terrore psicologico” rendendo la salute una priorità.
La domanda lecita è: “Perché l’essere umano si preoccupa del suo benessere solo nel momento in cui le circostanze si fanno inevitabili? I nostri mari pieni di plastica che ci forniscono pesci pieni di rifiuti, sarebbero un toccasana?”.

Naturalmente la pandemia non si è comportata allo stesso modo con gli animali. Secondo alcune statistiche infatti, molte grandi città italiane come Milano, Venezia e Cagliari si sarebbero allegramente ripopolate da cigli e pesci nei canali, delfini nei porti e cinghiali per le vie. La Natura in primavera ha riconquistato piazze, giardini, cieli, mari, fiumi, laghi e montagne. Una lezione preziosa dalla quale poter ripartire per un futuro sempre più verde.


Chiariamo un concetto importantissimo: NATURA = CASA

Gary Snyder, noto poeta, saggista, ambientalista americano, considerato “il poeta dell’ecologia profonda*”, è convinto che gli esseri umani debbano cercare di risolvere il divario tra natura e cultura, ricercando una via in cui entrambi possano essere fortemente integrati.
Nelle sue poesie Snyder sottolinea come l’egoismo dell’uomo abbia messo in pericolo l’ambiente. L’autore vorrebbe attraverso le sue parole fornire al mondo un modello diverso che possa tutelare la selvaticità della natura, che è essenziale. Tutto ciò che occorrerebbe dunque all’uomo, non potrebbe essere altro che uno stile di vita sostenibile.

La natura non è un posto da visitare, è casa nostra.
-Gary Snyder

*Ecologia profonda: l’Ecologia profonda è una filosofia o ecosofia contemporanea basata su un sistema di valore ecocentrico di etica ambientale. Questa posizione intende smarcarsi dalle enfasi antropocentriche dell’ambientalismo e degli attuali movimenti ecologisti. L’Ecologia profonda descrive se stessa come profonda perché è interessata alle domande filosofiche fondamentali sul ruolo della vita umana come parte dell’ecosfera, distinguendosi così sia dall’ecologia come branca delle scienze biologiche, sia dall’ambientalismo meramente utilitaristico basato sul benessere dei soli umani.
Questo approccio porta una nuova interpretazione del “sé” derivante dalla de-enfatizzazione della dualità razionalista tra l’organismo umano ed il suo ambiente naturale, permettendo così di rivolgere l’attenzione al valore intrinseco delle altre specie, dei sistemi e dei processi naturali.
(fonte: Wikipedia)


Come fare quindi la differenza?

Tutti siamo responsabili di quello che ci circonda ed è nostro compito salvaguardarlo. Sentirsi padroni di ciò che non si può possedere è illusorio ed anche poco costruttivo. Un tema delicato come il degrado ambientale va affrontato con testa e cuore.

Questo ci riporta ad un’acuta riflessione: senza la temperanza del singolo, sarà sempre più difficile il raggiungimento di un cambiamento per un’intera comunità.

Come si può? Vi svelo un segreto.
Vi ricordate quando da piccoli i nostri genitori ci riprendevano quando lasciavamo il rubinetto aperto o le luci sempre accese?

Ebbene cari amici lettori, non si trattava unicamente di un discorso economico, ma bensì energetico e dunque ambientale. Attraverso piccole azioni potremmo fare davvero la differenza, ma dobbiamo volerlo ad ogni costo.

La raccolta differenziata, ad esempio, è il miglior metodo con cui approcciarsi alla gestione dei rifiuti. Si tratta di un sistema che prevede la differenziazione dell’immondizia da parte dei cittadini, per poi successivamente essere smaltita nelle discariche o recuperata per il riciclaggio. Per combattere i danni ambientali non è sufficiente però ridurre i propri sprechi energetici o le proprie attività inquinanti. Occorrono anche strategie politiche, produttive e demografiche.


Spiragli di luce: iniziative sorprendenti

La Green Economy * è un progetto ideato per creare l’utopico mondo sostenibile a basse emissioni tanto bramato dal nostro ambientalista Gary Snyder. In tutto il mondo sono attivi programmi di economia verde davvero innovativi ed il potersi auto-produrre l’energia è uno degli obiettivi principali. Pannelli solari, pale eoliche, auto elettriche e treni a levitazione magnetica saranno il nostro futuro.

Ovviamente ci sono anche tanti altri studi: lo stretto controllo sullo smaltimento dei rifiuti tossici e radioattivi e campagne di educazione alla tutela dell’ambiente naturale e paesaggistico.

Fortunatamente oggigiorno esistono davvero tantissime iniziative a favore dell’ambiente:

  • Si possono adottare alberi, un’originale proposta degli agricoltori di Biorfarm per le foreste in Amazzonia;
  • Il meraviglioso murales anti smog realizzato a Roma da Federico Massa in grado di ripulire l’aria come un bosco di 30 alberi;
  • La curiosa proposta di Pornhub, ‘’ The dirtiest porn ever ‘’, il porno più sporco di sempre, un video ambientato su una spiaggia che denuncerebbe l’utilizzo eccessivo della plastica.

Forse in fondo al tunnel una speranza c’è, perché dopotutto, siamo fantastiche menti pensanti.

*Economia verde: si definisce economia verde (in inglese green economy), o più propriamente economia ecologica, un modello teorico di sviluppo economico che prende origine da un’analisi bioeconomica del sistema economico dove oltre ai benefici (aumento del Prodotto Interno Lordo) di un certo regime di produzione si prende in considerazione anche l’impatto ambientale cioè i potenziali danni ambientali prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione, passando per il loro trasporto e trasformazione in energia e prodotti finiti fino ai possibili danni ambientali che produce la loro definitiva eliminazione o smaltimento.
(fonte: Wikipedia)


Athena Libanore Autrice de La Mente Pensante   Athena Libanore – Diplomata in Arti Performative | Email

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