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Come i dispositivi digitali influenzano la motivazione

Il sistema della ricompensa del cervello umano

Image by Jose Gil on Unsplash.com


Il sistema della ricompensa o sistema dopaminergico, è un insieme di strutture cerebrali che viene messo in moto da stimoli gratificanti. Le strutture coinvolte riguardano sia aree del cervello più antiche, maggiormente legate a emozioni e sopravvivenza, che aree più recenti, coinvolte nella pianificazione e anticipazione degli eventi. È un sistema fondamentale per la motivazione e l’apprendimento che permette di identificare stimoli piacevoli come cibo, sesso, socialità e spingere gli individui a mettere in atto e ripetere determinati comportamenti. Questi elaborati processi sono cruciali per la sopravvivenza ma possono anche essere la causa di comportamenti patologici e dipendenze.


La struttura del sistema della ricompensa

Generalmente, in seguito all’elaborazione di uno stimolo piacevole si attivano i neuroni dell’Area Ventrale Tegmentale (VTA) alla base del mesencefalo, da qui partono due vie distinte che trasportano dopamina (Taber et al., 2012).

La prima via dopaminergica è la via mesolimbica, che raggiunge il nucleus accumbens e l’amigdala, questa è la via primaria della ricompensa che genera il desiderio e la spinta motivazionale ad ottenere la ricompensa.

La seconda via dopaminergica è la via mesocorticale, che dal VTA raggiunge la corteccia prefrontale, questa via è legata alla pianificazione, alla valutazione cognitiva, alla presa di decisioni e al controllo degli impulsi.

Le due vie dopaminergiche permettono di mettere in atto i comportamenti necessari alla sopravvivenza come nutrirsi e riprodursi, ma anche di cimentarsi in grandi imprese in vista di una ricompensa futura. È interessante notare che lo stimolo piacevole può anche essere costituito dalla previsione o dalla ricerca di una ricompensa, ciò permette di mantenere alta la motivazione anche in assenza di rinforzi immediati. Lo stesso sistema può dunque essere attivato sia dalla vista di una pietanza che amiamo particolarmente, sia dall’anticipazione del pasto che faremo dopo aver concluso la sessione di allenamento.

Come abbiamo visto in precedenza, l’inibizione degli impulsi e la presa di decisioni sono influenzati dalla via mesocorticale, se fosse presente solamente la via mesolimbica risponderemmo istantaneamente agli stimoli piacevoli senza alcuna modulazione del comportamento.

La via mesocorticale inizia a rafforzarsi verso la fine dell’adolescenza con la maturazione della corteccia prefrontale, portando a un miglioramento delle capacità cognitive e a un maggior controllo degli impulsi, ciò spiega in parte i comportamenti impulsivi tipici dell’età adolescenziale, guidati da una via mesolimbica che non ha ancora una controparte in grado di bilanciarla (Caballero, Granberg & Tseng, 2016).


Come i dispositivi digitali sfruttano il sistema della ricompensa

I dispositivi digitali sfruttano il sistema della ricompensa fornendo notifiche ed una serie di stimoli piacevoli improvvisi in poco tempo. A causa della continua esposizione a contenuti altamente stimolanti di breve durata, la via mesolimbica viene continuamente sollecitata con un grande rilascio di dopamina.

Il “sovraccarico” del sistema della ricompensa può causare una dipendenza da dopamina spingendo gli individui a ricercare compulsivamente contenuti piacevoli.

Le piattaforme social aumentano esponenzialmente il rischio di sviluppare dipendenze per via dell’imprevedibilità dei contenuti mostrati (rinforzo intermittente) e della personalizzazione dei feed.

Sfruttando lo stesso meccanismo del gioco d’azzardo quindi, i social tengono incollate le persone agli schermi in attesa di ricevere uno stimolo piacevole, ripetute attivazioni della via dopaminergica sovraccaricano il sistema provocando la dipendenza (Sharpe & Spooner, 2025).


Gli effetti della sovrastimolazione 

Un utilizzo prolungato dei dispositivi digitali con una stimolazione continua del sistema dopaminergico può portare a diversi effetti negativi:

  • Tolleranza e assuefazione, proprio come avviene con l’abuso di sostanze, un’esposizione prolungata a stimoli positivi può portare ad un adattamento nel cervello con una diminuzione del numero e della sensibilità dei recettori dopaminergici. I soliti stimoli dunque non saranno più sufficienti a produrre una stimolazione adeguata spingendo a prolungare il tempo speso online e a ricercare contenuti sempre più estremi. Quando si è offline inoltre, si sperimenta una mancanza di dopamina con noia, ansia e irritabilità (Jin et al., 2026);
  • Deficit di concentrazione e attenzione, il flusso continuo di contenuti brevi abitua il cervello a ricompense immediate senza uno sforzo cognitivo, ciò rende molto meno attrattive attività a rilascio lento di dopamina come la lettura, lo studio o lo sviluppo di progetti a lungo termine (Mona et al., 2026);
  • Alterazione della valutazione dei piaceri quotidiani, con un sistema “tarato” sui picchi di dopamina dei social media, gli eventi piacevoli della vita quotidiana perdono forza, una tranquilla passeggiata in compagnia difficilmente potrà competere con la scarica dopaminergica provocata dalle decine di interazioni digitali che avvengono ogni minuto (Cangelosi et al., 2024).

