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L’arte di scoprire e scoprirsi ogni giorno

Smettila di fare “cose nuove” solo quando ti serve


Non vi siete mai sentiti ridicoli e simili a “guru da instagram” che vivacchiano sul web dispensando consigli dal sapore delle merendine preconfezionate?

Vi siete mai trovati a ridere di voi stessi immaginando la vostra faccia mentre rivolti ai vostri clienti di studio o agli amici che (tanto tu sei un coach ci metti niente a darmi un consiglio, cosa vuoi che sia, dai solo 5 minuti), avete ascoltato la vostra voce pronunciare una serie di frasi standard… quelle che avete memorizzato durante il tirocinio o che avete sentito pronunciare dai vostri maestri e tutor e che fanno tanto “empatia“?

A noi due… un sacco di volte!

Ammettiamolo, ci sono quelle frasi e quei pensieri che prima o poi tornano alla mente e che lì per lì sembrano perfette ed assai fighe, che sai benissimo che invece non lo sono, o meglio, non lo sono dette in quel modo e, soprattutto, in quel contesto.

Quelle frasi e quelle “soluzioni” che sono dei veri e propri “ear worm” e che nel momento stesso in cui la tua bocca parla la tua voce, quella vera, quella della mente e del cuore, ti urla di smetterla, che stai facendo una figura di m***a, ma ormai… le hai dette. Fine della partita. Game, set, match.

Ecco in questo articolo a 4 mani (che a proposito di “cose nuove” sembra capitare a fagiolo) proviamo e mettere in luce quello che la nostra voce, quella vera, vorrebbe dire su uno dei nostri ear worm preferiti!

Pronti?


Il moment dei momenti bui: “fai qualcosa di nuovo”

In due nostri articoli precedenti dedicati al potere del silenzio come forma di comunicazione ed alle domande giuste da fare a se stessi, già abbiamo parlato di come nutrire la nostra stessa deontologia di professionisti e di uomini e donne soprattutto.

Abbiamo parlato in buona sostanza di come smetterla di fare il coach anche quando non dovresti fare il coach e di come riposarsi da noi stessi… bene, è arrivato il momento di andare un po’ più a fondo.

Una delle cose che abbiamo spesso la tentazione di dire quando inseriamo il pilota automatico del “coach a tutti costi” è il fantomatico “PROVA A FARE QUALCOSA DI DIVERSO!“, non vi suona famigliare?

Questa sorta di mantra recita più o meno così: “se il tuo pensiero è bloccato e ti stai arrovellando su qualcosa, ingannalo (nda. il pensiero), prendi tu stesso le redini del tuo pensiero ed obbliga la tua mente a focalizzarsi su qualcosa di diverso, di nuovo, di piacevole… e vedrai che troverai la soluzione anche a questa tua incertezza qua“, oppure, “per mantenere viva e vitale la tua connessione al reale e ridurre la sensazione di essere in balia dei troppi stimoli che ti circondano allenati a fare qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima, anche qualcosa che ti può sembrare troppo sciocco o troppo banale… scoprirai un potente bacino di stimoli e di riflessioni nuove [1]“… e via dicendo.

Insomma, le varianti di questo ear worm sono numerosissime, ma tutte hanno una cosa in comune: l’idea che fare qualcosa di nuovo, che non abbiamo mai provato, debba scattare in noi quando, scusateci il francesismo, non sappiamo più che pesci pigliare.

Noi crediamo invece che non ci sia mantra che sia potenzialmente dannoso come questo.

Perché mai fare qualcosa di nuovo solo quando ti serve? E a cosa poi? A distrarti da qualcosa che ti sta richiedendo troppa attenzione? A sedare il tuo/nostro stress? A sedare momentaneamente la tua incertezza?

Suvvia, davvero “fare qualcosa di nuovo” sta diventando il moment dei nostri momenti bui e spenti?


Basta antidolorifici inutili: sprecano solo la tua energia

Come l’aspirina ed il moment curano il tuo mal di testa, anzi sedano il tuo dolore ma non ne rimuovono la causa, fare per forza qualcosa di nuovo solo quando ti serve o ne senti la necessità non risolve i tuoi problemi e non ti spiega perché il tuo “momento buio non si accende di luce“: ti manda in una sorta di sedazione… fino alla prossima volta.

Una “luce automatica” che si accende in una stanza buia è quello che vorremmo poter fare tutti e l’articolo fermare i pensieri negativi, che trovate su questo magazine, è davvero un buon punto di partenza… altro che moment, fidatevi.

