Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Engrossment paterno: il ruolo chiave del padre alla nascita

Coinvolgimento emotivo e impatto neuropsicologico perinatale

Image by Jonathan Borba on Unsplash.com


Negli ultimi anni, si sta iniziando a riconoscere il ruolo centrale del padre durante il periodo perinatale, evidenziando quanto il coinvolgimento precoce favorisca non solo il benessere del neonato, ma anche lo sviluppo dell’identità genitoriale maschile (Condon et al., 2004; Lamb, 2010). Il concetto di engrossment paterno, si riferisce a quel particolare stato di attenzione affettiva, fascinazione e coinvolgimento emotivo che molti padri sperimentano nei confronti del proprio figlio appena nato. (Greenberg & Morris, 1974). Tale esperienza ha implicazioni psicologiche profonde: è stato dimostrato che padri coinvolti sin dalla nascita presentano una maggiore regolazione emotiva, minori sintomi depressivi e una relazione di coppia più stabile (Sethna et al., 2012; Paulson & Bazemore, 2010). Inoltre, recenti studi neurobiologici indicano che anche nel cervello paterno avvengono modificazioni significative a livello di attivazione limbica e rilascio di ossitocina, simili a quelle osservate nelle madri (Abraham et al., 2014). Riconoscere e sostenere il paternal engrossment non significa solo valorizzare la figura del padre, ma favorire un contesto relazionale più ricco e protettivo per lo sviluppo del bambino e della famiglia nel suo complesso.


Cosa si intende per “engrossment paterno”?

Il concetto di engrossment paterno è stato introdotto per la prima volta da Greenberg e Morris (1974) per descrivere lo stato di coinvolgimento emotivo intenso, attenzione profonda e senso di meraviglia che molti padri provano nei confronti del neonato subito dopo la nascita. (Greenberg& Morris. 1974) Questo fenomeno non si riduce a una semplice reazione affettiva istantanea, ma rappresenta un processo psicologico articolato che implica il riconoscimento del ruolo genitoriale, la riorganizzazione dell’identità personale e l’attivazione di schemi relazionali profondi (Palkovitz, 1997). L’engrossment paterno è influenzato da molteplici fattori, non emerge in modo automatico, ma si struttura nel tempo attraverso l’interazione diretta con il bambino, il sostegno della partner, il contesto socio-culturale e l’eventuale presenza di modelli genitoriali positivi nelle esperienze pregresse del padre (Palm, 1993; Lamb, 2010). Il grado di coinvolgimento è associato anche alla qualità della relazione di attaccamento sperimentata dal padre nella propria infanzia, sottolineando il ruolo delle dinamiche intergenerazionali (Cabrera et al., 2007). L’engrossment è un importante processo dinamico e contestuale, che permette di promuovere interventi che facilitino la partecipazione attiva dei padri nella fase perinatale, con ricadute positive sul benessere dell’intero nucleo familiare.


L’importanza del padre nel periodo perinatale

Per lungo tempo, la figura paterna è stata considerata secondaria durante la gravidanza e i primi mesi di vita del bambino, spesso vista come marginale rispetto al legame madre-bambino (Lamb, 2010). Tuttavia, ricerche recenti hanno evidenziato che la presenza emotiva e relazionale del padre nel periodo perinatale rappresenta un fattore chiave per il benessere psichico sia del genitore che del figlio (Sarkadi et al., 2008; Ramchandani et al., 2005). Dal punto di vista paterno, l’implicazione attiva nei primi mesi contribuisce al consolidamento dell’identità genitoriale, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione familiare (Genesoni & Tallandini, 2009). Inoltre, il coinvolgimento precoce è associato a una riduzione significativa dei sintomi ansioso-depressivi nei padri (Paulson & Bazemore, 2010) e a un miglioramento della qualità della relazione di coppia attraverso una maggiore cooperazione nella cura del neonato (Feinberg, 2003). Per il bambino, la presenza sensibile e continuativa del padre favorisce la regolazione emotiva, promuove un attaccamento sicuro e sostiene lo sviluppo di competenze sociali ed emotive complesse (Sethna et al., 2012; Feldman, 2007). La partecipazione del padre sin dalla fase perinatale, così, ha ricadute positive profonde e durature sull’equilibrio psicologico familiare


