Quando “qualcosa manca”… Impariamo a costruire una vita a forma di noi.

costruire la propria vita7

Tempo di lettura: 5 minuti


Quante volte ci siamo sentiti insoddisfatti della nostra vita? Quante volte abbiamo pensato di non farcela, non abbiamo corso quel rischio, non abbiamo combattuto per qualcosa e abbiamo mollato?

La vita è tante cose. È lavoro, famiglia e amici. È gioia, tristezza, amore, delusione, rimpianti, gratitudine. La vita è un insieme di episodi vissuti, impegni quotidiani ed emozioni, sia positive sia negative e non è sempre facile riuscire a conciliare tutto, soprattutto a livello mentale. Nasciamo, cresciamo e nel frattempo ci perdiamo. Anche in un bicchier d’acqua, sì, perché se mettiamo da parte la nostra identità, ciò che siamo, dimentichiamo i nostri reali scopi, nella società e, più largamente, nel mondo.

“Manca qualcosa”: sì, ma cosa? Una vita a forma di noi. E come possiamo costruirla?

Valutiamo qualche opzione.


“Manca qualcosa”: gli step da seguire per costruire una vita a forma di noi

  1. Like and dislike
  2. Dare il giusto valore al proprio tempo
  3. Equilibrio

1. La mia vita: Like and dislike

Uno dei primi step fondamentali da seguire è distinguere ciò che ci piace da ciò che non ci piace, senza farci influenzare dall’esterno.

Come possiamo dare inizio a tale distinzione? Sperimentando.

Sperimentare è essenziale per fare chiarezza su ogni aspetto della nostra vita. È possibile sperimentare sui gusti di gelato o della pizza, provare a praticare un nuovo sport, ascoltare un genere musicale differente da quello che prediligiamo solitamente e così via.

Il “no, non mi piace” a prescindere non è mai una buona idea in quanto ci limita nel quotidiano e non consente alla nostra mente di espandere i propri orizzonti.

Vediamo alcuni esempi.

Quante volte abbiamo rinunciato allo sport perché “non mi piace sudare”, “non mi piace seguire corsi in cui è necessario stare a contatto con gli altri”, eccetera?

Il segreto sta nel personalizzare un qualcosa che sappiamo potrebbe non fare al caso nostro, proprio come la palestra. Se non ci piace praticare sport in cui sappiamo di dover faticare particolarmente oppure non ci aggrada stare a contatto con gli altri durante l’attività fisica, possiamo scegliere un’alternativa che escluda tali caratteristiche.

“No, non ci riesco”

Anche il “no, non ci riesco”, che sembra una banale frase può distorcere l’idea che abbiamo di noi stessi e delle nostre capacità, specie se tendiamo a pensarla sempre più spesso con l’andare del tempo.

Ci porta a non sperimentare, a rimanere in una bolla, o meglio – nella cosiddetta “comfort zone”. In questo caso, è importante scavare nel profondo e cercare di comprendere la reale motivazione per cui crediamo di non poter fare anche un solo tentativo.

Cosa ci impedisce di provare? Perché non dovremmo riuscire nell’intento?

L’autocritica è da considerare un mezzo per migliorare la propria persona, non per ostacolarla e soffocarla.

“Cosa penserebbero gli altri?”

Solitamente tendiamo a farci piacere ciò che piace agli altri poiché distinguersi dalla massa potrebbe comportare incomprensione da parte di chi ci circonda. Ma come possiamo apprezzare e gustarci appieno la vita se non ascoltiamo il nostro Io interiore?

Per eliminare quel “manca qualcosa” e dunque costruire una vita a forma di noi è necessario separare il pensiero altrui dal nostro. Va bene ascoltare un consiglio o un parere esterno, ma ciò non deve impedire alla nostra personalità di esistere.


2. Dare il giusto valore al proprio tempo

dare valore al tempo
Photo by Catalin Pop Unsplash.com

Sarà un frase fatta, ma non c’è niente di più vero: “il tempo è prezioso”.

Ecco perché bisognerebbe rimandare un impegno o un progetto che si vorrebbe avviare solo in caso di necessità. Ad esempio: “Vorrei iniziare a dipingere ma attualmente non ho abbastanza tempo a disposizione per farlo”. Consapevoli di ciò, potrebbe essere un’idea quella di elaborare una to-do-list in modo tale da organizzare gli impegni e avere più tempo libero in un secondo momento.

