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Imparare la letteratura interpretandola

Il roleplay come strumento didattico

Image by Héctor J. Rivas on Unsplash.com


Negli ultimi decenni, la didattica si è innovata con metodologie volte a fornire abilità più pratiche e concrete che ponessero al centro lo studente. Per quanto questa tendenza stia in parte degenerando, trascurando eccessivamente elementi fondamentali come la lezione frontale, in alcuni frangenti essa può essere funzionale a garantire un’esperienza didattica che sia per gli studenti maggiormente dinamica e stimolante. Orientarsi verso metodologie attive che valorizzano il coinvolgimento diretto degli studenti nel processo di apprendimento è sicuramente un nobile fine, come sempre la virtù sta nel mezzo. Nella fattispecie, la virtù in tal caso consiste senz’altro nella capacità di docente di effettivamente selezionare metodologie didattiche coerenti con i contenuti e gli obiettivi che la lezione si pone, nonché naturalmente con l’utenza che si trova davanti. Tra queste, il roleplay (o gioco di ruolo) rappresenta una strategia particolarmente efficace, soprattutto nell’ambito delle discipline umanistiche.


Benefici e criticità del roleplay

Il roleplay consiste nell’assunzione intenzionale di un ruolo, reale o immaginario, all’interno di una situazione che è fondamentale sia ben strutturata. Il rischio di cui si parlava prima, ovvero di degenerare o non selezionare bene la metodologia, nel caso del roleplay si fa più intenso quando questo non è strutturato e organizzato in maniera precisa. In tal caso diventa una banale finzione o passatempo che, specie nell’ambito della scuola secondaria, rischia di non garantire una reale comprensione di scopi e finalità. Lo scopo principale del roleplay è senz’altro esplorare diversi punti di vista, dinamiche relazionali e significati complessi. Secondo pedagogisti del Costruttivismo coem Piaget e Bruner, infatti, la conoscenza non è semplicemente ricevuta, ma costruita attivamente dal soggetto, addirittura, secondo Vygotskij lo sviluppo cognitivo dipende tantissimo dall’interazione sociale. Quindi, affinare ed esplorare le dinamiche sociali attraverso il roleplay può consentire un apprendimento non solo dinamico e divertente, ma anche sociale. Una forma di apprendimento significativo, nelle parole di Ausubel, è possibile grazie alla stimolazione di un pensiero critico e interpretativo, connesso alla propria emotività nel caso del roleplay.

L’aspetto cognitivo, ovviamente, non è il solo da favorire: il roleplay si svolge per antonomasia in collaborazione tra studenti, che devono sviluppare competenze comunicative, ma anche emotive, in quanto l’empatia è un aspetto fondamentale della recitazione in generale, quindi anche del gioco di ruolo. Questa metodologia è particolarmente adatta alla didattica della letteratura proprio in quanto lo stesso studio delle opere degli autori è un atto di empatia: comprendere il punto di vista, le sofferenze, il pensiero di un autore significa sapersi immedesimare nel suo contesto e nella sua scrittura, come nel roleplay.

Come evidenziato da studiosi come Kolb e Dewey, è fondamentale attuare il learning by doing, ovvero l’apprendimento tramite l’esperienza diretta. Bisogna, tuttavia, ricordarsi che a questo esercizio deve corrispondere una profonda riflessione, sostenuta dall’insegnante. In questo senso, il roleplay non è una semplice attività ludica, ma una vera e propria strategia didattica strutturata, che integra varie dimensioni.


La Natura e l’uomo: comprendere le prospettive letterarie

L’attività che segue rappresenta un esempio concreto di applicazione del roleplay nella didattica della letteratura italiana, finalizzato all’analisi comparata delle diverse rappresentazioni della natura in quattro autori fondamentali tra Ottocento e primo Novecento.

Per attuare una prolifica collaborazione si divide la classe in quattro gruppi, ognuno dei quali interpreterà il punto di vista di un autore diverso sulla natura. Gli autori scelti sono Giovanni Verga, Giacomo Leopardi, Gabriele D’Annunzio e Giovanni Pascoli. Ogni gruppo dovrà approfondire la visione della natura espressa dal proprio autore e preparare una breve presentazione e una scena di roleplay che ne rappresenti il punto di vista.

Per esempio, il primo gruppo tratterà di Giovanni Verga, che rappresenta la natura come un elemento incombente e ostile, indifferente alle sofferenze umane. Compito del gruppo sarà rappresentare una scena tratta da uno dei romanzi di Verga, come “I Malavoglia” o “Rosso Malpelo”, evidenziando come la natura influisce negativamente sulla vita dei protagonisti, sottolineando la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Al secondo gruppo viene assegnato Giacomo Leopardi, l’autore che ha il rapporto più complesso con la natura. A volte la concepisce come benevole, altre come una matrigna crudele che infligge sofferenza e delusione, ma è anche fonte di riflessione filosofica. Il gruppo dovrà interpretare una scena che rappresenti l’idea leopardiana della natura come matrigna, attraverso la lettura e la drammatizzazione di una poesia o un’operetta morale a scelta. Al terzo gruppo sarà assegnato Gabriele D’Annunzio, che vede la natura come una fonte di bellezza, forza vitale ed energia sensuale. Il gruppo dovrà rappresentare una scena in cui la natura viene celebrata in tutta la sua magnificenza e sensualità. Possono utilizzare testi tratti dalla raccolta “Alcyone”, mettendo in risalto il rapporto estatico e quasi mistico tra l’uomo e la natura. L’ultimo gruppo potrà trattare di Giovanni Pascoli, per cui la natura è un luogo ricco di simboli e significati personali. Sarà richiesto di creare una scena che trasmetta la visione pascoliana della natura come rifugio e simbolo di memorie e sentimenti profondi, selezionando poesie tratte da “Myricae” o “Canti di Castelvecchio”, enfatizzando il linguaggio simbolico e la delicatezza delle immagini naturali.

Questo esercizio permetterà agli studenti di esplorare e comprendere le diverse prospettive letterarie sulla natura, sviluppando al contempo competenze di analisi, collaborazione e rappresentazione teatrale. Tutto ciò che viene richiesto avrà sicuramente come premessa necessaria aver affrontato gli autori in classe e analizzato i brani a dovere durante le lezioni.


Prof.ssa Silvia Argento Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Prof.ssa Silvia Argento
Docente e scrittrice
Bio | Articoli
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