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Il Ruolo della Lettura nella Costruzione dell’Architettura Cerebrale dei Bambini

Leggo, Perciò Sono

Image by Annie Spratt on Unsplash.com


Più studio la lettura, più mi convinco che imparare a leggere sia molto simile a un’orchestra che esegue con successo un brano musicale. Proprio come ogni strumento svolge un ruolo ben preciso nello svolgimento di una composizione, anche la lettura possiede i suoi strumenti che devono suonare insieme in armonia.

— Jennifer L. Padgett, Specialista in Alfabetizzazione Strutturata

Leggere sta al cervello come fare movimento sta al corpo. Mentre i social media sono pregni di influencer che decantano l’effetto benefico dell’esercizio fisico, i benefici neuroscientifici della lettura passano generalmente sotto i radar delle masse.

Eppure, imparare a leggere è una delle abilità cognitive più complesse e straordinarie che l’essere umano possa acquisire durante la prima infanzia. Quando si è genitori o educatori, il peridio dell’alfabetizzazione dei piccoli lettori può risultare arduo. Riconoscere le lettere, le sillabe e le parole non è immediato, e richiede pazienza e costanza. Per i piccoli lettori, imparare a leggere richiede uno sforzo davvero notevole, che tuttavia produce frutti di qualità immensa. Si, perché l’importanza della lettura si estende ben oltre il piacere di leggere dei libri divertenti, o prendere dei buoni voti a scuola.

Grazie alle neuroscienze, oggi abbiamo le prove scientifiche che la lettura ha un impatto positivo sulla neurobiologia del cervello. Infatti, leggere è associato a una maggiore integrità della mielina, la sostanza bianca che ricopre moltissime reti neuronali e che aumenta la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici con cui i neuroni “comunicano” le informazioni.

Leggere plasma la mente, rafforza la memoria e stimola l’immaginazione. Aiuta i bambini a conoscere il proprio mondo interiore, a fare associazioni tra pensieri ed emozioni, a sviluppare capacità sociali. Infatti, i bambini che leggono con comprensione profonda sono spesso quelli che riescono a esprimere meglio le proprie emozioni e a navigare con più agilità il mare delle relazioni umane. Una capacità di lettura fluente è correlata a migliori capacità relazionali e sociali, poiché favorisce una comunicazione efficace con agenti esterni.

Le Parole Sono Importanti: Al Principio della Società Umane, la Parola

Quando un bambino raggiunge l’età in cui può iniziare ad imparare a leggere, il suo cervello ha già avuto anni per sviluppare un sistema sofisticato di linguaggio parlato. Perciò, nella fase dell’alfabetizzazione, il cervello lavora a tempo pieno per costruire un’infrastruttura nuova, plasmando “un’interfaccia” tra le aree dedicate alla visione e le reti neurali dedicate alla comprensione del significato ed all’articolazione e pronuncia delle parole.

Da un punto di vista evolutivo, il cervello umano non nasce “programmato” per leggere; sia la lettura che la scrittura sono invenzioni troppo recenti (5000 anni fa circa) nella storia dell’essere umano per avere delle zone cerebrali dedicate. Una situazione in apparenza paradossale: la parola scritta è una degli colonna portanti della nostra società, che si contraddistingue del regno animale proprio per la capacità di comunicare concetti astratti e complessi. Leggere e scrivere ci hanno consentito di’”immagazzinare la conoscenza” in uno spazio al di fuori dal nostro cervello. Ha permesso alla cultura umana di svilupparsi sia nel corso del tempo e dello spazio, creando connessioni tra individui lontani sia geograficamente che temporalmente, vissuti in secoli o addirittura in millenni diversi (si pensi agli scritti sacri delle varie culture.)

Dunque, se non vi sono reti neurali dedicate, come si risolve il dilemma della lettura? Sappiamo che una delle qualità più straordinarie della nostra specie è proprio quella di saper fare di necessità virtù. E, per quel che riguarda la lettura, il cervello umano effettua una riconversione di zone cerebrali atte ad altre attività. Questo processo viene chiamato neural recycling,  in cui il cervello ricicla e collega tra loro sistemi preesistenti: quelli dedicati alla visione, al linguaggio parlato, alla memoria ed al significato.

Normalmente, queste “nuove strade” si formano durante l’infanzia, periodo in cui ci si dedica ad individuare la corrispondenza tra suono e simbolo. Ed ecco che entrano in gioco i due grandi sistemi cerebrali della lettura: il Riconoscimento delle Parole e la Comprensione.


Riconoscere per Capire: Il Sistema di Riconoscimento delle Parole

Riconoscere le parole significa attribuire un senso a dei segni scritti che corrispondono a un suono specifico. Ciò consente al cervello di trasformare gruppi di lettere in parole reali e riconoscibili, quindi, di vedere le parole e di riconoscerle al volo. Per esempio, nella lingua italiana sappiamo che il grafema C corrisponde a una lettera che si pronuncia in un determinato modo, a seconda delle vocali e/o consonanti che la seguono (CI, CE – CA, CU, CO – CHE, CHI). Unire le informazioni visive e uditive in modo preciso è un meccanismo finissimo che, più viene allenato, più permette ai bambini di leggere con fluidità.

