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Pink Floyd: The Dark Side of The Moon ai giorni nostri

Sentimenti universali su note intramontabili


Consumismo, avidità, etnocentrismo, infermità mentale, morte, invecchiamento, temi attuali più che mai e già affrontati dai celebri Pink Floyd, la rock band britannica formatasi a Londra nella seconda metà degli anni sessanta (1964).

Se in un primo momento il genere musicale era inizialmente riconducibile al rock psichedelico, soprattutto con al suo interno il chitarrista Syd Barrett, in seguito subirà una variazione tale da andarsi ad inserire all’interno del rock progressista.

La band era cosi composta:

  • Syd Barrett, cantautore, compositore e chitarrista, leader e fondatore dei Pink Floyd, il quale, però, nel 1968 uscì dalla band per problemi di natura mentale
  • Nick Mason, batterista, compositore e produttore discografico britannico
  • Roger Waters, cantautore, polistrumentalista e compositore britannico
  • Richard Wright, cantautore, tastierista, polistrumentalista e compositore britannico
  • David Gilmour, cantautore, polistrumentalista, compositore e produttore discografico britannico.

Album emblematico per la rock band, da considerarsi come pietra miliare della storia della musica, fu The Dark Side of The Moon”, pubblicato il 1 marzo del 1973.

Ottavo di innumerevoli album, all’interno del quale viene posto l’accento su temi meramente umanistici e connessi agli stati di vita dell’uomo.

Talmente è umano il concept del disco che viene accompagnato, in fase iniziale e finale, dal suono del battito cardiaco che apre e chiude l’album.

Nei dieci brani che lo compongono si dispiegano le tematiche affrontate, sopra citate, conferendo unicità e originalità all’album per la delicatezza e la profondità della trattazione, accompagnata da un velo invisibile di amarezza per le vicende che interessano l’uomo.


The Dark Side of The Moon: la copertina dell’Album

Significativa, oltre che oscuramente affascinante, è la copertina dell’album composta da un raggio di luce che, attraversando un prisma, si scompone in uno spettro di colori, il tutto su fondo nero; inoltre, lo stesso spettro all’interno si trasforma nel disegno di un diagramma cardiaco che percorre e attraversa orizzontalmente le due facciate dell’album.

La luce bianca rappresenta la vita che, attraversando il prisma e quindi l’uomo, va a tramutarsi in una molteplicità di colori che simboleggiano il flusso di pensiero, le idee, l’azione dell’essere umano.

Questo meccanismo va a completarsi sul retro della copertina, in cui è possibile osservare un prisma rovesciato, simbolo dell’individuo, all’interno del quale ritorna il fascio di luce colorata, le idee appunto, che vanno a congiungersi con il raggio di luce bianca creando così una continuità del congegno.

L’anima dei Pink Floyd

Storm Thorgerson, colui il quale propose il progetto alla band, descrisse il triangolo come simbolo di ambizione e pensiero, elementi presenti in quella che lui definisce “l’anima dei Pink Floyd” e sicuramente l’originalità di “The Dark Side Of The Moon” sarà, per sempre, intramontabile.

Pur non avendo vissuto gli anni 60’, molti giovani ragazzi oggi riconoscono questa icona della musica di tutti i tempi e, nonostante ne sconoscano testo e significato, sentono e provano le stesse emozioni che all’epoca provarono i Pink Floyd.

Domande da sempre esistite e facenti parte dell’anima universale del mondo, che si ritrovano nell’esistenzialismo, corrente di pensiero contemporanea che analizza e si interroga sull’esistenza dell’uomo, sulla natura dell’essere.

“Siamo soli nell’universo? Si può essere felici? Qual è la differenza tra me e l’altro? Cosa c’è dopo la morte? Quanto sono importanti i beni materiali e il danaro? Cosa può portare alla follia? Cos’è il bene e cos’è il male?” 

Interrogativi che hanno attraversato le diverse epoche storiche, assumendo forme e colori differenti nella mente umana, accompagnando le riflessioni di ogni individuo e creando in lui angoscia, paura, ansia.

Aspetti di vita che razionalmente non possono essere raggiunti e che, come suggerito dall’ultimo testo dell’album, sfuggono all’uomo perché “il sole è eclissato dalla luna”. La luna, oscura, brilla di luce riflessa grazie al sole ma, essenzialmente, continua a rimanere tale.

