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Happiness Workout: l’allenamento che fa bene a ognuno di noi

Felicità: gli abilitatori e gli ostacoli da superare

Image by ivana cajina on Unsplash.com


Nella vita ci alleniamo a tante cose: a scrivere, a leggere, a giocare al nostro sport preferito, a parlare in maniera fluente un’altra lingua.

C’è un allenamento che forse non tutti conoscono e che merita di essere condiviso: l’allenamento alla felicità!


Ci si può davvero allenare ad essere felici?

Da quando ho iniziato il percorso di certificazione come Chief Happiness Officer e ho avuto modo di approfondire la scienza della felicità mi si è aperto un mondo.

Tra le scienze ne esiste una, la Scienza della Felicità, che combinando saperi antichi e moderni (biologia, psicologia, neuroscienze, chimica…), ha la missione di comprendere i fattori che concorrono al nostro benessere e creare modelli da poter seguire.


In concreto, come possiamo allenarci alla felicità?

C’è chi è naturalmente felice e chi lo è meno, per questo siamo portati a pensare che l’ottimismo sia una dote innata. In realtà gli studi hanno dimostrato che la felicità non dipende solo dai geni, ma anche dai nostri comportamenti.

Mettendo consapevolmente in atto i giusti comportamenti possiamo imparare a stare meglio.

Si tratta di prendere il controllo delle nostre risorse interiori, allenarci rendendo abitudini quei comportamenti che sono funzionali al nostro benessere, superando i naturali ostacoli alla felicità e cavalcando gli abilitatori della felicità.

“Happiness takes work ” serve allenarsi per rendere abitudinari quei comportamenti che sono funzionali al nostro benessere e limitare quelli che invece ci portano ad una vita meno soddisfacente


Gli ostacoli da superare

Prima di tutto “sgombriamo il campo” da quei comportamenti che ci ostacolano nel percorso verso la soddisfazione:

  • Negativity Bias: come eredità biologica dai nostri antenati, abbiamo una naturale tendenza a sovrastimare il pericolo e vedere il negativo in ciò che ci accade. Se pensiamo a come è andata la giornata, ci vengono naturalmente in mente gli ostacoli che abbiamo affrontato piuttosto che le cose belle. Serve uno sforzo conscio per contrastare questa tendenza e diventare abili a porre l’attenzione sul buono che c’è nelle nostre vite. Può aiutare la pratica di tenere un diario scrivendo a fine giornata con le 3 positività della giornata trascorsa, oppure semplicemente ripercorrere mentalmente la giornata in cerca del “positivo”;
  • Adattamento edonico: ci adattiamo rapidamente alle cose belle che abbiamo. Ecco perché raggiungere un obiettivo non ci porta ad uno stato di benessere sostenibile nel tempo: dopo aver raggiunto un traguardo ne siamo felici sul momento, ma poi rapidamente lo “diamo per scontato ” e andiamo in cerca del traguardo successivo. Per contrastare questo fenomeno possono essere d’aiuto alcune pratiche quali:
    • Celebrare il risultato raggiunto;
    • Tenere “a portata di vista ” una traccia dei risultati raggiunti (con foto, video, attestati appesi alla parete);
    • Prendersi il tempo, ogni 3-6 mesi, per riflettere guardarsi indietro e dirsi “ben fatto ” pensando alla strada percorsa.

Happiness: i comportamenti abilitanti

E adesso cominciamo a rendere abitudine quei comportamenti che sono promotori della nostra felicità:

Prendersi cura del nostro benessere nel presente: Scegliere ogni giorno abitudini che stimolano la produzione nel nostro corpo di “chimica positiva ” (dopamina, endorfine, serotonina…) e ci fanno stare bene, come ad esempio:

Praticare la gratitudine, ovvero iniziare la giornata pensando a “le 3 cose di cui essere grato” ne aumenta la consapevolezza e aiuta a superare l’adattamento edonico.

Coltivare buone relazioni, siamo “animali sociali “, molti studi hanno dimostrato la forte correlazione tra benessere e qualità delle relazioni che viviamo.

Fare qualcosa per gli altri, molti studi hanno dimostrato che la felicità nata dal “fare per gli altri ” è maggiore di quella data dal fare per noi stessi.

Aumentare la Consapevolezza di sé: prendersi il tempo per guardarsi avere chiaro “il nostro perché” e sapere ciò che ci fa stare bene:

  • Fare esercizio fisico
  • Meditare

Molti studi hanno dimostrato che queste pratiche hanno impatto positivo sul nostro livello di felicità.

Prendersi cura della nostra felicità dipende da noi.

Come iniziare?

  • Scegli l’abitudine che si adatta di più a te e alla tua cultura;
  • Pratica per lungo tempo per renderla abitudine;
  • Aiutati a portare a termine il tuo progetto di felicità attraverso il supporto sociale: fare il percorso con un buddy può essere di grande aiuto.

Il momento giusto per iniziare è adesso, per imparare a godersi il percorso verso una meta che riteniamo importante.

Non è il raggiungimento della vetta, né il percorso senza meta, è l’esperienza di scalare la montagna fino alla vetta. – Tal Ben-Shahar


Simona Bargiacchi Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Simona Bargiacchi
Internal Communication & University Relations Manager
Bio | Articoli | Video Intervista AIPP Marzo 2024
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