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Le dipendenze secondo il Dottor Gabor Maté

Una profonda analisi sulla reale natura delle dipendenze [Trascrizione Video]


L’argomento “dipendenze” è un argomento da sempre estremamente delicato e che mi sta particolarmente a cuore.

Non per nulla ho deciso di dedicare gli ultimi 10 anni della mia vita, non solo allo studio delle mie dipendenze personali, principalmente legate al cibo, ma anche nel cercare di alleviare il dolore emozionale di tante altre persone che hanno avuto il corragio di chiedere aiuto.

Qualche giorno fa un video del Dott. Gabor Matè, medico e scrittore ungherese naturalizzato canadese, è stato pubblicato su LinkedIn.

L’ho guardato diverse volte fino a che non ho deciso di farne un articolo con il testo tradotto e che potesse essere letto e capito anche da un paese come l’Italia (e come tanto altri) che vedono le dipendenze ancora come un tabù o peggio ancora come una malattia.

In questo video, ci sono dei concetti fondamentali riguardo le dipendenze che non solo condivido appieno ma che rappresentano anche il mio personale approccio allo studio delle dipendenze stesse e al modo in cui ho deciso di aiutare il prossimo.

Seppur in questo video il Dott. Matè, rivolge la sua attenzione principalmente alle dipendenze da sostanze, il concetto fondamentale che sprime con molta chiarezza, è senza dubbio applicabile alla miriade di dipendenze che governano la nostra quotidianità: il cibo, l’alcol, la tecnologia, il fumo, il sesso, la pornografia, Internet, e tante altre di cui ancora si discute molto poco, e che spesso sono associate a credenze, tabù e soluzioni lontane anni luce dalla realtà.

Il testo che riporto di seguito è un mio personale adattamento del contentuo in lingua Inglese del video: “The Best Explanation of Addiction I’ve Ever Heard – Dr. Gabor Maté” disponibile su YouTube pubblicato sul canale FightMediocrity.

Auguro a tutti una buona lettura e spero che questo articolo, nonchè il video che lo rappresenta, possa essere condiviso e diventare una fonte di ispirazione sia per coloro che sono purtroppo afflitti da dipendenze, sia per coloro cercano di combatterle.


Inizio trascrizione video.

La zona est del centro di Vancouver (Columbia Britannica), detiene il primato mondiale per il maggior numero di persone affette da dipendenze presenti sul territorio.

In quella che risulta essere un’area comunque ristretta, ci sono migliaia di persone che inalano e ingeriscono droghe di ogni tipo, pagandole anche a caro prezzo.

Queste persone vivono spesso in uno stato di illegalità, e a causa dell’abuso di sostanze, sono anche colpite da gravi patologie mediche, come la psicosi, l’HIV, l’epatite C, tumori, e molti sono i decessi per overdose.

“É una guerra di trincea, e come i soldati muoiono in prima linea, così, anche queste persone restano uccise dalle loro dipendenze.

“Questo è il motivo per cui ho dedicato gli ultimi dodici della mia vita a queste problematiche, e quello che ho imparato in questo periodo, può essere “riassunto molto brevemente, in questa definizione: la dipendenza non è una scelta fatta dall’individuo.

Non è un fallimento morale, non è un errore etico, non è una debolezza caratteriale, né tantomeno una mancanza di volontà, queste sono soltanto delle definizioni che la” società usa per descrivere le dipendenze.

La dipendenza non è neanche una malattia cerebrale ereditata, come spesso viene definita nella medicina.

“Le dipendenze, nella realtà dei fatti, “sono una risposta alla sofferenza umana.


“I traumi: l’origine delle dipendenze

“Tutte le persone con cui ho lavorato, erano state gravemente traumatizzate in età adolescenziale.

“Le donne, avevano subito abusi sessuali, mentre gli uomini erano stati traumatizzati, alcuni sessualmente, altri erano stati soggetti a violenze fisiche, psicologiche o erano stati emotivamente trascurati.

