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Libroterapia: leggere romanzi per curare la mente e il cuore

Il mio anno con la biblioterapia on-line, un esperimento riuscito (ma non come pensavo)

Image by Alexis Brown on Unsplash.com


Era il 2021, ancora ci stavamo barcamenando tra lockdown ad intermittenza, mascherine e green pass, e incontrarsi su zoom era sembrata una soluzione perfetta in ogni ambito. Incluso quello della cura. Così, quando incappai nell’annuncio di uno psicologo che cercava volontari da inserire all’interno di un progetto di libroterapia on-line, decisi di iscrivermi subito. In quel momento della mia vita c’erano diverse grosse questioni che stavo cercando di affrontare: un lutto recente che si sommava ad altri più lontani ma ancora dolorosi, la vendita della casa di famiglia e la ricerca di una casa nuova per me, con tutto il traumatico portato di un trasloco, la precarietà del lavoro.

Roba gestibile, ma, pensavo, perché non tentare di elaborarla meglio grazie ad un percorso di psicoterapia incentrato sui libri, da fare insieme a persone sconosciute ma accomunate dall’amore per la narrativa? Pensavo che lo psicologo ci avrebbe proposto una rosa di titoli tra cui scegliere, o che si sarebbe trattato di libri di self help, o che, in ultimo, avremmo affrontato temi della letteratura classica in chiave, magari, psicoanalitica.

Nulla di tutto questo: lui sceglieva un romanzo, poco importava che lo avessimo già letto oppure no, e dopo circa un mese, in una data e ad un’ora concordata dalla maggioranza, ci saremmo incontrati per una seduta di gruppo on-line di un paio d’ore. Pensavo che avremmo parlato del libro. Pensavo che avremmo espresso dei giudizi, se non di fine critica letteraria, per lo meno di gusto e preferenze, su trama, personaggi, morale. Pensavo che fosse una specie di club virtuale del libro. Non avevo capito nulla, e per fortuna.


Libroterapia: uno strumento soft per sbloccare emozioni

Fin dalla prima volta, e dal primo romanzo, parlammo sempre e solo di noi. Perché quel personaggio mi ha dato così fastidio, fino a detestarlo? Perché mi ha colpito quel dettaglio, e non un altro? Perché mi sono immedesimata proprio nel cattivo e sperato che avesse la meglio? Perché quel passaggio ha fatto piangere solo me? E perché, infine, ho trovato il finale ingiusto, quando avrei voluto che fosse consolatorio?

Ciascuno aveva da dire la sua, di come quel romanzo avesse suscitato emozioni o posto dilemmi o fornito risposte a domande neppure immaginate, e di tutto quel gran parlare alla fine restava la sensazione di aver ricevuto e regalato piccole tessere da inserire nel proprio personale puzzle esistenziale. Il tutto in modo giocoso ma profondo, all’interno di un circolo protetto in cui poter parlare a ruota libera di: relazioni, amore, famiglia, genitorialità, spiritualità, malattia, morte, aspirazioni, sogni infranti e tanto altro, senza timore di un giudizio morale.

Così funziona la libroterapia, o, come sarebbe più corretto definirla, la biblioterapia. Da sola, o all’interno di un percorso psicoterapeutico più articolato, l’opera di narrativa viene usata come leva per sbloccare emozioni e illuminare zone in ombra della personalità. Per questa ragione può essere considerata una variante dell’arte-terapia con una buona componente di creatività. E in questo processo per nulla intuitivo, ciò che può saltare fuori non è quasi mai ciò che pensiamo, bensì tutt’altro. Potresti scoprire di nascondere molta rabbia travestita da tristezza. Di sentirti amareggiata per questioni di famiglia che pensavi superate, di continuare a fare scelte dettate dalla paura, quando pensavi che fosse solo maturità, e di nutrire allevamenti di sensi di colpa di non chiara origine o desideri non leciti.


Biblioterapia e metodo cognitivo-comportamentale: a chi serve e come funziona?