Quali rimedi al sovraccarico?

Per contrastare l’iperstimolazione del sistema dopaminergico è necessario ripristinare la normale attività della via mesolimbica e dedicarsi ad attività che permettano una maggiore attivazione dell’area prefrontale del cervello, con il conseguente rafforzamento della via mesocorticale.

Sarà innanzitutto necessario limitare l’utilizzo dei dispositivi connessi ad internet, disabituando il cervello a ricevere costantemente stimoli. Si potrebbe impostare un tempo di utilizzo giornaliero, lasciare il proprio dispositivo a casa quando non è strettamente necessario, disattivare le notifiche delle applicazioni oppure impostare lo schermo del proprio smartphone in scala di grigi. Una sorta di dopamine detox che permetterà ai recettori dopaminergici di ricalibrare la propria sensibilità.

Sarà poi utile sostituire progressivamente contenuti ad alta velocità con contenuti a ritmo lento (libri, podcast, film) che abitueranno il cervello ad una gratificazione ritardata.

Un’altra strategia efficace è quella di mettere in atto comportamenti sostitutivi, particolarmente utile con le fasce di popolazione più giovani che difficilmente tollerano i divieti o le limitazioni. È possibile impegnare il proprio tempo libero con attività sportive, attività a flusso lento come artigianato, cucina, musica, giardinaggio oppure incentivare interazioni sociali in presenza (Chen, Dong & Li, 2023).

Infine, vi sono alcuni interventi psicologici che possono essere di grande aiuto nel ristabilire un equilibrio nel sistema dopaminergico come le pratiche di mindfulness che permettono di sviluppare una migliore tolleranza alla noia e ridurre i comportamenti impulsivi (Liu et al., 2022) e la terapia cognitivo-comportamentale, particolarmente efficace nel ridurre le dipendenze comportamentali, identificando i pattern di rinforzo e modificandoli (Du, Jiang & Vance, 2010).


Conclusioni

Il sistema della ricompensa è un insieme di strutture del nostro cervello che interagiscono in modo dinamico, in risposta agli stimoli esterni. Un utilizzo prolungato di dispositivi connessi ad internet può portare ad uno squilibrio del sistema dopaminergico con gravi ripercussioni su motivazione, autoregolazione e attenzione.

Le piattaforme digitali sono progettate per massimizzare il coinvolgimento degli individui, facendo leva proprio sul sistema cerebrale che regola la motivazione. Data la pervasività del fenomeno è necessario porre delle limitazioni all’utilizzo che si fa di social e app, soprattutto da parte dei più piccoli ed insegnare strategie per un utilizzo consapevole.

Il punto centrale non è eliminare i dispositivi tecnologici ma rompere i cicli di rinforzo intermittente sostituendoli con fonti di rinforzo più gratificanti a lungo termine.


Bibliografia

– Caballero, A., Granberg, R., & Tseng, K. Y. (2016). Mechanisms contributing to prefrontal cortex maturation during adolescence. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 70, 4-12
– Cangelosi, G., Biondini, F., Sguanci, M., Nguyen, C. T. T., Ferrara, G., Diamanti, O., … & Petrelli, F. (2024). Anhedonia in youth and the role of internet-related behavior: a systematic review. Psychiatry International, 6(1), 1
– Chen, H., Dong, G., & Li, K. (2023). Overview on brain function enhancement of Internet addicts through exercise intervention: Based on reward-execution-decision cycle. Frontiers in psychiatry, 14, 1094583
– Du, Y. S., Jiang, W., & Vance, A. (2010). Longer term effect of randomized, controlled group cognitive behavioural therapy for Internet addiction in adolescent students in Shanghai. Australian & New Zealand Journal of Psychiatry, 44(2), 129-134
– Jin, J., Wei, H., Chai, Y., Wu, L., Chen, M., & Ding, K. (2026). The neurobiology of internet addiction: a scoping review of developmental and gender-specific mechanisms. Frontiers in Psychology, 17, 1729470
– Liu, F., Zhang, Z., Liu, S., & Feng, Z. (2022). Effectiveness of brief mindfulness intervention for college students’ problematic smartphone use: The mediating role of self-control. PLoS One, 17(12), e0279621
– Mona, A. E., Roshith, V., Peter, R., Roy, P., Hassan, A., Devika, M., & Trishala, M. (2026). Short video addiction and its impact on cognitive functioning in adolescents and youth: a systematic review. International Journal of Adolescence and Youth, 31(1), 2623337
– Sharpe, B. T., & Spooner, R. A. (2025). Dopamine-scrolling: a modern public health challenge requiring urgent attention. Perspectives in Public Health, 145(4), 190-191
– Taber, K. H., Black, D. N., Porrino, L. J., & Hurley, R. A. (2012). Neuroanatomy of dopamine: reward and addiction. The Journal of neuropsychiatry and clinical neurosciences, 24(1), 1-4


Dott. Pietro Ciacco Autore presso La Mente Pensante Magazine
Dott. Pietro Ciacco
Psicologo
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