Accendere la luce solo quando fa buio è lapalissiano, ma crediamo che sia più interessante saper come attivare questo automatismo e conoscerne i meccanismi, saper cogliere i segnali del buio imminente, trovare interruttori, candele e torce quasi a “tempo zero” senza mettere a soqquadro casa al buio, sbattere il mignolo contro gli spigoli e scoprire che alla torcia mancano le batterie.

Mille promesse a noi stessi che “la prossima volta mi faccio furbo” ed invece…

Ragazzi… la Manna è arrivata una sola volta nella storia dell’umanità e manco abbiamo certezza che sia davvero successo: quindi… come disintossicarci dall’uso ed abuso dei nostri piccoli e personali moment?

Andiamo con ordine e rispondi a questa semplice domanda:

E’ vero che se inizi ad allenare il tuo corpo sarai pronto per la prova costume in quel di Luglio?

La risposta è ““, quasi scontata… e come ogni cosa scontata nasconde un piccolo segreto: è altrettanto vero che se inizi a Luglio per ottenere un risultato visibile (o percepibile) 15 giorni dopo difficilmente otterrai qualcosa.

C’è bisogno di allenamento, impegno ed un minimo di disciplina e costanza… e soprattutto dobbiamo davvero voler attivare questo cambiamento: altro che 7kg in 7giorni!

Sicuramente non state leggendo le parole di due che alla prova costume tengono in modo particolare né che si ammazzano di lavoro per farlo. Ma state leggendo le parole di due per cui il lavoro, le passioni e la quotidianità e tutte le sue “prove costume” sono caratterizzate da un unico elemento: la costanza, accompagnata da un pizzico di disciplina.

La stessa costanza e disciplina che avete applicato per essere quello che siete oggi, qualunque sia la vostra “job description” per esempio (e sulla differenza fra fare l’avvocato ed essere un avvocato ne parleremo presto) e che probabilmente avete dimenticato in un cassetto della vostra memoria, pronti a tirarla fuori per “fare qualcosa di nuovo” e poi dimenticarvene, anzi dimenticarcene

Quanto spreco!


Basta antidolorifici inutili: allena la meraviglia

Ognuna delle “cose nuove” che abbiamo fatto in passato (un nuovo hobby, un corso di formazione o di aggiornamento, una lezione di prova di un corso di teatro, …) ognuna di queste cose ha portato in noi la meraviglia.

La meraviglia si nasconde in ogni cosa nuova che facciamo, ma attenzione non stiamo di certo dicendo che ogni cosa “è” meraviglia.

Ogni cosa ha esattamente la stessa consistenza di ciò che ci vogliamo vedere noi.

Quindi se ci apriamo al nuovo come esseri consapevoli sicuramente verremo colti da meraviglia… avete presente i bambini? Quelli… quelli che trasformano sabbia in castelli e mattoncini colorati in astronavi.

Ecco sì, la meraviglia si nasconde e sta noi trovarla e ritrovarla e ritrovarla ancora, nel “nuovo” come nel “vecchio e ripetuto” delle nostre giornate.

Trovarla e ritrovarla foss’anche per qualche ora, per qualche minuto o per giornate intere.

Che fine ha fatto dunque il nostro potere di meravigliarci quasi “a comando” (ricordate l’emozione del primo gelato della stagione? Da quanti anni ripetiamo quei 10/20 minuti di assoluta e sospesa meraviglia e da quanti anni quei 10/20 minuti in un modo o nell’altro letteralmente ci sistemano la giornata!)?

Si è semplicemente perso, addormentato e nascosto nelle architetture del nostro essere adulti “seri“, “consapevoli“, “maturi” e “critici“. Ma è lì, da qualche parte. TIRATELO FUORI!

Non è difficile… dovete semplicemente smettere di pensare che essere adulti “seri“, “consapevoli“, “maturi” e “critici” significhi smettere di essere quello che siamo sempre stati e che è ontologico nella nostra stessa natura: essere esploratori di meraviglia.

Guardate la Luna… è bellissima… un ammasso di sassi che non danno altro che riflettere la luce del sole e che ci fa compagnia da millenni… bella bella bella… ma se date un bacio al vostro amore sotto la luce della Luna… è ancora più bella! SI’! E’ VERO! DOVETE SOLO LASCIARVI RAPIRE E SMETTERLA DI PENSARE CHE E’ BELLA E BASTA.

Per liberare il potere della meraviglia che è in noi dobbiamo fare una cosa… solo una cosa… piccola piccola, ma farla con costanza e con disciplina: una volta al giorno? Un giorno sì ed un giorno no? Una volta a settimana? Non lo sappiamo, scegliete Voi! MA SCEGLIETE PER LA MISERIA!