“Voglio precisare che questa definizione di dipendenza, non è solo il mio personale punto di vista, ma anche ciò viene affermato dalla letteratura scientifica e dalla ricerca.

La dipendenza, quindi, piuttosto che essere una malattia o una scelta dell’essere umano, è, in realtà, un tentativo di sfuggire temporaneamente ad una sofferenza.

Quando sono andato a lavorare lì, avevo già accumulato un’esperienza ventennale come medico di famiglia, per cui, ero consapevole dell’impatto che le esperienze infantili hanno, sia sulla psicologia degli adulti, che sulla fisiologia stessa del cervello umano. Nonostance la mia esperienza però, non avevo compreso a pieno la gravità e la profondità di queste problematiche.

“Per me è stato traumatizzante, ma allo stesso tempo, ho trovato la concreta conferma, che le dipendenze, [N.d.R. di qualunque genere esse siano], sono una risposta alla sofferenza, e che ciò di cui le persone hanno bisogno per guarire, non è il giudizio altrui, e non è il semplice controllo dei sintomi.

Queste persone hanno bisogno di essere aiutate a guarire dai loro traumi, perché tutto è in relazioni ai traumi che hanno subito.

I Media, e la rappresentazione culturale che la televisione fa di coloro che sono vittime di dipendenze è quella di persone disperate, ma non ci si sofferma mai sui perché queste persone sono disperate.

Tutto quello che viene mostrato pubblicamente, è sempre e solo la disperazione per le sostanze, senza mai nessuna indicazione su cosa veramente accade nella vita di queste persone che sta causando quel tipo di disperazione.

Quello che vengono sottolineanti sono sempre i comportamenti disfunzionali, aggressivi, manipolatori e sgradevoli di queste persone, ma mai una visione tridimensionale che dia un senso vero della realtà in cui vivono queste persone si trovano a vivere.


“É possibile curare queste persone?

Parlando secondo il modello occidentale in cui esiste un esperto e un paziente con una malattia, si: io ti cur, ti curo come se curassi un pezzo di carne.

La domanda posta in questi termini, e con questi presupposti, ha una sola risposta: no, non è possibile!

Se invece ci chiediamo se è possibile che le persone possano guarire dai loro traumi, in maniera tale da non dover più utilizzare la dipendenza come fonte di sollievo, o come una scappatoria dal loro dolore, allora la risposta è: si, curare queste persone è assolutamente possibile.

L’ulteriore domanda da porci è: ma sotto quali condizioni è possibile per queste persone guarire?

Aiutare queste persone, sotto le condizioni ottenibili a Londra, nel Regno Unito o Vancouver nella Colombia Britannica o a New York o in qualsiasi altro luogo del mondo, aiutarle con successo rispettando quelle condizioni socialmente, legalmente e dal punto di vista medico accettabili, risulterebe alquanto improbabile, in quanto staremmo approcciando il problema delle dipendenze sia da una direzione che da una prospettiva sbagliata.

Se fossi in grado di dimostrare costantemente la mia capacità di influenzare il cinque o il dieci percento della popolazione (Vancouver nella Colombia Britannica), ad abbandonare la loro dipendenza, sarei sicuramente considerato un genio, questo perchè i risultati di successo che otteniamo in questo campo sono attualmente scarsi.

E quando parlo di risultati scarsi, non mi riferisco solo a quelli ottenuti nella specifica zona di Vancouver, ma mi riferisco all’applicazione mondiale del modello di trattamento per le dipendenze che vede il numero di successi molto inferiore al numero delle fasce di popolazione colpite.

Ciò che intendo dire è che le dipendenze sono simili a tante altre problematiche. Molte persone riescono a guarire dalle dipendenze, certo, ma coloro che sono più inveterati, che sono più radicati nella dipendenza stessa, devono, chiaramente affrontare le maggiori difficoltà.

