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Il coraggio di essere felici

La vita che desideri è alla tua portata


Nel mio percorso di crescita personale mi sono trovata più volte a dover fare i conti con il fatto che non stavo vivendo la vita che volevo, ma quella che mi ero abituata a vivere.

Mi focalizzavo sui problemi, concentrando tutte le mie energie nel cercare di risolverli, e così facendo, mi dimenticavo completamente delle cose che mi regalavano felicità.

Poiché la mia attenzione andava a ciò che non mi piaceva di me e che, dal mio punto di vista, andava cambiato per poter essere felice, finivo per non vedere la bellezza che c’era in me, quelle qualità che piacevano tanto alle persone che mi amano e che mi rendevano una buona amica, compagna, figlia, confidente, collega, ma, soprattutto, una bella persona.

Spesso pensiamo che siano i nostri difetti a impedirci di avere le cose che vogliamo, ma questa è solo una scusa.

Le caratteristiche che non ci piacciono di noi stessi o che addirittura detestiamo sono, in realtà, il valore aggiunto che rende unico ciascuno di noi.

E invece di ostinarci tanto a cambiarle, dovremmo chiederci come possiamo trasformare l’opinione che abbiamo di loro e come possiamo condividerle con gli altri per esprimere al massimo il nostro potenziale e vivere la vita piena che desideriamo.

Quando utilizziamo al meglio il tempo che abbiamo a disposizione e siamo consapevoli del nostro valore, contribuiamo anche al benessere e alla felicità di chi ci è accanto.


L’infelicità è sempre una scelta

Non dobbiamo confondere il concetto di “infelicità” con la tristezza o il dolore.

Mentre la tristezza e il dolore sono parte della nostra esperienza umana e sono passeggeri, l’infelicità come stato d’animo è una gabbia nella quale siamo noi stessi a rinchiuderci.

Essendo la felicità una scelta, anche l’infelicità la è.

Ma c’è una buona notizia: le scelte si possono cambiare.

Se utilizziamo il passato, i problemi, i rifiuti e i “no” che abbiamo ricevuto, i difetti, i tentativi falliti, la nostra (presunta) poca bravura o un brutto carattere come scusa per essere infelici ogni giorno, ci allontaniamo dalla vita che sogniamo e da quella che abbiamo il potenziale di vivere.

Restare ancorati al passato, alle nostre insicurezze, ai nostri dubbi e alle nostre paure ci preclude tutta l’abbondanza che la vita può darci. E spesso si tratta solo di una scusa per evitare il confronto con un possibile fallimento.

Ma sono anche altri i motivi per cui decidiamo di essere infelici.

Può fare male al nostro ego ammetterlo e a volte non siamo nemmeno consci di questo comportamento, ma essere infelici significa avere persone che si preoccupano per noi e che ci danno attenzione o anche punire quelle stesse persone, che ci amano così tanto da stare male se non ci vedono felici.

Purtroppo, però, finché non sceglieremo la nostra strada e i nostri sogni sopra ogni altra cosa, la felicità si allontanerà sempre più da noi.

Alla base di tutto c’è sempre il coraggio: il coraggio di staccarsi dagli schemi mentali tossici che abbiamo usato fino ad oggi; il coraggio di smettere di avere sempre bisogno di attenzione da tutti e di darci, giorno dopo giorno, l’attenzione che tanto mendichiamo dagli altri; il coraggio di andare in contro alla possibilità di sbagliarsi e di prendere anche una grossa cantonata; il coraggio, quindi, di commettere errori e di accettarli come parte del nostro processo evolutivo di esseri umani; il coraggio di affrontare e gestire l’ansia e le paure che emergono nel momento in cui diamo un passo verso l’ignoto; il coraggio di ammettere che abbiamo paura e che non abbiamo la più pallida idea di come gestirla; il coraggio di imparare ciò che ancora non sappiamo, senza per questo sentirci inferiori.


Qual è il tuo rapporto con te stesso?

Se faccio un passo verso i miei sogni, o magari un salto, e…scopro di non essere poi così bravo come pensavo, di non avere idee così originali, di essere un principiante totale?

E una lunghissima sfilza di storie che ci raccontiamo per non dare quel famoso passo. Ma è proprio quando siamo sul punto di cadere che troviamo l’equilibrio.

La felicità e la gioia di vivere ritornano quando smettiamo di pensare ai pericoli sul cammino e mettiamo i nostri sogni prima di tutto.

Invece di concentrarci su ciò che potrebbe andare storto, dobbiamo visualizzare ciò che vogliamo e lasciare che sia il nostro obiettivo a guidarci.

Ciascuno di noi ha il potenziale per raggiungere i suoi sogni.

Di solito, le cose che desideriamo maggiormente sono anche quelle che pensiamo siano impossibili per noi. Spesso scegliamo il dolore dell’abitudine, perché è più comodo e sicuro.

Ciò che non conosciamo ancora ci fa paura.