Esercizio di meraviglia: cose nuove a caso

Ecco il nostro consiglio per allenare il vostro potere di meraviglia. Pronti?

Cosa serve?

  • 1 timer da cucina (va bene anche quello dello smartphone)
  • 1 minuto del vostro tempo
  • voi

Come funziona?

  • mettiti comodo, ovunque tu sia… In ufficio? ok! A casa sul divano? ok! Sul bus? ok! Sulla tazza in bagno? ok!
  • fai partire il timer: un minuto… solo un minuto
  • guardati intorno e prima che suoni il timer… boom!
  • hai trovato un dettaglio che non avevi notato prima! Eppure quante volte sei stato in quell’ufficio? Quante ore ci hai passato? WOW!

Ecco fatto… hai appena fatto un “esercizio di meraviglia“, hai trovato qualcosa di diverso e di nuovo in qualcosa di vecchio ed usuale, almeno fino a questo momento.

Non ti resta altro da fare che tenere questo piccolo segreto per te, esattamente come si faceva con il nostro amico del cuore da bimbetti quando ci si scambiavano codici segreti segretissimi! Ma questa volta sarà un segreto fra te ed il bambino che eri che non vedeva l’ora di “prendere una boccata d’aria“!

Se fate questo esercizio con costanza, sospendendo il giudizio verso un’attività che può sembrare sciocca, senza significato, inutile e da bambini ma che “ruba” un solo minuto uno (ed in una giornata ci sono ben 1440 minuti) al vostro essere adulti, diventerà sempre più facile lasciarsi meravigliare profondamente e per davvero a comando, esattamente come “a comando” sapete rispondere a questa domanda: quanto fa 2 + 2 ?

Oltretutto… chi l’ha detto che c’è bisogno di fare sempre qualcosa per una motivazione ben precisa?

Fare cose nuove aiuta a liberare il nostro vero essere e la nostra creatività (di cui a volte non ne siamo nemmeno a conoscenza).

Potremmo ritrovarci ad essere degli eccellenti pasticceri o scalatori di montagne o cantanti o pittori.

Oltretutto se non abbiamo uno scopo ben preciso fare cose nuove è molto appagante, soprattutto perché usciamo da quegli ideali di perfezione e di “performance eccellente” cui siamo sottoposti tutti i santi giorni.


La nostra esperienza di meraviglia

Giusto un paio di “meraviglie” che abbiamo vissuto negli ultimi tempi, senza un perché.

“… il momento in cui ho deciso di fare una lezione di boxe, per me che sono insegnante di Pilates e pratico yoga è stata un’esperienza unica: ho provato delle sensazioni e ho sentito il mio corpo pieno di energia. Ho avuto un perché? Assolutamente no. Ed è stato proprio questo il bello. Molto probabilmente se avessi voluto trovare una ragione per cui stavo per fare boxe non ne avrei trovata nemmeno una. Invece a volte lasciarsi andare e fare qualcosa di nuovo senza un reale perché è davvero liberatorio.” Provare per credere!

“… durante una call di progettazione ritrovarsi a fare bolle di sapone mentre scendevamo a fondo su temi ed argomenti di studio ed approfondimento che Jung levati. E’ stato davvero divertente a 51 anni, a 1000km di distanza dalla mia collega, ridere come un bimbo a cui fai il solletico mentre facevo bolle di sapone insieme ad Ilaria… d’altronde tutti e due abbiamo notato dall’inquadratura della web cam due meravigliosi e colorati astucci di bolle di sapone… insomma… perché non usarli?” 

“… quando ho fatto un workshop di danza verticale (nda. Giuro è una disciplina che esiste ed è durissima) ed i miei all’epoca 90 kg, barba compresa, hanno passato le 4 ore più assurde di sempre appesi a degli elastici leggeri come gli ippopotami di Fantasia. Rido ancora adesso, ogni volta che mi viene in mente”.

“… il momento in cui ho guardato per la prima volta Saturno da un telescopio. Ho pianto”.

“… srivere il mio primo articolo a 4 mani e dio solo sa quante menti!”

E la vostra meraviglia?

Scriveteci e raccontatecela!

[1] Nda… della serie “combatti i troppi stimoli aggiungendo stimoli nuovi”… figo no? Oltretutto, se volete leggere qualcosa di serio su come arginare l’eccesso di informazioni cliccate qui: come proteggersi dalle informazioni.


Ilaria Campana Autrice de La Mente Pensante Magazine
Ilaria Campana
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Massimo Chionetti Autore presso La Mente Pensante Magazine
Massimo Chionetti
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