Per assurdo queste persone sono anche coloro a cui la società rende la vita più difficile, rendendo quindi anche molto difficili i processi di aiuto e di successo.

Fondamentalmente, alla società non interessa che queste persone ottengano l’aiuto di cui hanno bisogno, anzi, spesso vengano anche fortemente punite peggiorando ulteriormente la loro già presente condizione di bambini traumatizzati, in cui il trauma stesso ha già avuto un enorme impatto sul modo il cui vedono loro stessi.

Un bambino traumatizzato, è spesso pervaso da un profondo senso di vergogna, e tende a colpevolizzarsi per le situazoni in cui si trova.

Se qualcuno mi tratta in questo modo è perchè devo essere una persona orribile” oppure, nel caso di abusi sessuali, “perchè non sono riuscito/a a difendermi? Allora significa che sono una persona molto debole“.

Questi sentimenti di profonda vergogna, creati dagli abusi, creano a loro volta un enorme dolore emotivo che per molte persone è impossibile da sopportare, quindi, per lenire i propri dolori, si ricorre all’utilizzo di sostanze o allo sviluppo di tutta una serie di comportamenti compulsivi.

Come sappiamo, il cervello umano si sviluppa con l’interazione con l’ambiente, proprio per quato motivo, “modellerà i propri circuiti cerebrali, in modo tale che sarà più probabile per la persona trovare sollievo attraverso l’utilizzo di sostanze, questo, significa, inoltre, che la fisiologia propria del cervello umano, viene fortemente influenzata dai traumi dell’infanzia.


La soluzione?

Prendiamo queste persone traumatizzate e rendiamo i loro comportamenti illegali. Non è illegale bere fino alla morte. Non è illegale ammalarsi di enfisema o cancro ai polmoni fumando, ma è illegale usare sostanze. Quindi prendiamo queste persone abusate e traumatizzate e consideriamole dei criminali.

Mettiamole nelle carceri, perseguitiamoli per il resto della loro vita trattandoli da criminali, da persone cattive, da falliti o come rifiuti della società, considerandoli meno degli altri esseri umani, e poi, per assurdità, meravigliamoci del fatto che queste persona non guariscono e non migliorano.

Risulta essere ovvio che questo approcio diventa un ciclo infinito che si ripete.

Prendere persone traumatizzate, ri-traumatizzarli, e allo stesso tempo sperare in un miglioramento.

Perché non ascoltano? Qual’è il motivo per cui non ottengono dei miglioramenti? Ma perché non rinunciano alle loro dipendenze?

Perché maggiore è il loro dolore che provano, più grande sarà il desiderio di voler sfuggire da esso.

In poche parole, la dipendenza non è il problema, il problema è la grande quantità di dolore emotivo che queste persone hanno e che non sanno come combattere.

Quindi la dipendenza può essere definita come un tentativo da parte di queste persone di risolvere un problema.

Quindi quando ci interroghiamo sul perchè molte persone cadono nell’abuso di sostanze o si trovano a lottare con delle dipendenze di vario genere, la risposta è perché sono afflitte da problemi spesso emozionali e non sanno cosa altro fare per risolverli.

Se davvero riuscissimo a capire la dipendenza nel profondo, saremmo in grado di porre a queste persone la seguente domanda:

Cos’è che ti ha provocato così tanto dolore emotivo, e come mai non hai avuto le forze interiori per poterlo affrontare?

Badate bene questa domanda non vuole essere un giudizio sulla persona o sulla situazione, ma bensì un modo semplice per valutare il perché, ad un certo punto, questa persona non è riuscita ad utilizzare le proprie risorse interne per affrontare quel determinato dolore in una maniera che risultasse più creativa, più efficace e che lo avrebbe probabilmente aiutato a risolvere in parte quel dolore, piuttosto che perpetuarlo.

Quindi, quando si arriva alla dipendenza si arriva per un bisogno di aiuto.