Fallire e non veder mai realizzato il sogno è più facile se non ci abbiamo nemmeno provato, perché potremo continuare ad usare una scusa dopo l’altra e a mascherare così la nostra insicurezza.

Nessuno sospetterebbe mai di niente e avremmo salvato la nostra immagine. Soprattutto nei confronti di noi stessi.

Quando abbiamo un bel rapporto con noi stessi, una sconfitta è un’occasione per coccolarci. Ci trattiamo come vorremmo essere trattati dai nostri migliori amici.

Quando, invece, siamo critici e severi nei nostri confronti, ecco che affrontare un insuccesso diventa terrificante.

Per questo, come parliamo a noi stessi e come ci trattiamo hanno un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei nostri sogni, perché non importa di quante persone ci circondiamo, quanti viaggi o quante cose facciamo, non possiamo scappare da noi stessi.

Appena ci fermiamo, appena rimaniamo da soli, appena ci guardiamo allo specchio, ritroveremo l’unica e sola persona che ci sarà sempre.

Per creare un bel rapporto con noi stessi dobbiamo scegliere di essere i nostri più grandi sostenitori, volerci bene, renderci felici con quelle piccole cose che ci fanno piacere, esserci nei momenti buoni e in quelli meno buoni, rispettarci, stabilire dei limiti sani con gli altri, trattarci proprio come vorremmo essere trattati e, se non ne siamo ancora capaci, imparare a farlo.


Coraggio: mettere da parte la paura e vivere pienamente

Per essere felici, dobbiamo sapere cosa vogliamo, dove stiamo andando e prepararci adeguatamente.

Per sapere cosa vogliamo e dove stiamo andando dobbiamo prenderci del tempo per scoprirlo, ritagliarci degli spazi di ascolto interiore e avere la pazienza di aspettare che ci arrivino le risposte che cerchiamo.

Una volta stabiliti gli obiettivi, vanno messi per iscritto.

Rileggerli ogni mattina ci aiuterà ad avere sempre ben presente dove stiamo andando per prendere la rotta giusta.

Se manteniamo l’attenzione su ciò che desideriamo, ci dimenticheremo delle nostre paure.

Si potrebbe pensare che rileggere gli obiettivi ogni giorno sia inutile e banale, ma presi come siamo dai nostri impegni quotidiani, fare spazio per i nostri sogni non è affatto scontato.

E dobbiamo anche tenere presente che spesso c’è anche una grande componente di paura che fa di tutto per allontanarli da noi.

Creare l’abitudine di pensare ai propri sogni è quindi un gesto di amore verso noi stessi al quale non dovremmo rinunciare.

Spesso entrano in gioco anche convinzioni limitanti che dipendono dal contesto in cui ci muoviamo e nel quale siamo cresciuti.

È utile trovare degli esempi di chi è già dove vorremmo essere e tenerli davanti ogni giorno sotto forma di immagini, magari mettendole in un punto nel quale siamo in grado di vederli anche mentre lavoriamo.

Il passaggio successivo è creare un piano d’azione.

L’importante è partire con piccoli obiettivi misurabili: se, per esempio, vogliamo cambiare lavoro, iniziamo a dedicare un’ora al giorno al lavoro che vorremmo fare, anche se ancora non ci pagano per farlo; oppure potremmo iscriverci ad un corso che ci prepari per quel lavoro e leggere libri sull’argomento.

Con il tempo, inizieremo a sentirci a nostro agio pensando alla vita che vogliamo e non ci saranno più le barriere mentali e le paure che abbiamo adesso.

Per cambiare gli schemi mentali che usiamo da tantissimo tempo dobbiamo prima di tutto cambiare il nostro modo di pensare e di relazionarci con la realtà che ci circonda e creare nella nostra mente, prima ancora che nella realtà, la nuova identità che vogliamo assumere.

Può essere una buona idea mettere per iscritto le nostre convinzioni limitanti (per es. non sono capace, non sono abbastanza, non gli piacerò mai, etc.) e poi sostituirle con i pensieri che avrebbe una persona che ha già le cose che vogliamo.

Rileggiamo questi pensieri positivi ogni giorno insieme ai nostri obiettivi.

Così facendo, inizieremo a sentirci pieni di vita e allegri, ritroveremo una gioia che pensavamo fosse persa e la nostra vita inizierà a cambiare, perché inizieremo ad attrarre quella stessa gioia e a trasmetterla agli altri.

E, ovviamente, passo dopo passo, arriveremo sempre più vicini ai nostri obiettivi fino a raggiungerli.

Se vuoi approfondire gli argomenti trattati in questo articolo, ti consiglio i seguenti libri:


Valentina Valoroso Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Valentina Valoroso
Copywriter | Traduttrice | Insegnante di Lingue | Autrice
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“Tutti abbiamo una parte sana della nostra mente e una parte insana. Noi negoziamo tra queste due parti; questa è la mia convinzione.”

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