Possono capitare periodi nella vita in cui non si riesce a portare a termine tutto ciò che

Tempo per noi stessi

Dedicare il giusto tempo alle persone con cui condividiamo la nostra esistenza e al lavoro, così come allo studio è sì importante, ma anche dedicare tempo a noi stessi lo è. In egual modo, per giunta, se non di più.

Nel caso in cui non è presente un vero e proprio equilibrio con il nostro “Io” interiore non possiamo pensare di stare bene con gli altri.

Come specificato in precedenza, la vita è tante cose, non solo lavoro-studio-famiglia e ognuno di noi necessita di un momento in cui poter estraniarsi dall’ambiente circostante per ricaricare le batterie.

Non si tratta di egoismo bensì di amor proprio.

Una madre che decide di passare un pomeriggio con le proprie amiche non è una cattiva madre, anzi. Una routine monotona non ci stimola a livello interiore bensì ci stressa psicologicamente e ci porta inevitabilmente a vedere il bicchiere mezzo vuoto anziché mezzo pieno.

Come passiamo il nostro tempo?

Ulteriori domande che dovremmo porci sono: come passiamo il nostro tempo? Quanti di noi, in un determinato momento della propria vita, hanno commentato (in special modo, negativamente), quella altrui? E quanti, invece, l’hanno idealizzata a tal punto da attribuire meno valore alla propria?

Il tempo che sprechiamo a criticare gli altri non ci arricchisce in alcun modo; perdiamo solo istanti in cui avremmo potuto costruire una vita a forma di noi.

Ogni individuo ha le sue necessità, una propria personalità, che esprime attraverso interessi ed atteggiamenti. Se non condividiamo una scelta o un interesse possiamo trasformare il disaccordo in un momento di discussione che ci consenta di comprendere il punto di vista dell’altra persona. Non solo; amplierebbe, inoltre, il nostro bagaglio culturale. Criticare, al contrario, fomenta negatività, impedendoci di maturare a livello emotivo.

Dunque, osserviamo sì chi ci circonda ma solo per trarne ispirazione e lezioni che potrebbero servirci successivamente.


3. Una vita in “Equilibrio”

trovare il proprio equilibrio
Photo by Priscilla Du Preez Unsplash.com

L’equilibrio è il segreto per vivere una vita soddisfacente. In ogni cosa, è fondamentale che vi sia equilibrio. Dunque: il lavoro ci costringe a stare troppo tempo seduti ad una scrivania? Allora, non appena ne abbiamo l’occasione, facciamo una passeggiata.

Anche l’alimentazione dev’essere equilibrata, nutriente e sana quanto basta per consentirci di raggiungere il benessere, sia a livello fisico sia a livello mentale. Ciò non significa eliminare totalmente gli sfizi poiché anche un piano alimentare troppo rigido sarebbe controproducente.

Sembra una sciocchezza per certi versi; tuttavia, è proprio il contrario! Per riempire quel “manca qualcosa” e costruire una vita a forma di noi è necessario impiegare tutta l’energia che si possiede per raggiungere l’obiettivo e questa è la motivazione per cui anche l’alimentazione è tanto importante.

Mangiare bene, infatti, significa stimolare il nostro cervello e, di conseguenza, fare il pieno di vibrazioni positive.

“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”

Come accennato precedentemente, l’equilibrio dev’essere presente in ogni cosa, dunque è importante trattare gli altri come trattiamo/tratteremmo noi stessi.

Costruire una vita a forma di noi ed eliminare quel “manca qualcosa” significa maturare a livello emotivo e riconoscere l’importanza del rapporto che si costruisce con chi ci circonda, nutrendolo con affetto e migliorandolo di giorno in giorno senza darlo mai per scontato.

“Oggi non sto bene”

Non si può pensare di vivere una vita di sola felicità. Essa è sì gioia, amore, soddisfazioni personali e quant’altro – ma è anche da considerarsi come un insieme di imprevisti, delusioni, illusioni e momenti di sofferenza.

Va bene così: ricordiamo che ogni emozione ci consente di crescere, imparare e ci stimola dall’interno a fare del nostro meglio se le affrontiamo in maniera corretta senza evitarle e sopprimerle. Perciò, se si tratta di una giornata “no” o addirittura di un periodo “no”, viviamo quella sofferenza oggi per poterla contrastare domani.

E se ci rendiamo conto di non potercela fare da soli non dobbiamo esitare nel chiedere aiuto: affidiamoci ad uno specialista, piuttosto, in grado di accompagnarci in un viaggio introspettivo volto a risolvere tutto ciò che crea instabilità e non ci fa stare bene.


Martina Tacchini | Graphic Designer & Content Writer
Email: info.martinatacchini@gmail.com

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