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Connessioni affettive e relazioni online

Quando l’amore naviga su Internet


Con lo sviluppo rapido e diffuso della tecnologia e soprattutto del digitale, le relazioni virtuali stanno prendendo sempre più piede.

Sicuramente la pandemia con l’emergenza sanitaria per diffusione di Covid-19 e la conseguente impossibilità di incontrarsi dal vivo per lunghi periodi di tempo, ha contribuito considerevolmente all’incremento delle relazioni online.

Siamo tutti costantemente connessi al web e interconnessi, soprattutto grazie agli smartphone che ci accompagnano per tutta la giornata e in tutte le situazioni che viviamo, favorendo spesso una dissociazione dal mondo reale e da tutto ciò che succede attorno a noi, per traportarci in un mondo virtuale fatto di immagini altamente stimolanti, video a forte impatto emotivo e innumerevoli e costanti stimoli di ogni genere, destinati a catturare la nostra attenzione e ad allontanarci dalla realtà, dal qui-ed-ora di ciò che stiamo vivendo.

Sempre più vita reale e online si combinano e si confondono, tanto che ora si parla di onlife per sottolineare la continua e quotidiana interazione tra la realtà materiale e analogica e la realtà virtuale ed interattiva (Treccani, 2019).

Naturalmente tutto questo ha risvolti positivi e vantaggi, ma anche risvolti negativi sulle persone e sulle relazioni interpersonali.


Le relazioni affettive virtuali

In questo contesto così fortemente digitalizzato, sempre più frequentemente nascono relazioni affettive virtuali favorite dall’utilizzo di social network, forum ed App di incontri.

L’intermediazione della tecnologia digitale rende il rapporto con l’altro più semplice: lo schermo ci protegge da un’esposizione diretta, ci consente di mostrare un’immagine di noi filtrata e positiva, nascondendo eventuali difetti, punti deboli, fragilità; c’è una maggiore tendenza ad osare, perché la relazione viene vissuta come meno rischiosa e consente più facilmente di evitare emozioni di vergogna, imbarazzo, ansia e paura. Internet diventa pertanto il “luogo” ideale per incontrarsi, preservando la propria autostima ed evitando eventuali rifiuti diretti (Tinelli, 2020; Arci, 2019).

Basta abbandonare una conversazione e disconnettersi per allontanarsi da una persona, senza la necessità di fornire spiegazioni o affrontarla direttamente.

Per questo motivo le relazioni a distanza richiedono meno responsabilità.

Si tratta spesso di relazioni volatili e superficiali, di legami deboli che frequentemente nascono e finiscono rapidamente: sono relazioni permeabili proprio perché non “abitano” in un luogo fisico reale (Venere, 2020).

Ciò che viene principalmente tagliato fuori dalla relazione online è il corpo: la corporeità, il contatto fisico e visivo e tutto ciò che fa parte della comunicazione non verbale non sono presenti.

Tuttavia, sono proprio questi aspetti che rendono coinvolgente, reale e autentica una relazione; conseguentemente, quando vengono a mancare, si creano rapporti umani meno intensi e profondi e le capacità di empatia, comprensione dell’altro e gestione delle emozioni si indeboliscono (Mediare, 2022).


Le relazioni online: uno specchietto per le allodole

Come suddetto, si tratta per lo più di relazioni filtrate che ci permettono di fare una selezione delle informazioni da mostrare, così da apparire in maniera positiva agli occhi dell’altro.

Questo significa però che anche la persona con cui ci rapportiamo si mostrerà in maniera filtrata: tenderà a fornire una bella immagina di sé e a corrispondere alle nostre aspettative, al fine di essere riconosciuta positivamente.

La conseguenza sarà che difficilmente riusciremo a conoscerla per ciò che realmente è e, piuttosto, ne avremo un’immagine idealizzata.

Tale processo è favorito dall’assenza di un contatto fisico reale e dalla conseguente mancanza di una comunicazione non verbale che completi in maniera significativa la comunicazione verbale, che avviene per lo più tramite messaggi.

Se non percepisco i difetti e i punti deboli dell’altro, continuerò ad avere un’immagine positiva di lui e a vivere un amore ideale e idealizzato.

La tendenza sarà quella di attribuire all’altra persona caratteristiche che potrebbe non possedere realmente, perché automaticamente e senza accorgercene, “completiamo” con la fantasia e l’immaginazione i dati che ci mancano.

