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La Meraviglia oltre la Guerra

Emozioni che favoriscono la pace


Sia fatta la luce: una nuova alba, un nuovo giorno, una nuova vita

In genere usiamo espressioni come “far luce” quando cerchiamo chiarezza e spiegazioni su qualcosa di oscuro.

Il 24 dicembre 1968 i significati figurativo e letterale, in qualche modo, si mescolarono.

Quel giorno, gli astronauti Frank Borman, Jim Lovell e William Anders (i.e., l’equipaggio della missione Apollo 8) erano in orbita attorno alla Luna.

Era il primo equipaggio a farlo, perciò si trattava di un evento memorabile per la storia dell’umanità.

Quel giorno fu straordinario anche per un altro evento, non pianificato.

Mentre i tre astronauti stavano svolgendo uno dei loro compiti (i.e., scattare foto), hanno visto qualcosa di straordinario: l’alba di un nuovo giorno.

Nulla di straordinario, si dirà. In fondo, possiamo vedere l’alba ogni giorno con i piedi per terra, senza bisogno di missioni spaziali. Ma c’è di più.

Guardare i raggi del sole illuminare la Terra dallo Spazio sembra avere qualcosa di straordinario.

Era già successo al cosmonauta Jurij Gagarin nel 1961 e succederà ancora, come riporta il nostro astronauta Luca Parmitano nel 2020.

La Terra, sola, circondata dall’oscurità, la luce del sole che irradia parte del pianeta, le formazioni nuvolose e l’azzurro degli oceani è uno spettacolo fantastico, insomma.

Chissà che ad alcuni di questi astronauti – di fronte a tale bellezza – non siano venute in mente le parole di uno dei capolavori di Nina Simone, che cantava “Feeling Good” (“È una nuova alba, è un nuovo giorno, è una nuova vita per me“) solo pochi anni prima, nel 1965.


La splendida bellezza della Terra: l’effetto panoramica

Anche se non era nei loro piani, Borman, Lovell e Anders iniziarono a scattare foto per catturare quella vista elettrizzante e stimolante.

Una di queste foto, Earthrise, è diventata una delle immagini più influenti del ventesimo secolo.

Gli studiosi si appassionarono a questa storia.

In fondo, ciò che i cosmonauti provano è spesso così travolgente da cambiare permanentemente la loro visione della vita e dell’universo, portandoli a considerare l’umanità e la Terra nel suo insieme. Perché?

La prima cosa che fecero gli scienziati fu dare un nome a questo fenomeno: l’effetto panoramica.

In pratica, si tratta di una reazione profonda, di un’esplosione di consapevolezza, un senso travolgente di unità e connessione, un’epifania che deriva dal vedere la Terra dall’esterno della sua atmosfera, appunto.

In fondo, dallo spazio non si vedono i confini delle nazioni. Diventa quindi inutile dividere le persone per genere, etnia, religione o ideologia politica.

Ecco, Un alieno che guarderebbe la Terra dall’esterno vedrebbe tutte le forme di vita come un’unica grande comunità: i terrestri.


La Guerra di Ieri, La Guerra di Domani

Per capire cosa hanno provato gli astronauti degli anni 60’, dobbiamo metterci nei loro panni.

Vivevano in un periodo turbolento, ricco di cambiamenti politici, economici, tecnologici. La seconda guerra mondiale aveva distrutto l’Europa, uno dei centri di potere più importanti.

Perciò, erano rimasti due poli, in opposizione tra loro: gli USA e l’URSS, il capitalismo e il comunismo.

Le ostilità tra le due parti aumentarono e furono evidenti soprattutto nel ventennio successivo.

Il confronto avvenne a diversi livelli, compreso quello tecnologico (e.g., i progetti spaziali).

Inoltre, erano gli anni in cui la comunità scientifica stava diventando sempre più consapevole del fatto che le attività umane stavano riscaldando la temperatura terrestre, provocando fenomeni preoccupanti come inondazioni, siccità, desertificazione, scioglimento dei ghiacciai.

Nel suo famoso articolo, Keeling (1960) identificò elevati livelli elevati di anidride carbonica atmosferica, ad esempio.

Nonostante avesse già indicato le attività agricole e industriali tra le possibili cause, ci vorranno anni prima che l’umanità si renda conto che della serietà del problema.

A ben guardare, ci sono diverse somiglianze tra allora e il periodo drammatico che stiamo vivendo ora, all’inizio del 2022.


La meraviglia di fronte a un puntino

Per i nostri astronauti guardare il nostro pianeta “dall’alto” evoca emozioni così potenti da cambiare i loro schemi mentali.

Queste emozioni vengono descritte con il termine inglese awe che è più difficile da tradurre di quanto si pensi. Possiamo tradurlo come meraviglia, stupore e persino soggezione.

