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Nessuno nasce genitore

Istruzioni provocative in 7 punti, per genitori intelligenti

Image by natalya zaritskaya on Unsplash.com


È più facile assecondare che mettere limiti.

Ogni genitore pensa e cerca di fare il meglio per i propri figli e si orienta all’educazione ricevuta dai propri genitori. Questi forniscono parametri di confronto sia nel bene che nel male. Quindi l’intenzione diventa prima istintivamente e poi razionalmente o di fare qualcosa di meglio o di diverso, o di riproporre gli stessi modelli educativi, magari attualizzati. Bisogna considerare tuttavia che il passaggio da una generazione all’altra è sempre più veloce e la società e la cultura, rispondendo alle nuove necessità e ai nuovi diktat dell’economia globale, sono profondamente cambiate. L’educazione alla crescita dovrà trovare la sua via.

Il dilagare del fenomeno social, come spazio virtuale di relazioni e contatti, ha caratterizzato le modalità, la qualità, i contenuti e il linguaggio con cui contatti e relazioni si stringono, si schierano, si percepiscono e recepiscono. Gli adulti non sono graditi nei social dei giovani. Sono molto spesso criticati e sminuiti. Niente di nuovo, tranne che oggi il divario è più netto, la diffamazione più facile e veloce e l’empatia ridotta e giocata sul livello dei trend.

Inoltre i genitori sono disorientati di fronte a un mondo molto cambiato. Spesso non sanno come aiutare i propri figli durante le fasi della crescita in cui la necessità di saldi punti di riferimento è fondamentale. Ovviamente ci sono anche molti gli aspetti e i bilanci positivi. Tuttavia questo articolo vuol spronare a riflessioni specifiche su quello che si può migliorare.

Le soluzioni che riporto qui, sono contenuti tratti della mia vita professionale, comprensiva di attività e studi relativi alla mia attività di Coach Young, come lo studio di ricerca dall’Associazione NLC di cui sono membro sostenitore, Master Coach e Trainer, svolto durante un intero anno fra gli scolari delle superiori. Grazie alla mia attività di Coaching solidale e alla partecipazione in veste di relatrice ad eventi e meeting multidisciplinari dedicati alle questioni giovanili e alle relazioni familiari con la Fondazione Artemisia Onlus, progetto Coesione, ho potuto conoscere e affrontare numerose tematiche dell’età della crescita.

I giovani hanno bisogno di punti di riferimento equilibrati, anche e soprattutto negli anni in cui si manifestano significativi cambiamenti cerebrali, cioè durante la pubertà. Hanno bisogno di comunicazione stimolante e positiva, di valori, di fiducia, di sfide da affrontare per stabilizzare la propria autostima. E soprattutto hanno bisogno di limiti, di direzione, di impegnarsi ed applicarsi e anche di sperimentare coerenza educativa da parte degli adulti.

Avrete capito da questa breve introduzione generale quante siano e di quale importanza le questioni coinvolte. Preferisco quindi una narrazione un po’ provocativa confidando che il senso di questa venga colto e accolto da orecchie, occhi e cuori attenti. 


Genitore: come fare di tuo figlio un perdente convinto di essere un vincente

  1. Il problema. Tuo figlio è svogliato. Procrastina e non raggiunge gli obiettivi, comportamentali, scolastici, ecc. Tuo figlio è stato bocciato. Oppure ha finito gli studi e sta parcheggiato in casa, senza dare alcun accenno di voler intraprendere un’attività o uno studio.

La soluzione. Non spronarlo, corrompilo. Regalagli una macchina o una moto quando lo bocciano. Finanziagli una vacanza quando vaga per casa in pigiama o dorme fino alle 2 del pomeriggio, e ti lascia i piatti della colazione sul tavolo. Non mettergli limiti, non dargli scadenze. Se non gli va di impegnarsi, non forzarlo. Sta sereno che così si abituerà a uno stile di vita sopra le righe e continuerà a chiedere il tuo aiuto anche quando e soprattutto “se”, andrà a vivere da solo.

  1. Il Problema. Tuo figlio è ambizioso e vuole avere buoni risultati. È arrabbiato con i coetanei che ce la fanno e dice che lui è meglio di loro. È solo più sfortunato. Se la prende con l’insegnante o con il datore di lavoro che non hanno capito il suo genio incompreso e sicuramente lo penalizzano. Ti racconta che i suoi amici di successo hanno i genitori che fanno per loro “questo e quello” mentre lui ha voi, che siete incapaci di aiutarlo.

