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Cinque modi per superare i momenti di tristezza e solitudine

Capita a tutti di sentirsi a volte soli e tristi…


Capita a tutti di sentirsi a volte soli e tristi.

Il tema della tristezza e della solitudine, insieme a un certo senso di incertezza, è stato al centro di molte delle sessioni coi clienti e anche di diverse conversazioni ultimamente.

Sentirsi in questo modo è normale. Fa parte del fatto di essere degli esseri umani perfettamente imperfetti.

Spesso però si ha paura di questi momenti.

Non mi riferisco a quelle situazioni in cui la tristezza e l’isolamento ci paralizzano completamente e ci impediscono di compiere anche le più basilari attività di tutti i giorni.

Parlo dei momenti transitori in cui si si sente molto fiacchi e si ha la sensazione che nessuno ci capisca o voglia stare intorno a noi.

Tra tutti i problemi e situazioni per le quali le persone mi contattano, la tristezza e la solitudine sono sicuramente quelle con cui mi è più facile provare un’empatia profonda.

Si presentano molto spesso quando c’è un rapporto difficile con il proprio corpo. O quando mangiare è diventato un problema.

C’è la vergogna di mangiare in maniera compulsiva o di mostrarsi agli altri con il corpo che si ha e questo limita la possibilità di rapportarsi agli altri serenamente.

Spesso ciò genera il sentimento di sentirsi soli col proprio problema.

Proprio per questo motivo, trovo importante esplorare e scoprire insieme alla persona che ho davanti cosa potrebbe fare per sentirsi più rassicurato/a o per superare i normali momenti di tristezza e solitudine che si presentano nella vita.


Solitudine e tristezza: identifica le tue risorse

Quando sappiamo a quali risorse attingere, la tristezza e la solitudine vengono a trovarci, ma col tempo potremmo notare che vanno poi via senza stare con noi troppo a lungo.

A volte, possono rimanere il tempo giusto per insegnarci qualcosa che non sapevamo di noi stessi; altre per aiutarci a ritrovare la direzione (come una bussola), quando manca un po’ di senso in quello che facciamo o c’è uno squilibrio di qualche tipo.

Nell’articolo di oggi voglio offrire alcuni spunti, indicando 5 cose che puoi fare quando ti senti triste e solo/a, e quei sentimenti rimangono con te per più di un solo giorno o un singolo momento della giornata, pur non interferendo in maniera drastica sull’abilità di portare avanti le tue azioni quotidiane.

Vediamoli qui una alla volta.


1. Identifica delle letture di supporto (e non solo letture)

Ma non c’era bisogno di vergognarsi delle lacrime, perché le lacrime testimoniavano il fatto che un uomo aveva il più grande coraggio, il coraggio di soffrire.

Rileggo spesso questa che è una delle mie citazioni preferite, opera di Vickor Frankl e tratta dal suo capolavoro “A Men’s search for meaning“.

Ho annotato questa citazione e la conservo in un luogo in cui posso facilmente tornare a leggerla, quando ne ho bisogno.

Quando ci si sente tristi e soli, si è tentati di “cercare di pensare positivo” e di “fare le cose lo stesso” senza fermarsi a riflettere su ciò che si sta effettivamente provando e lasciare che fluisca.

Ci vuole coraggio per stare con qualunque cosa sia presente. Con la sofferenza, mentre le lacrime scorrono e ci bagnano il viso.

Eppure, in molti casi i momenti di tristezza e di solitudine in particolare, ci possono insegnare qualcosa di importante.

Questo accade se ci concediamo la possibilità di rallentare e ascoltare il messaggio che portano con sé.

Ecco, trova il tempo, in queste situazioni, per provare a rispondere a questa domanda:

Voglio fingere che sia tutto a posto e mantenere le cose come stanno? Oppure voglio provare fino infondo ciò che provo ora, senza scartarlo, e fare qualcosa rispetto alla situazione o al pensiero che sta creando sofferenza?

Se hai una citazione preferita (o più di una) che ti ricorda ciò che conta per te e come vuoi guardare alla vita quando il gioco si fa duro, assicurati di scriverla.

Mettila in un posto dove puoi facilmente ritrovarla e rileggerla nei momenti di solitudine e tristezza.

Un suggerimento smart: se stai leggendo un libro e c’è una frase o paragrafo che parla davvero a te, assicurati di sottolinearla, aggiungere un segnalibro o un adesivo in modo da poterla ritrovare più facilmente.

È confortante avere qualcosa a portata di mano che ti risollevi, ti aiuti a vedere una situazione con altri occhi e ti rincuori quando la mente scende in quella spirale oscura del “tutto fa schifo“.


2. Cerca una connessione con chi ti può ascoltare

Fai in modo di non mantenere l’isolamento troppo a lungo.

Cerca di condividere i tuoi sentimenti e pensieri con qualcuno di cui ti fidi.

Il mio partner è la mia persona preferita in questo senso. Lui insieme ad un paio di amici fidati con cui ho condiviso i miei sentimenti in passato che mi hanno sempre fatto sentire ascoltata e riconosciuta.

So che cercare supporto a volte richiede coraggio.

Può essere difficile ammettere a qualcun altro (ma ancora più difficile ammettere a noi stessi a volte) che non va sempre tutto bene, o che non siamo forti come la gente pensa che siamo.