Non ci sono specifiche indicazioni terapeutiche per la biblioterapia e certamente non può essere usata come strumento di cura isolato dopo una diagnosi di malattia mentale. Studi e sperimentazioni recenti hanno però messo in luce i benefici della libroterapia all’interno di un più strutturato percorso di terapia cognitivo-comportamentale (CBT) nei casi di:

  • depressione da lieve a moderata nelle persone adulte;
  • sindrome ossessivo-compulsiva specialmente nelle persone giovani
  • ansia e stress ad ogni età ma in particolare nell’età dello sviluppo. Particolarmente interessante è osservare come il periodo pandemico, che ha visto manifestarsi un’impennata dei disturbi d’ansia, sia stato la cornice ideale per studiare l’efficacia della biblioterapia come specifico strumento di coping anti stress.

In tutti i percorsi terapeutici non farmacologici che hanno incluso al loro interno sperimentalmente la libroterapia per curare un disturbo mentale sono emersi segnali incoraggianti di successo. Il meccanismo che consente di ricavare un reale miglioramento con riduzione dei sintomi a lungo termine è legato alle intrinseche specificità dell’opera di narrativa, specialmente se di buona qualità letteraria. Leggendo, o ascoltando nel caso dell’audiolibro, le vicende raccontate in un romanzo si entra in un processo trasformativo che si sviluppa in tre fasi:

  1. una prima fase di identificazione con uno o più personaggi. Su questo meccanismo si basa il patto narrativo tra chi scrive e chi legge con una necessaria sospensione del giudizio;
  2. una fase centrale catartica, che si sviluppa nel momento in cui il/lo protagonista affronta una o più crisi e le supera. Ogni (buon) personaggio letterario infatti, subisce delle trasformazioni che gli/le consentono di non essere più la stessa persona che era all’inizio della storia, proprio come accade nelle vite reali di chi legge;
  3. una fase finale di intuizione, in cui chi legge trova nel materiale di finzione consigli, strategie, idee illuminanti da usare in modo concreto come strumento per apportare miglioramenti nella propria vita.

Chi ama leggere ricorda nitidamente i momenti in cui un libro particolarmente folgorante gli o le ha fornito esattamente la scossa di cui aveva bisogno in quella fase di vita. Nella libroterapia si “cerca” in modo più sorvegliato e metodico di suscitare quel tipo di effetto, cosicché le letture inneschino svolte esistenziali utili anche a superare o gestire un disagio mentale.

Alla fine la libroterapia on-line non durò più di un annetto, ma ne conservo un ottimo ricordo. Non posso dire che mi abbia cambiato la vita, ma in quel periodo fornì spunti e stimoli per mettermi di fronte a pregiudizi e credenze di cui non ero (del tutto) consapevole, e per provare a smussare spigoli della mia personalità poco piacevoli da accettare. Non importa se leggete romanzi solo per piacere e non per “curare” consapevolmente la mente, il cuore o l’anima, lo faranno lo stesso senza che ci possiate fare nulla.


Bibilografia

Monroy-Fraustro D, Maldonado-Castellanos I, Aboites-Molina M, Rodríguez S, Sueiras P, Altamirano-Bustamante NF, de Hoyos-Bermea A, Altamirano-Bustamante MM. Bibliotherapy as a Non-pharmaceutical Intervention to Enhance Mental Health in Response to the COVID-19 Pandemic: A Mixed-Methods Systematic Review and Bioethical Meta-Analysis. Front Public Health. 2021 Mar 15;9:629872. doi: 10.3389/fpubh.2021.629872. PMID: 33796496; PMCID: PMC8007779
Psychologs, Bibliotherapy: Origin, Types and Process
Lin, Ximeng. (2024). A Systematic Review on Bibliotherapy and Its Effectiveness in Psychotherapeutic Dimension. Transactions on Social Science, Education and Humanities Research. 11. 733-740. 10.62051/cv1qbw13.
Nazi, Rummana & Ali, Naushad & Akhouri, Deoshree. (2023). Bibliotherapy- Use of books for healing: an Experiential Study to Introduce Prospective Bibliotherapy Service in Libraries. SRELS Journal of Information Management. 207-213. 10.17821/srels/2023/v60i3/171030.
M.R. Gualano, F. Bert, M. Martorana, G. Voglino, V. Andriolo, R. Thomas, C. Gramaglia, P. Zeppegno, R. Siliquini, The long-term effects of bibliotherapy in depression treatment: Systematic review of randomized clinical trials, Clinical Psychology Review, Volume 58, 2017, Pages 49-58, ISSN 0272-7358, https://doi.org/10.1016/j.cpr.2017.09.006.


Paola Perria Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Paola Perria
Giornalista, Medical Writer
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