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Cambiare lavoro: si può?

Come reagire per affrontare l’instabilità lavorativa


La stragrande maggioranza delle persone con cui ci relazioniamo vivono una situazione lavorativa incerta, a volte anche destabilizzante. Seppur ci si impegni e si vada alla costante ricerca di nuove posizioni aperte, queste non eguagliano mai il nostro background.

Senza parlare poi del curriculum: è diventato un vero e proprio piano di raccolta punti come quelli del latte al supermercato. La sua stesura è diventato un vero e proprio lavoro e non esiste certo un principio generale o delle regole da seguire per redigerlo.

A volte risulta molto noioso, a volte troppo breve, a volte troppo lungo. Insomma: chi non si è mai visto rifiutare il proprio curriculum vitae?

Il Covid, poi, ha reso ancor di più questa situazione frustrante: l’impossibilità di muoversi, salire su un treno e andare a fare quel colloquio nella parte opposta dell’Italia oppure prendere un aereo verso l’estero.


Instabilità lavorativa: le conseguenze

Ansia e preoccupazione sono i fattori più comuni dell’instabilità lavorativa, ma quello che preoccupa è la sensazione di resa: l’arrendersi è il fattore davvero preoccupante.

La maggior parte dei giovani italiani è sfiduciato dalla ricerca di un lavoro. E perdonatemi: COME DARGLI TORTO!

Che non si dica che l’era dei nostri nonni sia stata facile, eppure qui c’è una cosa che non teniamo in conto: le nostre scelte e la nostra libertà.

Molti studi hanno dimostrato come la quarantena del 2020 abbia portato moltissimi fattori negativi ma altrettanti positivi: in molti si sono scoperti pittori, tuttofare, giardinieri, tecnici informatici, scrittori, cuochi, chef, promoters…

Con questo non si intende dire che tutti hanno cambiato lavoro, ma che molti hanno dato libero spazio alle proprie passioni e ambizioni. Qualcuno ha azzardato e si è spinto oltre, seguendo la propria dedizione.


Rallentare per capirsi

Una cosa è certa: la pandemia ed il fermarci ha portato con sé un rallentamento fisico ma anche mentale. Ed è proprio nel fermarci che possiamo scoprire qualcosa di valido e meraviglioso. Ci siamo posti delle domande che normalmente non avremmo mai avuto il tempo di farci.

Tantissime persone si sono reinventate, molte hanno aperto quel cassetto dei sogni da cui hanno tirato fuori anche qualche calzino e qualche penna vecchia non più funzionante.


Cosa è cambiato in ambito lavorativo?

Il lavoro è diventato il focus della nostra pandemia: i fortunati hanno potuto lavorare in smartworking, ma credetemi, i veri fortunati hanno scoperto il “loro lavoro”.

Sì, perché tra le mura di casa qualcuno ha scoperto di avere doti nascoste o di aver messo da parte una passione per un lavoro che portasse più stabilità economica.


Cambiare lavoro: quali sono i passi da fare?

Partiamo dal presupposto che cambiare lavoro ha delle difficoltà enormi per tutti: c’è chi lo fa per incomprensione, per distanza o per disperazione.

Eppure sono tantissime le persone che, dalla quarantena in poi, hanno deciso di cambiare lavoro, di cambiare vita…Sono forse dei pazzi? Assolutamente no. Hanno avuto solo il tempo di sviluppare le proprie capacità, oppure avere il coraggio di capire che nel posto in cui lavoravano non erano abbastanza valorizzati.

FOCUS: “Se ognuno facesse ciò per cui è talentuoso, il mondo sarebbe un posto migliore”.

Moltissime persone hanno completamente dovuto cambiare la concezione del lavoro durante la pandemia. Da quel momento hanno imparato a bilanciare la loro bravura, il loro talento, il proprio tempo ed il mondo del lavoro.

Cambiare lavoro si può, anche se richiede un costante impegno.

Sono frequenti i radioascoltatori che partecipano a vari dibattiti ON-Air.