Se non hai voglia o non te la senti di contattare qualcuno, puoi anche utilizzare un diario per scrivere di ciò che stai affrontando.

Mi piace scrivere pagine su cosa sta succedendo dentro e fuori.

Mi fa sentire ascoltata, perché scrivo come se stessi cercando di spiegare come mi sento a qualcun altro e cerco di non tralasciare nemmeno le più piccole sfumature di ciò che provo.

A chi puoi rivolgerti quando ti senti sola/o? Chi ti ha ascoltato con compassione in passato? Cosa può aiutarti a sentirti più a tuo agio nel parlarne con qualcuno? Se ritieni che non ci sia nessuno che conosci a cui puoi rivolgerti in questo momento… dove altro potresti trovare supporto?


3. Immergiti nella bellezza per ripararti dalla tempesta

Quando mi sento particolarmente giù, cerco intenzionalmente qualcosa di bello in cui immergermi.

Il modo più immediato per farlo per me è visitare una galleria d’arte, un museo, un giardino/parco particolarmente bello, una biblioteca.

Anni fa vivevo a Dublino e quando avevo una brutta giornata e non ero a lavoro, mi rifugiavo nella biblioteca di Chester Beatty o nel giardino delle rose negli Iveagh Gardens.

Quei luoghi hanno sempre avuto il potere di risollevarmi il morale.

Credo che sia grazie a quel senso di calma e alla capacità di entrare in sintonia e accogliere i miei sentimenti che questi posti mi offrivano.

Raramente mi sono sentita più sola in questi luoghi perché mi hanno sempre comunicato un forte senso di connessione con ciò che mi circonda.

La natura, i colori, il movimento in un dipinto e la dolcezza di un fiore hanno il potere di addolcire il dolore e di riportarmi alle origini, a ciò che conta per me: semplicità, flusso lento, bellezza.

C’è un luogo, un’esperienza dove puoi trovare riparo dalla tempesta? Cosa ti dà un senso di connessione profonda con il mondo? Puoi raggiungerlo in questo momento? In caso negativo, puoi esplorare altri luoghi e situazioni per scoprirne uno nuovo?


4. Solitudine: limita il tempo trascorso sui social

Sono abbastanza sicura che sarai d’accordo con me su questo.

Quando ti senti triste e solo/a, i social media come Facebook e Instagram possono facilmente amplificare quei sentimenti.

Possono spingerti nel loop del confronto della tua vita con quella degli altri.

È facile sentirsi ancora più soli quando ci si confronta con la vita sociale di qualcun altro, con le dimensioni della famiglia, le attività divertenti, i festeggiamenti, le avventure durante le vacanze.

Allo stesso tempo è facile dimenticare il fatto che i social raramente mostrano il quadro completo della vita di qualcuno e spesso sono una vetrina patinata di ricordi e immagini accuratamente selezionati.

Tutti noi amiamo condividere il nostro “lato più felice” lì dentro.

Ho compreso che confrontarmi a quel livello con gli altri diminuisce la mia disponibilità a chiedere aiuto.

Per tutti questi motivi, sto il più lontano possibile dai social quando sorgono tristezza e solitudine.

Se è vero che nel feed di Instagram puoi trovare dei contenuti per tirarti su, è anche vero che potresti dover fare scroll un bel un po’ ed essere esposto a contenuti che ti fanno sentire diverso/a o “meno di” mentre cerchi qualcosa di stimolante.

Per me, non ne vale la pena! Preferisco fare affidamento sulle citazioni, sui libri e sulle altre fonti di ispirazione che ho condiviso sopra, che si trovano lontano dall’app di un social media.


5. Aiuta qualcuno

Mi piace entrare in contatto con le persone (proprio come sto facendo ora con te) offrendo con degli articoli ciò che so e ciò che ho imparato durante il mio percorso e grazie alla mia esperienza di supporto dei miei clienti.

Lo faccio nella speranza che possa essere utile per qualcun altro.

Quando mi sento giù di morale, scrivere qualcosa di utile, gentile o di ispirazione per qualcun altro contribuisce a farmi sentire in qualche modo connessa a qualcun altro.

La solitudine e la tristezza si addolciscono e perdono la loro forza.

Puoi mandare dei messaggi a qualcuno, celebrare i suoi successi, dirgli che ti mancano o compiere un’azione che sia di supporto per qualcun altro.

È un modo per liberare la gentilezza e prendersi cura di sé mentre ci si prende cura degli altri.

Non è egoismo.

Anzi, trovo sia un bel modo per sentirsi connessi in alcune situazioni in cui non ci sembra che il mondo ci presti attenzione.

Un promemoria che siamo tutti in realtà connessi l’uno con l’altro, che ne siamo consapevoli o meno.

Fare qualcosa di utile o gentile per qualcuno potrebbe aiutarti ad attenuare la tristezza e la solitudine che provi in ​​questo momento?

Eccole qua, cinque modi per superare la tristezza e la solitudine e non rimanerci invischiato/a troppo a lungo.

Da quale potresti iniziare? Quali altri idee ti vengono in mente dopo aver letto questo articolo?


Dott.ssa Donatella Porceddu Autrice de La Mente Pensante
Dott.ssa Donatella Porceddu
Psicologa | Binge-Eating Coach
Bio | Articoli
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