Tenderemo ad attribuirgli qualità sulla base delle nostre aspettative, sia dal punto di vista caratteriale che fisico, facendo sì che corrisponda più possibile alla persona che desidereremmo avere come partner.

La mancanza di un contatto fisico e di una comunicazione a 360°, fatta della parte verbale e di quella non verbale, determina un fraintendimento delle parole altrui, che vengono interpretate sulla base del nostro modo di vedere il mondo, dei nostri schemi di riferimento interni e sulla base dei nostri desideri.

Non avendo la possibilità di riscontrare dai gesti, dalle espressioni o dal tono di voce ciò che l’altro ci comunica per messaggio, attribuiamo a quello che scrive significati che molto spesso non hanno un riscontro reale e sono per l’appunto frutto delle nostre interpretazioni.


Motivazione e dipendenza dalle relazioni virtuali

Che cosa motiva questa ricerca di relazioni virtuali?

Solitamente il bisogno di trovare qualcosa che ci manca: riconoscimenti affettivi, attenzione da parte di una persona che sia presente, seppure virtualmente, che ci veda e ci riconosca, ricerca di un legame affettivo.

Bisogni e mancanze che talvolta vengono sentiti in maniera molto forte e che richiedono un soddisfacimento rapido e veloce che nella vita reale non è possibile.

È proprio quando questi bisogni affettivi si fanno più pressanti, che la persona può diventare fortemente dipendente da una relazione affettiva online.

In questi casi si parla di cyber relational addiction (Istituto A.T. Beck., 2022; Negrosini, 2022): la vita online comincia a sostituire sempre di più quella nel mondo reale e la persona sente l’impellente bisogno di rimanere in relazione online in maniera compulsiva per gran parte della giornata.

Non riesce ad interrompere questo eccesso di contatti virtuali che diventano l’unica forma di gratificazione sociale e affettiva, con una conseguente fuga dalla realtà.

Alla base ci sono una scarsa stima di sé e un’autosvalutazione, nonché una mancanza di fiducia in se stessi e nell’altro, la convinzione di non essere degni di amore, che porta ad accontentarsi di relazioni a distanza, perché si teme di non poter avere di meglio.

C’è una sottesa paura della relazione reale che richiede la capacità di fidarsi e affidarsi, che presuppone la possibilità e disponibilità a lasciarsi andare, senza controllare il rapporto con l’altro.

A livello neurofisiologico si determina un rilascio di dopamina e di ossitocina, neurotrasmettitori che generano un senso di gratificazione, che protrae e perpetua il bisogno e la ricerca di relazioni online (Wood, Solomon Lane, Keeley, Borowski, 2021).

Inoltre, l’attesa della risposta del partner virtuale, producendo uno scarico di adrenalina, fa sì che tali relazioni durino mesi o addirittura anni (Travini, 2019).

Si innesca il bisogno compulsivo di sentirsi importanti e desiderati dall’altro, che spinge a rimanere tante ore connessi e in relazione.

Si tratta tuttavia di un bisogno che non viene mai soddisfatto veramente in questi rapporti virtuali, la soddisfazione è sempre e soltanto temporanea e fugace, perché mancano, alla base, la capacità di auto-riconoscimento e la percezione del proprio valore.


Il Catfishing: quando si cade nella rete

Questo bisogno così forte di relazioni e di evitamento della solitudine, alla base della dipendenza da relazioni virtuali, può portare alcune persone a cadere in trappole ed inganni.

Molto diffuso è infatti il fenomeno del Catfishing.

Tale termine deriva da Catfish che letteralmente significa “pesce gatto” e che nel mondo dei social media indica una persona che crea in rete un profilo falso, fingendo di essere un’altra persona, al fine di instaurare relazioni, anche sentimentali (Bulli, 2022).

Le motivazioni che si nascondono dietro alla creazione di false identità virtuali possono essere molteplici.

In alcuni casi si tratta di individui con una scarsa stima di sé (in particolare rispetto al proprio aspetto fisico o ad altri aspetti personali), che utilizzano una falsa identità o il profilo di un’altra persona per risultare migliori agli occhi dell’altro, proteggendosi dal timore del rifiuto.

Per lo stesso motivo spesso evitano l’incontro reale con la persona con cui si relazionano online.

