
Il ruolo dell’ambiente nel contesto scolastico
Analisi dei fattori che promuovono il benessere nelle scuole d’infanzia
Image by Erik Mclean on Unsplash.com
Negli ultimi decenni l’ambiente è stato al centro di numerose ricerche ed indagini che ne hanno valutato la capacità di influenzare direttamente e indirettamente vari aspetti dello sviluppo fisico, cognitivo e sociale degli individui (Bronfenbrenner, 1979). I fattori ambientali infatti, interagiscono con le caratteristiche genetiche dell’individuo plasmandone lo sviluppo attraverso una relazione bidirezionale che può avere effetti positivi o negativi: rinforzare determinati comportamenti o ostacolarne la messa in atto, migliorare la qualità della vita oppure aumentare l’esposizione a potenziali fattori di rischio (Costa, 2016).
La psicologia ambientale definisce l’ambiente come struttura dimensionale, costituita da caratteristiche fisiche (ampiezza degli spazi, temperatura, arredamento…), fattori motivazionali, cognitivi e psicofisici dell’individuo e dal clima sociale ed organizzativo in generale (Amicone, Petruccelli, Bonaiuto, 2017).
Nel contesto scolastico in particolare, l’ambiente può avere importanti ripercussioni sui livelli di soddisfazione, concentrazione e partecipazione degli studenti (ibidem). In Italia, sono state condotte alcune delle più importanti ed innovative ricerche in questo ambito, dall’approccio di Maria Montessori che ha evidenziato l’importanza di rendere l’ambiente fisico delle scuole d’infanzia accessibile a tutti i bambini (Montessori, 1970), ai contributi di Loris Malaguzzi che ha messo in luce la necessità di progettare un ambiente educativo in grado di facilitare la libera espressione delle potenzialità del bambino, un ambiente considerato come “terzo educatore” la cui influenza è paragonabile a quella dell’insegnante e ai pari (Malaguzzi, 1984).
L’ambiente scolastico è dunque composto sia da fattori strutturali (spazio e materiali, luminosità, grandezza delle aule) che da fattori processuali (attaccamento bambini-insegnanti, interazioni tra pari, routine quotidiane) (Acer et al., 2016).
Le caratteristiche fisiche dell’ambiente scolastico
Dalle ricerche è emerso che numerosi elementi fisici dell’ambiente scolastico possono influenzare il benessere ed il rendimento degli studenti. Tra questi abbiamo:
- Materiali e arredi, riprogettando le aule in modo da includere spazi di gioco ben definiti e aumentando la varietà ed il numero di materiali presenti, i bambini hanno mostrato sessioni di gioco più lunghe e frequenti, hanno usato un numero maggiore di materiali e utilizzato i giochi in modo più creativo (Acer et al., 2016). Gli arredi interni ed i materiali presenti nelle strutture inoltre, non devono essere statici, la disposizione dei vari elementi deve essere dinamica, seguendo i bisogni e lo sviluppo dei bambini. I bambini devono poter avere un’adeguata autonomia ed essere lasciati liberi di scegliere i materiali da usare, i compagni di gioco e le attività da svolgere (Vannini, D’Ugo, 2011);
- Spazio fisico, lo spazio deve essere strutturato in modo da poter rispondere adeguatamente alle diverse esigenze dei bambini, come la necessità di sentirsi sicuri e protetti, il bisogno di essere stimolati ed attivi mentalmente, la necessità di stabilire una relazione emotiva e di identificarsi con un luogo. Per rispondere a questi bisogni l’ambiente deve fornire sicurezza, essere accessibile a tutti, essere complesso ed incoraggiante, fornire privacy e senso di identità (Stanković, Milojković, Tanić, 2006);
- Illuminazione e qualità dell’aria, uno studio che ha coinvolto ventunomila studenti provenienti da tre distinti distretti ha rivelato che un’illuminazione naturale dell’aula era associata a migliori risultati in diverse materie rispetto a condizioni di scarsa illuminazione o con prevalenza di illuminazione artificiale (Loisos, 1999). Un altro studio, condotto in sette scuole italiane, ha dimostrato che un’adeguata ventilazione della stanza, aprendo le finestre per un tempo sufficiente a diminuire i livelli di anidride carbonica, incideva positivamente sulle prestazioni degli alunni (De Giuli, Da Pos, De Carli, 2012). La qualità dell’aria è risultata essere correlata anche ai livelli di assenteismo a scuola, una migliore qualità dell’aria era associata minori assenze dei bambini (Rosén, Richardson, 1999);
- Ambienti naturali, avere la possibilità di entrare in contatto con elementi naturali produce effetti positivi sull’autoregolazione, importante predittore della salute mentale (Weeland et al., 2019). L’ambiente naturale inoltre, offre ai bambini la possibilità di imparare attraverso l’utilizzo e la combinazione di diversi canali sensoriali, non solo attraverso la vista e l’udito ma anche attraverso il gusto, l’olfatto ed il tatto, migliorando l’apprendimento (Mirrahimi et al., 2011). L’incidenza positiva di elementi naturali è stata dimostrata anche per quanto riguarda i suoni naturali (canto di uccelli, acqua che scorre), in uno studio sperimentale è stato visto che i bambini che ascoltavano suoni naturali ottenevano migliori risultati nei compiti di memoria a breve termine e prestazioni cognitive (Shu, Ma, 2019).
