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La triade motivazionale dell’io Politico

Una riflessione sulle ragioni profonde dell’agire Politico

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Nell’articolo precedente, Psiche e Animalità politica[1], abbiamo visto come pur essendo la politica parte essenziale della nostra vita, tendiamo a rimuoverla dalla nostra individualità. Seguendo il tracciato di Andrew Samuels[2], abbiamo parlato della complessità della realtà psichica degli individui, dei meccanismi inconsci che inibiscono e reprimono lo sviluppo politico della persona, e della assoluta importanza di saldare la frattura tra ciò che è individuale, privato, soggettivo, e ciò che è collettivo, sociale, politico. Questo anche per favorire una maggiore partecipazione democratica che necessita di cittadini attenti e attivi.

In questo articolo vedremo come non sia sufficiente però limitarsi ad un’opera di autocoscienza e di disvelamento delle proibizioni morali inconsce che reprimono l’io politico, in quanto affinché vi possa essere la piena espressione delle proprie potenzialità politiche, il soggetto deve “potenziarsi” (dal latino tardo potentialis, derivazione di potentia ‘potenza’), ovvero deve ricercare il potere necessario ad acquisire la capacità di influire nel contesto sociale.

Il superamento della scissione con la dimensione comunitaria è un passaggio fondamentale della formazione di una personalità politica ma, per un pieno coinvolgimento politico, che si manifesta nella determinazione ad assumere ruoli politici, l’individuo deve tendere al potere.

Nessun governo della cosa pubblica è possibile senza il potere e la sua gestione.


Un desiderio intenso di deferenza

L’autore che maggiormente ha individuato nel potere l’elemento caratterizzante la personalità politica è Harold Dwight Lasswell[3], politologo di fama mondiale, che nel suo saggio “Potere, Politica e Personalità”[4] ha definito il politico come quell’individuo fortemente orientato al potere in quanto:

caratterizzato da un desiderio intenso insoddisfatto di deferenza. Queste brame, accentuate e rimaste insoddisfatte nella cerchia primaria, vengono trasferite su oggetti pubblici (persone e attività connesse con il processo politico). Il trasferimento viene razionalizzato in termini di interesse pubblico. Riassumiamo il tipo politico, sotto il profilo dell’evoluzione della motivazione, nel modo che segue: moventi privati; trasferiti su oggetti pubblici; razionalizzati in termini di interesse pubblico. [5]

L’influenza di Alfred Adler[6] è evidente: il potere come fantasia compensatrice di condizioni di privazione e frustrazione private subite, prevalentemente durante l’infanzia, nella cerchia primaria:

L’accentuazione del potere va interpretata come una reazione compensatrice contro una bassa stima del sé (specialmente quando coesiste con un’alta auto-stima); e la reazione si verifica quando è possibile tanto il trasferimento delle brame insoddisfatte dalla cerchia primaria agli oggetti pubblici, quanto la razionalizzazione in termini di interesse pubblico di questi trasferimenti; e, infine, quando vengono acquisite le abilità adatte per partecipare efficacemente al processo di bilanciamento del potere.[7]

Parole che in parte riprendono la tesi adleriana della politica di prestigio individuale perseguita da ognuno di noi e la cui frustrazione è causa di numerose sofferenze e nevrosi:

La nostra psicologia individuale comparata ha dimostrato che la linea dinamica delle tendenze umane proviene innanzi tutto da un miscuglio, che riunisce il sentimento sociale e la tendenza ad una superiorità personale. Questi due fattori fondamentali si presentano in quanto formazione sociale: il primo è innato, e favorisce la vita sociale, il secondo è acquisito, e si sforza costantemente di sedurre e di sfruttare la società in vista di un prestigio personale.[8]

Lasswell cita numerosi esempi di Capi di Stato e leader politici, sia della storia che suoi contemporanei e, ripercorrendo le loro biografie, delinea un quadro in cui le privazioni (affettive, materiali, reputazionali, ecc.) subite nella cerchia primaria o anche la minaccia di tali privazioni ha scatenato un bisogno/desiderio di autoaffermazione e di controllo dell’ambiente, tale da gettare le basi di una personalità predisposta alla ricerca del potere, con casi anche patologici di ossessione:

In sintesi: Il nostro uomo politico: 1) accentua il potere; 2) domanda il potere (e altri valori) per il sé (l’io primario più i simboli incorporati di altri io); 3) accentua le aspettative riguardanti il potere; 4) acquista almeno un minimo di perizia nell’esercizio delle abilità rilevanti per il potere.[9]

Quali sono le abilità rilevanti per il potere secondo Harold Lasswell? L’abilità principale: ”

è costituita da ciò che Charles E. Merriam chiamò la «capacità di combinare i gruppi», che consiste nel saper individuare i metodi per conseguire equilibri di potere favorevoli. Un equilibrio di potere favorevole si raggiunge conservando un sostegno stabilizzato, e conquistando o neutralizzando gli indifferenti e gli ostili.[10]

L’uomo politico[11] in quanto mosso da un profondo desiderio di prestigio, e alimentandosi costantemente con fantasie di potere, desidera ardentemente di essere stimato, rispettato, amato e anche temuto. Per questo sviluppa un fiuto particolare nell’individuare i possibili sostenitori, blandendoli, e le potenziali minacce, neutralizzandole.