A livello cerebrale, il riconoscimento automatico delle parole coinvolge principalmente l’area occipito-temporale sinistra, la cosiddetta visual word form area (VWFA). Il Prof Stanislas Dehaene, esperto di fama mondiale sulla neuroscienza della lettura , sostiene che questa regione si specializzi, con la pratica, nel riconoscere visivamente le lettere e le loro combinazioni. Egli definisce quest’area la “cassetta della posta del cervello”, perché si comporta essenzialmente da archivio. E più sono le parole archiviate, più abile e fluente diventa il lettore.

Tuttavia, affinché questa zona sviluppi una funzionalità avanzata, è necessario allenare la connessione tra la vista e il suono. Per arrivare a leggere ad alta voce scorrevolmente, è necessario che i piccoli lettori pratichino l’enunciazione della parola scritta e la sua pronuncia precisa. Per questo motivo, durante la scuola dell’infanzia e della primaria, è necessario supportare lo sviluppo della consapevolezza fonologica, cioè la capacità di riconoscere e manipolare i suoni delle parole, che è considerata uno dei predittori principali del successo nella lettura. Quindi via libera all’utilizzo di flashcards, canzoncine divertenti, storie scritte in rima, in cui gli stessi suoni vengono ripetuti in parole diverse. 


Leggere Bene: Il Sistema della Comprensione del Significato

In questo sistema, entra in gioco la rete semantica del cervello, ovvero quel gruppo di neuroni che sostengono la capacità di attribuire significato a parole, frasi ed interi testi. È ciò che permette al bambino non solo di leggere, ma di comprendere in ciò che legge specifiche più elaborate, come l’intenzione dell’autore, il contesto, le onomatopee, le figure retoriche ecc.

La comprensione coinvolge necessariamente reti neuronali estese e complesse che si attivano in rapida successione, perché devono integrare la comprensione del linguaggio con la memoria, l’attenzione e la conoscenza derivante dall’esperienza. Questa rete semantica si trova principalmente nell’emisfero sinistro, che contiene due aree essenziali per il linguaggio parlato – l’area di Broca e l’area di Wernicke, ed include l’area temporale mediale, la corteccia prefrontale (funzioni esecutive) e l’ippocampo (memoria).

Per comprendere la scena descritta nella frase  “BANG! Il gatto balzò giù dal letto e si allontanò con passo felpato”, il lettore deve avere compreso: cos’è un gatto; che “BANG” corrisponde a un gran rumore che può creare un’emozione di spavento; che “balzò” è la conseguenza del rumore forte; che l’animale cammina in maniera morbida “felpato”, ma che non indossa una felpa… difatti, il significato semantico è ancorato nell’esperienza sensoriale.

L’aspetto più affascinante dell’interazione tra cervello umano e la parola scritta è che la comprensione testuale attiva anche la cosiddetta default mode network, la rete della modalità predefinita, coinvolta nei processi di introspezione, immaginazione e empatia. Comprendere ciò che si legge significa anche immedesimarsi nei personaggi di un buon libro, immaginare situazioni e cercare d’ipotizzarne gli sviluppi conseguenti. Così facendo, i nostri bambini imparano a capire meglio cosa potrebbe motivare le azioni altrui, cosa spinge i propri simili a pensare, parlare, agire in un determinato modo.


Conclusioni

Leggere è nutrimento imprescindibile per ogni essere umano. Per i più piccini, ogni parola decifrata ed ogni significato compreso contribuiscono al rafforzamento di connessioni neurali durature.

Lo sviluppo armonico dei due sistemi, quello del riconoscimento e quello della comprensione delle parole, rende la lettura uno strumento potentissimo per modellare il cervello in età evolutiva. L’aspetto più importante nel mondo di oggi diviso da guerre impossibili da capire ed accettare, è che leggere possa aiutarci a riflettere sugli stati mentali nostri ed altrui. In altre parole: leggere ci rende umani.

Quali azioni consigliare a genitori, insegnanti o educatori? Spegnere gli schermi, modellare ed offrire esperienze di lettura che, sia a casa che a scuola, ci coinvolgono nella relazione che il bambino o la bambina hanno con i libri. Insegnare a decifrare le lettere non solo per il rendimento scolastico, ma per aprire porte al mondo interiore ed esteriore, e contribuire alla formazione di esseri umani più consapevoli, empatici e pronti ad affrontare la complessità della vita.

Referenze scientifiche

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Dott.ssa Sylvia Helen Goodrick Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Sylvia Helen Goodrick
Insegnante ed Autrice
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