
Sbagliando s’Impara
Crescere l’Autostima dei Bambini Insegnandogli a Sbagliare
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La scuola elementare rappresenta un momento cruciale nella vita di un bambino, in cui vengono sviluppate competenze fondamentali. Oltre alle capacità matematiche, ortografiche e di comprensione della lettura, in questa fase dell’infanzia i bambini sono nel processo di costruzione della propria identità, intelligenza emotiva e bussola morale. La correzione degli errori è uno degli aspetti più importanti del processo di apprendimento, che prende un posto di particolare rilevanza nell’educazione infantile, perché in grado di plasmare l’autostima dell’individuo.
L’apprendimento è definito come un processo mentale di base neurofisiologica, che in termini pratici cambia lo stato fisiologico ed addirittura anatomico del cervello. Il modo in cui gli errori vengono affrontati influisce notevolmente sulla crescita cognitiva e sullo sviluppo emotivo del bambino. I metodi utilizzati per correggere gli errori in aula, e il modo in cui gli errori vengono affrontati in famiglia, influenzano l’autostima, la motivazione e la traiettoria di apprendimento a lungo termine. Poiché, come si è detto, l’apprendimento e la motivazione sono processi mentali e quindi biologici, è essenziale correggere gli errori in modo tale da avere conseguenze benefiche durature per l’intero organismo.
A volte, ci troviamo ad affrontare dinamiche in un sistema scolastico e contesto sociale che privilegiano il raggiungimento di un obiettivo, a scapito del benessere generale e dell’autostima dei nostri piccoli studenti. È possibile trovare un equilibrio tra i due mondi?
Per avere gli elementi necessari per rispondere a questa domanda, esploriamo il valore della correzione degli errori nella costruzione del carattere e dell’identità di un bambino, integrando le intuizioni della pedagogia di Maria Montessori e le ricerche neuroscientifiche moderne.
Intuizioni Neuroscientifiche sulla Correzione degli Errori: la Compassione Aiuta l’Apprendimento, la Durezza lo Danneggia
Le ricerche neuroscientifiche supportano l’approccio Montessoriano alla correzione dell’errore come opportunità di presa di coscienza e responsabilità. Gli studi sul cervello hanno mostrato che il commettere errori, e successivamente correggerli, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare le connessioni neurali che sostengono il processo apprendimento. Il cervello infantile attiva le aree responsabili del controllo cognitivo e della fase decisionale, un processo definito come “negatività legata all’errore” (ERN), ritenuto cruciale per affinare le capacità cognitive (Gehring, Coles, & Donchin, 1995).
La correzione degli errori coinvolge la corteccia prefrontale, l’area del cervello associata alle funzioni esecutive. Questa zona cerebrale, un pò come se fosse il manager dell’azienda, governa il pensiero di alto livello, l’attenzione, l’inibizione di comportamenti indesiderati e la risoluzione dei problemi. È quindi coinvolta nella valutazione degli errori, nell’adattamento strategico e nell’apprendimento dalla correzione (Ullsperger, Bylsma, & Botvinick, 2005). Ricevere un feedback dopo un errore attiva i circuiti neurali che promuovono l’apprendimento e la consolidazione della memoria. Pertanto, quando i bambini vengono incoraggiati nel correggere i propri errori, piuttosto che essere presentati una lista di errori già corretti, sono più propensi a rafforzare le connessioni neurali associate alla problem-solving ed al pensiero critico.
Un altro elemento molto importante sul modus operandi della correzione empatica dell’errore ci viene offerto dalla Neuroscienziata spagnola Narazeth Castellanos. La Dr.ssa Castellanos ci racconta che i bambini che vengono corretti con amorevolezza reclutano 6 volte più risorse neurali rispetto ai bambini che vengono corretti con un approccio più ferreo e/o punitivo. Questo avviene perché quando gli errori sono visti come opportunità di crescita piuttosto che come fallimenti, il cervello dei bambini rilascia dopamina, un neurotrasmettitore associato alla motivazione e al piacere dell’apprendimento (Schultz, 2007). Quindi correggere l’errore non è più un momento di vergogna, quanto una ricompensa!
Così facendo, la pratica della correzione contribuisce anche alla resilienza emotiva e alla motivazione, non solo allo sviluppo cognitivo. In questo stato, al bambino è permesso sviluppare una sana autostima, ovvero di crescere e diventare un adulto che può accettare la propria imperfezione come essere umano, e che può adoperarsi per migliorare il proprio stato.
L’Impatto della Correzione degli Errori sui Risultati dell’Apprendimento
Una correzione efficace può portare a risultati migliori in molte materie. In matematica, ad esempio, le ricerche mostrano che il processo di identificazione e correzione degli errori aiuta gli studenti a comprendere i concetti più profondamente, ed a immagazzinare le informazioni memorizzate più a lungo. Uno studio di Rohrer e Pashler (2010) ha trovato che quegli studenti a cui era stata data l’opportunità di correggere i propri errori avevano risultati migliori rispetto a quelli che semplicemente avevano ricevuto le risposte corrette. Questo conferma il concetto di “difficoltà desiderabili”, secondo cui affrontare compiti impegnativi, compreso l’errore, porta a un apprendimento più duraturo.
Nella lettura e nella scrittura, la correzione degli errori favorisce problem-solving e pensiero critico. Secondo Hattie e Timperley (2007), il feedback sugli errori aiuta gli studenti a sviluppare competenze di autogestione ed a diventare più autonomi nel loro apprendimento e nella gestione dell’errore. Così facendo, imparano ad applicare strategie in modo indipendente migliorando il loro successo a livello accademico.
Conclusione
L’error-correction è uno strumento necessario nel processo educativo elementare, quando i bambini stanno sviluppando competenze cognitive ed emotive molto importanti. La pedagogia Montessoriana aveva a suo tempo intuito l’importanza di permettere ai bambini di autocorreggersi in un ambiente di supporto e senza giudizio, promuovendone l’autonomia, l’autostima e l’amore per l’apprendimento. Le ricerche neuroscientifiche degli ultimi decenni rafforzano l’idea che l’error-correction svolto in maniera empatica rafforzi l’apprendimento a livello neurale tramite l’attivazione di processi neurofisiologici che reclutano aree e processi coinvolti con la motivazione e la perseveranza.
Riconoscendo il valore degli errori, ed abbracciandone la correzione come aspetto centrale del processo di apprendimento, educatori e genitori possono creare un ambiente che sostiene e promuove la crescita, la resilienza ed il successo accademico a lungo termine delle nuove generazioni.

Dott.ssa Sylvia Helen Goodrick
Insegnante ed Autrice
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