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Breadcrumbing e social media: briciole di attenzione a ritmo di like

Relazioni disfunzionali al tempo di internet e strategie per difendersi


I social hanno cambiato profondamente il modo di relazionarci agli altri, moltiplicando in maniera esponenziale la quantità delle nostre relazioni ma, al tempo stesso, mettendone a rischio la genuinità e la possibilità che queste contribuiscano positivamente alla nostra crescita personale.

Come si colloca il breadcrumbing in un contesto del genere?

Anzi, facciamo un passo indietro. Diciamo intanto cos’è il breadcrumbing.

Questa parola letteralmente significa “briciole di pane” e ricorda un po’ i piccioni in una piazza che aspettano che il visitatore di turno dia loro qualcosa da mangiare.

Lo stesso, una volta elargite le sue molliche, andrà via, non avendo nessuna intenzione di instaurare una relazione con un piccione.

Il piccione, dal canto suo, tutte le volte che vedrà arrivare la persona con le briciole, non potrà fare a meno di avvicinarsi, perché è sicuro che riceverà qualcosa.

Quando il visitatore verrà a mani vuote, il povero animale sopporterà stoicamente, consapevole che la volta successiva andrà meglio.

Pensate cosa può succedere quando questa dinamica viene attuata nell’ambito di una relazione tra due persone: il breadcrumber mette in atto delle azioni apparentemente banali – una telefonata, sporadici inviti a vedersi – con qualcuno con il quale poco prima ha deciso di chiudere una relazione.

All’inizio si rimane perplessi. Poi ci si accorge che questo rapporto rimane in una sorta di limbo. Non va né avanti né indietro. Eppure non viene chiuso.

Il reale obiettivo del breadcrumber è legare a sé l’altro, senza però prendersi la responsabilità di esserci davvero.

Il suo oggetto d’interesse, infatti, non riveste importanza per quello che è, ma solo perché rappresenta lo strumento grazie al quale rimpolpare il proprio ego.

Si tratta quindi di una pratica manipolatoria mirata ad alimentare le illusioni di un’altra persona, la quale, a causa dell’ambiguità di certi segnali, non riesce mai a distaccarsi del tutto.


Relazioni disfunzionali e social network

Il breadcrumbing è un fenomeno che esiste da sempre: molte relazioni si basano su dinamiche disfunzionali in cui c’è, da una parte, un soggetto che, resosi conto del suo ascendente su qualcuno, dà a questo quel poco che serve per tenerlo legato e, dall’altra, una persona che, per le più svariate ragioni, è affamata di attenzioni, e a causa di questo si illude che quei minimi segnali possano evolvere in qualcosa di più.

Se prima dell’avvento dei social il breadcrumber doveva sforzarsi un minimo per agganciare la sua vittima, invitandola ogni tanto a vedersi o con rare telefonate, adesso, con i social network, le cose sono diventate per lui molto più facili.

Nell’ambito di una rapporto ufficialmente chiuso o di una conoscenza che sembrava potesse evolvere in qualcosa di più profondo ma così non è stato, mettere un like ogni tanto, visualizzare le storie di Instagram o WhatsApp, inviare abbracci virtuali, rimanda un po’ al concetto del “minima spesa, massima resa”: da una parte c’è un breadcrumber che fa un uso ben studiato – o, nel migliore dei casi, molto superficiale – del pollice opponibile e, dall’altra, una persona che, trovandosi in una condizione di vulnerabilità, non capisce quali siano le sue reali intenzioni e che, nell’attesa che questo si decida a fare qualcosa di più concreto, non riesce davvero a voltare pagina.

Per ritrovare la serenità, dire addio a persone di questo tipo è di fatto una scelta obbligata.

Essere vittima di un comportamento del genere, soprattutto se reiterato nel tempo, può portare infatti a un profondo senso di disagio e di insicurezza.

Chi subisce questo trattamento non riesce a comprendere l’incertezza di certi segnali, e l’altalena delle sensazioni che una comunicazione così ambigua fa provare può portare a percepirsi come meritevoli esclusivamente di un affetto dato col contagocce.


Riconoscere il breadcrumber  virtuale e liberarsene definitivamente

È importante comprendere che il breadcrumber è una persona molto insicura che, per sentire di valere, ha un estremo bisogno dell’ammirazione dell’altro, anche se questo vuol dire illuderlo.

L’elargitore di briciole non ha alcuna intenzione di andare oltre il like o altri ambigui segnali, ma allo stesso tempo non riesce a chiudere del tutto perché l’altra persona rappresenta in qualche modo la fonte per il suo rifornimento narcisistico.

Capiamo bene cosa possa significare questo per chi è vittima di un comportamento del genere.

Sappiate che il problema non siete voi: chi è o è stato vittima di breadcrumbing non deve prenderla sul personale, perché queste persone non vedono davvero l’altro.

A loro importa solo ricevere attenzioni, e il malcapitato di turno rappresenta esclusivamente uno strumento per raggiungere tale scopo.

Una volta ottenuto quello che vogliono, l’oggetto di interesse perderà importanza.

Sicuramente i social hanno facilitato un certo di tipo di comportamento disfunzionale, ma è anche vero che la vittima di breadcrumbing può utilizzare lo stesso mezzo a proprio vantaggio.

Con un semplice clic è molto facile chiudere i ponti.

Da lì si comprenderà il vero valore della relazione: se a quel gesto seguirà assenza, si avrà la chiara percezione della pochezza che caratterizzava il rapporto e si volterà veramente pagina.

Ricordiamoci però che l’altro dice sempre qualcosa di noi: cerchiamo quindi di capire perché abbiamo attirato questo tipo di individuo e che valore diamo a noi stessi per aver pensato anche solo per un attimo di poter accettare un comportamento simile.

Ogni persona, ogni evento della nostra vita arriva da noi per insegnarci qualcosa: se non impariamo la lezione, incontreremo in futuro un maestro ancora più incisivo, che ci metterà di nuovo alla prova per farci comprendere, spesso dolorosamente, il valore che abbiamo il dovere di darci.


Bibliografia e Sitografia

Per l’elaborazione di questo articolo mi sono avvalsa delle seguenti fonti:
Briciole di pane” per creare speranza: la relazione breadcrumbing
Breadcrumbing: il nuovo approccio relazionale
Cos’è il breadcrumbing, l’evoluzione del ghosting che non fa bene all’autostima
Briciole di attenzione: ecco come il breadcrumbing ci fa soffrire nelle relazioni online


Giulia Adamo Autrice presso La Mente Pensante
Giulia Adamo
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