
Relazioni a distanza: 5 consigli dell’esperta
Insegnamenti dal mio matrimonio transatlantico
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Correva l’anno 2000, io avevo 5 anni e Biagio Antonacci scriveva Tra te e il mare per l’amica Laura Pausini, una canzone che canticchiavo senza capirci molto, che parla di un amore a distanza e dei suoi tormenti. Il brano non presenta soluzioni, limitandosi a descrivere le difficoltà correlate a questo tipo di storia, quando c’è una distanza dolorosa da vivere, ma troppo complicata da colmare. Ad oggi, del tema mi reputo un’esperta con laurea honoris causa. Vi vedo, so che state pensando ma chi ti credi di essere per definirti Dott.ssa in Amore a distanza! Robe da matti… e invece mi ci auto-proclamo con gusto: mio marito e io siamo separati da nientepopodimeno che.. l’Oceano Atlantico. Qualche cosa l’ho dunque imparata sulla mia pelle e oggi ho deciso di condividerla con voi, attraverso una lista di consigli per vivere al meglio questo tipo di storia. Pronti? Iniziamo!
Comunicare è fondamentale
Avete presente quando litigate ma poi, con un bell’abbraccio, passa tutto quanto? Questo non può succedere nelle relazioni a distanza. Noi che le viviamo non abbiamo altro che le parole e quindi – per avere discussioni positive – bisogna sviluppare delle enormi capacità comunicative. Se sentite che state provando delle emozioni forti o negative, non accusate l’altro con il dito puntato contro la videocamera. Evitate di accusare a suon di Tu: “Tu fai sempre così”, “Tu sei in questo modo”, e così via. Provate a dire all’altro come vi sentite, con calma. State provando una reazione sopraffacente? Comunicatelo, fate sapere che in questo momento avete bisogno di allontanarvi dalla conversazione per un tempo predefinito (un’ora o più, ma mai più di 24 ore) e che tornerete per parlarne con calma quando vi sentirete tranquilli. In questo modo non si agisce sull’impulso del momento e non si entra in una scomoda impasse.
Fate sapere all’altro che gli volete bene e che ci tenete, che volete comunicare e conversare senza litigare. Non vogliamo lasciare la persona che amiamo con il mal di stomaco, quindi anche nel conflitto, cerchiamo di ricordarci che non stiamo parlando con un nemico e che non serve metterci sulla difensiva. Per citare un’altra canzone – questa volta di Luca Dirisio – ci vuole calma… e sangue freddo! Ad ogni modo, questo non riguarda solo le discussioni: dobbiamo comunicare spesso e volentieri i nostri sentimenti positivi, come l’affetto e l’ammirazione.
Infine, stabilite anche una tempistica, un ritmo per la comunicazione, basato sulle vostre esigenze: non si può parlare tutto il giorno, ma se avete bisogno di più (o meno) contatto, ditevelo. Non c’è una formula perfetta, ognuno è diverso.
Vivete una bella vita
Non siete più nello stesso posto: all’inizio, prenderne consapevolezza è doloroso. Quei luoghi che vi hanno visto così felici ora sono dei campi minati di ricordi. I primi tempi, non riuscivo ad andare al ristorante Thai dove mangiavamo insieme. Il mio lui mi mancava troppo e l’antipasto di spiedini al tofu – per quanto estremamente delizioso – non aveva senso se non ce lo litigavamo. Poi ce l’ho fatta. Mi sono tirata su e ho continuato con la mia bella vita, rendendola ancora più bella, facendo tante attività, tante cose che mi appassionavano. Le nostre chiamate sono diventate ancora più speciali, perché quando sei felice hai una luce diversa che illumina gli altri e perché quando vivi con curiosità, hai molte cose fantastiche da raccontare. Cercate di tenervi occupati con belle persone e bei passatempi e spingete l’altro a fare lo stesso: non chiudetevi in casa o nel dolore. A volte è normale sentirsi tristi e la mancanza può sembrare insopportabile: sentitela pure, lasciatela entrare, ma dopo – quando è il momento – tiratevi su e andate avanti.
Date chiare.. relazione lunga!
Vivere serenamente la mancanza è molto più semplice quando avete già in programma la prossima visita. Se non avete idea di quando sarà, allora diventa più difficile scendere a patti con la situazione. Se possibile, ogni volta che vi vedete, programmate e/o prenotate il biglietto per la volta successiva. Lo stesso discorso, in una scala più macro e generica, si applica per la relazione: c’è una data di fine per questa distanza o non esiste un piano, sia esso più o meno abbozzato, per una vita insieme da qualche parte? C’è differenza tra sapere che dovrete aspettare due, tre o quattro anni e non sapere se mai verrà colmata, questa distanza che vi divide.
Continuate ad avere degli appuntamenti
Io, che a volte so essere una gran detrattrice di internet e della tecnologia, devo dire loro il mio più grande grazie: con le video chiamate posso vedere mio marito, mentre alcuni siti web ci permettono di guardare lo stesso film nello stesso momento e commentarlo con una chat simultanea. A volte ci telefoniamo mentre ognuno fa la sua rispettiva attività e mettiamo il silenzioso: ci dà l’idea di essere in presenza l’uno dell’altro. Ci sono volte in cui interagiamo di più e volte in cui semplicemente mangiamo e lavoriamo in video chiamata. Non è sempre necessario fare qualcosa di speciale e raccontarsi vita, morte e miracoli: è bello anche solo stare in presenza dell’altro. La parola d’ordine è organizzare momenti di condivisione, a volte attivi, a volte passivi.
Nessuno ci appartiene
Ricordiamoci che siamo tutti persone libere. Non siate negativi quando vedete che l’altra persona ha una vita, degli orari e un mondo suo. Non prendetevela per tutto. A volte uno non ha voglia di parlare e ha esigenze diverse dalle vostre. Cercate di capire le necessità dell’altro senza prenderle come un attacco, un rifiuto o un affronto. Quando il partner si trasferisce lontano, spingetelo a socializzare, uscire e divertirsi. Il vostro compagno non vive in funzione di voi, è una persona libera che deve fare ciò che lo fa stare bene. Parlatevi chiaro, definite i vostri bisogni, ma non pretendete che il mondo giri intorno a voi. Queste storie non sono fatte per chi ha bisogno di qualcuno accanto ogni istante, ma per chi sa che, anche quando non si può parlare o stare insieme fisicamente, l’altro è sempre lì a fare il tifo per noi e per la nostra felicità.
È un gioco particolare, quello della relazione a distanza: per vincere la partita servono equilibrio, rispetto e affetto incondizionato. La mia storia personale mi ha insegnato che non serve essere nella stessa stanza per essere felici e che l’amore, quello vero, vince su tutto.

Laura Vitali
Scrittrice
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