I moventi profondi del Politico

H. D. Lasswell scrive nel 1948. La psicoanalisi è una disciplina affermata, almeno in Occidente, su cui anche i politologi attingono in abbondanza. Siamo in pieno periodo post bellico e la psicoanalisi si impone come l’unica disciplina capace di dare risposte alle mostruosità del nazifascismo e del totalitarismo politico. Il “personale” diventa inevitabilmente materia di studio anche per le altre scienze sociali, nella speranza che facendo luce sul nostro lato oscuro – il rimosso – si impedisca il ripetersi degli orrori della II guerra mondiale. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti e alcune teorie hanno dovuto fare i conti con lo scorrere delle stagioni, anche quelle di mostri sacri del pensiero psicopolitico come H.D. Lasswell.

La ricerca del potere è sicuramente una pulsione fondante l’io politico, però non più con la stessa preminenza data in passato; altre due componenti motivazionali sono considerate centrali nella formazione della personalità politica: la tensione ideale e l’identificazione ad una comunità simbolica.

Anche se per Lasswell queste componenti non rappresentano altro che, come abbiamo visto, razionalizzazioni di “moventi privati trasferiti su oggetti pubblici e razionalizzati in termini di interesse pubblico“, è anche vero che sono numerosi i casi di politici che hanno sacrificato il potere e la vita per un ideale o per i simboli della propria comunità. Da segnalare che, sia la tensione ideale sia l’identificazione ad una comunità simbolica, si basano su fattori emotivi, spesso inconsci, su cui occorre fare luce attraverso un lavoro di emersione/consapevolezza per non cadere vittime delle nostre identificazioni, vissute/indossate acriticamente nella stragrande maggioranza dei casi.

Pensiamo, a titolo esemplificativo, alla tensione ideale motivata da sentimenti di indignazione nei confronti della povertà e della miseria in ampie fasce della popolazione mondiale; alla rabbia per le ingiustizie e le discriminazioni subite; allo sconforto per le tragedie e i disastri ambientali causati dall’uomo; all’esasperazione per l’eccessiva tassazione e burocrazia e per servizi pubblici scadenti oppure, all’identificazione ad una comunità simbolica, all’orgoglio per i propri simboli comunitari, ecc.

Non si può ridurre il tutto a razionalizzazioni di moventi privati, per quanto non bisogna commettere l’errore opposto di disconoscere il desiderio di potere di chi, impegnato in una causa o per una comunità, ambisce agli onori di tale impegno. E’ sempre cosa buona diffidare dei politici che dicono di non aspirare al potere perché mentono sapendo di mentire e sono i più pericolosi.


La triade motivazionale dell’io Politico

Mi piace la definizione del termine triade: “Gruppo costituito da tre elementi legati insieme da un particolare rapporto”.[12] Rende bene l’idea del legame delle tre componenti motivazionali che interagendo tra loro rafforzano e strutturano l’io politico: un politico vero – non le finzioni costruite da esperti di comunicazione e marketing politico elettorale – è un individuo che si batte per acquisire cariche ed onori (ricerca del potere) in quanto aspirando/sognando di diventare un’autorità pubblica, tende a realizzare lo scopo/il progetto per cui si è mobilitato (tensione ideale), e questo in nome e per conto di una specifica comunità di associati (identificazione simbolica).

In conclusione l’uomo politico puro ha fortemente radicato nel suo io più profondo queste tre pulsioni: conseguire cariche pubbliche in quanto ci si ritiene, a torto o a ragione, la persona più adatta (ricerca del potere) a realizzare quel modello di società (tensione ideale) espressione concreta di interessi, valori ed ideali della propria comunità di appartenenza (identificazione simbolica).


Note

[1] Psiche e animalità politica, P. Lombardi, 2023
[2] Andrew Samuels, La Psiche Politica, Moretti e Vitali, 1999
[3] Harold Lasswell, Wikipedia
[4] Harold D. Lasswell, Potere, Politica e Personalità, UTET, 1975.
[5] Idem, pag.425
[6] Alfred Adler, Wikipedia
[7]Harold D. Lasswell, Potere, Politica e Personalità, pag. 437
[8] Alfred Adler, La psicologia individuale, Newton, 1992, pag. 23.
[9] Harold D. Lasswell, Potere, Politica e Personalità, pag. 441
[10] Idem, pag.425
[11] Chiaramente inteso come specie e non come genere.
[12] Dizionario di Google.


Paolo Lombardi Autore presso La Mente Pensante Magazine
Paolo Lombardi
Sociologo Politico
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