Questo potrebbe essere interpretato come il tentativo dell’uomo di emergere da una condizione che gli è propria, cioè l’oscurità intesa come vulnerabilità umana, e l’incapacità di coesione con il sistema. Quest’ultimo punto sicuramente è da considerarsi attuale.


La risonanza dei Pink Floyd ai giorni nostri

L’anno 2020 passa alla storia come anno di esplosione della pandemia da Covid-19, virus facente parte della famiglia dei coronavirus indicato con l’acronimo SARS-Cov-2 (Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2).

A seguito dei primi casi riconosciuti e con l’aumento esponenziale dei contagi, si assiste ad una chiusura mondiale di qualsiasi attività presente nel tessuto sociale, meno che le attività connesse alla vendita di beni di prima necessità.

Questo fenomeno, denominato “lockdown“, ha fatto sì che dentro le case di ogni uomo, che fosse italiano, spagnolo, americano, appartenente a qualsiasi paese del mondo, si creasse un vero e proprio isolamento dal resto.

Mesi di isolamento, privi di “divertissement” come suggerito dal filosofo Blaise Pascal, hanno indotto il genere umano a ricadere in uno sconforto mondiale senza precedenti per la cultura contemporanea.

Isolamento Sociale

L’isolamento sociale, alimentato dalle prescrizioni del Governo in riferimento allo stato d’emergenza e alla paura per il contagio, hanno creato una situazione di vulnerabilità sociale, trascinando l’uomo in un turbine di emozioni negative e conducendolo alle domande esistenziali appartenenti a tutte le epoche storiche.

Il silenzio apparente, nella frenesia delle giornate, viene interrotto ancora una volta e induce l’uomo a scontrarsi con l’impossibilità di comprendere la natura stessa delle cose, a porsi dei dubbi.

Rieccolo, il battito cardiaco che, come nell’album dei Pink Floyd, dà inizio alle nostre riflessioni e diviene il sottofondo musicale delle nostre vite, carico di significato ora più che mai. “Cosa ne sarà del domani? Perché sono qui? L’altro è pericoloso?”.

The Dark Side of The Moon” torna ad essere, con i suoi temi, la colonna sonora dei giorni nostri, ponendo come centrale l’uomo e i suoi interrogativi, le angosce e le paure che accomunano l’intera umanità.

Gli esiti della pandemia, disastrosi sul piano economico e non solo, lasciano uno strascico di sofferenza psicologica non indifferente nella mente dell’essere umano che, chiamato a riflettere e a rispondere a domande universali, ritorna a sentirsi infinitamente piccolo rispetto alla grandezza dell’universo, aspetto indagato nella filosofia di B. Pascal.

Isolati dentro le proprie case, estirpati dai propri luoghi di lavoro, privati della tenerezza umana, gli uomini cadono prigionieri delle proprie fragilità.

Condivisione

Nella logica dell’oscurità, la chiave per la ripresa della vita, intesa come superamento della condizione dell’uomo stesso, è la condivisione.

Condivisione come spunto di riflessione, come cura di sé e del prossimo, autenticità nelle relazioni e sentimento di compassione.

Quasi giunti alla fase finale di uno degli eventi che ha segnato la nostra epoca, la pandemia appunto, continua a riecheggiare nelle nostre orecchie il suono del battito cardiaco: la minaccia della Terza Guerra Mondiale.

A dispetto del disfattismo storico, del gelo emotivo e dello scetticismo, elementi principi nel sabotaggio delle comunità, bisogna continuare a credere, a sperare, a dare spazio ad idee e azioni positive, per smascherare il lato oscuro della luna che c’è in ognuno di noi.

L’uomo oggi visto come flagello dell’umanità per i suoi numerosi fallimenti, la guerra ne è l’esempio massimo, possiede un bene preziosissimo: la possibilità di scegliere.

Nelle scelte che ognuno compie quotidianamente risiede il senso delle domande che, dai tempi dei tempi, ci si pone e, da queste, dipende il benessere, inteso nella sua interezza, del genere umano.


Jessica Alongi Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Jessica Alongi
Pedagogista | Educatrice | Tecnico del Comportamento (RBT)
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