Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Oltre la ribellione: capire la mente adolescente

Strumenti comunicativi per una relazione educativa sana

Image by Lewis Cameron on Unsplash.com


La comunicazione è fondamentale per costruire qualsiasi rapporto sociale. Nel mondo lavorativo è sicuramente un fattore vantaggioso essere in grado di comunicare in maniera efficace, farsi non solo comprendere, ma anche costruire una relazione comunicativa funzionale. Essere un buon comunicatore non significa, infatti, solamente consentire alla persona con cui parliamo di recepire il messaggio che abbiamo inviato, ma costruire una forma di sintonia che consenta, soprattutto in certi ambiti, di costruire un ambiente sereno e trasparente. Se la comunicazione è essenziale in generale in qualsiasi fase della vita, questa risulta più complessa quando si tratta di fasi particolari come l’adolescenza. Un buon docente della scuola secondaria deve senz’altro essere in grado di comunicare con gli adolescenti tenendo a mente gli ostacoli comunicativi che essi si trovano a sperimentare e anche il delicato periodo di ricerca dell’identità che caratterizza la fase adolescenziale.


Gli adolescenti sono “oppositivi” per antonomasia?

Essendo un adolescente in cerca di identità, manifesta dei comportamenti spesso definiti problematici o oppositivi. Per quanto tali definizioni non siano assolutamente erronee, rimandano a un’idea dell’adolescente come “particolare” in senso negativo o alieno da altre fasi della vita che caratterizzano le persone con cui si approccia.

Gli adolescenti stessi percepiscono questa forma di discriminazione e per opporsi contro questo stigma, tendono loro stessi a isolarsi per non dire affidarsi per lo più di coetanei che vedono maggiormente come punti di riferimento. Non solo in quanto presso i loro coetanei si sentono liberi e compresi in misura maggiore, ma anche perché tendono a vedere l’adulto come foriero di prediche, ammonizioni e costruttore di una distanza data da determinati approcci che nell’ambito scolastico soprattutto sono da evitare. Frasi come “Io a quest’ora alla tua età” oppure “Io quando avevo la tua età non ero così, non facevo questo, non dicevo quello”, non fanno altro che creare uno scisma che non avvantaggia nessuna delle due parti. Thomas Gordon ha elencato una serie di barriere della comunicazione che possono ostacolare l’intenzione educativa, tra le quali ci sono

Essere imperativi/Ordinare/Esigere oppure Dare consigli non richiesti. Cercare di essere d’esempio anche con confronti che siano non per forza di identità ma di contrapposizione è funzionale a fornire determinati insegnamenti, ma se lo si fa sul piano della superiorità assoluta non si riscontra opposizione solo in quanto l’adolescente è nella fase adolescenziale che per antonomasia oppositiva, bensì in quanto l’adolescente, come qualsiasi persona, si sentirebbe sminuito e ingiustamente criticato.

Giudicare, inoltre, gli adolescenti come se fossero un unico insieme omologato, evidenziando caratteristiche che appartengono a tutti problematizzandole, per quanto fatto spesso con un fine nobile di ricerca, non tiene conto delle specificità e dell’autodeterminazione di ognuno. Sappiamo certo che spesso gli adolescenti sperimentano diete restrittive oppure abbuffate in quanto stanno attraversando il cambiamento del proprio corpo, sappiamo che oscillano tra il bisogno di isolamento e autonomia e la necessità di una dipendenza dai genitori che spesso li ferisce e dalla quale preferirebbero liberarsi. Sappiamo che l’adolescenza è il periodo per eccellenza della sperimentazione, non solo a livello di sostanze da assumere ma anche a livello fisico, in quanto il corpo non solo porta cambiamenti ma desiderio di scoperta. Sappiamo che non sempre questi comportamenti sfociano in disagi troppo forti, ma che il bisogno di guida è fondamentale in questa fase. Posto tutto questo, un docente in particolar modo, deve liberarsi dei pregiudizi dati da tutte le cose che sa: non semplificare con “sono ragazzi” o “è una fase” i problemi che vede, ma nemmeno decidere che tutto ciò che vede sia un problema.


