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Le Distorsioni Cognitive: cosa sono e come riconoscerle

Trappole del pensiero che influenzano la percezione

Image by Teena Lalawat on Unsplash.com


Le distorsioni cognitive sono errori sistematici nel modo in cui viene interpretata la realtà, meccanismi automatici che possono portare a vedere le cose in modo distorto, negativo o irrazionale, soprattutto nei periodi più stressanti e difficili. Questi schemi mentali hanno un’influenza su umore, decisioni, relazioni sociali e su altri aspetti della vita di una persona.

In questo articolo, spiegheremo che cosa sono le distorsioni cognitive, come riconoscerle nella vita quotidiana e, soprattutto, come contrastarle per migliorare il proprio benessere psicofisico.


Cosa sono le distorsioni cognitive

Le distorsioni cognitive, definite anche “trappole del pensiero”, sono schemi mentali disfunzionali e automatici che influenzano negativamente la percezione della realtà, di noi stessi e degli altri. Questi errori sistematici di ragionamento possono determinare stati ansiosi o depressivi, in modo da ostacolare il nostro benessere mentale ed emotivo.

Le distorsioni cognitive furono definite inizialmente dallo psichiatra Aaron T. Beck, nel libro “La Terapia Cognitiva“, e in seguito approfondite da David Burns, autore del celebre libro “Sentirsi Bene“. Secondo la teoria cognitiva, i nostri pensieri condizionano le emozioni e i comportamenti. Pertanto la distorsione di un pensiero, si riflette anche sulle reazioni emotive e comportamentali.

Spesso, questi schemi disfunzionali si instaurano in modo automatico, senza esserne consapevoli , come risposta a situazioni stressanti o sfide quotidiane.


Esempi tipici di distorsioni cognitive

Ecco alcuni esempi comuni di distorsioni cognitive:

  1. Pensiero tutto o niente (o pensiero dicotomico) – Si tratta di vedere le cose in bianco o nero, senza vie di mezzo.
  • Esempio: “Se non riesco a ottenere il massimo dei voti, allora ho fallito completamente.
  1. Generalizzazione eccessiva – Da un singolo evento negativo si trae una regola generale che si applica a tutto.
  • Esempio: “Ho fallito questo colloquio, quindi non riuscirò mai a trovare lavoro.
  1. Filtro mentale (o attenzione selettiva) – Si tende a focalizzarsi esclusivamente sugli aspetti negativi di una situazione, ignorando quelli positivi.
  • Esempio: “Tutti mi hanno fatto i complimenti per la presentazione, tranne uno. Quindi è andata male.
  1. Svalutazione di situazioni positive – Si minimizzano i successi e le esperienze positive.
  • Esempio: “Ho superato l’esame, ma era facile, quindi non conta davvero.
  1. Conclusioni affrettate – Trarre conclusioni senza prove sufficienti.
  • Esempio: “Loro pensano che io sia un’incapace, perciò andrà tutto male.
  1. Ingrandimento e minimizzazione – Si esagerano gli errori e si minimizzano le proprie qualità.
  • Esempio: “Ho sbagliato una parola durante il discorso, è stato un disastro.
  1. Ragionamento emotivo – Si crede che le emozioni negative rappresentino la realtà.
  • Esempio: “Mi sento insicuro, quindi devo essere inadeguato.
  1. “Devo” e “Dovrei” – Si impongono standard rigidi su di sé o sugli altri.
  • Esempio: “Devo essere perfetto in tutto” oppure “Gli altri dovrebbero sempre comportarsi bene con me.
  1. Etichettamento – Si riduce una persona (spesso sé stessi) aD un’etichetta negativa.
  • Esempio: “Sono un fallito.
  1. Personalizzazione – Ci si assume la colpa per eventi che non sono sotto il proprio controllo.
  • Esempio: “Se mio figlio è triste, è colpa mia.

 

Riconoscere le distorsioni cognitive

Le distorsioni cognitive possono determinare disturbi psicologici, come:

  • Depressione: pensieri negativi su sé stessi, realtà esterna e futuro.
  • Ansia: anticipazioni catastrofiche e interpretazioni distorte del pericolo.
  • Disturbi alimentari: pensieri rigidi su corpo, controllo e valore personale.
  • Problemi relazionali: aspettative irrealistiche e interpretazioni distorte dei comportamenti altrui.

Essere consapevoli di come i pensieri abbiano un peso su emozioni e comportamenti può permettere di:

  • Migliorare l’autostima;
  • Gestire meglio lo stress e l’ansia;
  • Costruire relazioni più sane;
  • Aumentare la resilienza psicologica;
  • Sviluppare una visione più realistica e positiva della vita.

Come contrastare le distorsioni cognitive

Può essere davvero utile, l’inizio di un percorso cognitivo-comportamentale poiché permette di:

  1. Identificare i pensieri automatici negativi;
  2. Mettere in discussione la validità di questi pensieri;
  3. Sostituirli con pensieri più realistici, equilibrati e utili.

Un esercizio classico è il diario dei pensieri, in cui si annotano gli eventi che scatenano un’emozione intensa, il pensiero automatico associato e un’alternativa più razionale.

Esempio di diario dei pensieri:

Situazione Emozione Pensiero automatico Distorsione Pensiero alternativo
Ho fatto un errore al lavoro Ansia “Sono incompetente” Etichettamento “Tutti possono sbagliare, l’importante è imparare”

Conclusioni

Le distorsioni cognitive sono errori sistematici e automatici nell’interpretazione della realtà. Tuttavia, questi schemi disfunzionali possono essere riconosciuti e modificati, attraverso un percorso consapevole che possa migliorare il benessere psicologico e la qualità della vita.

Se necessario, chiedere un supporto psicologico può essere il primo passo, per iniziare a cambiare il modo di pensare e di percepire le cose.


Salvo Dell'Aira Autore presso La Mente Pensante Magazine
Salvo Dell’Aira
Psicologo e Dottore in Psicologia Cognitiva Applicata
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