La soluzione. Non insegnargli ad allenare il pensiero critico e l’intelligenza. Insegnagli a essere furbo. Non mostrargli come esempi le persone oneste e impegnate. Mostragli come esempio le persone che hanno successo con le scorciatoie. Non spiegargli la differenza fra furbizia e intelligenza. Non lo riprendere con serietà quando ti porta un bel voto e ti dice che ha copiato da un compagno. Mostragli invece compiacenza. Non fargli restituire immediatamente gli oggetti che ha sottratto ai suoi compagni, restituiscili tu e non spingerlo a chiedere scusa. Non restare serio quando beffeggia l’insegnante, ridi con lui. Non lo sgridare quando evita di difendere qualcuno che chiede aiuto o di prendere una posizione giusta che lo rende però impopolare. Meglio che impari a sfuggire alle sfide. Non gl’insegnare la chiarezza, non rispondere in modo chiaro e diretto alle sue domande. La vaghezza è un vantaggio per l’opportunista che cambia idea secondo la convenienza, così da tenersi tutte le strade aperte.

  • Mentre tornavo a casa, ho incrociato un papà e suo figlio in conversazione. Ho sentito il figlio chiedere consiglio in merito a un lavoro e il padre rispondergli che la bravura non conta quanto la furbizia, portando come esempio un personaggio pubblico. Ho pensato che quello fosse di sicuro un insegnamento di grande valore di cui quel ragazzo si sarebbe ricordato per sempre.-
  1. Il Problema. Fa capricci inarrestabili, ricatta e diventa aggressivo, fisicamente e verbalmente. Lo fa a scuola, lo fa a casa e con gli amici. Già da piccolo urlava come un ossesso a ogni divieto e tu sorridevi e dicevi: “questo bambino ha carattere, si farà strada nella vita!” Poi è cresciuto e tutta la tua giornata è stata pilotata dai suoi capricci. Tu hai ceduto, un po’ compiacente un po’ rassegnato un po’ svogliato a educarlo a sperimentare, almeno ogni tanto, l’ordine e la disciplina. Due parole che hai guardato con sospetto perché hai paura di venir accusato di essere un genitore autoritario. Hai ragione. Mettere in ordine i propri giocattoli, spostare il proprio piatto dal tavolo, evitare di urlare o di ascoltare musica ad altissimo volume se i genitori sono stanchi sono segnali di una terribile educazione repressiva.

La soluzione. Non difenderti con pacata  fermezza quando ti urla in faccia e ti scalcia o graffia. Non mostrati irritato e determinato a farlo smettere quando sbatte per terra oggetti di casa. Anche quando lo fa con altre persone  giustificalo, non insegnargli a scusarsi e non tornare più sull’argomento con lui. Non ti sforzare a educarlo al rispetto delle persone e delle cose, meglio così, da grande sarà un duro. Non insegnargli a convogliare la rabbia in frustrazione e poi trasformarla in un’azione costruttiva. Non insegnargli la grazia e la gentilezza, la prepotenza è una garanzia per stare al centro e tenere la postazione. Non insegnargli la flessibilità e la resilienza. Non insegnargli che nella vita conta una capacità di gestirsi a lungo termine. Insegnagli a essere inflessibile, stravagante senza relazione con il contesto e con la sua età. Una star della televisione trash in miniatura, maleducata, istrionica e egocentrica. Questi modi si sa che hanno un valore elevato a livello di share televisivi e follower nei social media. Tuo figlio avrà un futuro.

  1. Il Problema. Non riesci a comunicare con tuo figlio. Non risponde alle tue domande o lo fa in modo vago. Se tenti di parlarci ti evita, esce o sta al telefono. Si chiude in momenti in cui il dialogo sarebbe fondamentale, non partecipa alle vicende familiari.

La soluzione. Non abituarlo al dialogo prendendoti tempo per fargli domande di sincero interesse sulle sue cose. Quando ti parla guarda il tuo cellulare e non prestargli troppa attenzione. Non ripetergli le cose che ti ha detto per fargli capire che hai capito e quando parla segui i tuoi pensieri. Non fargli domande aperte per stimolare il dialogo. Non approfondire se è sfuggente e non cercare piani di confronto di suo interesse. Quando sai con certezza che sta mentendo fa’ finta di niente. Non affrontare l’argomento, non sforzarti a fargli capire che di te si può fidare. Non insegnarli che sei un genitore attento e comprensivo e che mentirti è peggio che dirti la verità. Non suggellare un confronto chiuso bene con tuo figlio con un abbraccio, che se no sembri debole. Non cercarlo in quei momenti in cui si allontana. Insegnagli a innalzare muri, così dopo, quando sarà cresciuto, passerà molto tempo a sbatterci la testa contro.

