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Diversamente normali…

Quando essere “differenti” è solo uno dei modi di stare al mondo

Image by Md Mahdi on Unsplash.com


Utilizzando “diversamente normali”, ho cercato di fondere insieme, nella maniera più efficace possibile, due titoli di libri altamente significativi, che al loro interno trattano e sviluppano tematiche sociali davvero rilevanti:

  1. Nessuno è normale (DeAgostini, Milano 2025) di Vera Gheno, sociolinguista, che per  vent’anni ha collaborato con l’Accademia della Crusca; nel libro, l’aggettivo “normale”  viene messo in risalto o piuttosto  “sotto esame”,  analizzato  a fondo per comprenderne al meglio i vari usi, spesso errati e poco appropriati. Infatti, non mancano riflessioni, domande e perplessità su cosa sia normale e cosa no, sul perché, oggi nella nostra società, la parola “normale” debba avere necessariamente una accezione positiva e consegni di diritto un “pass” per non essere discriminati,  rilegando le neurodivergenze ad un livello inferiore, svuotandole del valore e della ricchezza che invece posseggono; un pensiero su tutti è quello che l’autrice propone nel paragrafo L’essere umano normale: la mente:”La nostra società è lesta a classificare le neurodivergenze come malattie mentali, quando invece non si tratta che di un quadro di neuroatipicità: persone che pensano in maniera differente dalla maggioranza ma che non per questo presentano per forza deficit intellettivi di sorta. […] la giustificazione di possibili discriminazioni su basi mediche è uno dei metodi messi in atto dalla nostra società per marcare la differenza come un disvalore”.
  2. Diversamente intelligenti. Vivere la neurodivergenza in un mondo omologato (Feltrinelli, Milano 2026) di Stefano Vicari, che dirige l’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; con il suo ultimo lavoro, rinforza e amplia il concetto già espresso da Vera Gheno e, all’apertura del primo capitolo, consegna un paragrafo introduttivo in cui  moltissimi potranno riconoscersi e magari tirare un sospiro di sollievo, riuscendo ad accettarsi con amore e comprendendo un po’ di più la proprie straordinarie, senza dubbio uniche, caratteristiche personali: “Hai mai avuto la sensazione che il tuo cervello funzionasse  in modo differente da quello della maggioranza delle persone? Entri in una stanza e, mentre tutti parlano, tu senti solo il ronzio inesistente del condizionatore ti chiedi perché nessun altro sembri notarlo. O fai fatica a concentrarti in ambienti affollati, dove le parole degli altri ti arrivano tutte insieme, amplificate e fastidiose. O forse ti sei sentito a disagio in situazioni che gli altri sembrano vivere con leggerezza: una chiacchierata informale, un cambiamento improvviso di programma, un abbraccio inaspettato. Potresti aver pensato di essere ‘sbagliato’, che qualcosa non funzioni nel tuo modo di essere. In realtà il tuo modo di sentire è più comune di quanto tu non creda: non sei affatto sbagliato, né, certamente,  ‘difettoso’. Sei solo diverso dalla maggioranza delle persone; i tuoi comportamenti si distinguono da quelli che in media capita di osservare. La differenza non è un difetto, non è da condannare, ma un modo alternativo, spesso prezioso, di stare al mondo”.

L’autismo non è una malattia : conosciamo la sindrome di asperger

A proposito dello “stare al mondo”, e delle diverse possibilità racchiuse nel significato di questa locuzione, il 2 aprile scorso è stata la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo e come afferma Vicari:”L’autismo non è una malattia e non si ‘guarisce'[…]si fa riferimento a una condizione del neurosviluppo che influisce sul modo in cui una persona percepisce il mondo, comunica e si relaziona con gli altri”. Usare il termine “spettro” (disturbo dello spettro autistico) è più opportuno  perché non vi è una sola modalità in cui si manifesta,  esistono differenti  “sfumature”…

Nel webinar di approfondimento sulla sindrome di Asperger (autismo ad alto funzionamento), tenuto dalla dott.ssa Emanuela Di Tommaso, vengono introdotte e spiegate le origini:”Il primo studioso che coniò il termine fu negli anni ’40 del secolo scorso l’omonimo Hans Asperger, un medico austriaco che per primo ha studiato, identificato e descritto un gruppo di bambini con particolari comportamenti nelle interazioni sociali, nelle abilità comunicative e negli interessi”. Interessi ristretti e non comuni sono caratterizzanti; le interazioni con gli altri hanno un tempismo che non contempla  fretta e velocità, nel senso che l’intuitività non è un tratto distintivo, è invece prevalente il ragionamento lento, forse anche un ragionamento “eccessivo” e molto spesso “per immagini”; tutto questo fa parte della natura luminosa e profonda di queste persone, senza dimenticare l’ecolalia:  pensieri e parole espressi ad alta voce, “parlare soli”… ma sempre in connessione con la  propria interiorità…

Moltissimi famosi si annoverano tra le persone Asperger, come lo scienziato Einstein, il pittore e scultore Michelangelo,  Bill Gates e Charles Darwin…


Poco “normali”? Due anime speciali e  straordinariamente uniche: susanna e greta…

 Io, Greta e la sindrome di di Asperger. Non ci sono filtri a schermare il cuore è il titolo dell’articolo scritto da Susanna Tamaro, autrice del famoso libro Va’ dove ti porta il cuore, sul Corriere delle Sera, in data  4 ottobre 2019, che fa parte del numero speciale del supplemento Sette del 6 marzo 2026,  dedicato alla famosa testata per i suoi 150 anni, in cui vengono raccolti 50 articoli.

La scrittrice racconta come lei e Greta Thunberg, attivista svedese, siano caratterizzate da una visione del mondo del tutto speciale e personale: il loro vissuto è decisamente più intenso del “normale”, tutti gli altri non possono immaginare o comprendere, tradurre da fuori gli stati d’animo, così intricati e complessi, è davvero difficile; una spiccata sensibilità non permette di dimenticare quanto si osserva intorno,  rimane impresso nel cuore e può far male, come il filmato visto a scuola sul “continente di plastica” presente  nell’oceano, che turbò profondamente Greta, o il singhiozzio  dell’autrice, ininterrotto per giorni, per aver osservato  un fiore gettato o un nido distrutto; si affronta la vita con una fortissima empatia e le emozioni vengono amplificate, perché si è “senza filtri”, non si è protetti. Così lo spiega Susanna Tamaro:“C’è una straordinaria bellezza nel mondo vivente, una straordinaria complessità, una straordinaria innocenza. E quando questa bellezza, questa complessità questa innocenza vengono ferite, distrutte, derise, dentro di noi si formano delle voragini di disperazioni”.

Continua, infine, regalando al lettore un’altra particolare sfaccettatura della persona con la sindrome di Asperger, descrivendo la sua estrema purezza emotiva, scevra da furbizie e astuzie:”Una persona Asperger non ha mai secondi fini, perché non fanno parte del suo orizzonte. Non ci sono ambiguità dentro di noi, né ombre che siano i fantasmi della nostra stessa mente. Ci dedichiamo con assoluta dedizione a quello che ci sta a cuore, per una semplice ragione: perché crediamo sia una cosa importante. Io so scrivere e relazionarmi attraverso i miei libri con miliardi di persone; Greta sa parlare alla sua generazione come nessun altro di un problema estremamente complesso che non contempla facili ricette ma che, comunque,ci riguarda tutti”.


Roberta Favorito Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Roberta Favorito
Laureata in Lettere, Specializzazione in Scienze Pedagogiche
Bio | Articoli
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