Per gli studiosi, l’awe consiste nell’intensa emozione che deriva da percepire qualcosa di vasto – anche in senso figurativo – e la conseguente necessità di accogliere l’esperienza.

Alcuni scienziati ritengono che sia più utile parlare di esperienze auto-trascendenti o del sublime.

Ad ogni modo, in termini pratici, resta un problema: non è semplice replicare quelle situazioni e fare in modo che le persone provino meraviglia.

Quello che sembra evidente è che le emozioni che proviamo in queste situazioni producono esperienze edificanti. Ad esempio, le persone provano meraviglia in spazi ampi e luoghi maestosi come foreste, montagne, nell’osservazione di panorami fantastici (e.g., la giungla).

Possiamo però provare meraviglia anche osservando gli animali (e.g., quelli più colorati o con comportamenti particolari), l’arte (e.g., poesia e musica) e le opere di ingegneria (e.g., grattacieli e monumenti).

Inoltre, alcune persone modificano il loro modo di vedere il mondo attraverso la scienza (e.g., quando trovano un contatto tra teoria e pratica), la religione, la spiritualità.


Meraviglia, Guerra e Pace

Diversi scienziati ritengono che in questi casi proviamo estrema felicità, sentimenti di leggerezza e libertà e totale armonia con l’ambiente, il mondo, l’universo.

Così, queste esperienze sono le più preziose della nostra vita perché trasformano il modo in cui vediamo ogni cosa. A lungo andare, cambiano i nostri atteggiamenti, le nostre prospettive, la nostra identità.

Questo è ciò che fa l’effetto panoramica: riorienta ciò in cui crediamo, ci costringe a rivalutare i nostri ricordi alla luce di una nuova consapevolezza che deriva dall’osservazione diretta di qualcosa che avevamo solo immaginato.

La meraviglia può cambiare il modo in cui percepiamo noi stessi e il passare del tempo, ad esempio.

Può anche motivarci ad essere persone più oneste. Ci sono differenze individuali, ovviamente.

Alcune persone si impegnano in attività religiose, altre si concentrano sul raggiungimento di obiettivi sociali e ambientali, molte di loro cambiano il loro atteggiamento verso le altre culture, ad esempio.

I dati scientifici suggeriscono che vivere queste esperienze ci aiuta ad avere una prospettiva più ampia, a considerarci all’interno di un contesto sociale più vasto e preoccuparci di più della collettività.

C’è, insomma, uno spostamento dall’egoismo a comportamento prosociale.

È così che molte persone danno meno peso alle preoccupazioni quotidiane (e.g., sono meno ansiose), si danno da fare in attività di volontariato e riescono a sentirsi più felici.


Lasciati Meravigliare e Migliora il Mondo

Qualche anno fa, il primo giorno di scuola delle superiori, sentii una madre dire al figlio “lasciati sorprendere”.

Ecco, gli studi scientifici sull’awe colgono perfettamente la saggezza di quella madre.

Da bambini, infatti, siamo disposti a lasciarci meravigliare da ciò che non conosciamo, a imparare. Però, con il passare degli anni tendiamo a cristallizzare le nostre conoscenze ed a chiuderci nella nostra visione del mondo.

Ciò non vale per tutti, certo. Alcune persone sono più disposte di altre a stupirsi e qualcuno (me compreso) ama studiare e imparare.

Ma resta il fatto che tendiamo a restare nella nostra comfort zone ed evitare di lasciarci sorprendere dalla vita.

È un peccato perché queste esperienze ci permettono di ampliare il nostro punto di vista, dare un senso diverso alla vita e trovare coraggio ed energie per essere utili, lasciare traccia e non sprecare la nostra esistenza.


Bibliografia

Chirico A. e Gaggioli, A. (2021). La profonda meraviglia. La psicologia dei momenti di eternità. Cinisello Balsamo (MI), Italia: Edizioni San Paolo S.r.l.
Li, J. J., Dou, K., Wang, Y. J., & Nie, Y. G. (2019). Why awe promotes prosocial behaviors? The mediating effects of future time perspective and self-transcendence meaning of life. Frontiers in Psychology, 10, 1140. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2019.01140
Yaden, D. B., Iwry, J., Slack, K. J., Eichstaedt, J. C., Zhao, Y., Vaillant, G. E., & Newberg, A. B. (2016). The overview effect: awe and self-transcendent experience in space flight. Psychology of Consciousness: Theory, Research, and Practice, 3(1), 1. https://psycnet.apa.org/doi/10.1037/cns0000086
Zhao, H., Zhang, H., Xu, Y., Lu, J., & He, W. (2018). Relation between awe and environmentalism: The role of social dominance orientation. Frontiers in Psychology, 9, 2367. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2018.02367


Maurizio Oggiano Autore presso La Mente Pensante Magazine
Maurizio Oggiano
Trainer | Researcher | Project Manager
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