  1. Il Problema. Tuo figlio non è interessato a niente in particolare. Non mostra entusiasmo per le cose che gli vengono proposte. Si lascia trascinare nelle attività poco convinto, non trova aspetti attrattivi anche nelle amicizie.

La soluzione. Non prendere in carico pienamente l’importanza del tuo ruolo di genitore, insegnagli a sottrarsi. Delega il tuo ruolo di genitore agli altri, nonni, insegnanti, i suoi compagni di classe. Comportati come un ospite in casa tua e prediligi la comodità piuttosto che l’impegno e la partecipazione in famiglia. Comportati come l’amico di tuo figlio piuttosto che come la persona responsabile della sua crescita. Non leggergli fiabe da piccolo, a cosa gli servono gli archetipi e le metafore, di certo non gli servirà sviluppare il senso del fascino e della scoperta, e quindi curiosità e interesse. Non avvicinarlo alla musica e all’arte. A cosa gli serve lo sviluppo sano del cervello attraverso le emozioni. Raccontagli dei tuoi problemi e di quanto sei stanco e deluso, così si tirerà indietro o se ne farà carico e tu sarai tranquillo.

  1. Il Problema. Tuo figlio è vittima dei trend e del consumo. Usa e getta le numerose cose che gli compri. È molto sensibile agli apprezzamenti sul suo modo di vestire e sulla sua immagine. Si sente sminuito se non ha le ultime hit di abbigliamento o make up e per questo si rifiuta di uscire.

La soluzione. Non insegnagli il valore del senso della misura. Non prenderti tempo prezioso da passare con lui apprezzando altri valori come lo sport, la natura e lo stare insieme. Non fargli complimenti sulle sue qualità. Non dirgli che ha spazio di miglioramento e non spronarlo a migliorare. Assecondalo comprandogli gli ultimi trend, scarpe e borse e abiti costosi. Fa’ in modo che abbia uno stile di vita più lussuoso del tuo che hai il doppio almeno dei suoi anni. Fa’ che abbia tutto ciò che vuole prima di poterlo acquistare con le sue risorse. Non farti disturbare da idee sulla vacuità del consumo, le persone di successo hanno tante cose. Quando poi condivide con te che farà grossi guadagni senza identificare bene come, assecondalo. Certamente oggi i giovanissimi hanno modo di fare attraverso internet attività di veloce guadagno di cui i genitori non sono minimante al corrente. Per fortuna.

  1. Il Problema. Tuo figlio mostra disagio. Il suo comportamento ti inquieta. Noti qualcosa che non va, un insegnante te lo fa notare, forse un amico o un genitore di un amico ti accennano a qualche problema.

La soluzione. Non ascoltare le persone che ti vogliono suggerire di prestare attenzione ad alcuni segnali di disagio. Ci sarebbe da vergognarsi se fosse vero. A tuo figlio non manca nulla. Non parlarci, non affrontare il tema con lui e se lo fai minimizza. Insegnagli a negare il disagio che sente, insegnagli a negare le sue emozioni. Confondilo con delle spiegazioni generiche e senza relazione con la sua situazione personale. Non lo mettere davanti alla responsabilità verso il benessere interiore, nega che sia possibile sentirsi in crisi da giovani. Tutto passa. Non lo portare da un professionista. Non insegnargli a chiedere aiuto. Non fargli sperimentare che nella vita le cose si risolvono, non fargli creare una risorsa preventiva per suo il futuro.

Ti auguro di aver capito il senso di questo breve manuale d’istruzioni provocative in 7 punti, e spero che ti abbia ispirato. Essere genitore non è per niente facile, lo so.

Ho comunque anche una ricetta più semplice: tanto amore, tanta pazienza e rispetto per te stesso anche nel ruolo di genitore.


Letture consigliate:

Un genitore quasi perfetto di Bruno Bettelheim
Connessi e isolati di Manfred Spitzer
Emergenza smartphone – I pericoli per la salute e la crescita di Manfred Spitzer
I vostri figli hanno bisogno di voi oggi più che mai di Gabor Matè, Gordon Neufeld 


Teresa Burzigotti Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Teresa Burzigotti
NLC Master Coach e Teaching Trainer
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