Il cervello paterno cambia: la neurobiologia dell’engrossment

La transizione alla genitorialità è accompagnata da importanti modificazioni neurobiologiche non solo nelle madri, ma anche nei padri, crescente evidenza neuroscientifica dimostra che l’esperienza precoce di cura paterna è in grado di rimodellare strutture e funzioni cerebrali, promuovendo l’emergere di comportamenti sensibili e responsivi (Kim et al., 2014; Abraham et al., 2014). Studi di neuroimaging funzionale hanno mostrato che nei padri si attivano aree cerebrali associate all’empatia, alla motivazione e alla regolazione delle emozioni, in particolare l’insula, il giro cingolato anteriore e l’amigdala, in risposta a stimoli infantili come il pianto o il sorriso (Mascaro et al., 2013; Rilling & Mascaro, 2017). Parallelamente, l’interazione affettiva con il neonato induce un incremento dei livelli di ossitocina, ormone cruciale per il comportamento di accudimento e per la creazione di legami affettivi stabili (Gordon et al., 2010). Oltre a queste attivazioni funzionali, si osservano modificazioni strutturali nelle reti neuronali deputate al processamento degli stimoli sociali e affettivi, suggerendo una reale neuroplasticità del cervello paterno (Swain et al., 2012). Tali cambiamenti rendono il padre biologicamente predisposto a rispondere ai bisogni del figlio, confermando che l’engrossment è sostenuto anche da basi neurobiologiche profonde


Effetti neurobiologici sul bambino

Il coinvolgimento precoce e continuativo del padre non influisce solo sul suo stesso assetto psicologico e cerebrale, ma esercita effetti misurabili anche sullo sviluppo neurobiologico del bambino. Le interazioni affettive tra padre e neonato favoriscono l’attivazione del sistema nervoso autonomo, migliorando i processi di autoregolazione fisiologica legati al sonno, alla fame e alla gestione dello stress (Feldman et al., 2010; Porter et al., 2009). Inoltre, la stimolazione relazionale fornita dalla figura paterna potenzia l’attivazione delle aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione sociale, come la corteccia prefrontale e le regioni temporali implicate nel riconoscimento facciale e nella risposta empatica (Grossmann, 2015). Tali esperienze precoci promuovono l’apprendimento delle regole affettive e relazionali fondamentali per lo sviluppo della teoria della mente e della regolazione emotiva. Il contatto diretto, soprattutto se mediato da comportamenti sincronizzati e sintonizzati, stimola la produzione di neurotrasmettitori come dopamina e serotonina, noti per il loro ruolo nel rafforzamento dei circuiti motivazionali, nell’umore e nelle funzioni esecutive (Schore, 2017; Feldman, 2012). Questi effetti suggeriscono che la presenza paterna, se costante e affettivamente disponibile, non è solo benefica è biologicamente formativa per il cervello del bambino.


Conclusione

Il concetto di engrossment paterno rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere il ruolo attivo e trasformativo del padre nella fase perinatale. Lontano dall’essere una semplice figura di supporto, il padre è parte integrante del processo relazionale e neurobiologico che caratterizza i primi momenti di vita del bambino. La sua presenza sensibile e consapevole favorisce lo sviluppo di competenze affettive, cognitive e sociali sia nel figlio che in sé stesso, contribuendo in modo diretto alla costruzione di un ambiente familiare sicuro e regolato. Il coinvolgimento paterno precoce è un processo che può e deve essere sostenuto. L’engrossment è espressione di una genitorialità maschile profonda e competente ed è molto importante superare stereotipi culturali e promuovere una visione più inclusiva della cura. Investire nella relazione padre-figlio fin dalla gravidanza non è solo una scelta educativa o affettiva, ma una vera e propria azione preventiva in ambito psicologico e neuroevolutivo. Favorire spazi, linguaggi e pratiche che facilitino la partecipazione dei padri è oggi un’urgenza educativa, clinica e sociale, per il benessere presente e futuro dei bambini e delle loro famiglie.


