La luce e l'onda
Cosa significa insegnare?
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Quanto di più necessario questo testo “controcorrente”, dello psicanalista Massimo Recalcati, perché scritto in un momento storico, il contesto attuale, in cui forse, ma possiamo anche affermare sicuramente, la figura del maestro/a, di chi insegna, professore o professoressa, di chi dedica la propria vita ad una missione sociale, perché per esserlo si deve avere molto coraggio ed umanità, viene ben poco messa in risalto e tutelata. Oggi è ormai una professione sottovalutata e per nulla apprezzata, a cominciare dal tema spesso discusso dalle istituzioni dei salari bassi, e la conseguente poca fiducia e stima riservatagli dai genitori, che non riescono più a far squadra, e lo si evince purtroppo anche dalla cronaca; raramente esiste un rapporto di sana collaborazione, per essere insieme di supporto a quei giovani in cerca del futuro che gli spetta, alle prese con l’incertezza e con ciò che ancora non conoscono; bisognosi di adulti positivi e incoraggianti, che guardino al bene, che sappiano stimolare ed incentivare, non screditare o criticare. Dunque, chi insegna ed educa ha l’amabilissimo ma anche doveroso compito di osservare e agire con il cuore, con grande passione da trasmettere, rivolta a chi deve crescere, dai più piccoli a più grandi, bambini e ragazzi, adolescenti che hanno il dovere di capire ma anche il diritto di vivere a pieno il mondo, in autonomia, scegliendo liberamente con un bagaglio interiore che risplenda per essere una guida, un faro luminoso…
Maestre e maestri, professori e professoresse che ci hanno accompagnamento e custodito in tenera età e in quella ancor più delicata dell’adolescenza, spesso severi sì, ma per uno scopo più alto, sul momento nascosto e incomprensibile agli occhi della giovinezza. Gli stessi che, paradossalmente, ricordiamo quasi con più affetto, perché da adulti abbiamo scoperto essere state straordinarie figure che ci hanno insegnato, “segnato”, mettendoci alla prova, attraverso difficoltà che erano un tramite per comunicarci: “Credo in te, puoi farlo, puoi dare di più…” ; li continuiamo a ricordare perché hanno lasciato un “segno indelebile”…
Massimo Recalcati, nel paragrafo intitolato Polvere di gesso, racconta un aneddoto riguardante un professore liceale di fisica, che alla fine di ogni lezione si ritrovava coperto di gesso all’uscita dall’aula, ma per un solo unico e meraviglioso motivo: lo stesso gesso era quello che aveva sulla giacca un suo vecchio professore delle scuole superiori, quell’insegnante che era stato in grado di trasmettergli il vero “desiderio di sapere”, non tanto i concetti della materia ma una travolgente passione che gli impediva di far attenzione a non sporcarsi i vestiti. Tutto passava in secondo piano, prima c’era la “Scintilla” da dover tramandare…:”Quando il giovane professore si accorse che accadeva lo stesso ogni volta che terminava le sue lezioni, comprese che in quella polvere di gesso c’era tutta la luce possibile del suo maestro. Si tratta di un semplice esempio di come può avvenire la trasmissione del desiderio di sapere da una generazione all’altra.[…] Nel linguaggio della psicoanalisi potremmo tradurre ciò che preme la parola del maestro evocando la forza del desiderio e ricordare che il compito del maestro è quello di trasmettere non tanto un sapere ma il desiderio di sapere, di dare testimonianza piena dell’esistenza di questo desiderio”.
Per poter dare la testimonianza a tutti gli effetti, ci vuole anche un “incontro”, e l’autore afferma come sia necessario che alunni e maestri creino un’unione speciale di confronto e comprensione, anime oltre che menti vive e all’opera… c’è l’”Altro” di fronte che deve riconoscersi, deve sentirsi “visto” e “ascoltato”da chi lo guida.
Concludo riflettendo proprio sulla parola “ascolto”, da considerare anche come sinonimo di apertura, fiducia e attenzione verso i ragazzi; professori incentivanti e positivi: riporto uno stralcio dell’intervista sul Corriere della Sera, in data 8 febbraio 2026, di Stefania Ulivi a Gaja Cenciarelli, autrice del libro da cui è stato tratto l’omonimo film, Domani interrogo, dove determinanti sono l’incoraggiamento e la fiducia di una professoressa verso una classe di adolescenti un “po’ tanto” demoralizzati e sfiduciati:
“Smettete di fare la parte della monnezza perché non lo siete’, li esorta”.
“’Non è una battuta scritta per le esigenze di copione. È una cosa che mi sono sentita di dire:’Professorè noi siamo come monnezza, ci trattano così’. È chiaro che è anche un alibi per loro, uno scarico di responsabilità, un modo di mettere le mani avanti: non c’è niente da fare, non potremo essere mai migliori di così. E invece non è vero:nel momento in cui hanno creduto di potercela fare, hanno dimostrato tutti di avere gli strumenti per poter essere considerati bravi studenti’”.
Buona lettura!
Roberta Favorito
La luce e l'onda. Cosa significa insegnare?
Autore: Massimo Recalcati
Editore: Einaudi
Genere: saggistica
Anno: 02 Settembre 2025
Lingua: Italiano
Pagine: 168
ISBN: 978-8806262945
Recensione a cura di
Roberta Favorito
Laureata in Lettere, Specializzazione in Scienze Pedagogiche
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ISBN: 978-8806262945











