
La lettura come forma di meditazione
Restare nel qui e ora mentre la mente viaggia
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Nella mia carriera e nella mia vita si sono alternate, e poi di nuovo incontrate, due grandi passioni: la letteratura e la psicologia.
In seguito alla laurea mi sono lanciata totalmente nell’avventura di fondare una casa editrice e, dopo 9 anni di full immersion nel mondo dei libri, ho ripreso in mano la psicologia e ho scoperto che è possibile unire le due cose.
Ad oggi si parla spesso dell’utilizzo dei libri e degli albi illustrati in terapia e nei percorsi di sostegno psicologico sia con i più piccoli che con gli adulti. Si utilizzano anche le carte Dixit che portano, appunto, a elaborare storie per scavare un po’ più a fondo dentro di sé attraverso la narrativa e con la possibilità di raccontare cose personali esponendosi un po’ meno direttamente, ponendo dei personaggi immaginari al posto nostro.
Da sempre leggere un libro ci regala emozioni, ci fa immedesimare, amare, odiare, piangere e molte volte ci aiuta a capire qualcosa di noi mentre leggiamo le avventure di qualcuno che, in qualche modo e per qualche aspetto, ci somiglia e magari fa scelte diverse dalle nostre e ci fa scoprire come potrebbero andare le cose se cambiassimo strada.
Di questo si occupa molto la libroterapia di cui si parla nell’interessante articolo della dottoressa Paola Perria proprio qui su La Mente Pensante.
E proprio iniziando a riflettere sull’utilizzo dei libri all’interno di percorsi di sostegno psicologico, mi sono resa conto di un’altra funzione che possono svolgere egregiamente.
Da anni si parla ormai di mindfulness e di come restare nel qui e ora, rilassandosi attraverso il respiro per avere benefici soprattutto in situazioni di ansia e stress. Ero abituata a immaginarmi questo processo come un momento di meditazione vera e propria in cui chiudere gli occhi, concentrarsi su varie sensazioni o parti del corpo e così via e respirare in modo da ottenere un rilassamento.
Naturalmente questo è un ottimo sistema soprattutto quando l’ansia è ben presente e comincia a dare i cenni fastidiosi che tutti conosciamo e meditare, sia in maniera strutturata, attraverso la mindfulness, oppure anche tramite meditazioni yoga o di altro tipo, tutti i giorni sicuramente aiuta a ritagliarsi un attimo di pace per mente e corpo che può dare benefici lungo tutta la giornata.
Trovo molto belle e rilassanti le meditazioni dello yoga kundalini, che io pratico, anche perché spesso si fanno cantando o ripetendo in mente un mantra e questo rende più semplice restare focalizzati sul momento e svuotare la mente da pensieri ansiogeni o fastidiosi.
Come un romanzo può aiutarci a meditare
Proprio dando dei consigli a una paziente su come trovare dei momenti quotidiani di relax e fermare la mente, dopo averle consigliato una piccola meditazione mattutina, insieme ci siamo rese conto che la cosa che davvero la fa staccare da tutto è leggere un bel libro.
Voi potreste obiettare che, però, mentre si legge la mente è molto attiva e, inoltre, spesso compaiono emozioni e anche tensione (ad esempio nel caso dei thriller) e quindi come ci si fa a rilassare?
Quello che secondo me può darci la lettura di un libro non è per forza un rilassamento totale che, invece, otteniamo con la meditazione, ma è sicuramente un momento di pausa dai nostri pensieri. La mente è concentrata a leggere, a capire quello che sta succedendo nella storia e lo fa piacevolmente (non come quando si legge un testo da studiare che non ci piace e ci appesantisce) e, quindi, mentre leggiamo non percepiamo la stanchezza dovuta alla concentrazione e, allo stesso tempo, non lasciamo spazio a pensieri che possono provocarci ansia e malessere.
Si blocca il rimuginare su questioni che ci appesantiscono, si mettono in pausa le liste delle cose da fare, di quelle non fatte e di quelle che probabilmente non faremo mai, si stoppa il senso di colpa per qualcosa per il quale ci sentiamo in difetto.
Tutto si ferma. Tutto va in stand-by per il tempo della nostra lettura, della nostra pausa dal mondo.
La mente viaggia, il cuore si emoziona, ma il nostro cervello è concentrato in altro, lontano da noi.
Utile anche per le pause dallo studio e per dormire
Leggere qualche pagina di un buon libro ogni giorno, può essere un’ottima pausa dal lavoro o dallo studio. Consiglio: piuttosto che fare pause senza scopo tra un capitolo e l’altro durante la preparazione di un esame, in cui vi stressate ancora di più controllando l’orologio o buttandovi sul divano con la testa che continua ad andare a quello che dovrete studiare di lì a poco, leggete qualche pagina di un romanzo e mettete una sveglia dopo 10/15 minuti. Vedrete che il rilassamento sarà effettivo e riuscirete a rimettervi a studiare con più carica. La pausa deve essere rilassante e gratificante e un libro (e magari anche una bella merenda) oppure 15 minuti della vostra serie tv preferita possono essere la soluzione.
Per chi non lo ha mai provato scoprirà che leggere è un metodo piacevolissimo per raggiungere il sonno dolcemente, molto più che guardare video brevi su TikTok o Instagram in successione, con schermi luminosi che riattivano la vostra mente invece di rilassarla; ed è anche meglio di spegnere la luce e rotolarsi nel letto per decine di minuti senza riuscire a prendere sonno perché nella testa si affollano i pensieri di quello che dobbiamo fare il giorno dopo o di come potevamo rispondere diversamente al nostro capo la mattina e così via.
So che è una cosa fuori moda, ma se leggere un libro può far bene anche al vostro equilibrio mentale e ridurre un po’ lo stress, non vale la pena provare?

Dott.ssa Maristella Occhionero
Psicologa dell’età evolutiva e degli adulti
Bio | Articoli
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