Le dinamiche processuali dell’ambiente scolastico
Per quanto riguarda le caratteristiche processuali, è stato visto che i fattori maggiormente rilevanti sono (Melhuish et al., 2015):
- Interazioni positive tra professionisti e bambini, interazioni basate su calore e sensibilità apportano maggior empatia e minore distruttività nei bambini, favorendo un tipo coping maggiormente focalizzato sulla risoluzione del problema che sull’evitamento della situazione;
- Preparazione del personale, un personale competente, che attua una pedagogia incentrata sui bambini, adattando i compiti alle capacità possedute in quel momento, può favorire lo sviluppo di competenze linguistiche e sociali;
- Continuità assistenziale, garantire continuità e stabilità della cura favorisce l’instaurarsi di fiducia e attaccamento sicuro nei bambini, al contrario, un elevato e frequente ricambio del personale è associato a minore qualità dell’assistenza;
- Dimensione nel gruppo, il numero degli insegnanti rispetto al numero dei bambini dovrebbe essere adeguato, avere troppi studenti a cui prestare attenzione può essere molto difficile e può minare la qualità delle interazioni che avvengono all’interno del servizio;
- Partecipazione, i servizi per l’infanzia devono promuovere la partecipazione attiva ed il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti (bambini, genitori, professionisti coinvolti nei servizi, comunità di appartenenza) (Luciano & Marcuccio, 2017). La partecipazione nei servizi educativi per l’infanzia è risultata essere associata a miglior sviluppo cognitivo e migliori performance scolastiche future nei bambini (Melhuish et al., 2015).
Conclusione
L’ambiente, costituito dalle dimensioni fisiche e processuali, riveste un ruolo cruciale nel determinare la qualità dei servizi scolastici. Accanto alle dimensioni relazionali, gli aspetti cognitivi e pedagogici, risulta centrale progettare ambienti che siano in grado di rispondere alle esigenze di tutti gli studenti, che riescano a trasformare la scuola in un luogo familiare, in cui è possibile sperimentare, apprendere e crescere ogni giorno in un clima sereno. Attraverso il dialogo e la partecipazione di tutte le parti coinvolte è necessario ripensare all’ambiente scolastico come importante agente di cambiamento e facilitatore piuttosto che semplice contenitore.
Bibliografia
– Acer, D., Gözen, G., Saadet Fırat, Z., Kefeli, H., & Aslan, B. (2016). Effects of a redesigned classroom on play behaviour among preschool children. Early Child Development and Care, 186(12), 1907–1925. https://doi.org/10.1080/03004430.2015.1136999
– Amicone, G., Petruccelli, I., & Bonaiuto, M. (2017). Psicologia architettonica e ambientale dei luoghi scolastici. Psicologia sociale, 12(2), 131-170.
– Bronfenbrenner U. (1979). The ecology of human development: Experiments by nature and design. Cambridge, MA: Harvard University Press.
– Costa (2016). Psicologia ambientale e architettonica, Come l’ambiente e l’architettura influenzano la mente e il comportamento. Milano: Franco Angeli.
– De Giuli, V., Da Pos, O., & De Carli, M. (2012). Indoor environmental quality and pupil perception in Italian primary schools. Building and Environment, 56, 335-345.
– Loisos, G. (1999). Daylighting in Schools. Fair Oaks, CA: Heschong Mahone Group, 139-145.
– Luciano, E., & Marcuccio, M. (2017). Famiglie e servizi: verso una tipologia di forme di partecipazione nei servizi per l’infanzia. Rivista Italiana di Educazione Familiare, 123-143.
– Malaguzzi, L. (1984). L’occhio se salta al muro: Narrativa del possibile. Regione Emilia Romagna: Comune di Reggio Emilia.
– Melhuish, E., Ereky-Stevens, K., Petrogiannis, K., Ariescu, A., Penderi, E., Rentzou, K., Tawell, A., Slot, P., Broekhuizen, M., & Leseman, P. (2015). A review of research on the effects of early childhood Education and Care (ECEC) upon child development. CARE project; Curriculum Quality Analysis and Impact Review of European Early Childhood Education and Care (ECEC). Available at http://ecec-care.org/resources/publications/
– Mirrahimi, S., Tawil, N. M., Abdullah, N. A. G., Surat, M., & Usman, I. M. S. (2011). Developing conducive sustainable outdoor learning: The impact of natural environment on learning, social and emotional intelligence. Procedia Engineering, 20, 389-396.
– Montessori, M. (1970). La scoperta del bambino. Milano: Garzanti.
– Rosén, K. G., & Richardson, G. (1999). Would removing indoor air particulates in children’s environments reduce rate of absenteeism—a hypothesis. Science of the total environment, 234(1-3), 87-93.
– Shu, S., & Ma, H. (2019). Restorative effects of classroom soundscapes on children’s cognitive performance. International journal of environmental research and public health, 16(2), 293
– Stanković, D., Milojković, A., & Tanić, M. (2006). Physical environment factors and their impact on the cognitive process and social behavior of children in the preschool facilities. Facta universitatis-series: Architecture and Civil Engineering, 4(1), 51-57.
– Vannini, I., & D’Ugo, R. (2011). Ripensare modelli e prassi di valutazione della qualità nella scuola dell’infanzia. Una ricerca esplorativa nel campo della «Formative Educational Evaluation». Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies (ECPS Journal), 2(4), 69-100.
– Weeland, J., Moens, MA, Beute, F., Assink, M., Staaks, JP e Overbeek, G. (2019). A Dose of Nature: due meta-analisi a tre livelli degli effetti benefici dell’esposizione alla natura sull’autoregolamentazione dei bambini. Journal of Environmental Psychology, 65, 101326.

Dott. Pietro Ciacco
Psicologo
Bio | Articoli
……………………………………………………………..
![]()

