Il giardino dei piccoli inizi
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Il giardino dei piccoli inizi di Abbi Waxman è un romanzo che parla di rinascita personale, di elaborazione del lutto, di seconde possibilità anche se, a volte, sembra che la vita non ne offra più.
È un romanzo leggero, che si legge d’un fiato nonostante i temi affrontati siano particolarmente impegnativi: lutto, mancanza di prospettive, chiusura totale nei confronti del futuro.
Lili perde improvvisamente il marito a causa di un incidente stradale. Sopraffatta dal dolore, viene ricoverata alcuni mesi in una clinica psichiatrica e, quando ne esce, fa un’enorme fatica a riprendersi del tutto, a non cedere alla voglia di lasciarsi andare.
La perdita è stata troppo improvvisa, troppo dolorosa. Lili prova a raccogliere le poche forze che le rimangono per occuparsi delle sue due figlie, del cane e del lavoro come illustratrice in una casa editrice di libri scolastici.
Nonostante la sua vita stia andando comunque avanti, dentro di lei qualcosa si è irrimediabilmente rotto, ed è come se Lili si fosse in qualche modo raggelata dentro. È circondata dall’amore delle sue figlie, da quello della sorella, che non perde occasione per supportarla, e anche dall’affetto e dal calore dei suoceri, che vorrebbero che Lili conoscesse qualcuno con cui provare a rifarsi una vita.
Tutto sembra destinato a rimanere così com’è ma, come tutti sappiamo, la vita sa essere particolarmente imprevedibile, ed è così che, grazie al nuovo incarico che le assegna la casa editrice, Lili si ritrova tutto d’un tratto a iniziare un importante percorso di crescita personale.
Deve occuparsi delle illustrazioni di un libro sul giardinaggio, e la sua responsabile le chiede di partecipare a un corso di orticoltura. Vorrebbe che Lili sapesse qualcosa di più sull’argomento, così da portare avanti il suo incarico con una certa cognizione di causa.
La coltivazione dell’orto come metafora della rinascita personale
Nel libro di Abbi Waxman, al racconto della vicenda si alternano delle pagine in cui, in modo ironico e divertente, vengono forniti dei suggerimenti per la coltivazione dei diversi tipi di ortaggi. Si tratta di un’alternanza che, da una parte, alleggerisce il racconto, ma, dall’altra, lo arricchisce di significato. L’orto non è solo uno sfondo, ma parte integrante dell’evoluzione della vicenda e dei suoi protagonisti.
Lili, le bimbe, la sorella, l’insegnante, insieme a un altro gruppetto di persone variamente assortito, ognuna di loro col proprio bagaglio di problemi personali, si ritrovano a rimescolare la terra, gettare semini cercando di posizionarli alla giusta distanza l’uno dall’altro, attendere con pazienza i frutti del loro lavoro.
L’orto diventa la metafora dell’esistenza, dove, anche da una terra apparentemente arida, è possibile veder germogliare qualcosa di nuovo. In questo giardino, a poco a poco, sbocceranno amicizie, nuovi amori e la voglia di ricominciare a vivere.
Il giardino dei piccoli inizi è il romanzo dei buoni sentimenti, delle possibilità, della rinascita. È raccontato con uno stile delicato e divertente che, avvalendosi di dialoghi brillanti, riesce a trattare con leggerezza un tema complesso come quello dell’elaborazione del lutto.
Non è una lettura impegnativa, ma è proprio in questo che il romanzo trova la sua forza: è un libro che sa parlare a tutti, anche a chi non cerca pagine complesse. Rientra perfettamente nel filone del romanzo contemporaneo feel-good, un genere che punta a far star bene il lettore offrendo storie di rinascita, speranza e piccoli gesti di gentilezza. Ci si immerge facilmente in una storia che scorre lieve, ma che al tempo stesso è capace di offrire un piccolo spazio di pace e riflessione.
Il giardino dei piccoli inizi è quindi perfetto per chi cerca un libro che, come un piccolo orto curato con amore, sappia coltivare emozioni autentiche a partire dalle cose più semplici.
Buona lettura!
Giulia Adamo
Il giardino dei piccoli inizi
Autore: Abbi Waxman
Editore: Piemme
Genere: Letteratura feel-good
Anno: 23 May 2017
Lingua: Italiano
Pagine: 343
ISBN: 978-8856659276
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