Un giorno un radioascoltatore chiede consigli alla community e agli speaker su una faccenda legata al proprio lavoro: impiego stabile a tempo indeterminato attuale o accettare una proposta di un’azienda con contratto semestrale nel settore e nella posizione che lui sogna fin da bambino?

Le opinioni radiofoniche si dividono: alcuni suggeriscono di accettare, altri di rimanere nella botte sicura.

Prova a metterti nei panni di quella persona: tu cosa avresti fatto?

La risposta la conserverai tranquillamente per te, eppure questo serve a farti capire che nella vita non c’è un punto di arrivo. Ci sono tanti punti di atterraggio, strade secondarie che casomai altri non hai battuto ancora.

Prova a pensare se Michael Jordan si fosse arreso, o se Ronaldo avesse assecondato la sua paura di prendere un volo e lasciare la sua famiglia.
Insomma, le persone che ce l’hanno fatta hanno in comune il coraggio di seguire il proprio talento ed i propri sogni. Con sogni non s’intende certo allontanarsi dalla realtà, dal pagare affitto e bollette.

Quanto costa il giudizio degli altri?

È ovvio che se dovessimo immaginare di prendere una decisione ascoltando il parere degli altri, risulterebbe tutto più difficile ma anche meno vero.
Nell’ascoltare gli altri non c’è solo la loro opinione, c’è anche la proiezione e concezione mentale che loro hanno di noi. Tutto questo è davvero molto limitante.

Nella decisione di cambiare lavoro, proviamo ad ascoltare dentro di noi: “Le risposte che cerchi sono già dentro di te” è scritto sui più grandi libri.
Ed è vero. Possiamo girare il mondo e scrutare tutte le persone per trovare un oracolo che possa rivelarci le soluzioni alle nostre domande. Oppure possiamo capire che dentro di noi c’è un potenziale assurdo, una macchina che non vede l’ora di percorrere milioni di strade.

La vera fortuna è fare ciò che ti piace!

Il lavoro oggi è una vera fortuna, ma la vera fortuna è anche fare ciò che ci si porta dentro, come il nostro DNA.

Come Maria, che ha lasciato il suo posto in assicurazione per diventare una pasticcera ed aprire la sua pasticceria. È forse una folle? Certo che no, è soltanto una persona follemente innamorata di sé e di quel che sa fare.

O come Lucia, medico pendolare in una grande struttura sanitaria che molla tutto dopo 8 anni e diventa una wedding planner. Per giunta, una bravissima wedding planner.

* Maria e Lucia -di cui ho deciso di cambiare il nome- sono due persone di mia conoscenza che hanno deciso di cambiare lavoro con successo.


Cerca la tua stanza segreta

Non c’è una chiave che ti condurrà in una stanza certa: sarai tu a doverla cercare dentro di te. Una volta entrato nella stanza dovrai arredarla come meglio ritieni opportuno: questo significa fare ciò che vuoi nella tua vita.

È facile? Assolutamente no.

Nulla di quanto detto è facile, ma se davvero maturi l’idea di voler cambiare lavoro o di sentirti propenso per qualche altra cosa devi seguire il tuo istinto. Lui già sa dove ti sta portando.

Secondo te tutte le persone che hanno fatto le più grandi scoperte del mondo sapevano di riuscirci? Certo che no. Ci hanno provato e riprovato e riprovato e riprovato. Non sapevano di riuscirci, ma ci credevano.

Crederci fa sempre la differenza.

Crederci ti avvicina a quanto tu desideri. Potresti anche iniziare a sognare ad occhi aperti o la sera prima di addormentarti immaginarti mentre stai svolgendo il lavoro che desideri così fortemente: già immaginarlo porterà con sé una grande energia e forza.

Attenzione: semmai non dovessi decidere di cambiare il tuo lavoro e buttarti in una cosa nuova non significa che ci sia qualcosa di sbagliato. Potresti voler conservare in te una tua passione e farla solo tua, custodendola.

Sei nato per essere libero, per poter scegliere e poter cambiare.


Ilaria Campana Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Ilaria Campana
SEO Copywriter | Consulente Web
Bio | Articoli | Video Intervista AIPP Gennaio 2024
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