
Il corpo accusa il colpo, Bessel van der Kolk
Il libro di cui non sapevi di avere bisogno
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Ci sono libri che non si limitano a trasmettere informazioni, ma che riescono a cambiare il modo in cui pensiamo al mondo e a noi stessi. Il corpo accusa il colpo di Bessel van der Kolk appartiene a questa categoria. Pubblicato per la prima volta nel 2014 negli Stati Uniti e tradotto in italiano nel 2021, il testo è diventato in breve tempo una sorta di “bibbia” per chiunque voglia capire che cosa significhi vivere con il trauma e, soprattutto, come sia possibile guarire.
Van der Kolk è uno dei massimi esperti mondiali nello studio del disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Con una carriera che attraversa più di quattro decenni, ha lavorato con veterani di guerra, sopravvissuti a catastrofi naturali, vittime di abusi e persone cresciute in contesti familiari violenti. La sua esperienza clinica, intrecciata a una vasta conoscenza neuroscientifica e a una capacità narrativa sorprendente, rende il libro accessibile tanto agli specialisti quanto ai lettori comuni.
Il cuore del messaggio: il trauma vive nel corpo
Il titolo italiano, Il corpo accusa il colpo, racchiude bene l’idea centrale: il trauma non è solo un ricordo doloroso, non è confinato alla mente, ma lascia segni tangibili nel corpo. Muscoli contratti, difficoltà respiratorie, iperattivazione fisiologica, ma anche problemi di sonno, dipendenze e disturbi relazionali: il corpo racconta quello che la mente spesso non riesce a esprimere.
Van der Kolk ci accompagna in un viaggio che parte dalle neuroscienze per mostrarci come il cervello dei traumatizzati funzioni in modo diverso: l’amigdala, il “radar” delle emozioni, resta in costante allerta, mentre l’ippocampo fatica a integrare gli eventi nel flusso della memoria. Questo spiega perché le persone traumatizzate possano sentirsi intrappolate in un presente eterno, come se il passato non fosse mai passato.
Il trauma, insomma, non è solo un episodio che “si supera” con la volontà. È un’esperienza che cambia la fisiologia, la percezione e persino la capacità di immaginare il futuro.
Le storie dietro la scienza
Uno dei punti di forza del libro è la capacità di mescolare dati scientifici e storie di vita. Non leggiamo solo di scansioni cerebrali o studi clinici, ma entriamo in contatto con veterani del Vietnam che non riescono a dormire, con bambini abusati che imparano a dissociarsi per sopravvivere, con adulti che hanno passato anni a cercare sollievo nell’alcol o nelle droghe.
Queste storie, sempre trattate con grande rispetto, aiutano il lettore a capire che il trauma non è qualcosa di “eccezionale” o raro. Al contrario, è un’esperienza più diffusa di quanto si pensi, e può assumere mille volti: dalla violenza domestica all’incidente stradale, dalla guerra alle catastrofi naturali, fino alle micro-ferite relazionali che, accumulate nel tempo, lasciano cicatrici profonde.
Terapie oltre le parole
Uno degli aspetti più rivoluzionari del libro è la messa in discussione del modello tradizionale della psicoterapia “parlata”. Certo, il dialogo è importante, ma per van der Kolk non basta: il trauma è spesso pre-verbale, registrato in circuiti cerebrali che le parole non riescono a raggiungere.
Ecco allora l’apertura verso approcci terapeutici che coinvolgono il corpo:
- EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), una tecnica che utilizza i movimenti oculari per facilitare la rielaborazione dei ricordi traumatici.
- Yoga e mindfulness, che aiutano a recuperare la connessione con il corpo e a calmare il sistema nervoso.
- Teatro e arti espressive, strumenti per ritrovare la voce, il movimento e la capacità di relazionarsi con gli altri.
Queste pratiche, a lungo considerate marginali, trovano nel libro una legittimazione scientifica. Non si tratta di alternative “new age”, ma di approcci che, affiancati alla terapia tradizionale, possono fare la differenza.
Un libro che parla al nostro tempo
Non sorprende che Il corpo accusa il colpo abbia avuto un successo planetario. Viviamo in un’epoca in cui il tema del trauma è sempre più attuale: guerre, crisi sanitarie, disuguaglianze sociali, catastrofi ambientali. Ma anche, su scala più intima, le difficoltà relazionali e familiari che milioni di persone affrontano ogni giorno.
Il libro riesce a fare una cosa rara: dare speranza senza banalizzare. Non promette soluzioni facili né scorciatoie, ma mostra che la guarigione è possibile, a patto di riconoscere il trauma e affrontarlo con strumenti adeguati.
Luci e ombre
Come ogni opera di grande impatto, anche questo libro ha ricevuto critiche. Alcuni studiosi ritengono che van der Kolk enfatizzi troppo il ruolo di certe terapie “alternative” rispetto a quelle più consolidate. Altri sottolineano che la narrazione, pur coinvolgente, a volte scivoli verso la spettacolarizzazione di casi clinici complessi.
Eppure, anche queste critiche dimostrano la forza del testo: è un libro che stimola il dibattito, che obbliga professionisti e lettori a interrogarsi. E che, soprattutto, ha avuto il merito di portare il trauma al centro della conversazione pubblica.
Perché leggerlo
Il corpo accusa il colpo non è solo un manuale per addetti ai lavori. È un testo che può aiutare chiunque a comprendere meglio sé stesso e gli altri. Leggerlo significa acquisire uno sguardo più empatico: quante persone intorno a noi portano ferite invisibili? Quanti comportamenti che giudichiamo “strani” o “esagerati” sono in realtà tentativi di sopravvivenza?
La forza del libro sta nel renderci consapevoli che il trauma non definisce la persona, ma può condizionarne profondamente la vita se non viene riconosciuto. E soprattutto che esistono strade, anche creative, per ricostruire un senso di sicurezza, di fiducia e di appartenenza.
Conclusione
In un mondo che tende a separare mente e corpo, van der Kolk ci ricorda che siamo un tutt’uno, e che la guarigione richiede di tenere insieme pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. Il corpo accusa il colpo è un invito a guardare in profondità, a non ridurre il trauma a un’etichetta diagnostica, ma a riconoscerlo come esperienza umana complessa e trasformativa.
È un libro che tocca corde personali e collettive, che può ispirare terapeuti, ma anche insegnanti, genitori, educatori, e chiunque voglia capire meglio come funzioniamo. Alla fine della lettura resta una consapevolezza preziosa: il trauma lascia ferite, sì, ma il corpo non è solo un luogo di dolore. È anche, e soprattutto, il luogo della guarigione.
Reference: Il corpo accusa il colpo, Bessel van der Kolk. Raffaello Cortina Editore (2014).

Dott.ssa Giulia Brizzi
Psicologa e Dottoranda di Ricerca in Psicologia
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