Bibliografia


Abraham, E., Feldman, R., & Zagoory-Sharon, O. (2014). Father’s brain is sensitive to childcare experiences. PNAS, 111(27), 9792–9797. https://doi.org/10.1073/pnas.1402569111
Abraham, E., Feldman, R., Zagoory-Sharon, O., & Shapiro, M. (2014). Father’s brain is sensitive to childcare experiences. PNAS, 111(27), 9792–9797. https://doi.org/10.1073/pnas.1402569111
Cabrera, N. J., Shannon, J. D., & Tamis‐LeMonda, C. (2007). Fathers’ influence on their children’s cognitive and emotional development: From toddlers to pre‐K. Applied Development Science, 11(4), 208–213. https://doi.org/10.1080/10888690701762100
Condon, J. T., Boyce, P., & Corkindale, C. J. (2004). The First-Time Fathers Study: A prospective study of the mental health and wellbeing of men during the transition to parenthood. Australian & New Zealand
Journal of Psychiatry, 38(1-2), 56–64. https://doi.org/10.1111/j.1440-1614.2004.01298.x
Feinberg, M. E. (2003). The internal structure and ecological context of coparenting: A framework for research and intervention. Parenting: Science and Practice, 3(2), 95–131. https://doi.org/10.1207/S15327922PAR0302_01
Feldman, R. (2007). Parent–infant synchrony and the construction of shared timing; Physiological precursors, developmental outcomes, and risk conditions. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 48(3–4), 329–354. https://doi.org/10.1111/j.1469-7610.2006.01701.x
Feldman, R. (2012). Parent-infant synchrony: A biobehavioral model of mutual influences in the formation of affiliative bonds. Monographs of the Society for Research in Child Development, 77(2), 42–51. https://doi.org/10.1111/j.1540-5834.2011.00660.x
Feldman, R., Weller, A., Zagoory-Sharon, O., & Levine, A. (2010). Evidence for a neuroendocrinological foundation of human affiliation: Plasma oxytocin levels across pregnancy and the postpartum period predict mother–infant bonding. Psychological Science, 18(11), 965–970. https://doi.org/10.1111/j.1467-9280.2007.02010.x
Genesoni, L., & Tallandini, M. A. (2009). Men’s psychological transition to fatherhood: An analysis of the
literature, 1989–2008. Birth, 36(4), 305–318. https://doi.org/10.1111/j.1523-536X.2009.00358.x
Gordon, I., Zagoory-Sharon, O., Leckman, J. F., & Feldman, R. (2010). Oxytocin and the development of parenting in humans. Biological Psychiatry, 68(4), 377–382. https://doi.org/10.1016/j.biopsych.2010.02.005
Greenberg, M. T., & Morris, N. (1974). Engrossment: The newborn’s impact upon the father. American Journal of Orthopsychiatry, 44(4), 520–531. https://doi.org/10.1111/j.1939-0025.1974.tb00976.x
Grossmann, T. (2015). The development of social brain functions in infancy. Psychological Bulletin, 141(6), 1266–1287. https://doi.org/10.1037/bul0000002
Kim, P., Leckman, J. F., Mayes, L. C., Feldman, R., Wang, X., & Swain, J. E. (2014). The plasticity of human parental brain: Longitudinal changes in brain anatomy during the early postpartum period. Behavioral Neuroscience, 128(5), 713–723. https://doi.org/10.1037/bne0000014
Lamb, M. E. (2010). The Role of the Father in Child Development (5th ed.). Hoboken, NJ: Wiley.
Wiley.
Mascaro, J. S., Hackett, P. D., & Rilling, J. K. (2013). Testosterone levels in response to visual stimuli of infants vary with men’s experiences of fatherhood. Hormones and Behavior, 63(3), 451–458. https://doi.org/10.1016/j.yhbeh.2012.11.008
Palkovitz, R. (1997). Reconstructing “involvement”: Expanding conceptualizations of men’s caring in contemporary families. In A. J. Hawkins & D. C. Dollahite (Eds.), Generative fathering: Beyond deficit perspectives (pp. 200–216). Thousand Oaks, CA: Sage.
Palm, G. F. (1993). Father involvement in early childhood programs: Review of the literature. ERIC Digest. ED372875. https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED372875.pdf
Paulson, J. F., & Bazemore, S. D. (2010). Prenatal and postpartum depression in fathers and its association with maternal depression: A meta-analysis. JAMA, 303(19), 1961–1969. https://doi.org/10.1001/jama.2010.605
Porter, C. L., Wouden-Miller, M., Silva, S. S., & Porter, F. L. (2009). Marital harmony and infant temperament in relation to the mother-infant interaction. Infant Mental Health Journal, 23(1-2), 62–81. https://doi.org/10.1002/imhj.10004
Ramchandani, P. G., O’Connor, T. G., Evans, J., Heron, J., Murray, L., & Stein, A. (2005). The effects of pre‐ and postnatal depression in fathers: A natural experiment comparing the effects of exposure to depression on offspring outcomes. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 46(3), 306–314. https://doi.org/10.1111/j.1469-7610.2004.00357.x
Rilling, J. K., & Mascaro, J. S. (2017). The neurobiology of fatherhood. Current Opinion in Psychology, 15, 26–32. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2017.02.013
Sarkadi, A., Kristiansson, R., Oberklaid, F., & Bremberg, S. (2008). Fathers’ involvement and children’s developmental outcomes: A systematic review of longitudinal studies. Acta Paediatrica, 97(2), 153–158. https://doi.org/10.1111/j.1651-2227.2007.00572.x
Schore, A. N. (2017). All our sons: The developmental neurobiology and neuroendocrinology of boys at risk. Infant Mental Health Journal, 38(1), 15–52. https://doi.org/10.1002/imhj.21616
Sethna, V., Murray, L., Netsi, E., Psychogiou, L., & Ramchandani, P. G. (2012). Paternal depression in the postnatal period and early father–infant interactions. Parenting: Science and Practice, 12(2–3), 134–153. https://doi.org/10.1080/15295192.2012.683336
Sethna, V., Murray, L., Netsi, E., Psychogiou, L., Ramchandani, P. G. (2012). Paternal depression in the postnatal period and early father–infant interactions. Parenting: Science and Practice, 12(2–3), 134–153. https://doi.org/10.1080/15295192.2012.683336
Swain, J. E., Kim, P., Spicer, J., Ho, S. S., Dayton, C. J., Elmadih, A., & Abel, K. M. (2012). Approaching the biology of human parental attachment: Brain imaging, oxytocin and coordinated assessments of mothers and fathers. Brain Research, 1580, 78–101. https://doi.org/10.1016/j.brainres.2013.11.014