Sfruttare il pensiero ipotetico deduttivo

Nella comunicazione, ciò si traduce in una cautela data dalla consapevolezza che durante la fase adolescenziale, non in quanto fase particolare ma in quanto fase successiva a quella più infantile, si afferma un pensiero di tipo ipotetico deduttivo che porta i giovani ad elaborare nuove idee e valori, come evidenziato da Jean Piaget. Ciò non è un ostacolo, bensì un elemento da valorizzare e con il quale tramite la comunicazione si può anche. in un certo modo, “giocare”. Il motivo per cui l’insegnamento ai ragazzi è così stimolante e che consente di fuggire dal pensiero concreto sulle cose e farsi carico di incoerenze e astrazioni, proprie di un momento in cui si cerca ancora la propria identità. Per tale ragione il docente ha molto da imparare anche dagli stessi discenti che ha di fronte e può stimolarli a conoscere se stessi tramite varie metodologie didattiche innovative, partendo però prima di tutto da una buona comunicazione che tenga conto di questo bisogno di astrazione e a tratti di incoerenza. Non significa mettersi a livello dell’adolescente e comunicare come farebbe lui, ma In questo mondo fatto di attrazione costruire a metà fra l’astratto e il concreto la propria figura di mediatore fra le due cose. Il bisogno di oggetti mediatori è fondamentale per chiunque in realtà, in qualsiasi fase della vita che implichi un cambiamento. Ecco perché ancora di più durante il secondo ciclo di istruzione è funzionale adoperare oggetti mediatori come mappe concettuali, metafore, modelli e giochi di ruolo. Dal punto di vista didattico, si può tenere conto di tanti fattori riguardanti la predilezione per il pensiero ipotetico deduttivo. Ad esempio, è normale essere affascinati dalle domande “E se…?”. Quindi, una buona idea per comunicare in maniera efficace può essere creare scenari ipotetici e fare giocare mentalmente con alternative, sottoponendo questioni etiche, ma anche problematiche scientifiche. Queste possono essere poste anche sfruttando il pensiero controfattuale, ipotizzando scenari possibili. Tali scenari possono essere sperimentati anche attraverso discussioni guidate, debate, esercizi che consentono di esercitare la logica e argomentare un punto di vista. Quest’ultimo è un fattore fondamentale per costruire personalità empatiche e futuri cittadini consapevoli. Per creare una concretezza all’interno della comunicazione, è bene produrre esempi per l’appunto concreti e anche compiti di realtà per adoperare ipotesi e deduzioni in modo creativo e motivante.

Comunicare con gli adolescenti significa accettare il loro movimento continuo tra concretezza e astrazione, tra ricerca di autonomia e bisogno di guida. Il docente che riconosce questa varietà a non pensare alla ribellione come sterile “presa di posizione”, bensì come risorsa ed energia da poter sfruttare altrove. Un terreno fertile dove siano accolte possibilità, dove l’incoerenza sia accettata e indirizzata. Valorizzare il pensiero ipotetico-deduttivo, utilizzare mediatori, proporre scenari e discussioni significa offrire allo studente non solo strumenti cognitivi, ma anche un ponte che rende l’apprendimento un processo condiviso.


Prof.ssa Silvia Argento Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Prof.ssa Silvia Argento
Docente e scrittrice
Bio | Articoli
……………………………………………………………..
Prof.ssa Silvia Argento Email Instagram Prof.ssa Silvia Argento Linkedin Prof.ssa Silvia Argento Facebook

© Tutti i contenuti (testo, immagini, audio e video) pubblicati sul sito LaMentePensante.com, sono di proprietà esclusiva degli autori e/o delle aziende in possesso dei diritti legali, intellettuali, di immagine e di copyright.

LaMentePensante.com utilizza solo ed esclusivamente royalty free images per uso non commerciale scaricabili dalle seguenti piattaforme: Unsplash.com, Pexels.com, Pixabay.com, Shutterstock.com. Gli Autori delle immagini utilizzate, seppur non richiesto, ove possibile, vengono generalmente citati.

LaMentePensante.com, progetto editoriale sponsorizzato dalla TheThinkinMind Coaching Ltd, in accordo i proprietari del suddetto materiale, è stata autorizzata, all’utilizzo, alla pubblicazione e alla condivisione dello stesso, per scopi prettamente culturali, didattici e divulgativi. La copia, la riproduzione e la ridistribuzione del suddetto materiale, in qualsiasi forma, anche parziale, è severamente vietata. amazon affiliazione logo

LaMentePensante.com, è un membro del Programma di affiliazione Amazon UE, un programma pubblicitario di affiliazione pensato per fornire ai siti un metodo per ottenere commissioni pubblicitarie mediante la creazione di link a prodotti venduti su Amazon.it. I prodotti editoriali (generalmente libri) acquistati tramite i link pubblicati sulle pagine relative agli articoli, alle recensioni e alle video interviste, daranno la possibilità a LaMentePensante.com di ricevere una piccola commissione percentuale sugli acquisti idonei effettuati su Amazon.it. Per qualunque informazione e/o chiarimento in merito al programma affiliazione Amazon si prega di consultare il sito ufficiale Programma di affiliazione Amazon UE, mentre per l’utilizzo del programma da parte de LaMentePensante.com, si prega di contattare solo ed esclusivamente la Redazione, scrivendo a: redazione@lamentepensante.com.

© 2020 – 2026 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.

Termini e Condizioni Privacy Policy

"Il prezzo di qualunque cosa equivale alla quantità di tempo che hai impiegato per ottenerla."

© 2020 – 2026 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.