La dipendenza aiuta la persona a risolvere un problema, problema che in quel momento, per quell’individuo, non aveva altra soluzione possibile. Questo processo è il processo di sviluppo di un qualunque tipo di dipendenza.


Quindi, perché le persone cadono nella trappole delle dipendenze?

Perché sono afflitti da profondi solori emotivi e non hanno i mezzi per risolverli.

Fino a non molto tempo fa, lo studente medio di medicina, non conosceva la parola “trauma“, questa parola difficilmente appariva durante il loro percorso educativo.

Il trauma è qualcosa che non si vede, non se ne parla, né tanto meno si menziona l’impatto che ha sul nostro cervello, sulla personalità e sulla vita emotiva della persona e della sua salute fisica.

Un collega medico mi ha detto la professione medica è “Trauma-Fobica“.

Gli psichiatri di questi tempi sono formati principalmente psichiatria biologica, dove tutto si riduce a una malattia del cervello da curare con una pillola.

L’ultima cosa che la maggior parte degli psichiatri fa, è parlare di dolore emotivo e della sua origine nell’esperienza umana.

E credenza comune che gli psichiatri siano in grado di farlo, ma la realtà dei fatti è che, no, non sono in grado, non sono istruiti a farlo, parlare di emozioni non fa parte della predominante ideologia medica, e come medico, ti assicuro che ho la facoltà di affermare ciò.

Ci piace pensare alla medicina e ai medici come una scienza e lo sono certamente.

Grandi successi e intuizioni scientifiche sono accreditate ai medici e alla medicina, ma è troppo limitante trattare l’ideologia come scienza in quanto l’ideologia ha spesso nel suo interno delle ipotesi nascoste, che di conseguenza sono nascoste a coloro che credono in quell’ideologia.

Quindi se qualcosa venisse escluso da quella ideologia, non saresti in grado di vederlo.

Così, parlando a qualcuno della tua dipendenza, la semplice domanda: cosa ti hanno fatto per far sì che tu provassi tutto questo dolore emotivo? non verrà mai in mente a nessuno. Sicuramente è una domanda che non verrò posta da coloro che hanno ricevuto “un’istruzione classica.

Questo concetto non risulta essere vero solo per i medici, ma anche per psicologi che sono più interessati a risolvere un problema attraverso il superamento di comportamento e solo successivamente chiedere al paziente: bene, okay, ma che cosa ha origine questo comportamento? che cos’è che ti porti ancora dentro di te che ti fa comportare in quel determinato modo? e come posso aiutarti a risolvere ciò che è dentro di te?

Non solo come posso aiutarti a cambiare il comportamento?, ma, anche, come posso aiutarti a cambiare te stesso?

Ed è questo il vero significato di guarigione.

La guarigione avviene all’interno delle persone, per cui non è mai una semplice questione di un individuo che cura un altro, ma bensì, accompagnare le persone verso la guarigione, ponendo le giuste domande.

Fine trascrizione video.


Fonti

Video da cui è stato trascritto il testo (Inglese): “The Best Explanation of Addiction I’ve Ever Heard – Dr. Gabor Matè“, presso il canale FightMediocrity.
“BEST Explanation of Addiction I’ve Ever Hearddel Dr. Gabor Maté – Intervista di Joe Polish (Inglese) – Febbraio 2021.
Dr. Gabor Maté – Sito Web Ufficiale – drgabormate.com

Si precisa che questo articolo è stato creato e pubblicato solo a scopo informativo e di divulgazione no-profit di importanti contenuti sul tema delle dipendenze. I concetti, i contenuti, e il video menzionato nel suddetto articolo, restano sempre e comunque di proprietà degli autori originali, tutti esplicitamente citati.


Antonio Esposito Editor-In-Chief e Autore presso La Mente Pensante
Antonio Esposito
LMP Editor-In-Chief | Life Coach | Mentor
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