Dott.ssa Sara Mazzocchio Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Sara Mazzocchio
Psicologa, Psicoterapeuta in formazione CBT
Bio | Articoli
……………………………………………………………..
Dott.ssa Sara Mazzocchio Email LinkedIn Instagram

© Tutti i contenuti (testo, immagini, audio e video) pubblicati sul sito LaMentePensante.com, sono di proprietà esclusiva degli autori e/o delle aziende in possesso dei diritti legali, intellettuali, di immagine e di copyright.

LaMentePensante.com utilizza solo ed esclusivamente royalty free images per uso non commerciale scaricabili dalle seguenti piattaforme: Unsplash.com, Pexels.com, Pixabay.com, Shutterstock.com. Gli Autori delle immagini utilizzate, seppur non richiesto, ove possibile, vengono generalmente citati.

LaMentePensante.com, progetto editoriale sponsorizzato dalla TheThinkinMind Coaching Ltd, in accordo i proprietari del suddetto materiale, è stata autorizzata, all’utilizzo, alla pubblicazione e alla condivisione dello stesso, per scopi prettamente culturali, didattici e divulgativi. La copia, la riproduzione e la ridistribuzione del suddetto materiale, in qualsiasi forma, anche parziale, è severamente vietata. amazon affiliazione logo

LaMentePensante.com, è un membro del Programma di affiliazione Amazon UE, un programma pubblicitario di affiliazione pensato per fornire ai siti un metodo per ottenere commissioni pubblicitarie mediante la creazione di link a prodotti venduti su Amazon.it. I prodotti editoriali (generalmente libri) acquistati tramite i link pubblicati sulle pagine relative agli articoli, alle recensioni e alle video interviste, daranno la possibilità a LaMentePensante.com di ricevere una piccola commissione percentuale sugli acquisti idonei effettuati su Amazon.it. Per qualunque informazione e/o chiarimento in merito al programma affiliazione Amazon si prega di consultare il sito ufficiale Programma di affiliazione Amazon UE, mentre per l’utilizzo del programma da parte de LaMentePensante.com, si prega di contattare solo ed esclusivamente la Redazione, scrivendo a: redazione@lamentepensante.com.

© 2020 – 2026 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.

Termini e Condizioni Privacy Policy

"Il prezzo di qualunque cosa equivale alla quantità di tempo che hai impiegato per ottenerla."

© 2020 – 2026 La Mente Pensante Magazine – www.lamentepensante.com is powered by TheThinkingMind Coaching Ltd, United Kingdom — All Rights Reserved.