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Shankha Prakshalana

Pratica yoga per la pulizia del tratto digestivo

Image by Heather Jacoby on Unsplash.com


Lo shankha prakhshalana è un antico processo di pulizia intestinale appartenente allo yoga il cui risultato non è solo la pulizia a livello fisico, ma anche un riequilibrio pranico a livello energetico e mentale. Tramite il consumo di un preparato domestico di soluzione fisiologica (acqua e sale) e l’esecuzione di una serie di esercizi yogici, questa pratica consente di evacuare tutti quei residui trattenuti nel tratto gastrointestinale, dallo stomaco al retto, che tendono ad annidarsi nelle pareti intestinali.


Preparazione e procedimento

La pratica dello shankha prakhshalana ha la durata di qualche ora, ma è altamente consigliabile prendersi tutta una giornata per stare in casa. La necessità di recarsi al bagno, parte fondamentale della pratica stessa, così come eventuali spossatezza e affaticamento conseguenti alla pratica, prevedono che il comfort di un ambiente domestico, privato e intimo sia di primaria importanza.

Almeno per il giorno prima della pratica, è bene rimanere leggeri con il pasto. Un digiuno completo sarebbe ancora meglio perché il corpo sia veramente pronto per ripulirsi, ma a questo punto il praticante deve capire se un digiuno di un giorno intero sia per lui eccessiva fonte di affaticamento o meno; non dimenticatevi infatti che la pratica richiede molta energia.

Essenziale per il giorno stesso della pratica: fornello, pentolone, 6 litri di acqua di qualità, 60 grammi di sale di qualità, bagno costantemente libero, bicchiere, foglio di carta, penna, mele, carote, olio EVO.

Piacevoli aggiunte: incensi, candele, musiche rilassanti, tappetino yoga.

Per iniziare è necessario portare a ebollizione i 6 litri di acqua e dissolverci i 60 grammi di sale. Questa quantità di sale è una scelta personale, basata però su fondamenta scientifiche. Il corpo umano assorbe fino a circa il 3% di sale, al di sopra di questa dose viene ritenuto automaticamente tossico e quindi espulso; è proprio questo lo scopo della pratica. Solitamente viene consigliato di usare il 6% di sale rispetto alla quantità di acqua, ma per andare sul sicuro, personalmente preferisco aumentare questa percentuale a 1/10 in maniera tale che sicuramente il mio corpo non assorbirà nemmeno un grammo di sale e che tutto verrà impiegato per la pulizia. Una volta che il sale è dissolto, l’acqua va riportata a una temperatura bevibile. A questo punto la pratica può iniziare. Si bevono due bicchieri di acqua e si procede con i seguenti 5 tipi di esercizi yogici: Tadasana, Tiriyaki tadasana, Kati chakrasana, Teriyaki bhujangasana e Udarakarshanasana. Qui di seguito una breve spiegazione degli esercizi, ma per comprenderli meglio consiglio la visualizzazione dei video di ciascun esercizio al seguente link.

Tadasana: In piedi, piedi uniti, mani intrecciate sopra la testa, torsioni del busto a destra e sinistra.

Tiriyaki tadasana: In piedi, braccia sopra la testa, inclinazioni laterali alternate.

Kati chakrasana: In piedi, piedi divaricati, torsioni del busto con movimento delle braccia.

Teriyaki bhujangasana: In posizione prona, mani sotto le spalle, sollevamento del busto e rotazione della testa/allungamento della schiena verso i talloni.

Udarakarshanasana: In posizione accovacciata con mani sulle ginocchia, torsioni alternate per comprimere l’addome.

Terminata l’esecuzione degli esercizi appena descritti, si riprende il ciclo di soluzione fisiologica/esercizi. Dopo qualche ciclo, si inizierà ad avvertire l’esigenza di recarsi al bagno con una prima evacuazione di feci normali. Più si avanza nella pratica, più la frequenza dei viaggi al bagno aumenterà e la consistenza delle feci diminuirà. La pratica non deve essere interrotta da nulla, se non dall’impellente bisogno di recarsi al bagno. Ciò significa un susseguirsi di bere, esercitarsi ed evacuare; cosa che dal punto di vista di un osservatore esterno può essere una divertente serie di azioni buffe. Lo scopo è di arrivare ad avere una consistenza delle feci praticamente assente, dove ciò che viene evacuato è sostanzialmente acqua giallastra.

È consigliabile tenere conto del numero di bicchieri di acqua con sale ingeriti, così da avere un’idea indicativa di a che punto si è nella pratica. Infatti, si consiglia un massimo di 25 bicchieri, ma già tra i 15 e i 20 si può avvertire che la pratica ha avuto i suoi effetti.

A questo punto si può procedere con una pulizia bonus chiamata Kunjal, ossia vomito yogico. Essendo belli puliti nelle parti basse, a propria scelta si può passare alle parti alte ingerendo circa 1 litro e mezzo di acqua salata senza pause in modo da indursi il vomito e ripulire la parte alta del tratto gastrointestinale.

Ora è giunto il momento di rilassarsi, e vi garantisco che non ne vedrete l’ora. È opportuno rilassarsi per 45 minuti, senza però addormentarsi. Il consumo di acqua normale è da evitare per almeno 4 ore; in quanto, nel caso ci fossero ancora residui di sale nel corpo, l’aggiunta di acqua priva di sale potrebbe diluirlo e quindi causare la sua assunzione da parte dell’organismo. Come invece sappiamo, lo scopo del sale impiegato è meramente ripulente e non deve assolutamente essere assorbito. (L’ultima volta che eseguii lo shankha prakhshalana, che cerco di fare almeno una volta all’anno, per essere certo che i miei livelli di acqua fossero rimasti invariati, il giorno dopo la pratica testai i miei livelli di acqua in uno studio medico e il risultato fu eccellente.) A seguito dei 45 minuti di riposo, si può consumare il pasto che consiste in riso cotto molto e senza sale con mele e carote sbucciate, altrettanto molto cotte; il tutto coperto da abbondante olio EVO a crudo.

Nella settimana successiva evitare i seguenti cibi: caffè e tè, latticini, alimenti acidi come gli agrumi, cibi piccanti, zenzero, aglio e cipolla. Vanno bene i cereali integrali, la frutta dolce e i legumi. Il consumo di abbondante quantità di fibre nei giorni successive favorirà il transito, in quanto, essendo sostanzialmente vuoti, si sarà più lenti ad andare di corpo.

Questo articolo intende fungere da primo approccio a questa pratica millenaria nel caso in cui ancora non la conosceste. Tuttavia, se veramente foste interessati a praticarla, vi consiglio di approfondire la ricerca online, specialmente con video tutorial.


Disclaimer medico

In caso di alcune condizioni cliniche, come per esempio ulcere o diabete, questa pratica è sconsigliata. A ogni modo questo articolo è puramente a scopo informativo e non intende sostituire alcun parere medico.


Andrea Ferri Autore presso La Mente Pensante Magazine
Andrea Ferri
Interprete | Traduttore | Nomade Digitale
Bio | Articoli | Video Intervista AIPP Febbraio 2024
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