In altri casi ricercano una relazione parallela ad un’altra che hanno già nella vita reale e che, per qualche aspetto, non risulta del tutto soddisfacente: protetti dall’anonimato, ricercano online una relazione che possa gratificarli, che permetta loro di lasciarsi andare, senza censure.

In altri casi ancora si tratta di vere e proprie truffe finalizzate ad ottenere denaro, o ancora forme di vendetta contro qualcuno.

Dall’altra parte il catfish trova solitamente una persona fragile e bisognosa di affetto, che tendenzialmente svaluta e non presta attenzione a tutti i segnali che potrebbero far comprendere facilmente che si tratta di un inganno.

È talmente forte il bisogno di una relazione affettiva gratificante, il bisogno di riconoscimento emotivo, che preferisce non “vedere” chiari segnali di illusione e raggiro.

Una volta scoperta la truffa, solitamente, la persona caduta nella rete del catfish prova vergogna, senso di colpa per non essersi accorta dell’inganno, senso di tradimento e sfiducia nelle relazioni interpersonali.


Quali sono i vantaggi delle relazioni online?

Come su accennato, l’assenza di un contatto dal vivo rende la relazione virtuale meno temibile e più facile da gestire per chi è insicuro rispetto al proprio aspetto fisico; può favorire l’evitamento di un rapporto più intimo e profondo con l’altro, permettendo il mantenimento di un certo distacco.

La relazione online consente inoltre un controllo sulle tempistiche di risposta ai messaggi, per cui permette di connettersi e rispondere secondo i propri tempi, di evitare conflitti che potrebbero nascere in un contatto più frequente e quotidiano. Inoltre, rivedere i messaggi, le immagini, i video ed altri oggetti di scambio, consente di rimanere a contatto con l’altro anche quando non c’è, perpetuandone la sensazione di presenza costante.

Si tratta pertanto di relazioni che superano le dimensioni dello spazio e del tempo.


Conclusioni

In conclusione, le tecnologie digitali non vanno demonizzate perché fanno ormai parte integrante delle nostre vite e spesso ci aiutano a rimanere in contatto con persone distanti fisicamente da noi, o ad approcciarci a qualcuno che avremmo altrimenti difficoltà a contattare; basti pensare al ruolo che hanno avuto durante i lockdown per emergenza sanitaria da diffusione di Covid-19 degli ultimi anni.

Ne va fatto tuttavia un uso adeguato, evitando che finiscano per sostituire la vita reale, il contatto e le relazioni vis-a-vis.

È questo il messaggio che va veicolato e diffuso soprattutto verso le nuove generazioni, che sono quelle più vulnerabili ed esposte agli svantaggi della tecnologia e di Internet (Safer Internet Centre – Generazioni Connesse, 2022): investire sull’educazione affettiva e relazionale dei giovani dovrebbe essere il principale obiettivo da perseguire per favorire un miglioramento e una evoluzione della nostra intera società.


Bibliografia

Arci, V. (2019). L’amore virtuale. Perché si rivela una delusione.
Bulli, F. (2022). Catfishing: cadere nella rete delle relazioni virtuali da https://www.ipsico.it/news/catfishing-cadere-nella-rete-delle-relazioni-virtuali/
Istituto A.T. Beck. Dipendenza dalle relazioni virtuali (Cyber – relational addiction) (consultato il 06/09/2022).
Mediare. Virtuale è reale? Cosa cambia nei comportamenti e nelle relazioni online e offline. (consultato il 07/09/2022).
Negrosini, S. Problemi di coppia: le relazioni virtuali. (consultato il 07/09/2022).
Onlinfe.” Def. 1. Treccani – Neologismi (2019). (consultato il 24/08/2022).
Safer Internet Centre – Generazioni Connesse. Relazioni online. Quando le relazioni virtuali sostituiscono quelle reali. (consultato il 07/09/2022).
Tinelli, E. (2020). Le relazioni virtuali.
Travini, S. (2019). L’amore virtuale: una relazione nata e vissuta solo sul web è sbagliata?
Venere, A. (2020). Un amore di chat. Perché le relazioni online?
Wood, S., Solomon Lane, T., Keeley, B., Borowski, T. (2021). How catfishers exploit basic human neuroscience – Science explains why so many smart people let their guard down in the realm of online dating.


Dott.ssa Claudia Cioffi Autrice presso La Mente Pensante Magazine
Dott.ssa Claudia Cioffi
Psicologa e Psicoterapeuta Analitico Transazionale
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