
Se vuoi essere originale devi tornare alle origini
Il valore dell’unicità e l’importanza delle nostre radici
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“L’originalità consiste nel tornare alle origini”. Antoni Gaudì ha scolpito nella pietra miliare della memoria questa suggestiva frase come se fosse una delle sue opere, destinandole la stessa immortalità.
Il celebre artista catalano ha così dimostrato di saper costruire cattedrali anche con l’uso del materiale più complesso, ovvero quello delle parole.
Prima di relegarle come cornice aforistica di un qualunque contenuto da social network, credo sia doveroso interrogarsi sull’illuminante significato che il visionario Guadì gli abbia attribuito e sul perché il loro eco risuoni così forte ancora oggi.
Al di là delle interpretazioni che ciascuno di noi sente di volergli assegnare secondo il proprio vissuto, un primo riferimento è di matrice squisitamente artistica, in particolare all’Art Nouveau, ovvero quel movimento che nella Spagna catalana raggiunse le sue forme più esasperate con il Modernismo e di cui l’iconica cattedrale barcellonese, la Sagrada Familia, ne è fulgida rappresentazione.
Le origini di cui Gaudì parla sono legate alla rivoluzione che la società della sua epoca stava attraversando, reduce da un massiccio sviluppo economico e bisognosa, dunque, di scrollarsi di dosso il grigiore del progresso industriale ritornando ad un’ideale di semplice bellezza.
Un ritorno alle origini, alla natura da cui tutto si genera e crea, doveva essere il rimedio per recuperare ciò che in termini di autenticità si era smarrito.
Tutto quel mosto di ideali ribolliva nelle viscere della società sotto forma di movimenti artistici ed ecco allora che l’architettura vestirà le città di morbide linee sinuose, motivi floreali; la primavera, come metafora dell’origine della vita, diverrà la dimensione temporale in cui la società si lascerà trasportare, scivolando nel lento scorrere delle cose.
Gaudì non rimane certo insensibile a tutto quel fermento ed ergerà nel cuore di Barcellona una cattedrale che diverrà simbolo di un’intera nazione; un’opera tuttavia incompiuta non per negligenza, ma per stessa volontà dell’autore che intendeva in tal modo celebrare il continuo divenire, la perpetua trasformazione della materia, nonchè la costante tensione spirituale dell’uomo verso Dio.
La centralità del tema delle origini si trova anche in molte altre sue opere come La Pedrera, un singolare edificio dalle mura ondeggianti ed interni che ricordano il ventre di una balena: ecco che qui le linee si spezzano, divengono archi, circonferenze, cavità pronte a generare ed accogliere la vita.
Un costante inno alla natura, madre di tutte le madri, cui il maestro Gaudì ha dedicato tutta la sua vita artistica e non solo, lasciandoci una testimonianza del suo immenso valore anche come uomo.
Siamo da dove veniamo
L’insegnamento racchiuso nel suo più noto aforisma celebra il mito dell’originalità come unicità, ovvero la capacità di non essere replicabili e non assomigliare a nessuno, se non a sé stessi.
Veniamo al mondo come individui unici, eterogenei composti cellulari costituiti da patrimoni genetici talmente differenziati da non esisterne uguali in natura. E’ la stessa scintilla della vita che imprime nel nostro dna il carattere della singolarità e dell’unicità.
Eppure, lungo il tortuoso cammino dell’esistenza, il valore dell’autenticità rischia di dissiparsi nella nebbia dell’inevitabile confronto con gli altri fino a sfumare nell’appiattimento degli stereotipi socio-culturali cui tutti siamo sottoposti.
Per non smarrirci e confonderci tra la moltitudine dei simili, Gaudì esorta a ricercare l’originalità proprio nelle origini, laddove tutto ha avuto inizio, in quel primordiale vagito che ha dato impulso alla vita: è lì che è racchiusa la sua essenza, la verità che tanto affannosamente cerchiamo.
Comprendere l’origine delle cose ci aiuta a capirne anche l’evoluzione ed il loro continuo divenire poiché anche noi, proprio come la cattedrale di Gaudì, siamo opere incompiute.
Per capire chi siamo dobbiamo prima scoprire da dove veniamo. Un prezioso mantra senza il quale il senso delle nostre esistenze sarebbe compiuto solo a metà.
Ciò che a livello generale si traduce nella ricerca e legame con la natura, sul piano individuale tocca invece le nostre radici, i legami con la famiglia, la terra che ci ha messi al mondo con la sua storia millenaria, i suoi miti, le leggende, le tradizioni.
Origini e radici, una simbiosi senza tempo come rimedio ai mali del nostro presente
Ritornare alle origini, dove per origine si intende sia la connessione spirituale e materiale con la natura che il contatto viscerale con le nostre radici, ci consente di creare una dimensione temporale unica, in cui passato e presente si amalgamano, e, soprattutto, di recuperare la nostra identità, ovvero quell’originalità di cui l’artista catalano si è fatto portavoce.
In questo medioevo moderno che è la nostra epoca, con lo sguardo sempre così proteso in avanti, in un insensato e costante moto di accelerazione, dovremmo comprendere il valore del tempo non solo come somma di ore, minuti e secondi, ma come insieme di frammenti della nostra vita; imparare che non può esistere futuro, né presente, senza quel passato che è la nostra storia, che occorre riavvolgere quel filo di Arianna che troppe volte abbiamo spezzato per paura di scoprire qual è il suo inizio, la sua origine.

Dott.ssa Giulia Menei
Web writer e mediatrice penale minorile
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